L’Archivio

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Archivio per la categoria ‘Al Quaeda’

Iraq, arrestato leader di Al Qaeda

Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2007

Uno dei leader di al Qaeda in Iraq, Ahmed Mazhar al-Azzawi, è stato arrestato a Baquba , 60 chilometri a nord est da Baghdad, durante un’operazione congiunta fra forze americane e irachene. Lo afferma il quotidiano di stato al-Sabahr, spiegando che l’arresto è avvenuto ieri in seguito ad informazioni d’intelligence.Intanto, cecondo quanto rivela oggi il Washington Post, gli Stati Uniti stanno lavorando ad una nuova strategia per pacificare il Paese che comprende obiettivi politici e militari, fra cui la rimozione di personalità settarie dalle forze di sicurezza e dal governo. Il piano, che dovrà essere completato entro il 31 maggio, viene preparato da un gruppo ristretto guidato dal generale David Petraeus, comandante delle operazioni militari nel paese arabo, e dall’ambasciatore americano a Baghdad, Ryan Crocker.Il piano, di cui sono a conoscenza poco più di mezza dozzina di persone, fissa obiettivi per la fine di quest’anno e per quella del 2008, e si caratterizza per una visione più politica che militare, come mezzo per scongiurare la guerra civile.Parte del piano punta a creare contatti con gruppi locali, tribù, leader religiosi e amministratori provinciali per negoziari accordi a tutti i livelli per metter fine all’insurrezione. Accordi come quello raggiunto la settimana scorsa con le tribù della provincia di Babil, o che sappiano approfittare del movimento tribale contro al Qaeda nato nella provincia di al Anbar. Da tali intese saranno esclusi gruppi legati ad al Qaeda, considerati irriconciliabili.Una delle idee di fondo del piano è di consolidare il terreno in Iraq per porre le condizioni di un efficace passaggio di consegne al governo, in contrasto con la straegia del predecessore di Petraeus, il generale George Casey, che puntava ad un rapido trasferimento di responsabilità.Sul fronte della cronaca, il comando americano ha reso noto che due marine americani sono rimasti uccisi nella provincia di Anbar. I due sono morti ieri in operazioni di combattimento contro gli insorti sunniti. Salgono così a 73 i soldati statunitensi uccisi in Iraq nel mese di maggio.

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Al Qaeda: Presto attacco a Parigi

Pubblicato da Jake su 16 Maggio 2007

Il gruppo di al Qaeda che organizzò gli attentati di Londra e Madrid ha annunciato di voler colpire “a giorni” Parigi, perché
la Francia ha eletto Sarkozy. Il mullah Dadullah, ucciso sabato, ha detto in un’intervista pubblicata ieri che “kamikaze americani e britannici colpiranno le loro città”.

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Afghanistan, Nato lancia attacco

Pubblicato da Jake su 3 Marzo 2007

E’ in corso da ieri, da parte di forze americane e della Nato, un attacco in un’area dell’Afghanistan orientale. La zona e’ quella al confine pachistano: l’operazione potrebbe avere come bersaglio Osama bin Laden o un altro leader di Al Qaida: lo afferma la rete americana AbcNews, citando testimoni oculari e giornalisti locali. Fonti militari Usa non hanno escluso che l’obiettivo sia lo stesso bin Laden.

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Iraq: raid Usa su basi al Qaida

Pubblicato da Jake su 3 Marzo 2007

Raid aereo Usa su due sospette basi del braccio iracheno di al Qaida a nord-ovest di Baghdad. Uccisi almeno otto miliziani integralisti. Le basi sarebbero state utilizzate per il recente abbattimento di un elicottero americano. Nello scontro a fuoco che ha fatto seguito al bombardamento a nord di Taji, nove miliziani sono stati catturati, due dei quali sono arabi di nazionalita’ non irachena, sospettati di aver dato rifugio di recente a ‘importanti leader di al Qaida in Iraq’.

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Algeria: attentati in Cabilia

Pubblicato da Jake su 1 Marzo 2007

Attacchi terroristici simultanei sono stati compiuti contro numerosi posti di blocco militari in Cabilia, a pochi chilometri da Algeri.Gli attentati risalirebbero alla notte di martedi’, ma la notizia e’ apparsa solo oggi sulla stampa algerina, secondo la quale non si ha notizia di vittime. Gli attacchi, avvenuti simultaneamente, fanno seguito all’attentato del 13 febbraio scorso, che aveva causato sei morti e 13 feriti, rivendicato un gruppo vicino ad al Qaida.

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Iraq: Maliki accusa al Qaida

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2007

Al-Maliki ha accusato oggi Al Qaida per l’attentato di ieri contro una moschea sunnita di Habbaniya nella provincia di Al Anbar.’Al Qaida ha commesso un nuovo terribile massacro che ha provocato la morte di decine di civili che avevano appena terminato la loro preghiera’, ha detto il premier iracheno.La provincia di Al Anbar, a ovest della capitale, e’ un bastione della ribellione sunnita ma la cittadina di Habbaniya e’ dominata da un’alleanza tribale che si oppone ad Al Qaida.

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Gb: alto livello minaccia al Qaida

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2007

La minaccia di un attacco terroristico in Gran Bretagna da parte di islamici residenti e’ al suo piu’ alto livello dall’11 settembre. Lo scrive il Sunday Telegraph, che cita un rapporto segreto del governo. Oltre 2.000 individui potenziali, vicini alla rete al Qaeda di Osama Bin Laden, un numero maggiore rispetto alle stime dei servizi di sicurezza, starebbero preparando attacchi suicidi contro obiettivi non strategici, riferisce il settimanale britannico.

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Turchia: uomo al- Qaida invoca Jihad

Pubblicato da Jake su 16 Febbraio 2007

Un militante siriano di al-Qaida, sotto processo come ideatore di attacchi suicidi, ha rivolto oggi un appello alla guerra santa. Luoai al Sakka e’ accusato di aver pianificato e assicurato i finanziamenti per gli attentati a Istanbul contro due sinagoghe, il consolato britannico e una sede della banca Hsbc nel novembre 2003, azioni rivendicate da una cellula turca di al-Qaida e che fecero oltre 60 vittime. ‘Siamo vicini alla vittoria. Il tempo per la Jihad e’ venuto’, ha detto Sakka.

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Istanbul: 7 ergastoli per bombe 2003

Pubblicato da Jake su 16 Febbraio 2007

Sette condanne all’ergastolo al processo sugli attentati suicidi con autobomba nel novembre 2003 a Istanbul. Di quelle esplosioni, che causarono oltre 60 morti, una cellula di al-Qaida aveva rivendicato la responsabilita’. Tra i condannati dal tribunale turco ci sono il siriano Louai al Sakka e il turco Harun Ilhan, che si sono dichiarati membri di al-Qaida. Gli imputati al processo erano 74, quasi tutti turchi.

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Al Qaida: colpire petrolio Usa

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Un gruppo saudita di Al Qaida afferma che tutti i siti petroliferi che servono agli Usa dovrebbero essere colpiti, non solo in Medio Oriente. La minaccia di Al Qaida di colpire le fonti del petrolio destinato agli Stati Uniti in tutto il mondo e’ apparsa sul sito web della rivista dal titolo Organizzazione di Al Qaida nella Penisola Arabica, Sawt al Jihad (Voce della Jihad, guerra santa). Nel messaggio vengono indicati Canada, Venezuela e Messico, tutti fornitori di petrolio agli Stati Uniti.

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Terrorismo: Francia, 11 arrestati

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Undici persone sono state arrestate oggi in Francia nel quadro di una retata antiterrorismo. Su nove di esse grava il sospetto che abbiano ‘legami con l’organizzazione terroristica al Qaida’. Lo ha annunciato un comunicato del ministero dell’Interno francese.

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Iraq: arrestati 27 membri Al Qaida

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

L’esercito Usa ha annunciato di aver arrestato 27 presunti membri dell’ala irachena di Al Qaida in diverse operazioni vicino a Baghdad. ‘Forze della coalizione hanno arrestato 27 presunti terroristi durante operazioni che avevano come obiettivo la rete di Al Qaida in Iraq’, ha precisato l’esercito in un comunicato. Uno dei raid e’ avvenuto a Ramadi, bastione dell’insurrezione sunnita in Iraq, nella provincia di Al-Anbar. Un altro, alla periferia della capitale.

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Algeria: Al Qaida rivendica

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

La televisione del Qatar al Jazira annuncia che gli attentati di oggi in Algeria sono stati rivendicati da al Qaida per il Maghreb. Negli attentati di oggi in Algeria sono morte sei persone. La rivendicazione e’ stata fatta con una telefonata alla televisione. Anche un sito Internet, usato normalmente dai fondamentalisti, ha pubblicato il testo di una rivendicazione. Gli attentati nella notte hanno colpito alcuni commissariati.

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Algeria: attentati in serie, vittime

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

Numerose bombe sono esplose stamani contro gendarmerie in una zona dove si annidano ancora i terroristi del Gspc e ci sarebbero delle vittime. Le esplosioni sono avvenute nella zona tra Boumerdes (30 km ad est di Algeri) e Tizi Ouzou, dove ci sono ancora terroristi del movimento ribattezzato Organizzazione di Al Qaida per il Maghreb islamico.

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Afghanistan: uomini al Qaida al Sud

Pubblicato da Jake su 11 Febbraio 2007

Centinaia di combattenti appartenenti a al Qaida si sono infiltrati nella provincia di Helmand, nell’Afghanistan meridionale. Lo ha detto il governatore della provincia.’Secondo le nostre informazioni, si tratta di circa 700 terroristi di al Qaida giunti nei distretti di Sangeen e Kajaki provenienti dal Waziristan (una zona tribale del Pakistan, ndr)”, ha detto il governatore, Assadullah Wafa.’La maggior parte sono ceceni, cinesi, uzbeki e pachistani’.

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Autobomba a Baghdad, 14 vittime

Pubblicato da Jake su 10 Febbraio 2007

Un’autobomba e’ esplosa stamani nel centro di Baghdad, provocando almeno 14 tra morti e feriti. Lo ha riferito l’agenzia irachena Nina. Citando fonti della polizia, l’agenzia ha precisato che l’autobomba e’ esplosa nel quartiere di Karrada Dakhel, dov’e’ stata fatta detonare a distanza. La tv irachena Al Iraqiya, intanto, ha riferito che Mahmud al-Hayani, sospettato di essere legato al braccio iracheno di Al Qaida, e’ stato catturato insieme a tre complici in un raid a nord di Baghdad.

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Lettera Osama, colpire la Francia

Pubblicato da Jake su 9 Febbraio 2007

Il quotidiano al Hayat pubblica oggi una lettera attribuita a Osama bin Laden, nella quale il leader di al Qaida esorta a colpire la Francia. ‘Cercando obiettivi che causino maggior dolore. Questo Paese infedele per lungo tempo ha colonizzato i Paesi musulmani – continua la lettera indirizzata a un dirigente del gruppo salafita – oggi sostiene la banda di miscredenti che governa l’Algeria con pugno di ferro’. E’ vostro ‘legittimo diritto combatterla… perche’ alleata degli Usa e degli ebrei’.

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Afghanistan: presi membri al Qaida

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

I militari Usa hanno catturato in Afghanistan due presunti militanti di al Qaida vicino al confine con il Pakistan.I due – si legge in una nota dei militari Usa dell’ Isaf (Nato) – sono entrambi afgani e sono stati bloccati a Hakimabad, nella provincia di Nangarhar. ‘L’operazione – afferma la nota – e’ stata condotta sulla base di informazioni che riguardano un membro di al Qaida noto per la sua corrispondenza con i capi’ dell’organizzazione fondata da Osama bin Laden.

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Terrorismo: un arresto in Spagna

Pubblicato da Jake su 5 Febbraio 2007

Un marocchino sospettato di far parte di un’organizzazione terroristica legata ad al Qaida e’ stato arrestato in Spagna. Lo rende noto il ministero dell’Interno. L’uomo, arrestato nella provincia di Tarragona, si chiama Mbark el-Jaafari e sarebbe legato anche al Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (Gspc). Ricercato dalle autorita’ marocchine, reclutava volontari per la ‘guerra santa’ (jihad) in Iraq, Marocco e Algeria.

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Turchia: a giudizio membri Al Qaida

Pubblicato da Jake su 3 Febbraio 2007

Arrestati e rinviati a giudizio 38 dei 48 sospetti membri turchi di Al Qaida fermati in un’ operazione antiterrorismo in 7 citta’ turche. La decisione dopo che il ritrovamento delle prove, costituite da armi e documenti falsi, di piani terroristici di quella che sembra una vasta e ramificata cellula di al Qaida in Turchia. Non confermata da alcuna fonte la notizia diffusa dalla rete televisiva turca Ntv secondo cui gli arrestati stavano pianificando un attacco contro il premier turco Erdogan.

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Turchia: in manette capo Al Qaida

Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007

Ci sarebbe anche il capo di al Qaida in Turchia tra le 48 persone arrestate ieri nel corso di una vasta operazione anti-terrorismo. L’operazione, condotta in 5 citta’, e’ stata estesa oggi ad altre due citta’. Lo rende noto l’agenzia di stampa Anadolu precisando che l’uomo si chiama Ekrem K. Secondo la rete Cnn Turk i 48 arrestati stavano preparando attentati dinamitardi in Turchia. Le indagini si svolgono a Konia, ritenuto il centro delle attivita’ di al Qaida nel Paese.

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Somalia: Usa confermano nuovo raid

Pubblicato da Jake su 24 Gennaio 2007

I media riferiscono di aver ricevuto dal Pentagono conferma di un nuovo raid aereo compiuto dalle forze militari Usa in Somalia. L’operazione segue un primo raid effettuato il 7 gennaio scorso. L’obiettivo sarebbe lo stesso del primo raid: colpire gli estremisti musulmani e i dirigenti di Al Qaida che si sarebbero rifugiati nell’area dopo aver lasciato Mogadiscio, a causa dell’arrivo delle truppe etiopiche.

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Zawahiri: Abu Mazen ‘traditore’

Pubblicato da Jake su 24 Gennaio 2007

Il ‘numero due’ di Al Qaida, Ayman al Zawahiri,ha invitato i palestinesi ad abbandonare il presidente Abu Mazen, da lui definito un traditore.Secondo Zawahiri, il presidente palestinese ha venduto la sua religione e la terra palestinese. In un messaggio video diffuso su Internet, il braccio destro di bin Laden afferma che Abu Mazen e il suo consigliere Mohammed Dahlan, gia’ capo dei servizi di sicurezza palestinesi, sono ‘laici che hanno venduto la Palestina a sono nemici della legge islamica’.

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Iraq: uccisi 93 insorti Al Qaida

Pubblicato da Jake su 23 Gennaio 2007

Le forze militari Usa hanno ucciso 93 insorti legati ad Al Qaida e ne hanno catturati altri 57, secondo quanto riferito da un portavoce.E’ il risultato di un’operazione durata 10 giorni nella provincia di Diyala, nell’Iraq centro-orientale. Il colonnello David Sutherland ha precisato che sono stati scoperti e distrutti 25 depositi clandestini di armi ed esplosivo, contenenti fra l’altro 1.400 razzi Katiusha.

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Pakistan: Omar non e’ qui

Pubblicato da Jake su 18 Gennaio 2007

Il Pakistan respinge l’accusa che il Mullah Omar si nasconde nel Paese sotto la protezione dei servizi segreti di Islamabad. Dopo tante ‘voci’ l’accusa viene stavolta dal capo taleban Mohammad Hanif catturato due giorni fa in una provincia afgana. In un video registrato dopo il suo arresto e reso noto ieri da Kabul, Hanif afferma testualmente che il Mullah Omar vive a Quetta sotto protezione dell’Inter-Services Intelligence (Isi, i servizi di sicurezza pachistani).

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Raid aereo americano in Somalia

Pubblicato da Jake su 9 Gennaio 2007

L’aviazione statunitense ha condotto un attacco nel sud della Somalia contro integralisti sospettati di legami con Al Qaida, secondo quando dichiarato all’agenzia Afp dal portavoce del governo somalo, che ha cosi’ confermato precedenti informazioni trasmesse da tv americane . “Sappiamo che un aereo americano ha condotto un attacco contro bersagli di Al Qaida nel sud della Somalia ieri pomeriggio”, ha affermato Abdirahman Dinari da Baidoa (250 km a nord ovest di Mogadiscio), dove ha sede il governo di transizione somalo. “Il bersaglio – ha aggiunto – era un piccolo villaggio, Badel, dove si nascondevano i terroristi. L’aereo ha colpito il bersaglio con precisione”. “Molta gente e’ stata uccisa – ha affermato il portavoce – Molti cadaveri erano sparpagliati nella zona, ma noi non sappiamo chi fossero. Il raid e’ stato pero’ un successo”.
“Gli americani affermano che un esponente di al Qaida che dirige operazioni in Africa orientale e’ fra gli islamici”, nel villaggio di Hayo, colpito dal raid, ha detto il portavoce del governo di transizione somalo, che non ha precisato se il dirigente di al Qaida sia effettivamente morto nell’operazione o meno. Nell’operazione, ha confermato, sono morte diverse persone. Il villaggio di Hayo e’ nella punta meridionale della Somalia, fra Afmadow e Doble, un’area di foreste in cui l’esercito somalo e le truppe etiopiche hanno inseguito le milizie delle Corti islamiche in fuga da Mogadiscio e dal resto della Somalia dopo l’offensiva di Addis Abeba, e dove si annidano le ultime sacche di resistenza. Il raid di oggi, il primo condotto dagli Stati Uniti in Somalia dopo gli anni ‘90, e’ stato condotto da un aereo-cannoniera Ac-130. Si tratta di una versione modificata del C-130 ‘Hercules’ dotato di sofisticate apparecchiature elettroniche di puntamento e armato di diversi tipi di cannoni automatici e mitragliatrici capaci di un intenso volume di fuoco contro obiettivi a terra. L’aereo, ha confermato l’emittente americana Cbs, che per prima ha dato la notizia citando fonti anonime del Pentagono, e’ decollato da Gibuti per il comando Usa per le Operazioni speciali nel Corno d’Africa.

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Berlusconi sviene sul palco e i siti di Al Quaida esultano

Pubblicato da Jake su 26 Novembre 2006

La notizia del malore che ha colto oggi l’ex premier Silvio Berlusconi a Montecatini Terme non è passata inosservata nemmeno nei forum islamici vicini alla rete di al-Qaeda. A un paio di ore di distanza dall’episodio i frequentatori dei forum che pubblicano i comunicati della guerriglia irachena e delle milizie talebane afgane, e che fungono anche da mezzo di informazione per i mujahidin sparsi nel mondo, hanno lanciato un flash.

Il primo messaggio titolava: “Allah è grande, Berlusconi è caduto d’avanti ai suoi ascoltatori”. Questa notizia ha scatenato la curiosità di decine di seguaci di al-Qaeda, che sono entrati nel corso del pomeriggio nella pagina web per avere ulteriori ragguagli su quanto è accaduto. Alcuni, come un membro del forum che si fa chiamare Abu al-Muhajir al-Zarqawi, ha chiesto: “Allah è grande, è caduto un nemico di Allah. Ha avuto una crisi o cosa? Mica è morto? Per favore informateci presto”.

Quasi tutti gli altri messaggi sono invece di esultanza trovando scritta solo la formula di battaglia dei combattenti islamici “Allah è grande”, mentre l’ultimo inserito in ordine di tempo informa sulla ripresa in salute del leader di Forza Italia e commenta: “Quando si è svegliato tra le braccia dei suoi medici credeva di essere tra le braccia dei soldati di Bin Laden. Giuro su Allah che loro hanno paura”.

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Dopo Al-Qaeda anche i Talebani pronti a colpire l’Europa

Pubblicato da Jake su 26 Ottobre 2006

I guerriglieri radicali afghani talebani, hanno trovato la “giustificazione” morale che d’ora in avanti permettera’ loro di compiere attentati terroristici in Europa non solo nei confronti di uomini politici ed alti esponenti sociali, bensi’ e soprattutto nei confronti di persone comuni al fine di vendicarsi dell’invasione che nel 2001 segno’ la caduta del loro regime in Afghanistan. Evidentemente le leggi della vendetta vengono dedotte in maniera elementare dalla stessa idea della democrazia.
In un’intervista esclusiva rilasciata all’emittente satellitare britannica “Sky News”, e piu’ precisamente alla giornalista Alex Crawford, che lo ha intervistato in una localita’ segreta in una regione al confine tra l’Afghanistan ed il Pakistan, il mullah Mohammed Amin, un comandante della guerriglia afghana, ha dichiarato che “il terrorismo contro le persone comuni in Europa e’ giustificato perche’ sono loro che hanno votato i governi che hanno mandato gli invasori stranieri. Loro sono venuti nelle nostre case ed hanno attaccato le nostre donne ed i nostri bambini”. “Ci sono le persone comuni dietro a tutto cio’ – ha continuato il mullah Amin – e noi non le risparmieremo. Le uccideremo e rideremo di loro, come loro ci uccidono e ridono di noi”.
Oltre ad Al-Qaeda dunque, un’altra minaccia incombe sull’Europa, dal momento che i talebani, per bocca di uno dei loro capi, sono fermamente intenzionati a compiere atti terroristici nelle maggiori citta’ europee. A differenza pero’ dei seguaci di Bin Laden che ricorrono prevalentemente ai kamikaze, i talebani non sono intenzionati a sacrificarsi in nome di Allah, preferendo il cosiddetto “modello di Baghdad”, cioe’ bombe e mine attivate a distanza e fatte esplodere in luoghi affollati. “Sono la nostra tattica migliore”, ha dichiarato a proposito il mullah Amin.

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In Iraq come in Afghanistan: adultera lapidata

Pubblicato da Jake su 22 Ottobre 2006

Come nell’Afghanistan dei talebani, in Iraq una giovane donna accusata di adulterio è stata lapidata pubblicamente dai seguaci di Al Qaeda. Condannata a morte dai guerriglieri islamici legati a Osama Bin Laden, la ragazza, di 22 anni, è stata uccisa attraverso la lapidazione nella cittadina di Al-Qaim (320 km a nord-ovest di Baghdad).
A riferire la notizia sono state fonti giornalistiche nella capitale irachena. Citando un medico di Al-Qaim che ha voluto restare anonimo, le fonti hanno precisato che nei giorni scorsi l’adultera è stata lapidata di fronte all’intera popolazione della cittadina a ridosso del confine con la Siria, chiamata ad assistere all’esecuzione come facevano i cosiddetti “Studenti di Allah” in Afghanistan.
La lapidazione è un tipo di pena di morte, diffusa fin dall’antichità, nella quale il condannato è ucciso attraverso il lancio di pietre. Spesso tale supplizio avviene con la partecipazione della folla. Usata fin dall’antichità per punire adultere, prostitute, assassini e, nella tradizione islamica anche gli apostati e gli omosessuali, la lapidazione, è ancora oggi presente nella giurisdizione di alcuni Stati musulmani, come Iran, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Afghanistan e Yemen, il cui diritto è strutturato sulla legge coranica.
Il condannato viene solitamente sepolto nel terreno fino al collo, o bloccato in altri modi del genere e colpito dalle pietre scagliate dalla gente. La morte può essere causata da danni al cervello, da asfissia o da una combinazione di ferite, mentre la persona può essere colpita più volte senza perdere conoscenza.
Sempre nella parte occidentale dell’Iraq, i militanti di Al Qaeda, raccolti nel Consiglio dei Mujaheddin, hanno distribuito volantini vicino alle moschee e alle scuole della cittadina di Hit, in cui hanno intimato alle ragazze dai 14 anni in su di non frequentare le scuole.
Nei volantini gli estremisti musulmani hanno inoltre vietato l’istruzione mista nelle scuole di ogni grado e hanno minacciato di morte chiunque violerà il divieto.
Dalla Somalia giunge intanto notizia di un’altra condanna a morte lanciata da radicali islamici contro un gruppo di musicisti colpevoli solo di praticare la loro arte, quella della musica.
Si tratta di otto membri della Commissione nazionale per la musica della Somalia, affiliata all’Unesco, condannati alla pena capitale dalle Corti islamiche che hanno sottomesso il Paese alla sharia, la legge coranica.
Le vittime della fatwa sono musicisti e musicologi, tra cui tre donne, che 24 ore dopo la condanna a morte sono riusciti a fuggire in Kenya, abbandonando le loro famiglie, per scampare alla furia degli integralisti di Moametto.
Ne parla Magdi Allam sul Corriere della Sera, spiegando che «la fatwa delle Corti islamiche è stata emessa dopo un raid contro la sede della Radio dell’Africa Orientale a nord di Mogadiscio, che abitualmente trasmetteva musica per la capitale e nei dintorni. È stata definitivamente chiusa. L’11 settembre scorso un’altra incursione contro Radio Jowhar, sempre a Mogadiscio, ha portato all’abolizione totale dei programmi musicali. Da allora è autorizzata a diffondere solo il Corano, dottrina islamica e i notiziari ufficiali».
«Gli estremisti islamici somali – continua Allam – sulla scia di quanto fecero i talebani in Afghanistan nel 1996, hanno già chiuso tutti i cinematografi, messo fuorilegge i film, proibito la visione della televisione nei luoghi pubblici, vietato le celebrazioni dei matrimoni che contengano canti o danze, imposto ovunque la segregazione sessuale. Stanno cioè distruggendo dal di dentro la persona per trasformarla in un robot al servizio del loro potere dittatoriale ammantato di islam. Ma a quanto pare tutto ciò non interessa a nessuno. Tranne che a Bin Laden. Perché lì potrà probabilmente rilanciare il suo sogno del califfato islamico».

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Gli hacker amici di Al Qaeda minacciano il sito internet vaticano

Pubblicato da Jake su 12 Ottobre 2006

È stato preannunciato per ieri sera il lancio di un violento attacco contro il sito internet ufficiale del Vaticano da parte di hacker islamici vicini alla rete di Al Qaeda. Lo annuncia un messaggio inserito in uno dei forum solitamente usati dalla guerriglia irachena sul web. L’appuntamento è stato fissato per le 20 ora italiana quando numerosi esperti di informatica che frequentano solitamente i siti di propaganda del terrorismo islamico cominciano ad attaccare contemporaneamente il portale ufficiale della Santa Sede: il gesto dimostrativo in risposta alla lezione tenuta da papa Benedetto XVI a Ratisbona sull’Islam.
L’appello – ribattezzato “Nuovo piano per attaccare il Vaticano, attacco in difesa del profeta” – è stato diffuso nei giorni scorsi e ha ricevuto numerose adesioni da parte degli utenti dei forum di Al Qaeda. «Cari fratelli che volete difendere il profeta e che fate parte di questo e di altri siti – si legge nel messaggio – cari fratelli che non volete stare fermi con le mani in mano in silenzio da vili (e sono sicuro che siete in tanti) il nostro profeta è stato offeso e non ancora vendicato. Non potremo rallegrarci fino a quando non l’avremo vendicato e per questo vi invito tutti a partecipare alla prossima missione».
Il piano prevede un attacco del sito ufficiale della Santa Sede (http://mv.vatican.va/) della durata di quasi due giorni, senza sosta in modo da impedire ai tecnici del Vaticano di riaprire il portale.
La modalità più plausibile di questo attacco è quella del cosiddetto DoS (Denial of Service), un sistema utilizzato dagli hacker per bloccare agli utenti l’accesso a un computer: si tratta di una sorta di “bombardamento” di richieste di accesso che saturano le risorse del server collegato al sito e rendono il sistema instabile. Iniziative del genere hanno già colpito numerosi siti ufficiali, come quello del premier britannico, del governo olandese e della stessa Casa Bianca (in quel caso riuscirono addirittura a modificare la home page).
L’attacco «dovrà bloccare l’uso di internet – continua l’appello – iniziando da mercoledì 11/10/2006 alle ore 9 di sera orario della Mecca fino a venerdì alle ore 9 di sera. Invito tutti a partecipare dal momento che l’attacco necessita di molte persone. Chiedo ad Allah di aiutarci per questa operazione».
Si tratta della primo attacco informatico organizzato da internauti islamici contro un sito legato alla Chiesa cattolica. La mole delle risposte che sono giunte nel forum farebbe pensare ad una forte adesione a questa iniziativa, legata – nonostante le spiegazioni di Benedetto XVI per le parole del discorso di Ratisbona – al crescente sentimento anti-cattolico emerso in ambienti integralisti islamici.
L’altro giorno, intanto, una folla di manifestanti ha assaltato con bombe molotov e sassate l’ambasciata danese a Teheran per la diffusione del video in cui Maometto è raffigurato nei panni di un kamikaze.

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Iraq, arrestato il n.2 di al Quaeda

Pubblicato da Jake su 3 Settembre 2006

Il n.2 di al Qaeda in Iraq è stato arrestato alcuni giorni fa. Ne ha dato notizia l’addetto alla sicurezza nazionale in Iraq Mowaffak al-Rubaie, in una conferenza stampa tenuta stamane. Si tratta di Hamed Juma Faris al-Suaidi, anche conosciuto come Abu Humam or Abu Rana, vice di Abu Ayyub al-Masri, che guida le milizie sunnite dei ribelli dopo che l’esercito Usa ha ucciso Abu Musab al-Zarqawi, a giugno.
“E’ stato catturato a metà giugno, a nord di Baquba, non lontano dal luogo dove è stato ucciso Zarqawi. Si nascondeva in una casa utilizzata da alcuni famiglie – ha spiegato al-Rubaie – intendeva usare donne e bambini come scudi umani, nel caso nel quale i militari avessero cercato di catturarlo”.
“Posso dire che al Qaeda in Iraq è stata duramente colpita”, ha concluso al-Rubaie, precisando che le informazioni raccolte grazie a questa operazione hanno portato all’arresto o all’uccisione di altri 20 sospetti militanti di al Qaeda in Iraq.
Al Saidi era il capo diretto di Haithem al-Badri, il responsabile dell’attentato contro la moschea di Samarra – ha aggiunto il consigliere alla sicurezza.

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Al Qaida esorta a colpire Danimarca

Pubblicato da Jake su 12 Maggio 2006

Un membro di Al Qaida ha esortato i musulmani ad attaccare Danimarca, Norvegia e Francia, come rappresaglia per le caricature del profeta. L’ invito e’ stato rivolto con un video da un libico evaso con altri tre terroristi nel luglio scorso dalla prigione militare americana di Bagram, in Afghanistan. Il 22 aprile un altro dei quattro evasi, un saudita, aveva diffuso un video per incitare i mujahiddin alla lotta in Arabia Saudita.

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Autori vignette nel mirino al Qaida

Pubblicato da Jake su 9 Maggio 2006

Secondo un giornalista pachistano, 12 membri di Al-Qaida sarebbero diretti in Danimarca per assassinare gli autori delle vignette su Maometto. In un’intervista alla tv Al Arabiya, Hamid Mir, noto per aver intervistato Bin Laden, ha citato fonti dei taleban secondo cui i 12, partiti dall’Afghanistan, sono gia’ arrivati in Iran per proseguire verso la Danimarca, dove intendono uccidere gli autori delle vignette pubblicate sul ‘Jyllands Posten’. L’informazione non ha ricevuto conferme da altre fonti.

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La candidata verde che scrive poesie in onore di Bin Laden

Pubblicato da Jake su 5 Aprile 2006

Con la voce pigola come un pulcino, con la penna ruggisce come un leone. Versi da carta vetrata, ruvidissimi, quelli di Lia Briganti, professoressa di linguistica, semiotica e semantica, col pallino della politica. È un po’ come la Rai – di tutto di più – la pasionaria col vezzo della poesia. È pacifista, verde, radicale, cattolica, ambientalista, liberale, socialista. Oggi in corsa per la Camera in Emilia, con la pettorina del Sole che ride, in queste ore sta provocando un putiferio sul web per aver scritto sul forum dei radicali alcuni versi da brivido. Già, perché lei ha dedicato un poemetto nientepopodimenoché a Osama Bin Laden, sbeffeggiante e impunito regista della più orribile strage terroristica della storia.
Titolo: «Augurio di bene. Ad Osama Bin Laden e alla Jihad islamica». Eccolo: «È l’Iris/come l’arcobaleno/splendente/luce/celeste/nel candido petalo/racchiusa (…)/La pace/e la bontà/siano/per sempre con voi». Non solo. «Poesia dedicata ai militanti di Fatah» recita: «Oh miliziani/ voi mi appariste/ in sogno/ ed io percepii/ le cause/ della vostra veemente/ violenza:/ fiumi di lacrime/ di inconsolabili madri/ lo sguardo vostro/ offeso/ da un confine limitato (…)».
Altra chicca sono i versi dedicati allo sceicco Ahmad Yassin, l’ex leader di Hamas. Sotto la sua guida l’organizzazione terroristica ha fatto piangere a Israele 377 concittadini trucidati, più di 3mila feriti o mutilati. E ad ogni notizia di attentato era solito esaltare gli assassini, definendoli «martiri». Ed ecco i versi di «Tre parti in uno»: «Io vidi/ in sogno/ lo Sceicco Ahmad Yassin;/ era trasparente/ e azzurrino/ e il suo capo,/ era velato./ Il suo sguardo/ era pietoso/ e mite/ per le contese/ di Palestina./ Egli mi vegliava,/ mentre/ questi versi/ erano in me/ ispirati./ Or cessi/ la contesa/ tra l’Oriente/ e l’Occidente,/ poiché/ benevole/ forze celesti/ chiedono/ che gli opposti/ intendimenti/ si chiariscano».
Yassin musa della sua lirica? L’autrice minimizza e scansa le schegge di una polemica che a molti fa venire la pelle d’oca: «Scrivo i miei sogni, tutto qui. Mi sveglio e li annoto subito». Sogni. Incubi, se l’onirica immagine di Yassin ha «lo sguardo mite e pietoso» e se – altra poesia dedicata ai miliziani di Fatah – «Vi vidi/ salir/ sugli spalti/ vivaci/ come furetti/ librarvi/ nell’aria,/ come fringuelli,/ saltare/ sui tetti/ come capretti». Immagine tenera e bucolica ma che non ha certo commosso molti. Anzi, addirittura il segretario dell’Assemblea Musulmana d’Italia Shaykh Abdul Hadi Palazzi (non l’ambasciatore di Israele), scorsi i componimenti della Briganti, ha scritto subito a Daniele Capezzone: «Ho letto gli impavidi deliri allucinanti di una certa Lia Briganti. Un soggetto del genere si permette di usare il sito ufficiale dei Radicali italiani per divulgare orride poesie apologetiche del terrorismo. Capisco che ragioni di schieramento vi portino a ritrovarvi alleati impresentabili di questo genere. Ma ti chiedo di fare al più presto pulizia nel sito, di cancellare queste ignobili tracce di pornografia ideologica».
Ma l’autrice, vincitrice in passato di diversi premi letterari, non si scompone, non ci sta a far la parte dell’ennesima impresentabile candidata Unionista e, anzi, cerca di scrollarsi di dosso qualche compagno scomodo: «Condanno, ripeto con-dan-no, chi brucia le bandiere, siano esse a stelle e strisce o meno. Condanno ogni forma di violenza di piazza. Condanno chi grida 10, 100, 1000 Nassirya. Di più, io sono favorevole alla presenza italiana in Irak, perché trattasi di missione umanitaria». Certo che quei versi… «Non capisco lo scandalo: quello per Osama è solo un augurio, è puro sentimento cristiano, è messaggio d’amore anche per il nemico. Sono cattolica e liberale». E i kamikaze? E la guerriglia irachena? «Atti di sabotaggio terroristici. Sì, sono terroristi».
Ma intanto sul Internet rimane il botta e risposta tra chi sostiene la poetessa e chi s’indigna. Tra questi, uno verga: «Provo anch’io a scrivere una poesia: O dolce/ bambina/ che vai/ per i mercati/ di Tel Aviv,/ BOOOOOM!».

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Elezioni in Iraq: la sconfitta dei “resistenti”.

Pubblicato da Jake su 19 Dicembre 2005

D’ora in poi non si dovrebbe più parlare di «resistenti», o della versione più edulcorata di «ribelli » o «guerriglieri», in Iraq. Perché sono gli stessi sedicenti «resistenti» ad avere innalzato la bandiera bianca e aderito al processo democratico tramite il baratto dell’impunità in cambio della deposizione delle armi. Armi in realtà spuntate visto che il 90 per cento degli attentati contro civili e militari, iracheni e stranieri, sono stati finora opera di Al Qaeda. È questo il principale risultato delle elezioni legislative in Iraq, qualunque sarà la composizione del prossimo Parlamento. (…)In Iraq la sedicente «resistenza» si è rivelata un boomerang per chi ha immaginato di poter strumentalizzare la violenza, oltretutto quella messa in atto da terroristi suicidi arruolati all’estero, per destabilizzare il fronte interno e seppellire l’aspirazione popolare alla libertà. L’assassinio del leader sunnita Mozher al Dulaimi, presidente del «Partito progressista iracheno libero», il 13 dicembre a Ramadi, ha confermato come oramai il terrorismo si sta ritorcendo contro i suoi stessi burattinai. Dopo averlo elevato al nobile rango di «resistenza» quando a morire erano i soldati della forza multinazionale seppur legittimata dall’Onu, si è cominciato a nutrire dei dubbi quando a essere presi di mira sono stati i militari e i poliziotti iracheni, fino all’orrore e allo sdegno quando si è colpito indiscriminatamente tra la popolazione civile sciita e curda. Oggi è arrivato il turno dei sunniti. Perché il terrorismo è una spirale avvelenata che non risparmia nessuno. Gli iracheni l’hanno capito sulla propria pelle. Ora speriamo che lo capiscano anche gli occidentali che, seduti comodamente sulle poltrone del salotto, continuano a idealizzare e esaltare la «resistenza» irachena.

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Al Qaeda vuole che votiate la Sinistra

Pubblicato da Jake su 24 Novembre 2005

Un messaggio di minacce ai principali leader occidentali – fra cui anche Silvio Berlusconi – con espliciti riferimenti alla politica interna italiana (come le polemiche sul sindaco di Marano, Mauro Bertini) e’ stato diffuso questa mattina in un forum islamico su Internet. Nel documento – la cui attendibilita’ e’ ancora da verificare – si minaccia la ”decapitazione” per Bush, Blair, Berlusconi, oltre al giapponese Koizumi e all’australiano John Howard. Una parte del testo – in cui si evidenzia una buona conoscenza della situazione interna italiana – e’ dedicata ad attaccare il presidente del Consiglio, preannuciando che ”il piano per il rapimento è pronto e dobbiamo solo dare l’ordine”. Il presunto terrorista fissa una data per ”il nostro appuntamento”, ovvero ”il prossimo aprile” (mese in cui si votera’ per il rinnovo del Parlamento) e, con riferimento alla missione in Iraq, critica la scelta del governo di avere ”posto l’Italia sulla cima di un vulcano solo per 2900 soldati”.

Nel messaggio si saluta invece con favore la scelta del leader dell’opposizione Romano Prodi ”che ha gia’ annunciato che ritirera’ le forze italiane”. Dopo avere minacciato ”di colpire le strade di Roma” se verranno ”candidate persone che sostengono la guerra”, l’estremista islamico definisce ”patriote le persone come il sindaco di Marano, Mauro Bertini, la cui scelta di intitolare una strada allo scomparso leader palestinese Yasser Arafat (al posto dei ‘martiri di Nassiriya’) ha avuto una vasta eco sui media arabi. La firma sotto il messaggio di minacce e’ di un certo Rakan Ben Wilyams (gia’ apparsa in un precedente testo contro l’Italia) e del Global Islamic Media Front, l’organizzazione che nelle scorse settimane ha diffuso sul web alcuni numeri del cosiddetto ‘Tg di al-Qaeda’

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Terroristi in Francia

Pubblicato da Jake su 27 Settembre 2005

Preparavano attentati terroristici, anzi li stavano pianificando: questa la precisazione della procura di Parigi, che sospetta gli arrestati nella retata di ieri mattina in banlieue di Parigi di «volontà di commettere attentati in Francia». Fra loro c’è Safè Bourada, 35 anni, gli ultimi 10 trascorsi in carcere per terrorismo. Uscito, avrebbe contattato Al Qaeda.
L’inchiesta per associazione per delinquere a scopi terroristici, mette sotto accusa il “Gruppo salafista per la predicazione e la lotta” (Gspc), braccio radicale dell’integralismo armato algerino, ormai da molti sospettato di essersi legato ad Al Qaeda. La presenza di Safè Bourada fra gli uomini in stato di fermo accredita questa ipotesi dei magistrati.
Intanto il ministro degli Interni, Nicolas Sarkozy, giovedì renderà ufficiale il nuovo arsenale contro il terrore: pene raddoppiate (da 10 a 20 anni solo per associazione per delinquere), aumento del fermo da 4 a 6 giorni, videosorveglianza capillare, possibilità per i pm dell’antiterrorismo di accedere con più facilità ai dati conservati per le telefonate e i collegamenti a Internet

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Iraq: ucciso il n.2 di Al-Quaida

Pubblicato da Jake su 27 Settembre 2005

Il numero due della rete terroristica al Qaida in Iraq, Abu Azzam, e’ stato ucciso nel corso di un’operazione congiunta irachena-americana: lo ha detto il consigliere della sicurezza nazionale Muaffak al Rubaie, precisando che la morte di Azzam e’ avvenuta ieri. ”Siamo riusciti ad uccidere il numero due di al Qaida in Iraq” ha detto Rubaie, secondo il quale l’operazione e’ stata resa possibile grazie alla collaborazione di un informatore. Il blitz, ha detto ancora il responsabile iracheno, e’ avvenuto con un’azione congiunta tra forze irachene e americane che hanno attaccato una casa nella capitale Baghdad. Abu Azzam, considerato il vice di Abu Musab al Zarqawi, e’ con ogni probabilita’ di origine palestinese

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La sinistra “anti-imperialista” invita in Italia i terroristi

Pubblicato da Jake su 21 Settembre 2005

È legato ad Al Qaeda Ahmad Al-Bagdadi: uno dei relatori che avrebbero dovuto intervenire al campo antimperialista organizzato a Chianciano per i primi due giorni di ottobre.
Ad Al-Bagdadi come ad altri personaggi “pericolosi” il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha negato, alla fine dello scorso agosto, il visto d’entrata suscitando un vespaio di polemiche. A conferma dei legami tra il giovane delfino dell’imam sciita Moqtada Al-Sadr: Al Bagdadi, e il netwoork del terrore internazionale ci ha pensato chi, in Iraq, rappresenta, in prima persona, lo sceicco Osama bin Laden; ovvero il feroce Abu Al Zarkawi. È stato lui il terrorista giordano a inviare, attraverso un sito internet utilizzato dai guerriglieri, un messaggio ai suoi plotoni della morte, per risparmiare gli uomini di Al-Baghdadi dalle vendette che lo stesso Al Zarkawi, sunnita, sta consumando contro gli sciiti. Del resto di questa unione tra l’uomo di Al Qaeda e il delfino di Moqtada al Al-Sadr era già assolutamente nota in Iraq, dove un altro sito legato alla guerriglia baathista dell’ex rais Saddam Hussein, aveva spiegato che Al-Baghdadi si era avvicinato velocemente alle posizioni del giordano. Ahmad aveva comunque dato prova di quanto odiasse gli americani nel corso della battaglia di Falluja dove era stato uno dei pochi a tenere in scacco, i contingenti occidentali che stavano cercando di placare la rivolta sciita. Tutto questo gli è valso così il merito di combattente agli occhi di Al Zarkawi. Forse proprio per questo che i Comitati per l’Iraq Libero lo avevano inserito nella seconda sessione dei lavori insieme ad altri uomini di Moqtada al Sadr. Ma della linea politica dell’uomo più vicino a quella del terrorista che non a quella del patriota, si erano accorti anche i 44 membri del Congresso Americano che a fine luglio avevano scritto all’ambasciatore Vento sottoponendo la delicata questione dei visti al ministero degli Esteri. E proprio la Farnesina il 28 agosto, confermando il blocco alla frontiera di Al Baghdad, scriveva che “quegli esponenti politici iracheni invitati a Chianciano sono notoriamente su posizioni radicali – estremiste e non inequivocabilmente ostili al terrorismo. Quattro domande di visto sono state presentate alla nostra ambasciata a Baghdad (precisamente da Jawad al Khalesi, cui fu già rifiutato un visto lo scorso maggio, Ahmed al Baghdadi, Ibrahim al Kubaysi, e da un interprete al seguito)”. “Le domande sono state respinte a tutela della sicurezza nazionale ed europea, in osservanza della normativa italiana e degli accordi di Schengen, in considerazione del fatto – concludeva la Farnesina – che gli attivisti iracheni avrebbero potuto realizzare in Italia attività a sostegno della lotta armata contro il governo di Baghdad, come espressamente paventato dallo stesso ambasciatore iracheno a Roma”.
Ma i comitati per l’Iraq Libero insistono nel voler far entrare in Italia tutti i personaggi già invitati. Nei giorni scorsi hanno chiesto un intervento di Romano Prodi: utile per pressare la Farnesina a ritornare sui propri passi e concedere il visto d’entrata. Ma il professore bolognese dopo aver ricevuto tutto il materiale, ha declinato l’invito. “L’Unione è spaccata su questo tema”, aveva fatto dire qualche ora prima dell’incontro con gli organizzatori dei Comitati.

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Retata fra gli imam del Nord Italia

Pubblicato da Jake su 19 Maggio 2005

MILANO – Ventisei ordini di carcerazione e un’espulsione giudiziaria rilanciano l’allarme terrorismo nel Nord Italia. Con tre retate contemporanee, eseguite ieri fra Milano, Torino e Varese, polizia e carabinieri riscrivono dieci anni di storia delle cellule integraliste accusate di reclutare combattenti nelle moschee: giovani musulmani «radicalizzati, finanziati e addestrati nei campi della jihad» – fino al 2001 tra Algeria e Afghanistan, dal 2002-2003 tra Cecenia e Iraq – e a quel punto pronti a «progettare e in alcuni casi ad eseguire attentati anche suicidi dopo il ritorno in Europa e Nordafrica». Tre inchieste collegate che si fondano sulle confessioni dei primi pentiti della rete di Al Qaeda: due «collaboranti» interrogati a Milano e Torino, che confermano le confessioni di oltre venti detenuti dal Belgio al Marocco. «Gli arresti confermano il nostro impegno – commenta il ministro Pisanu -. Ora mi attendo altri risultati e un’ulteriore riduzione della minaccia».

LA MOSCHEA DI MILANO – Il pentito Jelassi Riad «ha descritto nei dettagli i sopralluoghi» per attentati progettati dalla sua cellula «contro la questura, il comando dei carabinieri, il consolato tunisino, una base Usa, l’aeroporto di Linate e la stazione Centrale», dove nel 2000 fu progettata una strage «con una quindicina di borse di esplosivo come poi a Madrid». Il giudice Salvini, su richiesta dei pm Spataro e Ramondini, ha ordinato 12 arresti e un’espulsione per «associazione per delinquere con finalità di terrorismo». Base del gruppo era la moschea di viale Jenner, ma le rivelazioni del pentito si fermano all’ottobre 2001, quando la polizia lo ha arrestato. L’imam egiziano Abu Imad è stato quindi perquisito e interrogato ieri in Procura come «promotore della cellula armata, indottrinatore carismatico e reclutatore di giovani per l’Afghanistan», ma l’accusa è datata: dopo l’11 settembre, la stessa polizia gli riconosce «l’abbandono del radicalismo» per una svolta «moderata». Come capo terrorista è invece ricercato Sassi Lassaad Abu Hashem, «trafficante d’armi» in Italia e poi «combattente dal 2000 in Algeria».

TERRORISMO INTERNAZIONALE – Il nuovo «reato di pericolo» (270 bis) è stato applicato dal giudice Grigo ad altri 10 tunisini accusati da un secondo pentito, Chokri Zouauoi, arrestato solo nel 2002. E’ lui a parlare di un’autobomba contro il Duomo di Cremona. Un attentato chimico nel metrò di Milano. Arruolamento di martiri per l’Iraq e la Cecenia. Rapporti con i vertici di Al Qaeda. Traffico di droga e documenti falsi. I carabinieri del Ros hanno incarcerato quattro tunisini: il più «pericoloso», per l’accusa, è Ben Yahia Mouldi Ben Rachid, detto Kamel, leader delle «Brigate del Profeta Maometto». Tra i sei ricercati, l’«afghano» Ben Mabrouk Adel risulta dal 2001 prigioniero degli americani a Guantanamo, mentre «l’iracheno» Lofti Rihani sarebbe morto da kamikaze nel 2003. Il pentito Zouaoui ha parlato anche del progetto di sequestrare un’auto della polizia e riempirla di esplosivo per colpire il Duomo di Milano. I carabinieri hanno scoperto tra l’altro una stamperia di documenti.

TORINO – I carabinieri del Ros di Torino hanno eseguito quattro arresti: in carcere per terrorismo internazionale sono finiti anche l’imam, Abdelmajid Zergout, e il tesoriere, Mohamed Raouiane, della moschea di Varese. Sono accusati di aver creato «la cellula italiana del Gruppo islamico combattente marocchino» (Gicm): sarebbero reclutatori e finanziatori del gruppo «legato a Bin Laden» che ha fatto strage nel 2003 a Casablanca (45 morti), ma non sono personalmente coinvolti in attentati. Di loro parlano una dozzina di pentiti marocchini di straordinario spessore. Contro Zergout pesano anche «riscontri informatici»: scaricava da Internet «istruzioni per fabbricare armi, esplosivi e perfino missili». Mentre Raouiane è intercettato mentre allerta i complici su un blitz in Marocco contro le sue «collette» italiane: «Mi hanno fermato con i soldi nascosti in macchina… 20 mila dollari raccolti a Varese…».

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