L’Archivio

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Archivio per il 'Alfonso Pecoraro Scanio' Categoria


Cdm: ok decreto missioni all’estero

Pubblicato da Jake su 25 Gennaio 2007

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge sul rifinanziamento delle missioni italiane al’estero.I ministri Alfonso Pecoraro Scanio, Paolo Ferrero e Alessandro Bianchi non hanno partecipato al voto sul decreto legge che rifinanzia la missione in Afghanistan.

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Afghanistan: Ferrero, cosi’ e’ no

Pubblicato da Jake su 24 Gennaio 2007

Senza ‘discontinuita’ palese nel testo che ci verra’ proposto sull’Afghanistan non ci saranno le condizioni per un nostro voto favorevole’. Lo ha detto il ministro della Solidarieta’ Sociale, Paolo Ferrero. E il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, ribadisce: ‘Stante la situazione attuale’, domani il ministro dell’ambiente e leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio non votera’ a favore del decreto di rifinanziamento della missione militare italiana in Afghanistan’.

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Afghanistan: le condizioni dei Verdi

Pubblicato da Jake su 23 Gennaio 2007

Tre condizioni oppure i Verdi voteranno ‘no’ al decreto di rifinanziamento della missione in Afghanistan. A ‘dettarle’ e’ il ministro Pecoraro Scanio in un’intervista al Corriere della Sera: aumenti l’impegno civile rispetto a quello militare e ’subito piu’ soldi per la cooperazione’. Forte contrasto a produzione e traffico d’oppio. Conferenza di pace entro ottobre. Senza queste condizioni i Verdi voteranno ‘no’ al provvedimento anche in Consiglio dei Ministri.

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Risate al funerale, la sinistra accusa chi s’indigna

Pubblicato da Jake su 4 Maggio 2006

La foto è lì, che parla. Con quella sghignazzata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma, al funerale dei caduti di Nassirya apparsa sul Giornale. Ma Alfonso Pecoraro Scanio e Vasco Errani non si scusano, né si giustificano per essere stati sorpresi da un obiettivo indiscreto in atteggiamento quanto meno fuor di luogo. No, il leader dei Verdi e il governatore Ds dell’Emilia Romagna attaccano chi, invece di scartarla, quella foto l’ha pubblicata in prima pagina. E, fiancheggiati dagli amici dell’Unione, gridano alla «strumentalizzazione» e allo «sciacallaggio».
Questo perché dal centrodestra quell’immagine viene definita «indecente» e Pecoraro Scanio «indegno» di fare il ministro nel prossimo governo Prodi. «Dovrebbero chiedere scusa agli italiani e rassegnare le dimissioni, se avessero un minimo di dignità», afferma Isabella Bertolini di Fi. L’azzurro Antonio Tajani chiede a Prodi di avere il «coraggio» di non far entrare il leader dei Verdi nel suo governo. «Gli slogan che invocano 10, 100, 1000 Nassirya e gli sberleffi di un segretario di partito dimostrano quanta irresponsabilità ci sia in chi pretende di governare un Paese che rimpiangerà un governo che aveva ben altro senso delle istituzioni». Per Maurizio Gasparri di An la foto è «l’icona del prossimo governo di centrosinistra, nato per sbeffeggiare gli italiani e oltraggiare i nostri valori più sacri». Il leghista Roberto Calderoli attende una smentita e si augura che la foto sia «un falso di pessimo gusto». Altrimenti, gli interessati dovrebbero «sparire non soltanto dalla scena politica, ma anche da quella delle persone civili, perché indegni di appartenervi». Luca Volontè dell’Udc stigmatizza il silenzio del centrosinistra: «Nessuna parola, nessun commento dall’Unione. Nessuna smentita dei due, forse la foto si riferisce ad altro, magari a un affettuoso raduno dell’Unione».
Altro che scuse e smentite. I due attaccano a testa bassa. «È un atto indegno e basso - risponde Pecoraro Scanio - contro di me ed Errani. Hanno carpito un fotogramma alla fine della cerimonia per mettere in dubbio il nostro dolore». Il governatore Ds si dice «profondamente offeso e diffamato dalla campagna» che alcuni giornali «provano ad inventare». Errani aggiunge che «negare l’onestà dei miei sentimenti e della mia partecipazione è una vergogna e una forma di imbarbarimento del confronto».
«Patetici tentativi di gridare al complotto», per il senatore di An Stefano Morselli, eletto in Emilia Romagna. E i consiglieri del partito di Fini nella regione chiedono, con un’interrogazione, che Errani faccia pubblica ammenda e «un doveroso passo indietro», rinunciando ad essere uno dei Grandi Elettori del capo dello Stato. Gli interessati, però, hanno le spalle ben coperte. Con una nota congiunta i capigruppo dell’Unione alla Regione respingono le dure critiche della Cdl al governatore. E questa è la posizione del centrosinistra anche a livello nazionale. Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale dei Ds, assicura solidarietà a Pecoraro ed Errani; Vannino Chiti parla di «volgari strumentalizzazioni» e di «malafede». «La Cdl sta montando un indegno sciacallaggio basandosi su un fotogramma», dice il Verde Angelo Bonelli. E per il Ds Gianni Cuperlo, «si è voluto dare a quella fotografia un significato che non ha». Anche il coordinatore regionale della Margherita in Emilia Romagna, Marco Monari, si schiera: «Mi pare una polemica talmente strumentale da sembrare ridicola».
Reazioni che alimentano ancor più le polemiche del centrodestra, visto che errare è umano ma perseverare… La Cdl accusa di «sfrontatezza» Pecoraro Scanio, e definisce l’atteggiamento di Errani «inopportuno e offensivo». Andrea Leoni di Fi chiede al governatore «di scusarsi ufficialmente con i cittadini emiliano-romagnoli per il comportamento tenuto in loro rappresentanza durante la cerimonia».

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I parenti degli eroi di Nassirya: “Vergogna”

Pubblicato da Jake su 4 Maggio 2006

«Ma non riesce a provare un po’ di vergogna? Lei mi fa pena e mi fa schifo». Così una familiare di una delle vittime di Nassirya della scorsa settimana ha espresso in un fax indirizzato direttamente all’ufficio di Alfonso Pecoraro Scanio tutto il suo sdegno. La signora chiede l’anonimato, ma ieri mattina, dopo aver visto la foto sul Giornale del presidente dei Verdi che se ride a crepapelle ai funerali dei caduti in santa Maria degli Angeli, non è riuscita a trattenersi. Le reazioni sono a senso unico: «È impossibile ridere a una cerimonia del genere»: Marco Intravaia, figlio del vicebrigadiere Domenico, morto nella strage di Nassirya del 2003, ha solo 18 anni ma una maturità che gli permette di difendere in molte occasioni il lavoro del padre. «Impossibile - dice - a meno che non te ne frega nulla e sei lì solo per dovere istituzionale, senza un affetto sincero».
La signora, dalla Toscana, ha spedito fax a tutti, a Carlo Azeglio Ciampi, a Fausto Bertinotti, a Oliviero Diliberto, a Silvio Berlusconi. Il messaggio per il presidente della Repubblica è stato: «Permetterà questo governo? Queste sono le persone che ci dovrebbero governare… ». C’è anche un fax per il futuro presidente del Consiglio Prodi: «Questo è un rappresentante del suo governo. Le famiglie di Nassirya ringraziano», è scritto, e in allegato, la foto del leader dei verdi che fa la linguaccia accanto al sorridente presidente della regione Emilia-Romagna, Vasco Errani.
Ai parenti delle vittime del primo e secondo attentato di Nassirya hanno dato fastidio anche le mancate scuse: «Dev’essere stato un dolore catastrofico - ironizza la signora che ha mandato i fax riferendosi al leader dei verdi -. Spero che non soffra troppo». Il centrosinistra difende Pecoraro Scanio e definisce «strumentale» la pubblicazione della foto, come il diretto interessato.
Ma chi è stato colpito dal terrorismo perdendo un compagno, o un padre, non ragiona allo stesso modo: «Non riesco a immaginare di cosa stessero parlando. In ogni caso - dice il figlio del vicebrigadiere Intravaia - sarebbe stato opportuno che i due mantenessero un atteggiamento più consono, considerando il momento tragico e la solennità della cerimonia. Non credo ridessero per l’accaduto, sarebbero degli ignobili. Ma ridere in questo modo davanti a una tragedia è allucinante, non avrebbero dovuto farlo, per una questione di rispetto».
Passi il riso, ma non le mancate scuse: «Dovevano scusarsi solo per il fatto che ridevano - riflette il ragazzo -. Noi non li accusiamo. Se ci avessero spiegato che non ridevano per qualcosa che c’entra con l’Irak sarebbe molto, molto meglio. Anche se dalla sinistra non mi aspetto le scuse».
Al di là della foto dei funerali, il figlio del carabiniere caduto a Nassirya precisa anche il suo pensiero sul ritiro delle truppe che la nuova maggioranza vorrebbe accelerare: «È una missione di pace. Se fosse stata una missione di guerra - assicura - mio padre non ci sarebbe mai andato. Hanno costruito scuole, ospedali, conduzioni idriche. Mio padre non avrebbe mai lasciato quei bambini, sarebbe stato un atto di vigliaccheria. Andarsene di fretta vorrebbe dire distruggere il lavoro di mio padre e degli altri. Lì c’è una guerra civile, ci vuole un altro po’ di tempo perché si stabilisca la democrazia». E chi grida «Una, cento, mille Nassirya» ai cortei «non merita la nostra considerazione»: «C’è gente che si proclama pacifista ma fa manifestazioni per la guerra e incita al terrorismo. Loro non sanno cosa vuol dire riconoscere il proprio papà a pezzi. È facile parlare di pace se non la fai. La pace si fa in prima linea, come facevano mio padre e i suoi colleghi».
Anche la vedova del maresciallo Enzo Fregosi, Paola Cohen Gialli, accosta il riso ai funerali con i cori contro le vittime di Nassirya. «Andiamo subito all’edicola - dice - non voglio commentare se non ho visto, ma io ero presente al funerale di ieri, e so che atmosfera si respirava. Dico sempre che siamo in un Paese democratico, dove ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ma che si rispetti il dolore. Mi chiedo come possa essere al governo una persona che divide, o che accetta senza condannarli persone che dividono il Paese».

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Risate ai funerali, Pecoraro non si scusa

Pubblicato da Jake su 4 Maggio 2006

Nonostante la fotografia che li ritrae mentre ridono ai funerali degli eroi di Nassirya, Alfonso Pecoraro Scanio e Vasco Errani non si scusano. Anzi il leader dei Verdi e il governatore Ds dell’Emilia Romagna attaccano il Giornale che l’ha pubblicata in prima pagina. E gridano alla «strumentalizzazione» e allo «sciacallaggio». Invece i parenti dei caduti sono indignati dal comportamento dei due politici di centrosinistra: «Vergogna». Tra i messaggi a Prodi anche quello di un familiare degli eroi: «Questo è un rappresentante del suo governo. Le famiglie di Nassirya ringraziano».

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