Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
A L’Aquila per una nuova udienza preliminare che lo vede imputato del reato di omissione di atti d’ufficio, il giudice Luigi Tosti – già sospeso in via cautelare dalle funzioni e dallo stipendio – ha annunciato stamani di aver denunciato i ministri di Giustizia Clemente Mastella e il suo precedessore Roberto Castelli. Tosti è il magistrato che si era rifiutato di tenere udienze, al Tribunale di Camerino, a causa della mancata autorizzazione ad esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso.
“E’ un vero e proprio reato quello di impormi la presenza del crocifisso nel luogo dove lavoro e di vietarmi – ha detto Tosti – per bieche motivazioni di discriminazione religiosa, di esporre la menorà ebraica a fianco del simbolo dei cattolici. E’ per questo, che dopo aver pazientato due anni, ho formalizzato una denuncia penale contro Mastella e Castelli. E’ grottesco, infatti – spiega il magistrato – che l’autorità giudiziaria si sia attivata contro al vittima delle discriminazioni religiose anzichè contro gli autori, cioè i ministri di Giustizia, i quali avrebbero potuto autorizzarmi ad esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso cattolico, tanto più che essi sostengono che le supposte radici culturali dell’Europa sarebbero quelle giudaico-cristiane”.
Tosti ha anche ricordato che nello scorso mese di dicembre il Consiglio Superiore della Magistratura “ha affermato che la mia pretesa di ottenere la rimozione dei crocifissi dalle aule giudiziarie è pienamente fondata, dal momento che la circolare fascista del ministro Rocco deve ritenersi abrogata sin dal 1948 per incompatibilità con la Costituzione repubblicana. Ciò perchè si tratta di ‘un atto amministrativo privo di fondamento normativo e, quindi, contrastante con il principio di legalità dell’azione amministrativa, desumibile dagli articoli 97 e 113 della Costituzione, dal quale deriva che ogni atto amministrativo deve essere espressione di un potere riconosciuto all’Amministrazione da una norma’”.
Sempre secondo Tosti il Csm ‘boccia’ poi “esplicitamente le sentenze del Tar del Veneto e del Consiglio di Stato che hanno legittimato l’esposizione dei
crocifissi nelle scuole per la loro valenza ‘culturale’. ‘Anche a poter condividere le tesi del significato meramente culturale del crocifisso – chiarisce il Csm, secondo quanto mostrato dallo stesso Tosti – il problema della libertà di coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il progetto costituzionale di una società in cui hanno da convivere fedi, culture e tradizioni diverse (Corte Cost., n. 440 del 1995)’”.
Al palazzo di giustizia dell’Aquila, a dar ‘man forte’ al giudice Tosti, sono arrivate diverse delegazioni di atei, agnostici e rappresentanti di fede musulmana – tra cui il presidente dell’Unione dei musulmani d’Italia, Adel Smith – che hanno manifestato con striscioni e cartelli.
Luigi Tosti, al termine dell’udienza preliminare, è stato rinviato a giudizio per omissione di atti d’ufficio. Il gup, Giansaverio Cappa, ha fissato al data del processo al prossimo 19 ottobre..
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Pubblicato da Jake su 13 Gennaio 2006
Adel Smith, presidente dell’unione musulmana italiana, è stato condannato a otto mesi di reclusione dal tribunale dell’Aquila per vilipendio della religione cattolica. L’islamico, nel 2003, aveva lanciato dalla finestra di un ospedale dell’Aquila un crocifisso appeso nella stanza dove era ricoverata la madre. Nel 2005 un magistrato di Padova lo aveva già punito con sei mesi di cella per aver definito la chiesa cattolica «un’organizzazione a delinquere».
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Pubblicato da Jake su 1 Dicembre 2005
« Anche noi sconsigliamo i musulmani di sposare i non musulmani, specie i cattolici » . È quanto dichiara il presidente dell’Unione dei musulmani d’Italia Adel Smith. « Sono contrario – specifica Smith – perché i bambini potrebbero essere influenzati dalle pratiche del genitore cattolico. I figli avrebbero sotto gli occhi un cattivo esempio di idolatria e politeismo, mentre i musulmani sono monoteisti, credono in un unico dio e non si inginocchiano davanti alle statue dei santi. Con tutto il rispetto per i cattolici, siamo di fronte al paganesimo »
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Pubblicato da Jake su 3 Novembre 2005
La sfida di Teheran all’Occidente trova i primi seguaci nel nostro Paese. Nel variopinto mondo del presunto islamismo moderato, tra i soliti sobillatori e tra le associazioni religiose mussulmane. Molti i no alla manifestazione davanti all’ambasciata iraniana indetta dal Foglio di Giuliano Ferrara e quei pochi sì vengono sommersi dalle critiche. A far loro compagnia c’è l’Unione, che si presenta all’appuntamento divisa e lacerata con un Prodi ambiguamente silenzioso sulla sua presenza alla fiaccolata organizzata dal quotidiano di Ferrara.
I dubbi di martedì sono diventate certezze: ieri il governo iraniano ha protestato ufficialmente convocando l’Ambasciatore italiano e nella serata organizzerà una contromanifestazione proprio davanti alla sede diplomatica a Teheran. Il motivo di tanta preoccupazione? La manifestazione organizzata dal Foglio “in difesa del diritto di Israele ad esistere” dopo le dichiarazione del presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, che ha auspicato la cancellazione del «regime che sta occupando Gerusalemme».
Dalla “repubblica” islamica, quindi, una sfida al mondo Occidentale che trova dei supporter anche nel nostro Paese. Martedì l’ Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche italiane ha annunciato che non parteciperà all’iniziativa indetta dal Foglio perchè «sarebbe come chiederlo a un vescovo il giorno di Natale». Oggi e domani sarà celebrata la festa dell’Eid-al- Fitr, che segna la fine del mese santo del Ramadan. In tutta Italia verranno affittate palestre, palazzetti dello sport, ampi spazi dove accogliere i fedeli. In molte città ci saranno iniziative collettive, come pranzi e festeggiamenti per i bambini. Neanche un minuto sarà però dedicato alla riflessione sulle minacce iraniane. Dal mondo islamico arrivano solo i sì di qualche associazione poco rappresentativa e di qualche singolo che precisa di parlare a «titolo personale» forse per paura di scatenare le ira della propria comunità. E’ il caso di Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale in Italia che per la sua adesione personale alla manifestazione è già incorso nelle scomuniche islamiche. A lanciarle per primo il solito Adel Smith, presidente dell’Unione Mussulmani d’Italia, che ovviamente non sarà presente alla fiaccolata in programma davanti all’ambasciata iraniana. Adel Smith ha criticato il presidente della Lega Musulmana Mondiale in Italia perchè Scialoja non sarebbe «un buon mussulmano che si attiene alle regole – ha sostenuto Smith -. Perchè un buon mussulmano deve sempre difendere la verità e il bene, mentre Scialoja segue il male e, a questo punto, credo che siano problemi suoi, visto che da sempre questo pseudo-Stato ha compiuto massacri ed uccisioni. Mai penserei di partecipare ad una fiaccolata per un paese terrorista e criminale come questo. Oltretutto non condivido assolutamente le motivazioni per cui è stata promossa la fiaccolata». Secondo Adel Smith, «il presidente iraniano ha espresso una sua opinione e non ha formulato minacce come qualcuno vuol far credere. Ha detto che questo Stato andrebbe cancellato dalla mappa geografica e non ha detto: “Lo cancellero”. Non parlava di essere umani, di israeliani, non si riferiva ad uno sterminio di ebrei, come, invece, si cerca di divulgare». Il presidente iraniano, sempre secondo Smith, «parlava di uno Stato occupante che ha rubato, portato via uno Stato ai Palestinesi».
Al fianco di questo mondo si schiera anche una parte dell’Unione e del variopinto mondo della sinistra antagonista.
«Tutta questa vicenda mi sembra di una ipocrisia infinita» ha commentato il leader dei Disobbedienti del nord est Luca Casarini. «Nessuno di quelli che andranno domani a fare questa parata – ha rilevato Casarini – può sottovalutare il fatto che è grazie a queste cose che poi si giustificano le guerre». Il leader dei Disobbedienti del Nordest ha ribadito di voler stare «dalla parte dei palestinesi che sono oppressi da decenni e degli studenti iraniani che giacciono a centinaia nelle carceri degli ayatollah perchè si sono ribellati». «Si possono accettare lezioni di democrazia – si è chiesto Casarini – da chi ha giustificato e sostenuto la guerra in Iraq?».
Chi mancherà certamente è il segretario del Prc, Fausto Bertinotti, che reclama il riconoscimento contestuale del diritto ad uno stato per i palestinesi e si dice disponibile a votare una mozione bipartisan, solo se esclude il ricorso alla guerra. Solo questa mattina si saprà cosa farà Prodi. Per i Ds, il segretario Fassino, lo giudica un «dovere» per ogni democratico (anche se Luciano Violante aggiunge la postilla che questo non deve significare aderire alle posizioni dei “falchi” Usa, che vogliono l’isolamento dell’Iran). La Cdl, al contrario, si presenterà compatto alla manifestazione.
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