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Archivio per il 'Algeria' Categoria


Algeria: attentati in Cabilia

Pubblicato da Jake su 1 Marzo 2007

Attacchi terroristici simultanei sono stati compiuti contro numerosi posti di blocco militari in Cabilia, a pochi chilometri da Algeri.Gli attentati risalirebbero alla notte di martedi’, ma la notizia e’ apparsa solo oggi sulla stampa algerina, secondo la quale non si ha notizia di vittime. Gli attacchi, avvenuti simultaneamente, fanno seguito all’attentato del 13 febbraio scorso, che aveva causato sei morti e 13 feriti, rivendicato un gruppo vicino ad al Qaida.

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Algeria: Al Qaida rivendica

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

La televisione del Qatar al Jazira annuncia che gli attentati di oggi in Algeria sono stati rivendicati da al Qaida per il Maghreb. Negli attentati di oggi in Algeria sono morte sei persone. La rivendicazione e’ stata fatta con una telefonata alla televisione. Anche un sito Internet, usato normalmente dai fondamentalisti, ha pubblicato il testo di una rivendicazione. Gli attentati nella notte hanno colpito alcuni commissariati.

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Algeria: 6 morti per attentati

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

Sono sei le vittime della catena di attentati avvenuti in Algeria, con l’esplosione di 7 autobombe contro gendarmerie e commissariati. La spettacolare serie di attentati si e’ verificata in Cabilia, in un arco di 50 km da Boumerdes (est di Algeri) a Tizi Ouzou, ed ha fatto anche una ventina di feriti. Le autobomba telecomandate sono state attivate quasi simultaneamente, attorno alle 4:30, secondo un disegno attribuito al gruppo salafita Gspc.

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Algeria: attentati in serie, vittime

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

Numerose bombe sono esplose stamani contro gendarmerie in una zona dove si annidano ancora i terroristi del Gspc e ci sarebbero delle vittime. Le esplosioni sono avvenute nella zona tra Boumerdes (30 km ad est di Algeri) e Tizi Ouzou, dove ci sono ancora terroristi del movimento ribattezzato Organizzazione di Al Qaida per il Maghreb islamico.

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Algeria: oltre 50% delle donne vittima di violenza

Pubblicato da Jake su 26 Dicembre 2006

Superano la meta’ del totale le donne vittime di violenza in Algeria. Un’indagine ufficiale presentata oggi ad Algeri parla infatti del circa il 54% delle donne: oltre il 25% delle violenze subite e’ verbale, il 22% morale e il 6% fisico. Realizzata tra gennaio e febbraio 2006, l’indagine ha riguardato 2.043 donne di 11 dipartimenti che hanno dovuto rispondere a quasi 300 domande. Il 54% di loro erano sposate mentre il 33% erano nubili. Il ministero ha annunciato la realizzazione di una strategia nazionale relativa alla violenza contro le donne.

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Algeria: legge contro proselitismo

Pubblicato da Jake su 21 Marzo 2006

Il senato algerino adotta una legge contro il proselitismo religioso: prevede la prigione e multe per chi tenta di convertire un musulmano. Il provvedimento era nell’aria da tempo ed e’ diretto prevalentemente ai protestanti accusati di fare proseliti in Cabilia. Un portavoce del ministero degli affari religiosi ha comunque tranquillizzato i destinatari della legge: ‘Tutti quelli che vogliono praticare la loro religione sono i benvenuti purche’ lo facciano in un quadro legale e organizzato’.

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Francia minacciata

Pubblicato da Jake su 28 Settembre 2005

Il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc), braccio radicale dell’ integralismo armato algerino, ha definito la Francia «nemico n.1». In un comunicato diffuso via internet - secondo una fonte dei servizi francesi - il capo del Gspc, Abou Mussab Abdelouadoud, alias Abdelmalek Dourkdal, ha detto che «il solo mezzo per rendere la Francia disciplinata è la jihad e il martirio islamico. La Francia è il nostro nemico n. 1, il nemico della nostra religione, il nemico della nostra comunità». Nel testo, ostile anche nei confronti del potere algerino, si fa appello a «cacciare l’influenza francese dall’Algeria». Il comunicato è uno degli elementi di cui dispongono i servizi per parlare di rischio terrorismo in Francia, anche se non viene stabilito - dalla stessa fonte dei servizi d’ informazione - un legame con i nove arresti compiuti lunedì nell’ Eure e nelle Yvelines. Le nove persone arrestate - fra le quali due donne - sono tuttora in stato di fermo di polizia. Fra i possibili obiettivi - secondo i servizi - la metropolitana parigina e l’aeroporto di Orly.

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Un comico francese fa battute antisemite

Pubblicato da Jake su 7 Aprile 2005

Parigi. “Di fronte a Israele, tutti si calano le brache”, “il sionismo è l’Aids dell’ebraismo”, “la lobby sionista coltiva l’unicità della sofferenza. Non ci sono che loro a soffrire, su questo pianeta. La sofferenza dei neri è merda, non esiste”, in Francia “dire che un palestinese è un essere umano è considerato antisemitismo”. Con battute come queste, dal 16 febbraio, giorno della prima ad Algeri del suo spettacolo “Mes excuses”, il comico franco-camerunese Dieudonné è tornato nell’occhio del ciclone. Cancellato da un anno dalla programmazione televisiva, dopo aver rappresentato un colono israeliano (secondo lui “il più grande terrorista del pianeta”) che saluta con il braccio teso al grido di “Israheil”, Dieudonné ha riservato agli algerini un’esibizione senza freni: perché “siamo ad Algeri, non a Parigi, territorio occupato”, e da Algeri gli ebrei “sono andati via da molto tempo”. Lui, ha detto, si sente un po’ come Cristo, visto che “storicamente abbiamo lo stesso problema. Ci siamo ritrovati i sionisti al culo: il Crif”, cioè il Consiglio di rappresentanza delle istituzioni ebraiche francesi. E dal palcoscenico algerino sono volati gli abituali insulti a Bernard-Henri Levy, “quello che chiamano filosofo, con i suoi tre miliardi di euro in cassa”, impegnato a trasformare “in business la memoria della Shoah”. Stavolta le battute di Dieudonné hanno divertito pochissimo il ministro della Giustizia francese, Dominique Perben, che ha aperto un’inchiesta preliminare per l’eventuale “contestazione di crimini contro l’umanità” a carico del comico. Nella conferenza stampa di presentazione dello spettacolo di Algeri, Dieudonné aveva definito le celebrazioni dell’Olocausto come “pornografia della memoria”, e la Francia come terra “a sovranità limitata”, dove Dieudonné sarebbe perseguitato come lo fu un tempo l’ebreo francese Dreyfus (“ma si scoprirà che era originario del Camerun, come me”). Ieri, inoltre, sono stati annullati dalla società di produzione gli spettacoli che Dieudonné doveva tenere a Nizza e a Marsiglia l’11 e il 12 maggio. E François Zimeray, presidente del Consorzio comunale dell’Area metropolitana di Rouen, ha chiesto ai sindaci di tutta la zona di non accogliere lo spettacolo. “Il comico Dieudonné non fa più ridere”, ha decretato ieri un editorale del Monde, ed è difficile non essere d’accordo. Ma è altrettanto difficile, nella parabola di questo trentanovenne attore che nel 1990 cominciò la carriera in coppia con l’ebreo Elie Semoun, distinguere il confine tra l’invettiva di pessimo gusto, l’odioso richiamo alla concorrenzialità tra il dolore dei neri e quello degli ebrei (“che hanno sofferto meno dei neri”, ha detto all’algerino “Echo d’Oran”) e il vero e proprio reato di incitamento all’odio razziale e antisemita, da perseguire in giudizio. Dice al Foglio Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica milanese, che “non avrebbe senso cercare di farlo tacere portandolo in tribunale. La reazione a Dieudonné deve essere culturale. Va bene l’appello al boicottaggio dei suoi spettacoli e va bene rintuzzare sui giornali e nel dibattito politico e culturale le sue assurdità. Mi spaventa di più, invece, il meccanismo tutto italiano per cui un intellettuale accreditato come Alberto Asor Rosa può scrivere in un libro che gli ebrei da popolo perseguitato si sono trasformati in persecutori senza che questo impedisca che una certa sinistra lo elegga a propria guida e riferimento, senza che nel suo mondo scatti la critica”.

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