Archivio per la categoria ‘Anarchici’
Pubblicato da Jake su 17 Gennaio 2007
TORINO – Al grido di «Padoa-Schioppa ministro dei padroni giù le mani dalle pensioni» e accompagnati da alcuni fumogeni colorati e rumorosi petardi alcune decine di manifestanti hanno contestato, nel cortile dell’università di Torino, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa che era lì per tenere una lezione su Europa e federalismo. Tra loro anche i giovani comunisti di Rifondazione, che hanno pure diffuso un comunicato: «Oggi, noi Giovani Comunisti insieme alla rete Sempre Ribelli e ai collettivi universitari abbiamo contestato pacificamente il “nostro ministro tagliatutto”».
SLOGAN E PETARDI – Studenti, precari, esponenti dei Cub (Confederazione unitaria di base) e giovani dei centri sociali che hanno preso parte alla protesta si sono resi protagonisti – secondo quanto riferito da Sky Tg24 – anche di un lancio di uova. Ai muri esterni dell’Università sono stati appesi volantini in cui il ministro veniva raffigurato come «Padoa-mani di Forbice Schioppa ministro taglia tutto». Fra gli striscioni portati nel cortile dell’ateneo quelli con le scritte «No ai tagli all’istruzione», «Giù le mani dalle pensioni», «Diamoci un taglio dateci reddito». Alcuni dei manifestanti hanno indossato maschere che raffiguravano il premier Prodi, alcuni ministri del suo governo e altri rappresentanti delle istituzioni nazionali. Alcuni di loro hanno tentato di salire al primo piano, nell’aula magna dove si teneva la lezione del ministro, ma sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Qualche breve momento di tensione c’è stato quando forze dell’ordine e manifestanti si sono fronteggiati a distanza ravvicinata ma tutto si è concluso in pochi minuti senza problemi.
«UN’ALTRA EUROPA» – «Abbiamo provato a ricordare – spiegano i Giovani Comunisti – che anche noi sentiamo la mancanza di un certo tipo di Europa: quella che investe quasi il 2% del Pil nel settore della Ricerca e dell’Università (contro meno dell’1,1% italiano), quella che investe in energie pulite e rinnovabili e che crede nel rispetto dei diritti un umani. La risposta è stata una carica della polizia molto violenta che ha provocato alcuni feriti, nonostante questo abbiamo continuato a contestare il ministro e a reclamare investimenti per la ricerca e il taglio delle spese militari».
IL DISCORSO – La contestazione non ha comunque interrotto l’intervento del ministro, che ha svolto regolarmente la propria lezione. Padoa-Schioppa ha anche affrontato il tema della gestione delle università, stimolato da una domanda su sue recenti dichiarazioni a proposito dei docenti privilegiati. «In ogni campo (compresa l’Università) esistono spazi per spendere meglio e per economizzare le risorse disponibili. È quello che penso e che farò fino a quando sarò ministro», ha detto. «Ho fatto l’esempio del professore che gli studenti non trovano mai, che non pubblica nulla, che fa le ore minime indispensabili. Questo è une esempio di rendita», ha aggiunto il ministro, affermando poi che «l’Università ha un enorme bisogno di risorse e dovrà trovarle anche al suo interno». Al termine del suo intervento Padoa-Schioppa è poi uscito dalla sala e si è affacciato per qualche istante dalla balconata provocando la reazione dei manifestanti che lì ancora stazionavano e gli hanno gridato «vergogna, vergogna». Padoa-Schioppa ha poi lasciato l’università indisturbato senza commentare l’accaduto.
LE REAZIONI – Al ministro contestato è giunta l’immediata solidarietà dell’Italia dei valori, per voce del capogruppo alla Camera Massimo Donadi. «Deprecabile e volgare atto – spiega Donadi – Tali episodi non possono essere derubricati se non a odiosi e volgari gesti di intimidazione, sintomo di poca democrazia da parte di coloro che ne sono stati gli autori».
fonte
Pubblicato su Anarchici, Centri sociali, Economia, Istruzione, Italia, Notizie, Pensioni, Rifondazione Comunista, Sinistra, Tasse, Tommaso Padoa Schioppa, Università | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 6 Novembre 2006
Prende il via a Modena, il processo a carico del gruppo di anarchici che, nel maggio dello scorso anno, occuparono una casa cantoniera abbandonata in via Canaletto.
Le accuse per loro vanno dall’occupazione illegale al danneggiamento. Gli anarchici dei circoli modenesi hanno organizzato un presidio di protesta in corso Canalgrande davanti alla sede del tribunale in concomitanza con l’avvio dei lavori.
fonte
Pubblicato su Anarchici, Giustizia, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Marzo 2006
Due presunti anarchici che stavano dando fuoco alla sede di Pietrasanta (Lucca) di Forza Italia sono stati arrestati dalla polizia. L’arresto e’ avvenuto ieri sera. Alle operazioni hanno preso parte gli uomini dell’ Ucigos e della Digos di Lucca.
Pubblicato su Anarchici, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 26 Ottobre 2005
Gratta gratta, alla sinistra, la legalità non piace. Gli ricorda la stella dello sceriffo e quel fascista di John Wayne. Per un po’ va bene, ma poi non si può fingere tutta la vita. E così se Cofferati sceglie la via del law and order, giù botte. Non in senso metaforico.
Chi guida la rivolta viene in parte dai centri sociali, dai punkabbestia e dagli okkupanti di case e dal mondo dei no global. Ma una buona parte viene dalle aree comuniste non soltanto extraparlamentari. In giunta con Cofferati, c’è Rifondazione Comunista che dai banchi del Consiglio comunale lancia accuse di fascismo all’ex Cinese ridotto a “Cileno” (Pinochet…) sulle colonne del Manifesto.
La stessa scena si ripete a Roma, dove il corteo di protesta contro la riforma Moratti degenera in rissa con tanto di cariche della polizia per frenare le scalmane dei manifestanti. Protagonisti i soliti studenti fuori corso perenne, qualche finto ricercatore, tanti fancazzisti e, soprattutto, gli scioperanti e i manifestanti di professione. Insomma, tutta gente che con la riforma Moratti non c’entrava niente perché la riforma in discussione è rivolta ai docenti e non agli studenti universitari.
Ne ha fatto le spese anche una giornalista di Skytg24 alla quale i “pacifisti” che lottano sempre per i diritti di tutti, che si battono sempre per i più deboli (ma se, poi, non sei d’accordo con loro ti sputano addosso) hanno impedito di lavorare.
A proposito: complimenti al “regime” televisivo tanto sbraitato dalla sinistra, che ha liquidato gli incidenti come se nulla fosse accaduto o come se si trattasse di due-tre pierini. Per non dire delle immagini a corredo dei servizi dove sembrava che fosse colpa della polizia. Skytg24 ha coperto meglio la notizia, bravi.
Ora, la domanda è questa: la sinistra dell’Unione da che parte sta, con le forze dell’ordine o con gli occupanti, i manifestanti, i girotondini? Con chi stanno: con l’ordine o il disordine? Non vale tergiversare: prego, rispondere senza se e senza ma, come siete abituati a dire quando vi fa comodo.
Prodi, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Cento, Fassino: da che parte state? Se state con l’ordine, allora certa gente va isolata senza tanti sofismi e distinguo. E diteci chi dà i soldi che vengono girati per finanziare queste “pacifiche” manifestazioni.
Una parola chiara non guasterebbe. Non arriverà, statene certi… L’Ulivo infatti è ostaggio di alcune sue stesse componenti. Nella sinistra di oggi ci sono ancora i germi di chi considerava i brigatisti “compagni che sbagliano”, di chi rifiuterà sempre il concetto di law and order perché all’egualitarismo proletario ci si deve arrivare anche con la violenza.
Del resto è l’Ulivo che ha legittimato, con le primarie, la candidatura dei no global, degli incappucciati, cioè di chi istituzionalizza il mascherarsi per non farsi vedere, per non farsi individuare.
Ma non sono certo gli incappucciati a creare gli imbarazzi più grossi a Romano Prodi: c’è tutta una sinistra che va da Rifondazione ai girotondini, passando per i Verdi, che rigetta la cultura della legalità perché ne dà un’accezione fascista e poliziesca. Lo conferma Bologna dove Cofferati è Tex Willer e «fascista», lo conferma Genova dove il sindaco Pericu si vede costretto a costituirsi parte civile nel processo sugli scontri del G8; Roma, dove Veltroni si ritrova un consigliere di maggioranza che lurida la porta di casa Berlusconi di letame; Napoli, dove il sindaco Jervolino è già stata scaricata dal centrosinistra.
Sicurezza, ordine, rispetto per le regole: a sinistra diventano slogan. Nel centrodestra sono punti fermi. Sia per i connazionali e sia – a maggior ragione – per gli stranieri. Più oltre, sulla Padania, troverete una interessante inchiesta del bravo Andrea Accorsi il quale racconta della penetrazione della ’ndrangheta nel Nord, terra dove venticinque, trenta anni fa non c’era l’incubo della criminalità organizzata. Allora la risposta dello Stato non fu ferma come doveva essere. Oggi il problema si ripropone negli stessi termini con la malavita cinese, con quella albanese, con quella africana che gestisce la prostituzione e con le cellule terroristiche colluse con il fanatismo islamico.
La sinistra non è in grado di dare risposte rigorose e ferme. E quando parla di sicurezza lo fa per motivi di propaganda. Non a caso, a sinistra mal sopportano uno come Antonio Di Pietro unico che convintamente parla di ordine e legalità sapendo tra l’altro quello che dice. Eppure Tonino, per la sinistra, è «uno sbirro», epiteto che, forse, dovrebbe risultare offensivo nei suoi confronti.
Nei prossimi anni, le minacce che arriveranno dalle diverse criminalità obbligheranno il governo centrale a usare il pugno duro contro il riorganizzarsi di bande malavitose sul traffico di interessi illeciti. Si porrà il tema del controllo del territorio, concetto militare che nell’Unione dà fastidio. Così come danno fastidio le cariche della polizia quando queste servono per disinnescare le azioni violente dei manifestanti.
Prodi, per vincere le elezioni, chiederà il voto di chi occupa le case, di chi manifesta menando, di chi rompe le vetrine, di chi infrange l’ordine sociale e la sicurezza delle persone perbene. Ecco perché sarà anch’egli ostaggio dei massimalisti come lo è Cofferati a Bologna
La sinistra ciurla nel manico, ragiona come la canzone di De Gregori: tu da che parte stai, dalla parte di chi ruba nei supermercati o dalla parte di chi li costruisce rubando? Sono fuori dalle regole entrambi. Noi stiamo con la legalità e l’ordine. A sinistra, evidentemente, pur di non stare con la polizia si preferisce stare con il ladro minore.
Pubblicato su Anarchici, Antonio Di Pietro, Articoli, Centri sociali, Italia, Polizia, Sergio Cofferati, Sinistra, Unione | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Cinque anarco-insurrezionalisti sono stati arrestati in un’operazione di polizia. Compiute oltre 26 le perquisizioni in varie regioni. Gli arrestati sono accusati dell’attentato al tribunale penale di Viterbo del gennaio 2004 e quattro di loro anche del fallito attentato al Centro servizi sociali per adulti del ministero della Giustizia, sempre a Viterbo nell’ottobre 2003. Sono accusati di associazione sovversiva costituitasi in banda armata.
Pubblicato su Anarchici, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Il gup di Firenze ha rinviato a giudizio 10 persone per l’inchiesta sulle Cellule di offensiva rivoluzionaria, le Cor, sigla che ha rivendicato una serie di azioni incendiarie e minacce, a partire dall’estate 2003, a Pisa, Roma e Milano. Per tutti l’accusa è di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico. Il processo si svolgerà davanti alla corte di assise di Pisa il 5 dicembre prossimo. Il gup di Firenze, dove l’inchiesta, avviata a Pisa, era stata trasferita in seguito alla contestazione del reato di associazione eversiva, ha poi stralciato la posizione di un undicesimo imputato, Francesco Gioia, 25 anni, originario di Livorno e residente a Pisa, arrestato lo scorso 11 maggio a Barcellona, dopo una latitanza iniziata il 7 agosto 2004, quando evase dagli arresti domiciliari. Per Gioia, tuttora in Spagna, l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 21 ottobre. Il gup ieri, per motivi di salute, ha disposto gli arresti domiciliari per Alessio Perondi, 22 anni, pisano, in carcere dallo scorso giugno, a cui oltre all’associazione è stata contestata anche una delle azioni incendiarie, avvenuta il 30 ottobre 2003 contro il cantiere della futura caserma dei carabinieri a Navacchio. Affetto dal morbo di Crohn le condizioni di Perondi, ha spiegato il suo l’avvocato, si sono aggravate in carcere, rendendo incompatibile il regime di detenzione. Ieri Perondi, all’aula bunker di Firenze dove si teneva l’udienza preliminare, è arrivato in ambulanza. Rimane invece in carcere il terzo arrestato del gruppo, William Frediani, 28 anni, pisano, a cui sono stati contestati anche due azioni incendiarie, l’invio di lettere minatorie, una recapitata alla vedova del luogotenente Enzo Fregosi, morto a Nassiriya, di una rivendicazione delle Cor ai quotidiani, e di un documento delle Cellule spedito anche alla Br Nadia Desdemona Lioce in carcere. La difesa di tutti gli imputati, oltre a contestare gli indizi a carico dei loro clienti, aveva sostenuto l’insussistenza del reato di associazione eversiva, considerato il tipo di azioni addebitate e gli obiettivi delle stesse. Per l’apertura dell’udienza preliminare all’aula bunker di Firenze, era stato organizzato un presidio di solidarietà con gli imputati, promosso fra gli altri dal circolo anarchico di Pisa “Il Silvestre”, frequentato da tutti gli indagati. Una trentina i partecipanti all’iniziativa, svoltasi senza problemi tranne un momento di tensione con un operatore tv, che è stato spintonato.
Pubblicato su Anarchici, Giustizia, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
I plichi esplosivi giunti a Torino e Modena sono opera di due gruppi distinti,ma agiscono “secondo logiche di affinita’ proprie degli anarchici”. Lo ha detto il capo dell’antiterrorismo, prefetto Carlo De Stefano. Intanto si apprende che all’interno del plico arrivato a Modena e indirizzato a Daniele Giovanardi c’era un volantino di rivendicazione siglato Fai (Federazione anarchica informale). Il plico conteneva un libro di favole con pagine cave con polvere esplosiva e alcuni bulloni.
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Aspettando la “liberazione” dei tre compagni arrestati, Carmine, Fabiano e Vittorio, i Disobbedienti hanno voluto “liberare” Bologna da un sindaco, Sergio Cofferati, e solo in seconda istanza da una Procura finalmente attenta all’ordine pubblico. Cofferati è stato il bersaglio designato dei cori del pomeriggio. L’hanno fatto con un corteo autostimato in 5.000 persone arrivate da tutta Italia, meno della metà per la Questura, che in due ore dalla stazione s’è ritrovato davanti a palazzo d’Accursio, sede del Comune, il nemico numero uno. Nessun incidente, nessuna vetrina spaccata.
«Fateci una fotonotizia«, ha ironizzato il leader dei Disobbedienti Luca Casarini. Il massimo della tensione, sono i fumogeni e qualche fuoco d’artificio sparato in cielo. «Merito di un popolo no global pacifico e di forze dell’ordine mai opprimenti», dicono gli organizzatori.
Eppure, molti negozi hanno con le serrande abbassate in apertura della marcia, alla fine hanno tenuto aperto per il pomeriggio di shopping. Cartelloni e cori si dividono fra richieste per la liberazione dei compagni, l’attacco a Cofferati e alla Procura: “Carmine, Fabiano, Vittorio liberi subito”; “Nella città di Cofferati siamo tutti sovversivi”; e “I love eversione”. Perché Fabiano Di Berardino, 23 anni di San Vito Chietino, Vittorio Sergi, genovese di 27 anni, e Carmine Guaragna, 32 anni di Potenza, sono nel carcere bolognese della Dozza da mercoledì per occupazione di edificio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ma con l’aggravante dell’eversione.
Venerdì ci sarà l’udienza del Tribunale del Riesame. «Un’assurdità – per la mamma di Fabiano, in prima fila nel corteo – perché quei ragazzi non sono dei delinquenti, non saprebbero far male a una mosca. Starò a Bologna finché non saranno scarcerati». Della serie: “io sono sempre la mamma”.
Il vero nemico del pomeriggio, però, è il sindaco, antico compagno di cammino. Si capisce bene alle 18.30, quando il corteo entra in una piazza Maggiore piena di gente a passeggio. Il camion con l’impianto stereo no-global si ferma a pochi metri dal portone sprangato del Comune e la metafora dell’assedio funziona: “Cofferati questa città non è il tuo cortile”, urlano al microfono i Disobbedienti bolognesi. «Siamo in 10.000», aggiunge quasi senza più voce. E ancora: “Bologna libera”. Secondo Casarini è un successo, anche se le folle degli anni d’oro, anni ’70, paiono lontane un secolo: «È stata una grande risposta dal basso della politica con la ‘p’ minuscola, un dispiacere per chi vorrebbe farci sparire dentro le galere o perché non sappiamo più esprimere le cose. Siamo in più di cinquemila, un dato politico non da poco. Non ci fermeranno con la repressione. Qui c’è gente che ha lottato per venire a manifestare mentre altri offrono pullman e pranzo a un euro».
Il sindaco, domani parlerà in conferenza stampa. Sempre al grido “Bologna libera”, i manifestanti hanno ascoltato gli interventi degli esponenti dei centri sociali che si stanno alternando ai microfoni. La richiesta è quella di spazi, dialogo, casa e “reddito per tutti”.
Intanto, il Comune ha annunciato ieri una nuova iniziativa: in bus turistico da Bologna al cimitero monumentale di Milano, seconda meta del capoluogo lombardo più visitata dagli stranieri dopo il Duomo. La visita è organizzata in collaborazione con il Progetto Nuove Istituzioni Museali del Comune di Bologna.
Pubblicato su Anarchici, Articoli, Centri sociali, Italia, Luca Casarini, Sergio Cofferati, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 22 Maggio 2005
La sinistra e i no global che lui stesso guidava in piazza quand’era ancora sindacalista, oggi gli scaglia contro proteste e cortei. E punta al suo annientamento politico con parole durissime. Perché il corteo di ieri è tutto contro il sindaco Sergio Cofferati, responsabile, a giudizio dell’ala radicale dell’Unione, di essere “di destra”.
Tra i vertici di Rifondazione c’è chi chiede apertamente ai loro compagni consiglieri comunali di uscire dalla giunta dell’ex sindacalista, accusato di esercitare «un autoritarismo degno di un podestà». Allusione offensiva al titolo fascista.
Diessini e Margherita non aprono bocca. Subiscono anche loro e basta. Ieri hanno sfilato a Bologna i No Global, gli studenti, i Centri sociali, i Verdi, i Cobas, l’Rdb e la Fiom, apparentemente per chiedere la scarcerazione dei tre no global finiti in manette per aver occupato alcune sale di un edificio in via del Guasto, nel centro storico del capoluogo emiliano. In realtà, si tratta di un avvertimento. L’ultimo.
Con i manifestanti c’era Titti De Simone, occhi, orecchie e bocca di Fausto Bertinotti. «La disobbedienza civile non violenta – dice la parlamentare – è il sale della democrazia. Un’occupazione è equiparabile al picchetto in fabbrica». Secondo la De Simone, in questa azione giudiziaria «non c’è la responsabilità» del sindaco ma… c’è un ma… «Occorre aprire una discussione in città che riguarda gli spazi per portare avanti lotte sociali e disobbedienza civile non violenta». Nel mirino della parlamentare di Rifondazione «la rigidità con cui il sindaco sta affrontando il dibattito politico su bisogni e diritti che riguardano la casa, il lavoro precario e le forme di lotta sociale».
Insomma, Cofferati ne ha fatte troppe. La prima è non accettare di sforare il bilancio comunale. «Ha bloccato il premio di 400 euro promesso da Guazzaloca ai dipendenti comunali», sostengono i sindacalisti inferociti. Non solo. Pressata dalle proteste di cittadini votanti, ma anche da Prefettura e Procura, in aprile la giunta ha sollecitato operazioni di sgombero nei confronti dei nomadi occupanti abusivi di un edificio in via Roveretolo. Le proteste sono partite, in primis, da don Oreste Benzi, dell’associazione ”Giovanni XXIII”, a seguire quelle di Rifondazione, dei Verdi, dei centri sociali. «L’amministrazione non tollera violazioni di legge, anche nei confronti di via Roveretolo», è stata la risposta secca del primo cittadino. Con Rifondazione il rapporto si è fatto impossibile, siamo di fronte a un ultimatum: o condivide il programma, anche in tema di immigrazione e “bisogni spirituali” dei giovani, o esce dalla maggioranza.
Sui “bisogni giovanili” Cofferati è stato altrettanto esplicito: niente bevute di birra per strada dopo le 10 di sera, troppa pipì e troppo baccano per le vie. Di più. Niente occupazioni abusive da parte di centri sociali e loro sostenitori, diversamente arriverebbe la polizia. Come in effetti è arrivata mercoledì scorso, al circolo “Passepartou”, per sgombrare gli astanti, i quali secondo le forze dell’ordine hanno opposto resistenza e sono finiti in galera. Apriti cielo. Tra venerdì e ieri sono arrivati gli autonomi da mezza Italia.
«Sono un cittadino di Bologna che farà le cose normali che i cittadini di Bologna fanno il sabato: vado a fare la spesa», ha commentato ieri il sindaco, disteso e sorridente. mentre i no global che un tempo egli stesso guidava, lo accusano di “complicità” con la Procura. Ma lui, il sindaco, “il Cinese” non ha nessuna intenzione di restare chiuso a Palazzo d’Accursio per seguire la manifestazione, che si sarebbe conclusa proprio sotto la sede del Comune.
In pochi lo difendono. Massimo D’Alema, memore del filo da torcere ricevuto quando il Cinese era capo della Cgil, non sta muovendo un dito. Ha voluto la bicicletta? Pedali. Silenzio dai vertici “neocentristi” della Margherita. I Verdi e Rifondazione lo biasimano apertamente.
Interviene timidamente il costituzionalista Ds, Augusto Barbera: «Le accuse contro il sindaco Cofferati mi sembrano decisamente eccessive. Anche un sindaco di Rifondazione non avrebbe potuto fare diversamente», sostiene, riguardo il tentativo di ripristino della legalità nella città. Inutile ricordare che la zona interessata dallo sgombero è diventata luogo di incontro degli spacciatori di mezza Italia: «Cofferati sta solo cercando di ripristinare l’ordine». Parole al vento.
In una dichirazione congiunta, Marco Ferrando, della direzione nazionale del Prc, e Michele Terra, del Comitato Politico Nazionale dello stesso partito, dicono la loro: «Nessuno può nascondere l’evidenza che tale azione repressiva sia stata agevolata dalle politiche del sindaco e dalle sue dichiarazioni sulla legalità, dalle modalità di gestione che il sindaco ha di questa città negandosi al confronto e proponendo un autoritarismo degno di un podestà. La costruzione di un’opposizione sociale e politica a Cofferati non è più rimandabile, in tal senso la nostra richiesta di passaggio all’opposizione di Rifondazione Comunista appare come l’unica proposta razionale».
Pubblicato su Anarchici, Articoli, Centri sociali, Italia, Sergio Cofferati | 1 Commento »
Pubblicato da Jake su 18 Maggio 2005
«Non si possono legittimare azioni come quelle avvenute in questi giorni nel Quartiere Sacca a Modena». Questo è il primo commento di Mauro Manfredini, consigliere regionale Lega Nord Padania in risposta alla notizia pubblicata nei giorni scorsi sull’occupazione di una casa cantoniera a Modena.
«Stando alle notizie di cronaca – spiega il consigliere del Carroccio – sabato sarebbe stata occupata una Casa Cantoniera, di proprietà dell’Anas da un gruppo di giovani anarchici di Modena. Lo scopo di quest’azione sarebbe quello di dare alloggio a 3 famiglie di origine tunisina. Sembra inoltre che nella casa siano stati realizzati in questi giorni gli allacciamenti ad acqua, gas e luce e che le famiglie in questione vi si siano già insediate». «Ritengo che un’azione di forza come questa vada punita, altrimenti chiunque, ricordandosi di questo fatto, potrà agire di conseguenza. Di persone in difficoltà con gli affitti, con i mutui e di persone che vivono in appartamenti sovraffollati se ne parla tutti i giorni, ma questo non vuol dire che queste persone scelgano la via dell’illegalità per procurarsi un alloggio. Penso – conclude Manfredini – che sia dovere del Comune di Modena e delle forze dell’ordine prendere subito dei provvedimenti per evitare che questo diventi uno dei tanti possibili casi di occupazione abusiva di alloggi. Manfredini ha annunciato che presenterà un’interrogazione per chiedere che vengano presi al più presto provvedimenti.
Pubblicato su Anarchici, Italia, Lega Nord, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 14 Aprile 2005

Fuori dalla stazione della metropolitana di Piola, linea verde, Milano.
Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Fotografie, Guerre, Intolleranza, Iraq, Lombardia, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 12 Aprile 2005

Fuori dalla stazione della metropolitana di Piola, linea verde, Milano.
Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
Pubblicato su Anarchici, Fotografie, Sinistra, Spagna, Terrorismo | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 11 Aprile 2005

Fuori dalla stazione della metropolitana di Piola, linea verde, Milano.
Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
Pubblicato su Anarchici, Comunismo, Fotografie, Intolleranza, Lombardia, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 8 Aprile 2005

Fuori dalla stazione della metropolitana di Piola, linea verde, Milano.
Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
Pubblicato su Anarchici, Comunismo, Fotografie, Intolleranza, Lombardia, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 18 Marzo 2005
“Il dramma degli anni settanta non è che a sinistra si fosse peggiori, è che ci sentivamo senza discussione i migliori. La farsa del duemila è che quel sentimento perdura.”
Andrea Mercenaro
Pubblicato su Anarchici, Dichiarazioni, Italia, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 3 Marzo 2005
Una bomba carta è stata lanciata alle prime ore di oggi contro l’ufficio elettorale milanese di un consigliere regionale della Casa delle Libertà, a distanza di meno di 48 ore dalle esplosioni di cinque ordigni in cassonetti dei rifiuti a Milano e Genova.
Un funzionario della questura ha riferito che alle 5:50 di oggi una bomba carta “del tipo di quelle usate negli stadi” è stata lanciata contro l’ufficio elettorale del consigliere regionale Piergianni Prosperini in corso Vercelli 2 a Milano.
La segnalazione alla polizia è giunta da una vicina che ha sentito il rumore dell’esplosione e ha detto di aver visto due persone correre via a bordo di un’auto.
Poche settimane fa una molotov era stata lanciata sempre a Milano contro il gazebo elettorale del candidato di An alle regionali Lino Guaglianone, episodio del quale è accusato un 28enne ritenuto appartenente al Centro Sociale Vittoria.
Martedì sera cinque ordigni rudimentali ma potenzialmente pericolosi sono esplosi in altrettanti cassonetti dei rifiuti a Genova e Milano, senza provocare feriti. Ieri un gruppo anarchico ne ha rivendicato la responsabilità.
Reuters Italia
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Centri sociali, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 2 Marzo 2005
Sono stati rivendicati da una sedicente “Federazione Anarchica Informale” gli attentati dinamitardi di ieri sera a Genova e Milano, messi a segno contro tre caserme dei carabinieri. La rivendicazione è stata fatta con un volantino inviato al quotidiano Secolo XlX. La rivendicazione fa riferimento anche alla presunta esplosione di un ordigno collocato nel teatro Ariston di Sanremo.
Il comunicato arrivato con posta prioritaria stamane alle 9,36 nella redazione del Secolo XIX, proveniente da Milano, annunciava come obiettivo ‘colpito’ alle 23,38 il teatro Ariston durante la diretta Rai del Festival della canzone italiana. Nell’ordigno, una scatola, ci doveva essere dinamite.
Il comunicato degli anarchici siglato Fai, un acronimo che rappresenta diverse realtà degli anarco-insurrezionalisti, si apre con un appello: “Allarme bomba, consegnare subito ai carabinieri, non è uno scherzo” e indica quattro obiettivi che sarebbero stati colpiti: “A Genova alle 19,45 ordigno incendiario nei pressi della caserma dei carabinieri di Pra”. Sempre nel capoluogo ligure, “alle 20,30, altro ordigno (pentola a pressione piena di clorato), nei pressi della caserma dei carabinieri di Voltri. A Milano, alle 21,30 altra esplosione di ordigno (tubo metallico più dinamite) nei pressi di una delle caserme che infestano la zona di via Monti”.
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 21 Febbraio 2005
La Procura apre un fascicolo contro ignoti dopo gli slogan inneggianti alla strage di Nassiriya e le bandiere Usa ed israeliane bruciate a Roma. I reati ipotizzati sono istigazione a delinquere e violazione di bandiera di stato estero. In Procura si attende il rapporto della Digos che sta identificando gli autori del rogo delle bandiere attraverso foto e filmati. Il reato di offesa alla bandiera di stato e’ stato recentemente depenalizzato con un’ammenda che va da 100 a mille euro.
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Guerre, Iraq, Israele, Italia, No Global, Notizie, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 4 Febbraio 2005
Era l’estate del 2001 quando a Verona la Lega Nord diede vita ad una campagna di raccolta firme per chiedere la chiusura di un campo nomadi abusivo in città. Passarono pochi mesi e un cartello di associazioni riuniti sotto lo slogan «nella mia città nessuno è straniero» con in testa i centri sociali e Rifondazione Comunista, indignato per i manifesti del Carroccio e per una conferenza stampa tenuta in Comune da Flavio Tosi (all’epoca segretario provinciale scaligero) e da altri cinque leghisti, decise di sporgere denuncia.
Una denuncia che finì presto sulla scrivania del procuratore Guido Papalia il quale chiese immediati accertamenti agli investigatori della Digos.
La Lega nel frattempo organizzò i suoi banchetti per la raccolta di firme. Migliaia di cittadini aderirono all’iniziativa leghista. Ma poi intervenne la magistratura.
Papalia concluse le indagini in tempi brevissimi; quindi inviò gli avvisi di garanzia e successivamente rinviò a giudizio tutti i leghisti coinvolti. A dicembre 2004 arrivò la sentenza del Tribunale di Verona: sei esponenti del Carroccio furono condannati a sei mesi di carcere con la sospensione della pena per discriminazione razziale nonché all’interdizione per tre anni dall’attività politica (anche questi sospesi) e a 100 milioni di lire di risarcimento e l’obbligo di non partecipare a nessuna manifestazione elettorale per il periodo di tre anni. Flavio Tosi e la sorella Barbara, Matteo Bragantini, Luca Coletto, Enrico Corsi e Maurizio Filippi sono stati tutti condannati secondo i dettami della legge Mancino. Una legge liberticida, indegna di qualsiasi Paese democratico, che ti può sbattere dietro le sbarre per aver pubblicamente espresso un’idea. Proprio come fece quel gruppetto di leghisti che nel 2001, su sollecitazioni degli stessi cittadini di Verona, fece una semplice raccolta di firme in cui chiedevano l’allontanamento dei nomadi, installatasi abusivamente in un’area della città veneta.
Tanto è bastato, insomma, non solo per dare l’avvio al procedimento penale per violazione della legge Mancino, ma anche addirittura per giungere alla condanna.
Fu una sentenza tutta politica dove la toga rossa fece leva sulla violazione della Legge Mancino per condannare i leghisti.
Normative che sono rimaste nella legislazione vigente perché fanno comodo alla sinistra per colpire i suoi avversari politici. Grazie alla Mancino nel Duemila si può mettere sotto processo chi espone una croce celtica, ad esempio, accusandolo di apologia di nazismo. E nel conformismo generalizzato e nel timore di scontentare qualcuno si capisce perché questa legge rimane in vigore.
Ma le leggi che colpiscono i reati d’opinione sono oggi un vergogna per uno Stato democratico che vuol definirsi tale: leggi liberticide che non dovrebbero esistere. Per questo motivo la Lega Nord ha organizzato per domenica 13 febbraio, in Piazza Brà a Verona, una grande manifestazione di solidarietà ai sei esponenti del Carroccio condannati per il solo fatto di aver organizzato una raccolta di firme contro la presenza di un campo nomadi in città. E la mobilitazione leghista in terra scaligera sarà anche l’occasione per ribadire il no ai reati di opinione e a quella Legge Mancino così incostituzionale e pericolosa per la sopravvivenza della libertà di pensiero e di parola.
Pubblicato su Anarchici, Articoli, Centri sociali, Giustizia, Immigrati, Lega Nord, Lombardia, Rifondazione Comunista, Sinistra | Lascia un commento »