Londra, Chiese in rivolta contro le adozioni gay
Pubblicato da Jake su 26 Gennaio 2007
Cattolici, anglicani, ebrei e musulmani uniti per protestare contro le adozioni gay nel Regno Unito. I primi a dar battaglia sono stati i cattolici: nei giorni scorsi la massima autorità della Chiesa romana in Gran Bretagna, il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, ha spedito una lettera al vetriolo a tutti i membri del governo di Londra minacciando la chiusura delle agenzie di adozione cattoliche se queste saranno costrette ad accettare come potenziali genitori anche gli omosessuali, in base alla legge contro le discriminazioni che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 6 aprile.
Un tentativo di fare pressing sul primo ministro Tony Blair che deciderà la prossima settimana se approvare o meno una deroga che permetterà alle agenzie cattoliche che si occupano di adozioni di evitare l’adempimento delle leggi a tutela di gay.
A farsi sentire è stata anche la Chiesa anglicana che è scesa in campo per sostenere le stesse tesi di quella Cattolica. «I diritti della coscienza non possono essere disciplinati da una legge», hanno scritto a Blair gli arcivescovi di Canterbury e York Rowan Williams e John Sentamu. Il capo spirituale della Chiesa anglicana e l’arcivescovo di York hanno poi sottolineato il pericolo che i politici credenti siano accusati di essere «di parte» nella faccenda: «Sarebbe deprecabile - scrivono i due - se si creasse un clima in cui alcuni potrebbero sentirsi liberi di insinuare che i membri del governo non sono adatti a svolgere le loro mansioni pubbliche a causa della loro affiliazione religiosa». Oltre a Blair, la cui moglie Cherie è cattolica praticante, anche il ministro delle Pari Opportunità Ruth Kelly, membro dell’Opus Dei, rischia dunque di finire al centro delle polemiche.
La vigorosa campagna delle autorità religiose - cattoliche e anglicane - mette a Blair una pressione senza precedenti: il premier ha dato segnali di apertura nei confronti della Chiesa, ma rischia di scontentare molti dei suoi stessi compagni di partito e di governo, che hanno già bollato qualsiasi concessione ai primati come una discriminazione nei confronti degli omosessuali.
Anche musulmani ed ebrei si sono uniti alla rivolta di cattolici e anglicani dandosi tutti appuntamento, la settimana scorsa, di fronte al parlamento di Westminster per manifestare contro la nuova legge. Secondo alcuni gruppi appartenenti alle tre fedi, la legge obbligherebbe chi per questioni religiose non approva l’omosessualità ad agire contro la propria libertà di coscienza.
Sulla questione è intervenuto anche Thomas Cordrey, avvocato membro dell’associazione dei professionisti legali cristiani, che ha respinto le accuse di omofobia mosse contro i gruppi parte della protesta ed ha accusato il governo di voler applicare una legge «poco bilanciata».
«I cristiani non hanno alcuna intenzione di discriminare ingiustamente sulla base degli orientamenti sessuali, ma non possono e non devono essere obbligati a condonare e a promuovere pratiche sessuali che secondo la Bibbia sono sbagliate», ha detto.
Scopo delle Sexual Orientations Regulations - questo il nome dell’insieme di leggi che dovrebbero essere introdotte in Inghilterra, Scozia e Galles ad aprile - è quello di garantire che gli omosessuali possano accedere a determinati beni e servizi con la stessa facilità del resto della popolazione.
Impedire che una persona venga esclusa da una lista di un medico della mutua solo perché gay, che a una coppia omosessuale venga rifiutata una stanza in un bed and breakfast sulla base della loro sessualità, obbligare le scuole ad agire duramente contro il bullismo di matrice omofobica: sono queste alcune delle possibili applicazioni della legge della quale i gruppi per i diritti gay sperano in una rapida introduzione.
Ma secondo gli esponenti di alcune associazioni religiose, la legge potrebbe compromettere seriamente alcune organizzazioni benefiche, le scuole riservate ad alunni di determinate fedi e certe agenzie per le adozioni.
Il timore di questi gruppi è che a causa delle nuove regole chi per ragioni religiose non condona l’omosessualità si potrebbe trovare obbligato - ad esempio - a stampare un volantino o a costruire un sito web che promuove i rapporti gay. Alcune organizzazioni religiose che ricevono finanziamenti pubblici sarebbero inoltre obbligate ad affittare le loro sale per ricevimenti di “nozze” gay, qualora venisse loro richiesto.
In virtù di una legge approvata nel 2002 anche le coppie non sposate e quelle omosessuali possono adottare bambini grazie agli emendamenti approvati all’Adoption and Children Act, la normativa in materia.
In precedenza la legge permetteva l’adozione alle persone non sposate, ma solo a titolo individuale. Circa un anno fa il governo di Tony Blair approvò inoltre una legge, il Civil Partnership Act, che ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, per le quali sono previsti gli stessi diritti e doveri degli eterosessuali.
Con il Civil Partnership Act (legge sul partneriato civile), le coppie dello stesso sesso avranno medesimi diritti e doveri delle coppie sposate in materia di pensioni, eredità, tasse, immigrazione. L’unione potrà essere sciolta con un atto legale simile al divorzio.
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