L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per Febbraio 14th, 2007

Indignazione dell’Ocse: in Italia troppe tasse

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Chissà come saranno fischiate le orecchie all’esecutivo targato Prodi quando il Chief Economist dell’Ocse, Jean-Philippe Cotis, durante la presentazione di ieri del rapporto 2007 su “Obiettivo Crescita” ha raccomandato all’Italia di «ridurre il livello elevato delle tasse e dei contributi per la pensione, in particolare per i bassi e medi salari». E - in periodo di condoni agricoli -, avranno certamente continuato a fischiare anche sentendo chiedere di «rafforzare l’applicazione della regolamentazione fiscale e rinunciare alle amnistie fiscali».
Non è tutto. L’Ocse auspica che si vada avanti con le riforme, la ripresa economica infatti «non deve condurre i governi ad allentare i loro sforzi nell’entrata in vigore di riforme che puntano a migliorare la produttività e a creare più occupazione»
Per l’Ocse è poi necessario che l’Italia «acceleri i programmi di privatizzazioni, sostituisca le golden share con una regolamentazione di piena concorrenza e rafforzi ancora i poteri delle Authority di regolazione e di concorrenza». Inoltre «sarebbe necessario mettere un termine alle autorizzazioni legali e ufficiali che impediscono alle autorità della concorrenza di colpire le pratiche anti-concorrenziali delle associazioni professionali».
Raccomandazioni anche per migliorare «la capacità di gestione dei rischi, rimediando ancora ad alcune inefficenze nella struttura delle governance delle aziende e applicando pienamente la riforma del 2006 che riguarda la sorveglianza dei mercati di capitali e la riforma 2005 del diritto fallimentare». Infine, per accrescere l’utilizzazione delle risorse in manodopera «è necessario promuovere la decentralizzazione delle negoziazioni salariali» in particolare «prendendo in considerazione le differenze regionali di produttività e di costi della vita per fissare la retribuzione nel settore pubblico».

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La Cina censura l’anno del maiale: offende l’Islam

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Anche un Paese possente come la Cina s’inchina con ossequio all’Islam. Non per sincero rispetto verso la fede di Maometto, ma per accattivarsi ancora di più la simpatia dei Paesi musulmani che riforniscono di petrolio l’Impero di Mezzo.
Come riportava ieri l’agenzia missionaria Asia News, la televisione di Stato cinese CCTV ha proibito la trasmissione di filmati raffiguranti maiali, animali ritenuti «impuri» dall’Islam. La direzione dell’emittente ha infatti inviato alle agenzie pubblicitarie questo dispaccio: «Poichè la Cina è un Paese multiculturale, per rispetto delle convinzioni religiose dei musulmani nel 2007 debbono essere evitate le immagini dei maiali». «Così ci è stato indicato - spiegano i dirigenti della CCTV - dai massimi livelli del governo, per proteggere l’armonia tra differenti religioni e gruppi etnici». A sollecitare il divieto è stato nientemeno che il Politburo del Partito Comunista Cinese. Il provvedimento giunge a pochi giorni dal Capodanno tradizionale cinese, secondo cui a partire dal 18 febbraio inizia l’Anno del Maiale. Come noto, in base al calendario lunare del Paese estremo-orientale, l’oroscopo contempla 12 diversi animali a cui a turno viene dedicato un anno. Per il 2007 tocca appunto al simpatico porcellino. L’anno del Maiale è considerato portatore di ricchezza e varie multinazionali avevano preparato degli spot pubblicitari con l’effigie del paffuto mammifero per promuovere i loro prodotti sullo sterminato mercato cinese. Ad esempio, la «Nestlè» stava per far trasmettere un cartone animato in cui un porcellino augura un «Felice Anno del Maiale». La «Coca Cola» aveva invece prodotto due spot, uno con un panda e un altro con un maialino. Inutile dire che solo il primo potrà essere diffuso.
Ufficialmente le autorità di Pechino intendono promuovere l’armonica convivenza con le minoranze musulmane del Paese. In Cina sono 21 milioni i seguaci del Profeta. Di questi, 15 milioni sono i cosiddetti Hui, cioè cinesi etnici «Han» convertitisi all’Islam, il resto sono uiguri di stirpe turca, stanziati nella provincia dello Xinjiang. Cifre esigue rispetto alla popolazione del Paese, che tocca 1 miliardo e 300 milioni. Ciò ha fatto esultare Hue Engjie, direttore dell’Associazione delle minoranza di Shanghai: «Anche se noi islamici siamo meno del 2 per cento della popolazione cinese, questo bando mostra quanto il governo ci rispetta. È davvero commovente». La realtà è ben diversa, dato che il governo comunista vessa spesso la minoranza islamica. Da un lato gli Hui sono considerati cinesi di serie B in campo lavorativo, mentre per gli uiguri è sempre pronta l’accusa di terrorismo. Nel solo 2005 sono stati arrestati 18.227 uiguri per «minacce alla sicurezza nazionale», perchè protestavano contro l’immigrazione di cinesi nella loro terra. La settimana scorsa, il 9 febbraio, un esponente di tale minoranza, Ismail Semed, è stato inoltre giustiziato come presunto «separatista».
Vietando l’innocuo maialino, il governo di Pechino vuole in realtà fare buon viso ai musulmani «che contano», ovvero a quelli che vendono il greggio alla Cina. Soprattutto all’integralista Arabia Saudita, che da sola fornisce ai cinesi 23 milioni di tonnellate di petrolio su un totale di 130 milioni importati ogni anno dal Paese asiatico, cioè quasi il 20 per cento. Per questo fiume di preziosa energia il regime comunista sacrifica volentieri tradizioni millenarie.

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Usa: Hillary davanti a Obama

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Hillary Clinton stacca Barack Obama di otto lunghezze in un sondaggio del Wsj per le primarie democratiche alle presidenziali Usa. Il sondaggio e’ stato condotto tra quasi 3.500 elettori di ogni colore politico: tra i democratici Hillary batterebbe Obama e Edwards. Tra i repubblicani, se si presentasse, l’ex segretario di Stato Colin Powell sbaraglierebbe la concorrenza col 32%, davanti all’ex sindaco di New York Giuliani secondo col 29% e il senatore dell’Arizona McCain al 26%.

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Dico, appello cattolici alla Cei

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

Un appello all’episcopato italiano, perche’ sia evitata la nota che impedisce ai parlamentari cattolici di votare il ddl sui Dico. La supplica e’ stata predisposta da un gruppo di esponenti del mondo della cultura di tradizione cattolico-democratica. ‘L’annunciato intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale - si legge nel testo - che imporrebbe ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui ‘diritti delle convivenze’ e’ di inaudita gravita”.

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Nucleare Iran: Bush, pace in pericolo

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

‘Sono convinto che l’Iran con l’arma nucleare sia molto pericoloso per la pace nel mondo’: lo ha detto Bush. Il presidente Usa ha commentato le sanzioni Onu contro Teheran e, sempre sul nucleare, ha osservato che l’accordo con la Corea del Nord e’ ‘un ottimo primo passo nella giusta direzione’. Sull’Iraq, ha detto che la nuova ondata di stragi a Baghdad “mira a danneggiare il governo iracheno” ma lasciare l’Iraq “avrebbe conseguenze disastrose”.

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Lecce: prof indagata per video hard

Pubblicato da Jake su 14 Febbraio 2007

E’ iscritta sul registro degli indagati con l’ipotesi di atti sessuali con minore la professoressa salentina oggetto di un video hard. Nel video la donna e’ ripresa mentre, seduta alla cattedra, viene palpeggiata sul fondoschiena da alcuni studenti. La professoressa afferma di essere stata vittima inconsapevole di una situazione poi degenerata. Le riprese sarebbero state fatte nel 2004 in un istituto privato ma di esse l’insegnante non sarebbe stata a conoscenza.

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