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I Dico e la libertà

Pubblicato da Jake su 13 Febbraio 2007

È in arrivo un vagone di cause per gli avvocati. I Dico, nuovo nome d’arte dei Pacs, avranno questo effetto: moltiplicare le cause davanti ai giudici, arricchire gli avvocati. La richiesta di ratificare le coppie di fatto, etero e omosessuali, proviene solo da una piccolissima minoranza. Agli altri, secondo buon senso, bastava l’elementare alternativa: se intendevano vivere la loro unione giorno per giorno, preferivano lasciarla così com’è, libera e privata, assolutamente fuori da ogni anagrafe pubblica e da ogni impegno formale. Coloro che viceversa pensavano di regolarizzare la loro unione avevano la via più semplice, unirsi in matrimonio magari solo civile. Adesso, se dovesse passare il Dico, il rischio più probabile è che si apra una serie di contenziosi tra partner, in cui uno vuole incastrare l’altro che vuol sottrarsi; e lo stesso può accadere anche tra persone che non sono propriamente una coppia, ma hanno forme di convivenza di varia natura, in un arco che oscilla dal parente alla colf, dalla geisha all’amante occasionale. Se la legge ti permette di lucrare, di subentrare nell’affitto e magari poi non pagare, di partecipare agli utili dell’azienda, di ricevere soldi, assistenza e altro, perché non tentare la strada, magari quando il rapporto sta per rompersi, o semplicemente perché non c’è mai stato un vero rapporto di coppia? Non bastava il capitolo sanguinoso delle separazioni, dove ex mogli e in minor misura ex mariti cercano di lucrare e/o di inguaiare l’ex coniuge, e di vivere parassitariamente la loro esistenza e le loro nuove unioni (magari con altri parassiti che hanno fiutato di poter campare a loro volta alle spalle della mantenuta); adesso si mettono anche i rischi di coppie, vere, verosimili e presunte, che si sfasciano ricorrendo al giudice, con tanto di avvocati impegnati a dimostrare che ci sono tutti i requisiti per entrare nell’orbita dei Dico. Sfruttatori alla riscossa.
Insomma, anche a voler prescindere dalla difesa della famiglia o dalle coppie gay, i Dico rischiano di essere un altro capitolo rovinoso della giustizia ingiusta del nostro paese, che difende gli sfruttatori e i parassiti, e non solo e non tanto i cosiddetti più “deboli”. Sotto le vesti di una legge che riconosce un’ulteriore libertà ai cittadini, nasce invece un altro vincolo, un’altra catena, e un’altra persecuzione per i cittadini. Neanche le unioni libere saranno più libere. Uno evita di sposarsi o è scottato da una pesante esperienza matrimoniale, e si ritrova dalla finestra quel che ha rigettato dalla porta…

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Una Risposta a “I Dico e la libertà”

  1. Daniele detto

    “La richiesta di ratificare le coppie di fatto, etero e omosessuali, proviene solo da una piccolissima minoranza”, da quale istituto o agenzia proviene questo dato? E poi soprattutto, come mai il rischio dei problemi sovracitati è un impedimento solo in Italia? Certo tutti i paesi dell’Unione Europea (Grecia e Polonia esclusi), sono davvero popolati da sprovveduti ai quali non vengono in mente questi problemi insormontabili che potrebbero generarsi solo nella mente di un italiano.

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