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Archivio per 7 Febbraio 2007

La Russia chiede agli Usa un patto di non aggressione

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Un accordo di non aggressione con gli Stati Uniti. Lo chiede la Russia di Vladimir Putin dopo che Washington ha annunciato l’intenzione di dispiegare in Polonia e nella Repubblica Ceca un nuovo sistema antimissile. Un alto funzionario del ministero degli Esteri di Mosca, Aleksandr Kramarenko, ha indicato ieri le linee della politica russa nei confronti del futuro «scudo spaziale» americano: «La Russia – ha detto – è orientata a continuare il dialogo con gli Stati Uniti per lavorare ad accordi vincolanti che garantiscano che il reciproco potenziale militare non venga usato l’uno contro l’altro».
Traducendo il messaggio, Mosca non fa che esplicitare il proprio storico timore dell’accerchiamento. Restia ad accettare che la libera adesione alla Nato di Paesi un tempo sottomessi al suo potere imperiale (per esempio le tre Repubbliche baltiche, la Polonia e la Repubblica Ceca, ma anche tutti gli altri ex Paesi membri del Patto di Varsavia) non sia un passo ostile nei suoi confronti, ma semmai una comprensibile cautela di quegli stessi Paesi oggi gelosi della loro indipendenza, tenta in ogni modo di ostacolarne l’integrazione nelle strutture militari occidentali (e non solo in quelle). Non di rado questi ostacoli prendono la forma di intimidazioni, espresse talora anche dai vertici delle forze armate russe.
Dopo l’11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno «investito» sempre di più sui nuovi Paesi membri della Nato, quelli ex comunisti dell’Europa orientale, giudicati più fedeli alla guida americana dell’Alleanza atlantica e più motivati a sostenerla con i fatti. Varsavia, che ha assunto ruoli militari di primo piano in Irak e in Afghanistan, e Praga si sono dimostrate particolarmente disponibili ed è a loro che Washington ha chiesto di poter installare due basi di intercettazione dei missili che fanno parte del nuovo progetto di scudo spaziale. Il Pentagono ha spiegato il progetto come diretto a impedire a «Paesi canaglia» come l’Iran e la Corea del Nord di colpire l’Europa, ma Mosca sostiene di non fidarsi. Proprio ieri l’addetto militare polacco a Mosca Andrzej Lewandowski ha spiegato che la decisione di costruire una delle due basi in Polonia non è ancora stata presa. Ma in caso affermativo, ciò non accadrebbe prima di cinque-sette anni.
I rapporti tra Russia e Nato, nonostante questi seri problemi, continuano anche a livello ufficiale e, entro certi chiari limiti, anche operativi. Mosca fa parte del folto gruppo di Paesi membri della partnership con l’Alleanza atlantica, il che significa tra l’altro che ciclicamente vengono compiute esercitazioni militari comuni. E il prossimo 27 febbraio il viceministro della Difesa russo parteciperà regolarmente a Vilnius, in Lituania, alla periodica riunione del gruppo di lavoro Russia-Nato. Ma allo stesso tempo Putin cerca di contrastare le aspirazioni di Paesi come la Georgia o l’Ucraina ad entrare come membri a pieno titolo nella stessa alleanza militare cui collabora. E non rinuncia a esercitare pressioni di vecchio sapore imperiale anche su altri Paesi vicini ormai da tempo passati a quello che comunque a Mosca continuano a considerare «l’altro campo». Ultimo caso quello dell’Estonia, duramente criticata per la sua decisione di rimuovere il monumento al soldato sovietico: quello stesso soldato che per mezzo secolo l’aveva oppressa.

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Spunta il permesso di soggiorno per gli stranieri

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Anche nei Pacs il Governo non ha mancato di pensare agli extracomunitari. La bozza di legge estenderebbe la possibilità di concessione del permesso di soggiorno per gli extracomunitari che convivono con gli italiani. Via libera, dunque, alle truffe finalizzate ad assicurarsi il permesso di soggiorno. E da Roma, ieri il sottosegretario all’Interno Marcella Lucidi ha annunciato importanti novità sulla riforma del testo unico sull’immigrazione: «Avverrà con un disegno di legge delega che introdurrà maggiore flessibilità e una pluralità di canali di accesso dei lavoratori extracomunitari, senza alcuna sanatoria che avrebbe delle impossibilità dettate dall’Unione europea». Con la riforma del testo unico gli immigrati «potranno avere ingresso con chiamata, ingresso con sponsor associativo e ingresso con sponsor individuale o autosponsorizzazione. Al momento restano alcune perplessità invece sulla creazione di liste di lavoratori presso Paesi di provenienza».
Nel prossimo decreto flussi – ha annunciato Lucidi – «ci sarà maggiore flessibilità nei flussi triennali, con rubinetti che si apriranno o chiuderanno a seconda della domanda. Questo consentirà un miglioramento della capacità di indagine sull’effettiva domanda di lavoro dall’estero perché, soprattutto in agricoltura, c’è un gap tra fabbisogno ufficiale e ricorso alle assunzioni in nero, forse anche per la difficile praticabilità della gestione regolare delle quote degli stagionali».
Il Governo, dunque, ha in mente una velocizzazione delle procedure che dal prossimo decreto flussi per 80 mila stagionali «incoraggeremo anche tramite un sito internet del ministero dell’Interno dal quale le associazioni datoriali potranno scaricare la modulistica per le assunzioni regolari. Nella riforma della legge guardiamo con molto interesse alla proposta, avviata dalle parti sociali presso il ministero dell’Agricoltura, di permettere ai lavoratori stagionali di lavorare presso più datori di lavoro».
Porte aperte, dunque, agli extracomunitari. E proprio oggi e domani la Commissione Affari Costituzionali riprenderà la messa a punto del ddl governativo finalizzato a rivedere la vigente normativa sulla concessione della cittadinanza con il riconoscimento del diritto a cittadini extracomunitari residenti nel nostro Paese e con contratto di lavoro.

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«Noi lavoriamo, loro rubano. Via gli zingari»

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Il primo impatto è l’odore acre dell’urina che ristagna contro le pareti. Poi ci sono feci disseminate ovunque. Un iperbolico slalom tra barili affumicati dalle fiamme e bottiglie svuotate e cartacce e sacchi buttati agli angoli delle strade e mozziconi di sigaretta e resti di pasti consumati nei giorni scorsi. A Fara Gera d’Adda, nel quadrilatero della zona artigianale, il passaggio dei nomadi ha lasciato ancora una volta i segni di una profonda inciviltà: i bocchettoni rossi anti-incendio sono stati divelti per poter lavare le roulotte, i cavi elettrici strappati per cercare un allaccio abusivo, i parcheggi usati come discarica a cielo aperto. Dopo due anni di stanziamenti abusivi, il “Comitato delle aziende della zona artigianale” ha chiesto l’intervento dell’amministrazione comunale per far fronte «all’emergenza igienico-sanitaria causata dal sostare della comunità nomade». In tutta risposta il sindaco, Valerio Piazzalunga, ha spostato «temporaneamente» roulotte, panni sporchi e comunità nomade nel parcheggio del centro sportivo. Ma assicura: «Entro domenica se ne devono andare».

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Romeno ricercato bloccato in centro

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Un romeno di 22 anni, M.O., è stato arrestato ieri dalla polizia in via Palestro. Il giovane è stato bloccato mentre era in compagnia di due giovani connazionali durante un controllo della Polmetro: doveva scontare sette anni di carcere per una rapina effettuata in Romania. Il giovane è accusato anche di ricettazione.

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Francia: Liberation pubblica vignette con caricatura Maometto

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Il quotidiano francese Liberation, nel giorno in cui si apre il processo al settimanale satirico Charlie Hebdo, ha deciso di pubblicare le stesse vignette satiriche su Maometto in segno di solidarieta’ al settimanale. Charlie Hebdo e’ stato citato in giudizio dall’Unione delle Organizzazioni islamiche di Francia (UOIF) e dalla Grande Moschea di Parigi (GMP) per “ingiurie pubbliche nei confronti di un gruppo di persone a causa della loro religione”.

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Francia, vignette sotto processo.

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Sono da oggi sotto processo per “ingiurie basate sul pregiudizio religioso” i responsabili della redazione di Charlie Hebdo, il settimanale francese di satira finito nel mirino di associazioni islamiche per aver pubblicato delle vignette considerate blasfeme dai musulmani più radicali.
I giornalisti si difendono, spiegando che non volevano attaccare i musulmani, ma solo i terroristi. Per il direttore Philippe Val, è un processo medievale. “Finché ci saranno aggressioni verbali o caricature contro i musulmani”, dice Dalil Boubakeur, rettore della Moschea di Parigi, “consiglio a tutti di seguire la via dei tribunali”.
Le polemiche erano scoppiate nel 2006, dopo la pubblicazione da parte del settimanale francese di alcune vignette che avevano fatto arrabbiare i più integralisti qualche mese prima, quando uscirono su un quotidiano danese. Alla satira anti-Islam seguirono violente proteste in tutto il mondo, con manifestazioni aggressive in molte città arabe. Per diverse settimane vennero letteralmente aggredite le sedi diplomatiche dei paesi scandinavi, ma anche della Francia.

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Altro filmato hard fra minorenni

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Sesso con il compagno di scuola, poi il video mostrato all’intera classe. È scandalo nel piccolo paese di Valmorea, a due passi dal confine tra la provincia di Como e il Ticino. Nel video appare una ragazzina di appena 12 anni che si concede ad un compagno di classe tredicenne alla presenza di altri due coetanei che hanno ripreso la scena con un telefonino.

Quel video, però, ha cominciato a girare anche fra gli altri compagni fino a quando è stato intercettato da un docente e la cosa è arrivata alle orecchie del preside che ha convocato i quattro adolescenti. I fatti risalgono a fine gennaio ma solo venerdì scorso i responsabili dell’istituto hanno scoperto l’esistenza del filmato hard.

E’ stato quando l’insegnante ha sorpreso alcuni ragazzini mentre stavano guardando il video che, nel contempo, era stato già inviato ad un’altra decina di cellulari. I quattro ragazzini ‘attori’ e ‘registi’ si sarebbero anche affrettati a cancellare il corpo del reato prima che arrivassero i carabinieri chiamati dal papà della ragazzina non appena informato dal preside Giuseppe Monzo. «I fatti non sono avvenuti a scuola, ma in altri ambiti – spiega Monzo nel confermare l’accaduto -. In classe è stato solo mostrato il video ma la cosa non poteva essere presa sottogamba».

Per lunghe ore ‘i quattro studentelli a luce rossa’, dopo aver lungamente negato ogni responsabilità, si sono visti costretti ad ammettere. Il video sarebbe stato girato nel pomeriggio di sabato 27 gennaio a casa di uno di loro, ma hanno confessato di essere stati solo spettatori e di essersi limitati a riprendere la scena, quindi l’idea di far circolare il video fra i compagni. E così è avvenuto per cinque giorni di fila. Insieme al filmato, però, sono cominciate a circolare le voci e gli insegnanti hanno iniziato a prestare molta attenzione.

Ora della vicenda se ne occuperà la procura dei minori di Milano anche se il quartetto, non avendo ancora raggiunto i 14 anni, non è punibile per legge. Tuttavia saranno oggetto di provvedimento disciplinare scolastico in base alle decisioni del collegio docenti.

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Nato: l’Italia è diventata inaffidabile

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

La domanda è circolata ieri in lungo e in largo nella capitale: ma Massimo D’Alema «sapeva», come lascerebbero pensare le rivelazioni di ieri dell’ambasciata olandese a Roma – tanto da avvalorare la tesi di chi (verdi, qualche prodiano) lo vede fregarsi le mani per le difficoltà di tenere in vita la maggioranza – o invece era completamente all’oscuro della lettera dei sei ambasciatori che hanno chiesto la permanenza del contingente italiano in Afghanistan, come si è teso a far credere due giorni fa?
Nessuna risposta, ovviamente. Ma strane cose avvengono alla Farnesina di questi tempi. Il fatto stesso che da Seul – dove si trovava il ministro degli Esteri – si sia evocata la «convinzione» che la comunicazione a Washington della missiva voluta da Spogli fosse avvenuta «a livello di funzionari e non politico», affondata senza pietà pochi attimi dopo da quel «lodevole» espresso dal dipartimento di Stato, dimostra abbondantemente lo stato di confusione che si vive al ministero degli Esteri. Dove gli equivoci si susseguono agli equivoci. Un conto è discuterne in patria, con la sinistra radicale, con cui ci si può arrabattare in qualche modo. Altro è dovere spiegazioni ad alleati che mostrano di non poterne più. È dal vertice Nato di Riga, ad esempio, che si va discutendo apertamente della necessità di prepararsi contro una possibile offensiva primaverile talebana in Afghanistan. Tony Blair lo disse chiaramente in Lettonia, che le truppe britanniche non potevano esser le sole ad affrontare i rischi dello scontro. Si chiesero uomini e mezzi. L’Italia fece finta di nulla. Così come a Bruxelles, la settimana scorsa, dopo mesi in cui il segretario generale dell’alleanza De Hoop Scheffer andava ripetendo che «se vogliamo avere successo occorre che le necessarie risorse civili e militari siano fornite», il nostro ministro degli Esteri – fatto sapere che Condoleezza Rice «ringraziava l’Italia per l’Afghanistan e per Vicenza» – smentiva fosse stato reclamato alcunchè: «Nessuno ha chiesto nulla di particolare all’Italia».
A Washington, ma anche a Bruxelles, sale la convinzione che l’Italia sia sempre più inaffidabile. Appena 7 mesi fa D’Alema fu accolto con simpatia nella capitale Usa. Spiegò che dovevamo ritirare i nostri uomini dall’Irak in quanto così si era promesso in campagna elettorale, ma garantì che in Afghanistan avremmo tenuto fede ai patti, che il legame con gli Usa si sarebbe rafforzato grazie alla nostra «sincerità». La crisi libanese parve avvalorare l’impegno: Roma si fece promotrice della conferenza tesa all’invio di truppe Onu per bloccare i combattimenti tra israeliani ed hezbollah. Ma da quel momento in poi le cose cambiano: prima le polemiche – tenute sotto controllo – sul disarmo degli uomini di Nasrallah e il braccio di ferro su Damasco (l’Italia voleva dialogare coi siriani). Poi le strizzatine d’occhio ad Ahmadinejad da parte di Prodi.
Ancora, l’inattesa astensione italiana all’Onu per l’elezione del membro sudamericano al Consiglio di sicurezza, con la Rice che espresse tutto il suo disappunto a D’Alema per l’appoggio di fatto dato al venezuelano Chavez. Infine la questione delle basi Usa in Italia: non solo Vicenza – con le titubanze di palazzo Chigi e l’opposizione che resta decisa da parte della sinistra radicale – ma anche le mozioni e le manifestazioni già annunciate per Gaeta (da cui peraltro è già previsto uno sgombero), e per Taranto (che dovrebbe divenire la nuova base della sesta flotta). Senza contare l’irrituale – quella sì – presa di distanza dall’alleato americano in occasione dei raid in Somalia in aiuto al governo legittimo contro gli uomini di Al Qaida.
Troppi distinguo, insomma. Il «caro Max» non è più quello che permise a Clinton di bloccare gli eccidi in Kosovo. «Pare più un uomo di partito che di governo – fanno sapere dall’ambasciata di via Veneto – e convinto di dover tenere comunque unita tutta la sinistra». Quel che vorrebbero conoscere più a fondo è il perché di questo atteggiamento: lo fa per evitare di sentirsi dare del complottista o perché ha sposato davvero una linea di incomunicabilità con seri rischi per la nostra fedeltà atlantica?

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I talebani minacciano: migliaia di attacchi

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

In Afghanistan i talebani minacciano migliaia di attacchi kamikaze e nel frattempo riprendono il controllo di una cittadina, mandando in frantumi una fragile tregua con le truppe inglesi.
Mullah Hayatullah Khan, uno dei comandanti talebani nella zona orientale ha dichiarato che il 2007 «sarà l’anno più sanguinoso per gli occupanti stranieri». Il capo fondamentalista ha addirittura annunciato che i volontari «per il martirio», ovvero pronti a farsi saltare in aria, sarebbero duemila. Una cifra sicuramente esagerata, ma lo scorso anno sono stati 140 gli attacchi suicidi.
Negli ultimi giorni sono riesplosi i combattimenti nella provincia di Helmand, una delle zone più calde nell’Afghanistan. Fazioni estreme dei talebani hanno rioccupato Musa Qala, una cittadina che la scorsa estate è stata teatro di sanguinosi combattimenti con i soldati inglesi. Alla fine gli anziani della zona erano riusciti a garantire una tregua che prevedeva il ritiro sia dei soldati della Nato, che dei talebani da Musa Qala. L’accordo avrebbe dovuto diventare un progetto pilota per altre zone «calde» a ridosso del confine pachistano.
Invece le frange talebane, probabilmente aizzati da Al Qaida, hanno rioccupato Musa Qala lo scorso giovedì per poi avanzare verso sud. Ieri sono scoppiati violenti scontri con gli inglesi nel villaggio di Grishk a soli 50 chilometri da Lashkargha, il capoluogo della provincia di Helmand, dove si trova l’ospedale italiano di Emergency.
Se la situazione al sud non lascia spazi a tregue le zone di competenza dei circa 2000 soldati italiani in Afghanistan sono solo relativamente più tranquille. Ad Herat il 30 gennaio un attentatore suicida si è fatto esplodere al principale ingresso dell’aeroporto, nelle vicinanze di un convoglio dell’esercito afghano. Almeno sei militari sono rimasti feriti, ma l’esplosione deve aver fatto tremare Camp Arena una base di appoggio avanzata italo-spagnola a fianco dell’aeroporto. Nella base ha sede anche il comando italiano per i centri di ricostruzione provinciale (Prt) nell’Afghanistan occidentale. A Kabul dove opera il nucleo originario del contingente italiano le segnalazioni su possibili attività ostili non mancano. «Gli attacchi contro le truppe internazionali potrebbero continuare sulla strada Kabul-Jalalabad», si legge nelle note di intelligence. Proprio dove c’è la base Italfor.

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BABY-PROSTITUZIONE IN PIAZZA TRENTO, CHIESTE LE PENE

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Chieste ieri condanne da 3 a 14 anni di reclusione nel processo a carico di otto rumeni accusati di aver costretto a rubare e a prostituirsi in piazza Trento numerosi bambini tra i 10 e i 13 anni. Gli imputati sono accusati di favoreggiamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, associazione per delinquere, furto, violenza e minacce per commettere reati, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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Spazio: Gates preoccupato per Cina

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Il ministro della Difesa Usa Robert Gates ha espresso preoccupazione per il recente esperimento antisatellite compiuto dalla Cina.Il test preoccupa anche per quello che puo’ significare in termini di ambizioni strategiche di Pechino. La Cina ha proceduto a gennaio alla sperimentazione di un’arma antisatellite, distruggendo un suo vecchio satellite meteorologico con un missile balistico lanciatogli contro. ‘Penso che il test antisatellite cinese sia molto inquietante’, ha detto Gates.

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Afghanistan: presi membri al Qaida

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

I militari Usa hanno catturato in Afghanistan due presunti militanti di al Qaida vicino al confine con il Pakistan.I due – si legge in una nota dei militari Usa dell’ Isaf (Nato) – sono entrambi afgani e sono stati bloccati a Hakimabad, nella provincia di Nangarhar. ‘L’operazione – afferma la nota – e’ stata condotta sulla base di informazioni che riguardano un membro di al Qaida noto per la sua corrispondenza con i capi’ dell’organizzazione fondata da Osama bin Laden.

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Iraq: trovati 30 cadaveri a Baghdad

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Nell’arco di 24 ore sono stati rinvenuti in varie zone di Baghdad almeno 30 cadaveri, abbandonati nelle strade o nelle discariche. Secondo fonti della polizia, gran parte dei corpi avevano le mani legate dietro la schiena e mostravano segni di tortura e ferite letali da arma da fuoco alla testa o al torace. Da un anno si sono moltiplicati in Iraq, e in particolare nella capitale, gli attacchi e le vendette incrociate di carattere interconfessionale.

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Camera: maggioranza battuta

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

La maggioranza e’ stata battuta in Aula alla Camera su un emendamento dell’opposizione sulla commissione per la protezione dei diritti umani. L’emendamento, che e’ stato presentato anche dall’Italia dei Valori, ha ricevuto 248 voti a favore contro 240 contrari, ha dimezzato il numero dei componenti della commissione. L’esame dell’aula e’ stato poi sospeso su richiesta di Violante: ora il comitato dei Nove dovra’ verificare se esistano le condizioni per proseguire l’esame del testo.

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Gaza: donne Hamas chiedono dialogo

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Migliaia di donne sostenitrici di Hamas sono scese in piazza a Gaza per manifestare a favore del dialogo tra le diverse fazioni palestinesi. Il raduno, nella centrale piazza del Parlamento, coincide con l’incontro alla Mecca, in Arabia Saudita, tra il presidente palestinese Abu Mazen e il leader di Hamas Meshaal. ‘Siamo venuti qui per metterci d’accordo e non ce ne andremo se questo non sara’ raggiunto’, hanno detto i due all’apertura dei colloqui nel palazzo al Safa.

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Cittadinanza concessa entro 2 anni

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Se uno straniero ne fa richiesta e non ci sono ostacoli di sorta, la cittadinanza deve essere concessa al massimo entro 24 mesi. Lo dice il testo di Gianclaudio Bressa (DL) sulla cittadinanza, adottato dalla commissione Affari costituzionali della Camera. Nel testo la cittadinanza diventa un diritto, ma servono dei requisiti: conoscenza della lingua italiana, residenza in Italia da 5 anni, nessuna condanna per reati contro lo Stato e i diritti politici o a pene che superino i 3 anni.

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Gb: 7 lettere- bomba in 3 settimane

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Sono complessivamente sette le lettere-bomba ricevute in vari luoghi del Regno Unito nelle ultime tre settimane.Lo ha reso noto la polizia precisando che non c’e’ nulla che al momento colleghi le ultime tre, che sembrano indirizzate a enti addetti alla gestione del traffico automobilistico, a quelle precedenti. Dopo la bomba di sabato in Kent, indirizzata al capo di una ditta che si occupa di sicurezza, ci sono state due lettere attribuite a gruppi animalisti.

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Spagna: legalizzare tutte le droghe

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Il consigliere per gli affari interni del governo catalano, il verde Joan Saura, si e’ detto favorevole a ‘legalizzare tutte le droghe’. Con le sue affermazioni Saura ha sollevato aspre reazioni e la richiesta delle sue dimissioni da parte dell’opposizione. Il leader del partito Iniziativa per Catalogna verde ha detto durante una trasmissione della tv pubblica catalana che ’si debbono legalizzare tutte le droghe per combattere il narcotraffico e per utilizzarle a scopo terapeutico.

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Austria: vasta rete pedofili su web

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Maxi-operazione in Austria contro la pedofilia on line: sono state individuate 2.361 persone che scaricavano dalla Rete materiale pedofilo. I sospetti sono residenti in oltre 77 paesi (23 in Austria, 607 negli Usa, 499 in Germania e 114 in Francia). Secondo quanto ha reso noto in una conferenza stampa a Vienna il ministro degli Interni, Guenther Platter, si tratta del ‘maggiore caso di diffusione’ di materiale pedofilo mai scoperto in Austria.

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Pedofilia: trovati 4. 000 siti web

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

Centinaia di bambini italiani, immortalati in pose oscene tra le mura domestiche o su set fotografici e identificati dalla Polizia Postale. Il bilancio della lotta alla pedopornografia, presentato oggi a Milano, conta 4.000 siti, ma il numero varia in continuazione perche’ spesso i proprietari dei domini cambiano nome rendendo difficile individuare la loro origine. Non esiste un identikit del pedopornografo: appartiene a ogni classe sociale e molte volte e’ anche lui giovane. Il 98% e’ maschio.

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Afghanistan: Italia conferma impegno

Pubblicato da Jake su 7 Febbraio 2007

L’Italia ha confermato il suo impegno in Afghanistan: 2000 soldati e un maggiore impegno civile.Lo ha annunciato il vice premier e ministro degli Esteri D’Alema, ribadendo l’invito agli ambasciatori alleati a rimanere fuori dal dibattito politico italiano. Ora, dell’impegno italiano in Afghanistan, ‘ne discutera’ il Parlamento e decidera’, democraticamente chi deve decidere’.

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