Le parole di Caruso sui poliziotti imbarazzano la politica
Pubblicato da Jake su 5 Febbraio 2007
Proprio mentre la politica si unisce nel dire no alla violenza nel calcio, esplodono le polemiche sulle dichiarazioni rilasciate a un giornale dal parlamentare “disobbediente” Francesco Caruso. “No alla militarizzazione degli stadi, dove la polizia manganella nel mucchio. È inutile mandare i poliziotti a fare la guerra, a fare da cuscinetto tra le tifoserie”. Immediate le repliche, sdegnate, di quasi tutta la classe politica. “Mentre tutti gli italiani si stringono sinceramente intorno alla famiglia e ai colleghi di Filippo Raciti – commenta Elisabetta Gardini, Forza Italia – Caruso si permette di pronunciare parole che in nessun paese civile possono essere tollerate. Siamo stanchi di questa pseudo-cultura- che purtroppo trova ancora troppa indulgenza, che si trova sempre dalla parte sbagliata e mai dalla parte di chi, indossando una divisa, difende lo Stato e la legalità. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione, recita l’articolo 67 della Costituzione. Ebbene, oggi Caruso è una vergogna per l’Italia tutta”.
Anche il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Luciano Violante, critica duramente Caruso: “Ha detto una cosa inaccettabile, i poliziotti italiani sono ben addestrati. Il problema è che ci sono dei teppisti e dei criminali in giro”. Grande freddezza anche da Barbara Pollastrini, ministro per le Pari opportunità: “Non sono daccordo. Anzi, non vorrei che ci fosse questo divario tra i miei pensieri, i miei sentimenti, le mie convinzione e quelle di un collega”.
Molto duro il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto: “Le parole di Caruso non ci sorprendono visto il suo passato ed il suo presente: sono quelle di un amico dei guerriglieri e dei terroristi e di coloro che affrontano i poliziotti per ferirli o ucciderli. La cosa gravissima è che egli è un parlamentare di questa maggioranza e che i voti dei suoi accoliti sono stati determinanti”. C’è anche chi suggerisce a Rifondazione di espellere dal partito il deputato reo di una dichiarazione così inopportuna: “Ma che ci fa – si chiede Alfredo Mantovano (An) – uno che dice certe cose in una forza politica che appoggia il Governo, e che certamente voterà contro misure più severe contro la violenza? Non è questo uno dei casi emblematici di espulsione dal partito?”.
Stupito, ma forse neanche troppo, per le polemiche suscitate dal suo intervento, Caruso precisa che il suo ragionamento è stato travisato: “È del tutto legittimo criticare azioni o parole altrui, ma mi sembra alquanto inopportuno e pretestuoso deformare e travisare alcune dichiarazioni ad uso e consumo delle polemiche politiche, soprattutto nel momento in cui si celebra il funerale del poliziotto assassinato. Resto convinto – afferma – che dinanzi alla morte di un bambino iracheno, di un soldato italiano, di un ultrà o di un poliziotto, bisogna sempre chinare il capo e portare rispetto. Sarò un’integralista della vita e della pace, ma questa ipocrisia dei morti di seria A e dei morti di serie B proprio non riesco ad accettarla”.
peppe detto
Il problema non è quello che ha detto Caruso. Ma COME HA FATTO UN TIPO COME CARUSO AD OCCUPARE UN POSTO NEL PARLAMENTO ITALIANO!!!!! MEDITATE GENTE MEDITATE!!!!!!
Lydia detto
Sacrosante parole di Beppe! E io aggiungo alla lista anche Vladimiro Guadagno (luxuria!!??) e la madre di Carlo Giuliani.
Credo che nemmeno un parlamento “zulù” avrebbe fatto meglio (si fa per dire. Ma noi italiani sì. ALLEGRIA!
loescludo. detto
Caruso ha fotografato la realtà dei fatti.
L’incompetenza delle ffoo nel gestire l’ordine pubblico e la faccenda dei morti di serie A e serie B.
Cieri detto
Filippo Raciti era pagato per essere lì, non lo faceva per beneficenza e credo che prima di indossare la divisa lo aveva messo in conto di prendersi qualche pietra addosso, invece gabbo non pensava di beccarsi una pallottola mentre era in macchina a dormire.