In quasi tre anni di governo José Luis Rodriguez Zapatero è riuscito a polverizzare la grande fiducia che gli spagnoli avevano in lui. La notte del suo trionfo, il 14 marzo 2004, mentre il Partito popolare si fermava al 37,9%, Zapatero, sull’onda dell’emozione dei sanguinosi attacchi terroristici di Atocha, trionfava con il 42,3% e per le strade di Madrid la gente gli gridava quello che sarebbe diventato il suo motto: «Zapatero non ci deludere». Ma ora che i dati si sono invertiti e il premier socialista guida una maggioranza che è scesa al 39,3%, il punto più basso del suo governo, il motto zapateriano è diventato uno sfottò o una previsione: «Zapatero sei arrivato dalla stazione di Atocha e te ne andrai dall’aeroporto di Barajas», alludendo ai due attentati che hanno segnato la sua ascesa e discesa.
A un anno dalle elezioni legislative, la politica del «piacione» e delle pseudoriforme a caccia di consenso ha dimostrato di avere il fiato corto. Oltre alle percentuali politiche, lo dice da ieri anche un sondaggio della Cis, il Centro investigaciones sociologicas, svolto a dicembre, quindi prima dell’autobomba di Barajas: due spagnoli su tre non credono che il premier sia capace di risolvere i veri problemi della Spagna. E non stiamo parlando di leggi sulla taglia 38 delle gonne, sui diritti delle scimmie o sul divorzio express, temi sui quali Zapatero si è destreggiato con abilità innata, ma su questioni come il terrorismo Eta, l’immigrazione (a gennaio sono sbarcati in Spagna 856 clandestini), la disoccupazione e, da ultima, dopo i violenti scontri della periferia madrilena della scorsa settimana tra latinoamericani e polizia, l’insicurezza dei cittadini.
La questione su cui Zapatero si è giocato la faccia è l’immigrazione: due spagnoli su tre sono convinti che i clandestini aumenteranno nel 2007, mentre solo uno su dieci è convinto che il premier metterà fine all’ondata di sbarchi. L’84% si è rassegnato all’idea che gli immigrati irregolari raddoppieranno entro il 2013. Inoltre, a preoccupare gli spagnoli è la facilità con cui circola la droga: il 54% è convinto che manca una politica efficace di lotta allo spaccio. Seguono i costi altissimi delle abitazioni in Spagna, che da cinque anni vive in una bolla di speculazione edilizia: per il 52% i prezzi sono un ostacolo e occorrono leggi adeguate, mentre il 51% non si sente sicuro nella sua città. Il 49% è preoccupato per l’ambiente, il 35% teme di perdere il lavoro, il 37% è convinto che l’Eta tornerà presto a colpire e che nel 2007 la situazione peggiorerà. Già prima dell’autobomba del 30 dicembre, gli spagnoli erano preoccupati che la tregua permanente comunicata dall’Eta e sbandierata con incauto ottimismo da Zapatero nascondesse il ritorno alle armi e non fosse un passo avanti nella trattativa, come diceva il governo socialista.
Pessimismo anche sulla gestione politica: alla domanda se tra un anno la situazione politica migliorerà, il 49,7% dice che rimarrà uguale, il 19,4 dice che peggiorerà, mentre il 13,3 crede in un miglioramento: il 30% degli intervistati dichiara di votare per il centro o il centro-destra, mentre il 28% si riconosce nei partiti di sinistra. E nemmeno la favorevole situazione economica spagnola giusitifica gli errori di Zapatero: se il Pil è cresciuto del 3,8% nel 2006, più di ogni Paese europeo, solo uno spagnolo su quattro lo vede come un vantaggio, mentre il 47,5% cento pensa che la Spagna abbia il dovere di correre più degli altri per recuperare il gap iniziale.
Archivio per 2 Febbraio 2007
La Spagna boccia Zapatero
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
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Embrioni uomo-animale
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Cosa può accadere se si creano in laboratorio embrioni ibridi, con un corredo genetico in parte umano e in parte animale? Quali rischi potrebbero correre i cittadini europei? Gli embrioni-chimera non sono ancora nati, ma sono al centro di un vasto dibattito che dall’Inghilterra si è diffuso nelle altre nazioni europee.
L’anno scorso due centri di ricerca hanno chiesto all’Hfea, l’Authority britannica per la ricerca sugli embrioni, una licenza per produrre ibridi uomo/animale. La Hfea sembrava orientata a concedere la licenza ma il governo inglese ha avocato a sé la decisione. Immediata la risposta: cinquanta scienziati, fra cui tre premi Nobel, hanno pubblicato sul Times una lettera in cui si chiede a Blair di non bloccare il progresso scientifico. Il governo ha preso tempo e la commissione parlamentare Scienza e Tecnologia ha aperto una consultazione popolare. Solo alla fine dell’anno, dopo aver acquisito maggiori informazioni e aver tastato il polso all’opinione pubblica nazionale ed europea, le autorità inglesi decideranno se permettere o no la creazione degli ibridi.
Il problema è sempre lo stesso: ottenere ovociti per la ricerca, e in particolare per la cosiddetta clonazione terapeutica. Peccato che la clonazione terapeutica non abbia mai funzionato; a tutt’oggi non esistono cellule staminali embrionali prodotte con questa tecnica. Gli scienziati insistono e vorrebbero disporre di un maggior numero di ovociti femminili per moltiplicare i tentativi; ma sono poche le donne che accettano di sottoporsi ai pesanti trattamenti ormonali necessari per donare gli ovociti. Da qui nasce la richiesta di rivolgersi, invece che alle donne, alle mucche o alle coniglie.
L’idea, in realtà, non è nuova, e i timori che ne derivano nemmeno. Nel 2005 l’Unione Europea ha finanziato con 600mila «Chimbrids», un progetto a cui partecipa anche l’Italia nato per «analizzare le problematiche scientifiche, etiche, filosofiche e giuridiche sollevate dall’utilizzo di chimere e ibridi». La domanda che ci si pone, naturalmente, è: cosa sono queste entità, umani o animali? Quanto umani e quanto animali? Ed è giusto ridurre l’umanità a una percentuale, un tasso variabile?
I sostenitori della sperimentazione sugli ibridi dichiarano che l’embrione che ne viene fuori è umano al 99.9%, dunque ha solo lo 0.1% di materiale genetico animale. Però non si dice che quello 0.1 incide molto, sul piano qualitativo, perché proviene dal Dna dei mitocondri, fondamentale per la funzionalità dell’intero organismo.
Alcuni parlamentari italiani hanno deciso di intervenire nella consultazione pubblica aperta dai loro colleghi inglesi. L’intero gruppo Udc alla Camera, da Lorenzo Cesa a Luca Volontè, ha firmato una lettera in cui si mettono in rilievo non solo le obiezioni etiche e culturali, ma i rischi sanitari dell’operazione. Uno dei problemi più gravi che si pongono mescolando in laboratorio specie diverse, infatti, è quello di creare un terreno favorevole alla mutazione genetica dei virus, che potrebbero superare la barriera interspecie, con il rischio di scatenare un’incontrollabile pandemia. Il documento è stato sottoscritto anche da una trentina di senatori (tra gli altri Mantovano, Quagliariello, Ghigo, Ombretta Colli), e oggi la lettera sarà inviata alla Camera dei Comuni.
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Al Senato non si lavora più
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Ma è proprio vero che al Senato non si fa niente? Che i giorni di vacanza si sono moltiplicati, rispetto alla scorsa legislatura? Che i provvedimenti votati sono crollati? Che il rapporto stipendio/ore lavorate è salito alle stelle? Sembra proprio di sì. «Ma la colpa è del governo e di una pseudo-maggioranza che lo sorregge senza avere i numeri», dicono i senatori della Lega.
«E’ verissimo che facciamo più ferie rispetto al passato», afferma il trevigiano Piergiorgio Stiffoni, che punta il dito sulla mancanza assoluta di attività nelle Commissioni. «Non facciamo niente, al massimo qualche audizione. Non viene portato avanti alcun provvedimento. Mi sento un po’ frustrato: sono sempre presente in Aula, ma alla fine non succede nulla».
La causa di questo “dolce far niente”, come è stato definito ieri da la Stampa risiede nel «terrore di questa maggioranza», che, visti i numeri al Senato non può permettersi di rischiare «e si limita solo a fare discussioni sul sesso degli angeli». E anche i fuochi d’artificio scoppiati ieri, a proposito della mozione sull’allargamento della base americana di Vicenza sarebbero stati evitati volentieri dalla maggioranza: «Non avrebbero voluto arrivare al voto, e in ogni caso ci sono volute quattro ore per votare un ordine del giorno. Siamo stati noi a costringerli ad andare al voto. E, essendo mancate le cariatidi a vita, i signori del centrosinistra immancabilmente sono andati sotto», conclude Stiffoni, che ribadisce: «Sono terrorizzati. Le cose più delicate vengono discusse, quando possibile, solo alla Camera, dove anche se il Mastella di turno vota contro, non hanno comunque problemi».
Il capogruppo dei senatori del Carroccio Roberto Castelli ricorda che era stato facile profeta già la scorsa settimana, in occasione della riapertura dei lavori dopo le vacanze natalizie, riapertura avvenuta il 23 gennaio. In conferenza dei capigruppo aveva dichiarato: «Il governo non vuol far lavorare il Senato, perché non hanno i numeri. Questo la dice lunga sulla volontà del governo Prodi di far lavorare il Senato». E già la scorsa settimana, in sede di programmazione dei lavori, di fatto erano stati calendarizzati solo due provvedimenti da votare. Stefano Stefani ricorda come alla prima occasione (cioè l’ordine del giorno presentato da lui e da Calderoni ieri) «la maggioranza va sotto. Quando ci danno l’occasione noi lavoriamo. Ma se questi poveretti non convocano il Senato, non è colpa nostra. Il dolce far niente è una precisa tattica della maggioranza, Castelli ha fatto anche un’interrogazione in proposito». Rispetto alla scorsa legislatura il contrasto è stridente: «Quando noi eravamo in maggioranza il Senato lavorava alacremente. La verità è una sola: questi hanno paura. Non ci vuole un genio per capire come stanno le cose».
Il vicepresidente dei senatori leghisti Dario Galli fa invece una premessa più sottile: «Da un punto di vista tecnico – dice – alla fine il Senato fa le stesse cose che fa la Camera, visto che le leggi devono passare con doppia votazione. E’ una questione matematica. Però è senz’altro vero che quest’anno l’andamento dei lavori è molto più lento che in passato. Ma questa è una colpa esclusiva del presidente del Senato, d’accordo con la sua maggioranza e il governo. Questa maggioranza ha grandissime difficoltà a legiferare perché è divisa su tutto. E in sostanza hanno adottato il seguente schema: tre o quattro decreti legge all’anno, l’indulto e la Finanziaria: pochissime cose su cui concentrano l’attenzione mediatica e tra un provvedimento e l’altro c’è il nulla. Non è tanto un problema del Senato, quanto del governo e della maggioranza, che cercano di fare il meno possibile. Sulle grandi cose decise dai segretari di partito, i provvedimenti passano, ma appena si scende di un livello e il governo non riesce ad essere direttamente sul pezzo, si scatena il casino».
E l’opposizione cosa può fare? «Non può intervenire sul calendario, quindi deve solo essere presente in Aula e attaccare al momento giusto». Tra una sosta e l’altra, magari approfittando dell’assenza dei senatori a vita.
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Venezuela: liberato italiano rapito
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Salvatore Ferranti Sanchez, l’italiano rapito in Venezuela lo scorso 11 dicembre, e’ stato liberato. Lo si e’ appreso alla Farnesina. Ferranti, rapito a Barinas, dove risiede ed e’ nato, e’ stato liberato dalle forze di sicurezza venezuelane (Disip) e sei persone coinvolte nel sequestro sono state arrestate. Non e’ stato pagato alcun riscatto. Un portavoce dell’ambasciata ha detto che Ferranti “e’ provato, ma le sue condizioni sono sostanzialmente buone”.
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Kosovo: Kostunica, no ad Ahtisaari Kosovo: Kostunica, no ad Ahtisaari
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Il primo ministro serbo Vojislav Kostunica ha liquidato come ‘illegittime’ le proposte del mediatore ONU, Ahtisaari, sul futuro del Kosovo.Secondo Kostunica, il piano del mediatore mette in discussione la sovranita’della Serbia su parte del proprio territorio “in violazione della Carta dell’Onu”. Una cosa che Ahtisaari non sarebbe titolato a fare poiche’ -a giudizio del premier- il suo mandato non consente la revisione dei confini di “un paese europeo democratico come la Serbia”.
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Che pacchia fare il carcerato in Italia
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
«Mentre i cittadini italiani corretti devono combattere con incessanti aumenti di prezzi, tasse, ticket e tariffe, oltre che con le restrizioni nell’assistenza sanitaria, i meno corretti ossia i detenuti (indulto a parte) continuano a godere di ampi privilegi, che la legge finanziaria, restrittiva con i primi, non ha minimamente scalfito, privilegi che spettano indistintamente a tutti, indipendentemente dai reati commessi». E’ quanto si legge in una interrogazione inviata al ministro Mastella dal senatore della Lega Sergio Divina, secondo il quale «il nuovo regolamento penitenziario (DPR n. 230/2000), che ha abrogato il precedente del 1976, non è stato mai modificato e prevede una lunga serie di servizi “gratuiti” e agevolazioni per i carcerati». Divina elenca quindi queste agevolazioni e servizi:
- Servizi igienici con acqua calda, docce, bidet (solo per le donne); Servizi di barbiere e di parrucchiere; Servizio di lavanderia; Tre pasti regolari al giorno (quattro per i minorenni) approvati dall’Istituto nazionale della nutrizione per attestare la adeguatezza delle porzioni, nonchè la qualità nutrizionale delle medesime; Assistenza sanitaria completa; Asili nido per i bambini delle detenute; Francobolli e carta per lettere; Energia elettrica a tariffa agevolata per uso di computer, compact-disc, lettore nastri, eccetera; Corsi di formazione professionale, con sussidio orario; Corsi di istruzione secondaria superiore, con sussidio giornaliero; Assegni familiari per le persone a carico; Assistenza materiale alle famiglie; Attività ricreative e sportive.
«Paradossalmente, ad un pensionato con reddito medio converrebbe quasi andare in galera – ironizza, ma non più di tanto il senatore – ove vivrebbe molto più decorosamente, risolverebbe senza spese e senza pensieri molti problemi di sopravvivenza e potrebbe mettere da parte la pensione».
Divina chiede nella sua interrogazione di sapere se veramente in ogni istituto di pena, i detenuti «godono di tutti i trattamenti citati in premessa; se, in momenti di crisi come l’attuale, in cui si chiedono sacrifici a tutti, in considerazione dei costi elevati a carico degli istituti penitenziari e delle condizioni precarie in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria in carenza di organico e mal retribuiti, non si ritenga opportuno rivedere il numero dei suddetti benefici, visto che – conclude l’interrogazione del parlamentare leghista – il carcere costituisce pur sempre il luogo per l’espiazione di una pena e non un albergo a quattro stelle».
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Saudita chiede di tagliare naso e orecchie alla moglie
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Un marito saudita ha chiesto in tribunale che la moglie venga punita con il taglio delle orecchie e della punta del naso, dopo che la donna gli ha provocato la stessa menomazione con l’acido, ha riferito il quotidiano locale Al Watan. «Un anno fa ne ho avuto abbastanza degli abusi e delle durezze di mio marito e gli ho tirato in faccia dell’acido», ha detto la donna al giornale. Il marito è poi ricorso alla chirurgica plastica per ricostruire le orecchie e la punta del naso distrutti. La moglie è già stata condannata a due anni di reclusione, ma l’uomo considera la pena troppo mite.
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Gaza: ucciso generale intelligence
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Un generale dell’Intelligence palestinese fedele al presidente Abu Mazen e’ stato ucciso a Jabaliya, a nord di Gaza, durante un attacco di Hamas. Lo si apprende dalla sicurezza palestinese. Il generale Abdelkader Saim, capo dell’intelligence per il nord della Striscia, e’ stato ucciso quando decine di armati di Hamas hanno dato l’assalto alla sede dei servizi segreti. Con lui e’ morta una sua guardia del corpo.
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Somalia: almeno 7 morti a Mogadiscio
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Almeno 7 morti e diversi feriti la notte scorsa nell’attacco con mortai compiuto contro alcuni quartieri di Mogadiscio.Quattro persone, tra cui una donna e due bambini sono morti a Barakat, nel sud di Mogadiscio, ed altre tre sono state uccise a Sisi, nel nord della capitale. Secondo i testimoni, l’attacco e’ stato lanciato da un gruppo che si presenta come ‘Forze di resistenza dell’Islam in Somalia’ e era diretto contro la base delle truppe etiopiche, nel sud di Mogadiscio.
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Gaza: attacco a base forza 17, feriti
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Un attacco della forza esecutiva del governo di Hamas contro una base della Guardia presidenziale, la Forza 17, ha provocato ‘numerosi feriti’. L’attacco a colpi di mortaio, a Gaza City, si e’ verificato mentre nella base si sta svolgendo un corso di addestramento per 500 nuove reclute. Secondo fonti della sicurezza palestinese la Guardia presidenziale avrebbe arrestato stamani due comandanti della Forza esecutiva del governo di Hamas, circostanza pero’ smentita da Hamas.
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Filippine: assalto a carcere
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Sospetti ribelli musulmani hanno assaltato con razzi e bombe a mano un carcere nel sud delle Filippine e hanno fatto evadere 46 detenuti. Alcuni degli evasi erano stati arrestati per attentati dinamitardi nella regione di Mindanao, dove operano almeno quattro gruppi islamici separatisti. L’operazione e’ durata un quarto d’ora: 46 dei 789 detenuti sono fuggiti, mentre due persone, tra cui un secondino, sono rimaste ferite.
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Kosovo: emissario Onu a Belgrado
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
L’emissario dell’Onu per il Kosovo Ahtisaari e’ giunto oggi a Belgrado per presentare il suo piano sul futuro status del Kosovo. La mia e’ una ‘proposta di compromesso’,ha detto Ahtisaari al presidente serbo Tadic. Il piano di Ahtisaari mira a creare ‘un Kosovo stabile’ e in grado di ‘contribuire alla sicurezza’ dell’intera regione balcanica. Il mediatore Onu si e’ rifiutato di confermare se il piano preveda la prospettiva di una indipendenza, pur condizionata, della regione contesa.
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Iraq: fermati 50 sospetti terroristi
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Una cinquantina di sospetti terroristi sono stati arrestati oggi nel Kurdistan iracheno, per l’attentato avvenuto martedi’ scorso a Khaneqin. Tra gli arrestati vi sono alcuni arabi. Una vasta operazione di polizia e’ in corso in tutta la provincia di Khaneqin, 170 km a nord-est di Baghdad. Intanto e’ salito ad almeno 73 morti e 152 feriti il bilancio del duplice attentato di ieri ad Hilla, nel sud del Paese. Gran parte delle vittime sono giovani di eta’ compresa tra 20 e 35 anni.
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Gaza: catturati esperti iraniani
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Fonti del Fatah hanno annunciato che sette iraniani sono stati catturati dalla guardia presidenziale Forza 17, ma Hamas ha smentito la notizia. Secondo le fonti del Fatah, i 7 iraniani sarebbero esperti militari distaccati presso le milizie di Hamas e sarebbero stati catturati durante le perquisizioni compiute la scorsa notte dalla Forza 17 nell’universita’ Islamica di Gaza City, un bastione di Hamas.
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Afghanistan: infiltrazioni taleban
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Musharraf ha ammesso che ci sono state delle falle nei controlli alla frontiera che hanno permesso infiltrazioni di taleban in Afghanistan. ‘Ci sono stati degli incidenti, di cui sono a conoscenza, nei quali in alcuni posti di sicurezza hanno chiuso gli occhi’ sulle infiltrazioni in Afghanistan di miliziani islamici, ha detto il presidente pachistano. Musharraf ha pero’ aggiunto che parte della responsabilita’ ricade ‘anche sulla Nato’ sul versante afghano della frontiera.
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Iraq: 18 insorti uccisi a Ramadi
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Rispondendo ad un attacco, le forze americane hanno ucciso nella citta’ di Ramadi 18 insorti, grazie anche all’ausilio di due interventi aerei. Secondo il comando Usa, i soldati americani sono stati attaccati a colpi di armi automatiche e con razzi, e hanno quindi risposto al fuoco, ma non riuscendo ad avere la meglio hanno chiesto infine l’appoggio aereo. Intanto a Bassora, tre basi britanniche sono state attaccate a colpi di mortaio e con razzi katiuscia; i danni non sarebbero gravi.
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Siria: lancio sperimentale Scud- D
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Un lancio sperimentale di un missile Scud-D e’ stato effettuato dalla Siria all’inizio della settimana, secondo alcuni media israeliani. Il lancio- sostengono la tv commerciale israeliana Canale 10 e il quotidiano Yediot Ahronot- e’ stato notato dai sistemi radar dei missili antimissile israeliani Arrow. L’analisi dei dati ha consentito agli esperti israeliani di constatare che il razzo siriano, in grado di colpire l’intero territorio israeliano, sembra migliorato rispetto a un anno fa.
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50000 visite
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Grazie grazie grazie a tutti voi che ci avete permesso di raggiungere questa imponente cifra di visite.
Come omaggio forniamo qualche altro dato:
Finora abbiamo accumulato 1436 articoli catalogati in 399 categorie, e 54 commenti.
Il giorno con più visite ne ha viste 1180.
Noi continuiamo a lavorare, seguiteci!
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Costrette a “tornare” vergini per potersi sposare
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
Un’operazione per recuperare la verginità e potersi sposare. Al centro della questione, donne musulmane, che, secondo associazioni islamiche moderate, prima di arrivare alla celebrazione del matrimonio ricorrerebbero a interventi di ricostruzione dell’imene per ritornare alla verginità e avere il consenso alle nozze. La notizia è confermata dall’Associazione delle donne marocchine in Italia, per bocca della presidente, Souad Sbai: “C’è sempre stata questa pratica- dice-: è una cosa che fanno tante donne musulmane”. Secondo Souad Sbai siamo di fronte a una sorta direinfibulazione, dovuta al fatto che“ci sono tanti uomini islamici che chiedono il certificato di verginità prima delle nozze”. Stefano Dalla Valle,
direttore sanitario del Naga (Associazione volontaria diassistenza socio-sanitaria e per i diritti di stranieri e nomadi) di Milano, spiega: “Il fenomeno esiste eccome. Si inserisce nel quadro di esasperazione dei tratti della donna musulmana”. Ancora una volta -aggiunge DallaValle- “sui genitali femminili si scatena la forza politica degli uomini. È come nel caso delle mutilazionigenitali”. Ma le conferme arrivano anche da medici ginecologi inseriti nel sistema sanitario nazionale. Arsenio Spinillo, direttore incaricato della clinica ostetrica e ginecologica del policlinico S. Matteo di Pavia, dice di essere a conoscenza di “molte richieste fatte a diversi colleghi, per motivi culturali, di interventi di ricostruzione dell’imene da parte di donne musulmane”. Adnane Mokrani, teologo islamico, uno dei 5 saggi membri del comitato scientifico per la carta dei valori a cui si lavora al ministero dell’Interno, sottolinea il fatto che “nel diritto islamico la verginità non è condizione per la validità del matrimonio”.
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AMATO: CONSUMO GIGANTESCO DI COCAINA
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
In Italia c’é “un consumo gigantesco di cocaina, una spaventosa domanda di cocaina”. A lanciare l’allarme è stato oggi il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, al termine degli incontri tenuti negli uffici della Prefettura di Napoli per verificare l’andamento del “Piano Napoli” per la sicurezza. Ma il responsabile del Viminale ha parlato anche di possibili misure di controllo per sconfiggere la criminalità, che tenta di controllare anche gli appalti pubblici. Tra le misure ipotizzate c’é quella della “stazione appaltante unica”. Per quanto attiene al consumo della droga il ministro ha ricordato che in Campania, in un anno, è stata sequestrata una tonnellata di cocaina.
“Tutta questa cocaina forse non era destinata alla regione, ma vuol dire comunque che c’é un consumo gigantesco nel Paese”, ha spiegato il ministro. “Non si può chiedere alle forze dell’ ordine di contrastare se c’é una tale domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dagli italiani giovani adulti”. Un terreno, questo, ha detto Amato, in cui “l’azione di contrasto si intreccia con le azioni di natura pubblica e privata, sulle quali è bene che si rifletta”. La diffusione della cocaina “é una delle attività che provoca più tensioni”, ha aggiunto. E anche gli arresti effettuati non sono pochi, ma sono in crescita. L’altro fronte è quello della trasparenza degli appalti: per garantirla vanno fatti passi decisivi. Il primo potrebbe essere proprio quello di rafforzare le singole amministrazioni.
Come? La strada ipotizzata è quella quella dell’istituzione di una “stazione appaltante unica”. Per ora, ha detto il ministro, “stiamo valutando provincialmente, non regionalmente. Nessuno impedisce ai comuni o ad un certo numero di comuni di convenire tra di loro che il conferimento dei loro appalti e, quindi, le loro gare, avviene avvalendosi di un unico, chiamiamolo ufficio, che è la stazione appaltante”. Riguardo all’attuazione del Piano Napoli per la sicurezza (sottoscritto lo scorso 3 novembre), che ha tenuto impegnato il ministro in una verifica con i vertici, Amato si è detto “soddisfatto”. Il responsabile del Viminale è stato in trasferta a Napoli tre volte in pochi mesi, proprio per confrontarsi con i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni.
“Percepisco che è cambiato il clima – ha detto Amato nel corso della conferenza stampa conclusiva -, c’é la percezione di un’azione continua che, pezzo dopo pezzo, sta smontando situazioni di relativa impunità. Naturalmente non mi azzardo a dire che la percezione che i napoletani hanno della sicurezza è migliorata, perché questo me lo devono dire loro, non lo devo dire io”. ‘Spero che possa esserci anche questo – ha aggiunto – ma mi rendo conto che la percezione e’ l’ultima a cambiare”.
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Via Padova, guerra tra bande: un ferito
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
La guerra tra bande di spacciatori e piccoli malviventi nei dintorni di via Padova continua. Ieri pomeriggio in via Clitumno è stato accoltellato un giovane marocchino, a quanto pare, da alcuni connazionali dopo una furibonda lite. L’uomo, di cui ancora non si conoscono le generalità, trasportato alla clinica Santa Rita, è stato operato. Ora è fuori pericolo. Nessuna traccia degli aggressori. All’arrivo dei carabinieri, non sono mancate le proteste dei residenti: «La zona è un mercato della droga a cielo aperto».
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Aumentate le sigarette
Pubblicato da Jake su 2 Febbraio 2007
«Mancano dieci centesimi». È la frase che molti fumatori si sono sentiti rivolgere, in questi giorni, dai tabaccai all’acquisto delle sigarette. Da martedì scorso, infatti, il prezzo di oltre cinquanta tipi di “bionde” dei marchi più diffusi è aumentato di dieci cent. A costare di più sono Basic, Bond, Chesterfield, Diana, L&M, Marlboro, Mercedes, Merit, Philip Morris, Muratti, Next e Parliament. Una sorpresa “fumosa” in un momento in cui il consumo si impenna dell’1,1% rispetto all’anno scorso. Gli aumenti non sono stati pubblicizzati, lasciando al consumatore l’onere di informarsi sul sito dei Monopoli o chiedendo al tabaccaio.
«Si tratta di correttivi ordinari – spiegano all’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato – a richiederli sono stati alcuni produttori di tabacco sulla base dell’avvenuto aumento dei costi di produzione. Verificata l’effettività dei rincari denunciati, si è proceduto ad adeguare il prezzo dei pacchetti di sigarette».
La garanzia dell’Aams, secondo cui i correttivi non saranno ulteriormente e ingiustificatamente estesi, non convince le associazioni di categoria. «In una situazione di concorrenza – commenta Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai – il mercato finisce per equilibrarsi al rialzo. Siamo contrari agli aumenti, non per interessi economici, in quanto i guadagni dei tabaccai sono calcolati in percentuale sul prezzo, ma per i consumatori, che protestano, sentendosi ingiustamente vessati».
Rischi, però, può correrne anche il mercato: che chi fuma le marche più care passi a quelle che costano meno, o che, magari, la nuova “tassa” porti i meno viziosi a smettere di fumare. «Temiamo a breve nuovi aumenti – conclude Risso – i primi potrebbero scattare già oggi, ma, siamo certi che se non in queste ore, ulteriori rialzi arriveranno alla prossima tornata di correttivi».
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