Ruini: no eutanasia e unioni di fatto
Pubblicato da Jake su 22 Gennaio 2007
No alle unioni di fatto e tra omosessuali, dal momento che non possono generare figli, piuttosto si modifichi il codice civile. La priorità sia la famiglia fondata sul matrimonio, per la quale la Finanziaria ha introdotto sì agevolazioni, ma con misure ancora non sufficienti a «configurare un sostegno organico». E poi, attenzione a non fare del testamento biologico un modo surrettizio per arrivare alla legittimazione dell’eutanasia.
Welby ha «perseverato nel voler porre fine alla propria vita». A mettere in guardia il Parlamento su una serie di passaggi cruciali nel cammino di trasformazione della società italiana è stato ancora una volta il presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini, tornato anche sulla controversa vicenda Welby e il no «sofferto» al funerale religioso: «Il defunto, fino alla fine, ha perseverato lucidamente e consapevolmente nella volontà di porre termine alla propria vita: in quelle condizioni una decisione diversa sarebbe stata infatti per la Chiesa impossibile e contraddittoria, perché avrebbe legittimato un atteggiamento contrario alla legge di Dio».
No alla legittimazione di forme mascherate di eutanasia. «La rinuncia all’accanimento terapeutico – ha spiegato il porporato aprendo i lavori del Consiglio Episcopale Permanente – non può giungere al punto di legittimare forme più o meno mascherate di eutanasia e in particolare quell’abbandono terapeutico che priva il paziente del necessario sostegno vitale attraverso l’alimentazione e l’idratazione».
«La volontà del malato, attuale o anticipata o espressa attraverso un suo fiduciario scelto liberamente, e quella dei suoi familiari – ha scandito il presidente dei vescovi italiani – non possono avere per oggetto la decisione di togliere la vita al malato stesso». Per il cardinale, il tema delle «dichiarazioni anticipate di trattamento» rappresenta «un’altra questione assai delicata sotto il profilo umano ed etico, di cui il Parlamento ha iniziato l’esame». Il presidente della Cei ha sottolineato che «sembra esservi un ampio consenso sul rifiuto dell’eutanasia, quali che siano i motivi e i mezzi, le azioni o le omissioni, addotti e impiegati al fine di ottenerla». Si tratta, afferma, di «un punto essenziale». Secondo Ruini, infatti, mentre non può essere legalizzata alcuna forma di eutanasia (e lo sarebbe la sospensione di cure essenziali come alimentazione e idratazione) «è legittimo rifiutare l’accanimento terapeutico, cioè il ricorso a procedure mediche straordinarie che risultino troppo onerose o pericolose per il paziente e sproporzionate rispetto ai risultati attesi».
Coppie di fatto, sufficiente modificare il Codice civile. Il cardinale ha spiegato che per regolarizzare alcuni aspetti della vita delle coppie di fatto basta una modifica del Codice civile e non è necessario «creare un modello legislativamente precostituito, che inevitabilmente configurerebbe qualcosa di simile a un matrimonio». D’altro canto legislazione e giurisprudenza «già assicurano la protezione di non pochi diritti alla persone dei conviventi, e pienamente dei diritti dei figli». Quindi, ha aggiunto il cardinale, «le assai meno numerose coppie omosessuali in buona parte vogliono a loro volta rimanere un fatto esclusivamente privato e riservato; altre invece sembrano costituire il principale motore della pressione per il riconoscimento legale delle unioni di fatto, con cui intenderebbero aprire, se possibile, anche la strada per il matrimonio». Nel pieno e doveroso rispetto per la dignità e i diritti di ogni persona – ha detto Ruini – va però osservato che una simile rivendicazione «contrasta con fondamentali dati antropologici e in particolare con la non esistenza del bene della generazione dei figli, che è la ragione specifica del riconoscimento sociale del matrimonio». Una visione confermata dall’affermazione che «per fare fronte alla gravissima crisi della natalità che ha colpito il nostro Paese è necessario in primo luogo sostenere la famiglia legittima fondata sul matrimonio».
Politica eccessivamente litigiosa. «Governo» e «opposizione», «senza confondere i ruoli» dovrebbero «uscire dalle contrapposizioni fini a se stesse» e cercare lo «sviluppo complessivo e solidale dell’Italia». Ruini ha indicato come «ambiti» per questa azione non solo riforma elettorale e alcune riforme costituzionali, ma anche i problemi della vita delle «famiglie», (sanità, lavoro, potere d’acquisto, casa, sistema pensionistico e fiscale) «l’istruzione, la ricerca e l’innovazione, e ancora prima l’impegno per arrestare il declino demografico dela nostra popolazione».
Parere favorevole alla legge sulla libertà religiosa. È nello spirito del rispetto della sana laicità e dei rispettivi ambiti di Chiesa e Stato che la Cei attraverso il suo Segretario, monsignor Giusepe Betori, ha dato parere favorevole alla legge sulla libertà religiosa che non contrasta con il Concordato e che dovrà tenere conto della grande affluenza di immigrati di fedi diverse da quella cristiana. È quanto ha osservato Ruini in merito alla nuova legge sulla libertà religiosa in discussione in Parlamento. «Il 20 novembre – ha ricordato il porporato – il Presidente Napolitano ha reso visita al Santo Padre: dai discorsi pronunciati in quella occasione, ma anche da altri interventi del Capo dello Stato, è emersa una sostanziale sintonia su varie e importanti tematiche, nel rispetto della diversitá dei rispettivi ruoli e della sana laicità dello Stato».
Dura e ingiusta prova per la Chiesa polacca. Ruini ha rivolto anche un pensiero di «vicinanza fraterna» ai vescovi e alla Chiesa di Polonia «in questo tempo di dura e per tanti aspetti ingiusta prova», dopo le dimissioni del cardinale Wielgus, arcivescovo di Varsavia costretto alle dimissioni perché accusato di aver collaborato con i servizi segreti del governo comunisti. Non va dimenticato «ciò che l’eroica fede del clero e del popolo polacco ha rappresentato per il bene della Chiesa universale, oltre che per la liberazione dell’Europa dal totalitarismo comunista».
laura detto
Non capisco come l’Italia possa sopportare continue ingerenze contradditorie da parte della chiesa cattolica! Lo stato dev’essere laico. Quando si parla del matrimonio dei preti, il Vaticano è categorico, non ammette consigli. Per quanto riguarda Welby, sono felice che abbia potuto trovare la pace e il funerale religioso, allo scopo, era completamente superfluo. Io non lo vorrei mai e poi mai. Parlano come se fossero costantemente in contatto con Dio, allora che gli chiedano come guarire certe terribili malattie. Dire che il povero malato aveva perseverato nell’errore, è folle, sadico. Mi ricorda il nazismo. Non si può condannare un essere umano a sofferenze simili. Neppure la natura lo fa: ti dà la morte molto prima. È stato solo sospeso l’accanimento terapeutico e poi si deve rivendicare il diritto all’eutanasia quando la vita diventa insopportabile. Ma la chiesa cattolica è basata sul dolore, sull’espiazione, sull’esaltazione della sofferenza e questo è, a dir poco, aberrante! Non mi era piaciuto lo spettacolo di Giovanni Paolo II morente, quell’abominevole culto del dolore e della morte. Io sono atea, nel senso che non seguo nessuna religione e ne sono felice. Trovo vi sia in queste terribili scelte cattoliche la malattia mentale, il sado-masochismo, una vita sessuale repressa o vissuta malamente. Basta, occorre liberarsi da certi personaggi come il cardinal Ruini. E poi che esempi ci ha dato la chiesa cattolica nei secoli della sua terribile storia? Uccisioni, torture, genocidi, roghi, persecuzione degli Ebrei, pedofilia, aberrazioni e chi ne ha più ne metta. Dal loro pulpito non possono, non devono più predicare. Che lo stato non li ascolti più!
Jake detto
Nonostante dissenta con la gran parte se non la quasi totalità del suo commento per vari ordini di motivi, lo accetto e lo pubblico.
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Saluti
JJ
nico detto
In ordine alla difesa del matrimonio come istituto fondamentale della Chiesa, ritengo di dover rilevare che la sussistenza di uno Stato laico non consenta di assumere come rigoroso il concetto proposto dal Cardinale Ruini. Infatti non solo il matrimonio, può essere svolto solo in forma civile, ma lo stesso non appare, nella nostra legislazione, essere il presupposto per la generazione dei figli. Insomma i figli naturali hanno la stessa protezione giuridica dei figli legittimi – nati da una coppia sposata – quindi la sussistenza del matrimonio è secondaria alla loro esistenza.
Posto questo punto, appare evidente che la difesa del matrimonio in sè rappresenta solo un argomento di parte per difendere una sorte di preminenza culturale che sulla materia la Chiesa intende avere.
Dal punto di vista della valutazione politica del riconoscimento delle coppie di fatto, occorre avere il coraggio di aprire le proprie idee anche al senso critico di ciò che già conosciamo e portare la discussione sul problema fondamentale: possono coloro che vivono insieme ma non vogliono il vincolo del matrimonio essere considerati sotto tutti i profili come le persone sposate?
Per me la risposta e si, e ciò perchè credo che riuscire a superare il limite di una concezione puramente fondata sulla fede religiosa permette alla società di evolversi e raggiungere traguardi ancor più importanti.
Sotto il profilo strettamente giuridico, credo non sia corretto quanto sostenuto dal Cardinale, anche perchè qualche sentenza non consente veramente a chi ha dedicato la vita al proprio compagno/compagna vedersi riconosciuto ciò che viene riconosciuto a chi si è sposato, anzi si vede anche negato il diritto ad assistere lo stesso/a in situazioni sanitarie difficili e ciò perchè non vi è un vincolo di parentela, secondo la normativa oggi esistente.
Poi se i pacs devono essere un’altro luogo di scontro tra credenti e non credenti, allora siamo lontani da essere una nazione moderna e con la capacità di cambiare.
Giovanni detto
Non capisco come esistano ancora italiani che non ammettono la libertà di altri italiani, appartenenti alla Chiesa cattolica, di dire quello che vogliono. Lo stato deve essere laico ma non laicista. Laicismo è la peggiore delle religioni, perchè si autoproclama verità superiore e non ammette che le altre religioni esistano. Se è vero che lo stato deve essere laico come mai rivendica la possibilità di avere voce in capitolo sul “matrimonio dei preti” nella Chiesa cattolica?
Riguardo a Welby qual’è il problema? Se la nostra atea sostiene che Dio non esiste, che funerale religioso sarebbe stato? Una buffonata? Che ci sarebbe di sadico nel negare una buffonata?
La nostra atea è veramente una donna di forte fede: crede fermamente che Dio non esista.
Ed è molto ignorante su quello che la Chiesa insegna: la Chiesa non condanna nessun essere unameno a nessuna sofferenza. Sono ammesse le cure palliative contro il dolore!
A proposito della vita sessuale repressa o mal vissuta, mi chiedo dove vive la nostra credente atea, che si bea delle informazioni “sicure” senza andare a trovare direttamente qualcuno dei suoi “aberranti” preti o consacrate, che, nella maggior parte dei casi, sono persone meravigliose.
Inoltre la nostra credente atea suona la musica della “Chiesaelasuaterribilestoria” che, per quanti si sono dati la briga di andare a vedere le fonti storiche attendibili (e non la melma di quelli che lo dicono perchè l’hanno sentito dire), è una storia dove esistono, si, le ombre, ma dove esiste anche la luce. Pascal diceva che c’è abbastanza buio per chi non vuol vedere e abbastanza luce per chi vuol vedere. Ma questi sono discorsi di chi non si vuole fermare a quello che gli fa comodo, sono discorsi di chi si vuole mettere in discussione e farsi delle domande oneste.
E, dato che la Chiesa ama gli uomini, creature di Dio, sarebbe meglio che lo stato l’ascoltasse, anche se non è obbligato a stapparsi le orecchie. Vedi Bindi e Binetti
laura detto
Anche dio (sempre che esista quello cattolico) non dovrebbe stare in paradiso: dà la vita e poi addirittura la toglie! Anche ai bimbi innocenti, spesso, nel peggiore dei modi! Condanna la gazzella ad una fine atroce per sfamare il leone e così via. Benedice le guerre secondo l’interpretazione fatta da chi si ritiene in contatto con lui ed inventa terribili malattie! Ma forse è colpa di Adamo ed Eva e del loro peccato originale. Che follia!
adaltaredei detto
Ma per carità… per qualcuno la religione è un fatto privato, un vizio come l’alcool e il fumo (religione salutista) da negare in pubblico e praticare, di nascosto, in privato.
I cattolici hanno tutto il diritto, in virtù dalla laicità e non della religione laicista che qualcuno vorrebbe, di esprimere le loro idee e di votare di conseguenza. Vi piace? Non vi piace? E chissene…