Il Pentagono ha deciso di bloccare la vendita di parti di ricambio dei caccia F-14, dopo che un’inchiesta giornalistica ha rivelato che tra gli acquirenti dei ricambi stessi c’erano Iran e Cina. I caccia F-14 sono da andati in pensione negli Stati Uniti, mentre in Iran sono ancora in servizio. Fu la stessa America, negli anni ‘70, a vendere questi aerei al Paese asiatico. Ma i rapporti tra Washington e Teheran, al tempo, erano diversi e amichevoli.
Archivio per Gennaio 2007
USA bloccano vendita caccia f14: li comprava l’Iran
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
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Libano: pirati islamici sul web oscurano i siti della Chiesa
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
In Libano è in corso un’aggressione del fondamentalismo islamico contro l’informazione cattolica on-line. Ripetuti attacchi informatici a siti della stampa cattolica e delle chiese cristiane sono stati portati da parte di hackers che ne hanno oscurato il contenuto sostituendolo con propaganda integralista in lingua araba.
Come riportava ieri la Radio Vaticana, l’ultimo sito colpito è stato dell’Unione Cattolica Internazionale per la Stampa in Libano. É il secondo sito web cristiano a essere colpito durante le ultime due settimane nel Paese dei cedri. Il 13 gennaio scorso era toccato al Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. La stampa araba attribuisce l’attacco a non meglio precisati «movimenti integralisti non cristiani», mentre il direttore dell’ufficio dell’Ucip a Beirut, padre Toni Khadra, è stato un pò più esplicito quando ha parlato di un «attacco ai valori comuni di convivenza tra il cristianesimo e l’islam».
Il sito era una vetrina della Chiesa cattolica locale e riportava, oltre al magistero, approfondimenti sull’attualità sociale e culturale in Libano e sulle iniziative di dialogo islamo-cristiano. Padre Khadra considera proprio quest’ultimo aspetto come il motivo di fondo dietro all’attacco contro il sito dell’Ucip in lingua araba di Beirut e contro il sito del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente due settimane fa. Il sacerdote cattolico ha lamentato danni ingenti e la perdita di materiale d’archivio praticamente insostituibile, raccolto a costo di grandi sacrifici durante gli anni della guerra in Libano. Egli, infine, ha lanciato un appello ai media e ai leader spirituali e politici affinchè condannino l’accaduto in pubblico, per evitare il ripetersi e il diffondersi di attacchi di questo tipo.
Sempre ieri Hassan Nasrallah, capo del partito sciita libanese Hezbollah, ha dichiarato durante un discorso che «il Libano sarà la tomba di ogni invasore». Parole pronunciate dal leader Hezbollah davanti ai seguaci durante la festa religiosa dell’Ashura. Nasrallah ha poi accusato gli Usa di destabilizzare il Paese.
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Venezuela, tutti i poteri a Chavez
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Hugo Chavez ha i pieni poteri e ne avrà domani altri. L’ecuadoregno Rafael Correa, suo amico ed emulo, non li ha ma li vuole. Il presidente del Venezuela vuole anche missili e aerei senza pilota. La Russia glieli sta già fornendo ma lui dice che non è vero, che chi li sviluppa assieme a lui è l’Iran. Una «congiuntura» curiosa ma anche allarmante, che conferma e accentua la sbandata in corso da anni nell’America Latina in senso antiamericano e antidemocratico. Negli ultimi anni le elezioni sudamericane sono state vinte, spesso anche se non sempre, dai candidati e dai partiti della sinistra, soprattutto estrema e Chavez, grande ammiratore di Castro, è in pratica subentrato a Fidel come leader radicale continentale, suscitando fra l’altro emulazioni. Soprattutto nella richiesta di pieni poteri. L’uomo forte di Caracas ne aveva già ricevuti un bel pacco da un Parlamento docile in cui i suoi sostenitori sono in maggioranza. Subito dopo la sua rielezione aveva ricevuto carta bianca per la gestione di una «riforma costituzionale» su misura per lui.
Non gli bastava e adesso ha chiesto il diritto a governare per decreto anche l’economia e la Difesa. Anzi, non ha avuto nemmeno bisogno di chiederlo: la Camera glielo ha offerto spontaneamente. Il voto formale dovrebbe venire domani, ma già ieri il Parlamento ha detto preventivamente di sì. Si è in pratica autoespropriato per un anno e mezzo. Nei prossimi diciotto mesi farà tutto Chavez in due settori fondamentali: in campo economico si accelererà il ritmo delle statalizzazioni, delle nazionalizzazioni, degli espropri delle ditte straniere. Vale a dire essenzialmente del petrolio. I proventi serviranno anche ad ampliare e ad accelerare un ambizioso progetto di riarmo che fin d’ora appare sproporzionato alle dimensioni strategiche del Paese.
Caracas ha già firmato un accordo di 3 miliardi di dollari con la Russia per la vendita di armi dei più svariati livelli: aerei da combattimento (24), elicotteri (53), kalashnikov (100mila). Ed è solo l’inizio. Un’agenzia russa specializzata in questioni militari ha rivelato ieri che sono in corso negoziati per la fornitura di missili terra-aria del tipo Tor-M1: un «sistema» di otto missili montati su rampe mobili in grado di «identificare» fino a 48 obiettivi e colpirne simultaneamente due fino ad un’altitudine di 6mila metri. Caracas smentisce ma contemporaneamente riafferma la propria volontà di sviluppare vari sistemi di armi in stretta collaborazione con l’Iran, che ha appena ricevuto dai russi 29 esemplari del Tor-M1, suscitando dure proteste di Washington.
Il governo venezuelano ha inoltre annunciato di stare studiando, sempre in collaborazione con Teheran, la costruzione di aerei senza pilota. La firma è prossima, conferma il generale Raul Baduel, ministro della Difesa, come «paragrafo» di un più vasto accordo di collaborazione militare fra Chavez e il collega Ahmadinejad, che due settimane fa ha visitato Caracas. Gli apparecchi sono del tipo Uav in dotazione all’Aeronautica Usa, che se ne serve in Irak, in Afghanistan e probabilmente anche nei sorvoli dell’Iran. La comune inimicizia è il cemento della improbabile alleanza.
È probabile che entrino a farne parte altri Paesi sudamericani. Forse la Bolivia, più probabilmente l’Ecuador, il cui nuovo presidente segue in modo pedissequo le iniziative di Chavez. Anche Correa vuole i pieni poteri, ma a differenza del suo modello non dispone di una maggioranza parlamentare disposta a concederglieli. E allora ha fatto ricorso alla piazza: dimostranti di estrema sinistra hanno dato l’assalto ieri alla Camera di Quito, cacciato i deputati e proclamato a gran voce la richiesta della convocazione di una Assemblea Costituente, destinata a sostituire il Parlamento riluttante.
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«Scolari iraniani educati al martirio»
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
L’immagine a fumetti di un bambino iraniano di tre anni ucciso da soldati israeliani che gli sparano in testa, con sotto la scritta: «E il suo caldo sangue si sparse sulle mani del fratellino Khaled». Non è un racconto dell’orrore ma quello che i bambini iraniani tra i 6 e i 7 anni imparano dai libri di testo che studiano a scuola. È quanto emerge dallo studio presentato nel Parlamento europeo a Bruxelles dal centro di studi israeliano Cmip (Centro per il monitoraggio dell’impatto della pace) che si occupa di analizzare i libri di scuola dei Paesi medio-orientali. Lo studio conclude che i bambini in Iran sono educati al martirio con corsi dedicati espressamente alla preparazione in caso di attacchi stranieri. Gli autori hanno mostrato immagini di libri di testo iraniani in cui sono fotografati adolescenti con bazooka e bambine con velo e mitra in parata militare. I ragazzi tra i 16 e i 17 anni studiano inoltre concretamente l’uso di armi pesanti. «Sono educati al martirio per scopi difensivi, in quanto il punto di vista dominante è che l’Iran stia per essere attaccato dalle potenze straniere», ha osservato uno degli autori dello studio, l’israeliano Arnon Groiss.
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Parisi: si farà la nuova base Usa
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Era prevedibile che la reazione dell’aula non fosse entusiasta. Ma l’informativa del ministro della Difesa Arturo Parisi ieri sull’ampliamento della base militare americana di Vicenza sembra aver addirittura acuito lo contro in atto con la sinistra radicale. Il governo va avanti per la sua strada, ossia con la concessione agli Usa dei lavori alla base Dal Molin, una decisione «coerente», rivendica il ministro. Ma a impedire il progetto non ci saranno soltanto i comitati locali, o qualche deputato sensibile ai picchetti e alle manifestazioni antiamericane, come il no global Francesco Caruso. L’appoggio «istituzionale» della sinistra più intransigente potrebbe essere ben più visibile. Lo promette un sottosegretario (all’Economia) del governo Prodi, il verde Paolo Cento: «Il governo deve sapere una cosa, che saremo davanti ai cantieri di Vicenza se non farà marcia indietro. E non credo che questo governo si potrà permettere di mandare le forze dell’ordine allo sbaraglio per spaccarci la testa».
Ad aggiungere benzina sul fuoco c’è anche il «caso» del Senato, dove domani sono al voto due mozioni della Casa delle libertà di appoggio alla Nato e agli Stati Uniti che potrebbero essere votate anche da qualche «atlantista» dell’Unione e potrebbero rischiare addirittura di essere votate dall’aula visti i margini strettissimi della maggioranza a palazzo Madama. L’Unione ieri ha valutato l’ipotesi di una contromozione con una riunione dei capigruppo, ma non c’è accordo e il pericolo di spaccature aumenterebbe. Nessuna mozione di contrasto alla Cdl da sinistra, quindi. Intanto si infittiscono le adesioni parlamentari alla manifestazione contro la base in programma il 17 febbraio a Vicenza: «Sosterremo la mobilitazione della città di Vicenza», avverte Elettra Deiana, deputata di Rifondazione.
Il ministro Parisi ha trovato un’aula di Montecitorio semivuota e piuttosto ostile durante l’attesa informativa sulla base Usa. La scelta di dire sì agli Stati Uniti è frutto di una «coerenza» nella politica estera del governo e nei rapporti con gli Stati Uniti, ma è motivata anche «dalle aspettative» americane sull’ok dell’Italia. Il governo Berlusconi aveva dato un «orientamento favorevole» all’amministrazione Bush, pur senza la formalizzazione di un accordo, ha ammesso Parisi, e inoltre c’è stato il parere favorevole del consiglio comunale di Vicenza.
Il ministro della Difesa ha ripercorso le tappe della vicenda, citando la dichiarazione di Romano Prodi del 16 gennaio in cui spiegava che «i rapporti di amicizia con gli Stati Uniti impongono una risposta». Parisi ha precisato che il governo si impegna «a vigilare affinché le opere che verranno utilizzate siano rispettose delle esigenze prospettate dalle comunità locali» e a vigilare sugli «accordi bilaterali». Ma i commenti di Prc, Pdci e Verdi sono negativi a senso unico.
«L’informativa del ministro Parisi non ci è piaciuta», ha detto il capogruppo di Rifondazione, Gennaro Migliore. Elettra Deiana ha attaccato Prodi per le sue «battute superficiali sulla questione urbanistica». Secondo Jacopo Venier del Pdci il sì di Prodi è stato «un errore gravissimo».
Per Parisi ieri ci sono state paradossalmente più parole di apprezzamento dalla Cdl che dall’Unione, anche se l’ex ministro della Difesa Antonio Martino, di Forza Italia, ha chiesto che a riferire in aula sia Massimo D’Alema, e non Parisi, perché la base Usa di Vicenza «è una questione di politica estera».
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Terrorismo, 8 in manette a Birmingham. Preparavano un sequestro
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Otto persone sono state arrestate a Birmingham nel quadro di una massiccia operazione anti-terrorismo compiuta dalla polizia in stretta collaborazione con i servizi segreti. Secondo Sky News, tv di notizie non stop, stavano organizzando uno scioccante sequestro «in stile iracheno» che doveva concludersi con la decapitazione del rapito. Per il momento la polizia si è limitata che le persone arrestate prima dell’alba in vari indirizzi di Birmimgham sono sospettate di «aver commesso, preparato o istigato atti di terrorismo» in base al Terrorism Act, la legge varata dopo gli attentati dell’11 settembre. Un certo numero di strade della città – dove è presente una grossa comunità musulmana – sono state bloccate dagli agenti che hanno proceduto a minuziose perquisizioni a tappeto. La persona che doveva essere rapita si troverebbe adesso sotto protezione della polizia. L’operazione è durata sei mesi ed è stata condotta in jont venture dalla polizia delle Midlands e da quella londinese. Secondo un portavoce del ministero degli Interni «l’ operazione conferma il carattere reale e grave della minaccia terrorista che ci troviamo a fronteggiare».
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L’Economist: Prodi cadrà dopo la metà della legislatura
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
La mancata spacializzazione industriale dell’Italia continua a deprimerne l’economia, mentre l’attuale governo Prodi è nato debole e non potrà durare molto oltre la metà della legislatura, ossia oltre gli ultimi mesi del 2008. Il giudizio è contenuto nelle previsioni sull’economia mondiale pubblicate dall’Economist Intelligence Unit (Eiu), ufficio studi della pubblicazione economica inglese.
“In Italia una sfavorevole specializzazione industriale, in settori come il tessille e la ceramica (prodotti che si possono ottenere a prezzi più bassi in economie di mercato emergenti come la Cina), continuerà a deprimere la crescita economica”, si legge nella parte dello studio dedicata al nostro Paese. Lo studio aggiunge che tale situazione “è esacerbata da una serie di problemi strutturali, come l’incertezza sulla stabilità del sistema previdenziale che sta deprimendo la domanda interna”.
Poi la battuta sulla tenuta del governo guidato da Romano Prodi: “Il governo di centro-sinistra, al potere dal maggio 2006, può contare su una esigua maggioranza parlamentare a fronte del vasto numero di partiti che lo sostengono ed è improbabile che possa durare molto oltre la metà dei cinque anni della legislatura”. “Come risultato dell’instabilità politica, sono improbabili importanti riforme economiche. La debolezza dei conti pubblici resta un altro problema, e le misure di consolidamento da parte del governo, man mano che verranno approvate, avranno come risultato quello di appesantire la pressione fiscale piuttosto che tagliare la spesa, deprimendo i consumi privati. Malgrado ciò una lieve ripresa dei consumi privati e degli investimenti porterà la crescità in Italia nei prossimi anni sopra la media della prima parte della decade di circa uno 0,6%”
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Un prof: «È giusto distruggere Israele»
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
L’aula come agorà politica, la cattedra come pulpito per fare propaganda antisionista. Il tutto sintetizzato dalle seguenti parole: «Ahmadinejad ha ragione, Israele deve essere cancellato. Il mio ideale politico è Hezbollah». Una frase pronunciata da un fanatico revisionista? No, l’autore sarebbe stato un «docente», un «educatore»: il professor Renato Pallavidini. Ad ascoltarlo, sbigottiti, gli studenti della prima F del liceo classico «Cavour». Sarebbe accaduto venerdì scorso, in occasione della Giornata della Memoria. Ora tutto è finito sul tavolo della preside Maria Clelia Zanini ed è probabile che l’episodio abbia uno strascico «ministeriale».
«È propaganda della sinistra che Israele sfrutta per rimanere impunito e giustificare tutte le porcate (sic) che ha fatto dal dopoguerra ad oggi, massacro dei palestinesi, guerra in Libano…», avrebbe detto Pallavidini. Inevitabile l’indignazione di un gruppo di genitori che – come riferiva ieri La Stampa – ha scritto al capo d’istituto chiedendo di spiegare cosa stava accadendo.
Nella lettera, in particolare, si chiede che il professore – descritto dai ragazzi come «oscillante tra estrema destra ed estrema sinistra, a seconda dei momenti» – sia chiamato a rispondere delle sue affermazioni non solo perché «farneticanti, ma perché espresse dalla cattedra».
«Non ho fatto alcuna affermazione revisionista, ho affermato che la politica di Israele è criminale, come dimostra l’aggressione al Libano». Si difende così, interpellato dall’Adnkronos, Renato Pallavidini, il professore di storia e filosofia del liceo classico Cavour di Torino, accusato di antisemitismo per alcune dichiarazioni fatte a scuola durante l’ora di lezione nel Giorno della Memoria. «Inoltre – aggiunge – non ho assolutamente suggerito ai miei allievi di leggere il Mein Kampf di Hitler. Questa indicazione è stata tratta da alcune mie affermazioni apparse su un forum, ma un conto è quello che si dice in classe, un conto quello che si scrive liberamente. Credo che la vicenda sia stata strumentalizzata e il clamore suscitato mi pare esagerato».
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Per la sinistra i desideri sono diritti
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Il governo Prodi parte dal concetto della discontinuità del governo precedente: e la legislazione sull’immigrazione che esso si prepara a introdurre si differenzia radicalmente dalla Bossi-Fini. La legge del governo Berlusconi collegava l’ingresso legale dell’immigrato a un contratto di lavoro, stabiliva quindi che la certificata necessità di una occupazione da parte del cittadino italiano fondasse il titolo dell’immigrato a entrare nel nostro Paese. Il presupposto della legislazione che il governo Prodi vuole introdurre è il contrario: si fonda sul dovere del nostro Paese di accogliere l’immigrato che vuole stabilirsi tra noi. Nella prospettiva del governo l’accoglienza diviene il contenuto della legalità. Basterà a un cittadino extracomunitario entrare in Italia solo con l’esibizione del passaporto. Ritornerà in vigore il sistema dello sponsor che offre a un extracomunitario la possibilità di venire in Italia senza alcuna motivazione o impegno a fornire un lavoro.
Alla base della svolta impressa alla società italiana dai ministri Amato e Ferrero vi è il rapporto della commissione presieduta da Staffan De Mistura, rappresentante delle Nazioni Unite in Italia, di chiudere i centri di identificazione e di disporre il progressivo svuotamento dei Cpt. Essi vengono descritti dalla commissione in termini critici come se fossero dei campi di concentramento, mentre semmai risulta che vi sono molti modi per poterne fuggire, come quello adottato a Torino di lanciarvi contenitori di droghe. Nel qualcaso la legge chiede che il soggetto sia sottoposto al trattamento curativo e quindi deve lasciare il Cpt.
In una bozza di documento redatta dagli Interni e dalla Solidarietà sociale viene fissata quella che viene chiamata la carta dei diritti degli immigranti che consiste nell’offrire all’extracomunitario un diritto di ingresso nel nostro Paese. Rimangono le quote di ingresso, esse sono triennali e possono essere modificate se le richieste sono in aumento. In pratica vengono abolite le quote. E con l’abolizione dei Cpt cade anche il rinvio degli immigrati nei Paesi d’origine. La politica dell’accoglienza della porta aperta diviene un caso unico nella politica europea, dove ogni Paese sente il problema dell’immigrazione in modo crescente. E il Paese, che come l’Italia, (e ancora di più) è soggetto all’immigrazione subsahariana, la Spagna, ha stabilito la chiusura delle sue frontiere e il rimpatrio immediato degli immigrati dal Senegal e dalla Mauritania nel loro Paese, avendo raggiunto un accordo in tal senso con i governi di provenienza degli immigrati.
Verrà inoltre proposta la riduzione a cinque anni del tempo richiesto per la concessione della cittadinanza italiana.
È caduto nella concezione della sinistra ogni sentimento della compatibilità delle diverse culture che l’immigrazione porta nel nostro Paese con la cultura della nostra gente. Il rito di cittadinanza, come la facoltà di residenza, vengono separati dall’identità di un popolo che si vede imporre la convivenza con l’immigrato come un dovere politico. Ciò lascia il cittadino italiano per cultura e storia in condizioni di difficoltà, perché gli sembra che la sua storia non conti nulla e che egli debba, per imposizione politica, sentirsi meno tutelato dell’immigrato che la politica protegge.
Basta immaginare quale eco avrà nel mondo subsahariano e mediorientale e in genere in tutti i Paesi di immigrazione, l’idea che l’Italia sia il ventre molle dell’Europa e che la via all’Italia e all’Europa passi per le nostre frontiere.
Rifondazione Comunista ha voluto il ministero più delicato del governo, quello che presiede alla composizione della popolazione. Ed essa vi applica il suo concetto fondamentale: i bisogni sono diritti. Ed è un ministro dalle molte stagioni e dai molti ministeri come Giuliano Amato che offre lo spazio a questo processo di snazionalizzazione della cittadinanza, dimenticando che il peso dell’immigrazione cade sulla gente comune, sul popolo anche di sinistra che sperimenta la difficoltà della convivenza.
Paolo Ferrero ha dichiarato, nei primi giorni del ministero, che la politica dell’immigrazione avrebbe dato alla sinistra quel supporto di voti che le manca. Ma quel che più conta è che la concezione antagonista si manifesta qui nel suo livello teorico più alto, l’antagonismo alla tradizione culturale del Paese. Amato ha scritto di temere una rivolta populista: sarebbe peggio se il sentimento di identità nazionale svanisse nello sconforto della multiculturalità.
Gianni Badget Bozzo
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Pensionati, impiegati e precari: sul web la rabbia
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
In attesa della stangata di marzo, con l’arrivo di addizionali comunali e regionali, la maggioranza dei dipendenti italiani si lecca le ferite dopo la batosta ricevuta con la busta paga. Che per una volta ha colpito indifferentemente tutte le categorie: pensionati, dipendenti con e senza familiari a carico, dirigenti e lavoratori precari. Il lamento degli italiani ha trovato nella rete un’ampia valvola di sfogo, e anche la redazione del Giornale ha ricevuto decine di lettere di protesta.
Guadagno irrisorio. Anche chi avrebbe dovuto godere dei vantaggi fiscali promessi dal governo, cioè chi guadagna tra i 25mila e i 35mila euro lordi l’anno, monoreddito e con familiari interamente a carico, si è trovato una media di 18 euro in più al mese: una cifra inferiore anche al tasso d’inflazione e destinata a finire nel calderone delle imposte locali (Ici, tassa di scopo e bollo auto). «Guadagno 26.500 euro lordi – scrive un lettore – ho avuto un leggero aumento solo per la revisione Istat».
I contributi Inps. Ma in qualche caso, considerato anche l’aumento dello 0,3% dei contributi Inps a carico dei lavoratori precari, anche chi guadagna meno di mille euro si è trovato lo stipendio più basso di 15 euro. È il caso di un ricercatore dell’Università di Trieste di 26 anni, con «uno stipendio di 826,73 euro», che ha subìto suo malgrado «un taglio in busta paga di 15,82 euro».
Assegni familiari. La stangata vera è arrivata per i dipendenti single o senza familiari a carico. A parità di reddito (tra 25mila e 35mila) il salasso medio è stato di circa 100 euro. Un quadro del settore privato, con uno stipendio netto di 1.950, single e senza figli, si è visto decurtare 150 euro. Ma anche chi ha figli a carico ha verificato, sulla sua pelle, alcune anomalie. Chi ha un reddito complessivo di 40mila euro con 4 persone a carico, infatti, ha diritto a un assegno familiare di 71 euro. Ma se uno dei quattro familiari a carico è disabile l’assegno scende a circa 46 euro.
I pensionati. «Sono un pensionato da 1.189 euro al mese – si legge sul forum di Repubblica.it – a gennaio ho guadagnato 1.186 euro: non solo non ho recuperato il 2% di aumento ma ho perso ancora qualcosina in virtù delle detrazioni Irpef passate dal 23% al 27% per la parte eccedente i 15mila euro».
«Finalmente anche i ricchi piangono – commenta invece Nino sul forum ivostrisoldi.it -. Sono un pensionato da 20mila euro netti l’anno con moglie a carico e questo governo mi ha tolto 400 euro al mese. Ora saranno contenti…». Stessa situazione di Romano S., che denuncia «350 euro netti in meno su un reddito annuo di 18mila euro». Chi invece ha deciso di rimanere al lavoro, e ha usufruito del superbonus previsto dalla riforma Maroni, ha perso tra i 140 e i 200 euro.
Amara sorpresa. Le addizionali comunali e regionali sull’Irpef si pagheranno a partire da marzo. Nel 2006 le due aliquote si applicavano sull’imponibile fiscale al netto delle deduzioni per carichi familiari (la cosiddetta family no tax area). Dal 2007, invece, viene reintrodotto il sistema delle detrazioni e le addizionali si applicheranno su un imponibile inevitabilmente più alto: in questo modo l’eventuale vantaggio sarà certamente ridotto. Se n’è accorto, in anticipo, Alessandro S., romano e impiegato di 47 anni dell’Acea con quattro figli a carico. Che nel 2007 pagherà alla Regione Lazio «540 euro, da sborsare in comode rate. L’anno scorso erano 340». Un aumento di oltre il 61%, dice l’impiegato su maoddi.ilcannocchiale.it, «un aumento incredibile. È costituzionale un aumento di una tassa del 61%?». Con Tremonti, ricorda, avevano le deduzioni fiscali che valevano anche per le addizionali regionali. Ora invece il monte da cui viene prelevata l’Irpef è più alto perché non è più al netto delle deduzioni. Così la Finanziaria ha provocato un duplice aumento: da parte delle Regioni e da parte dello Stato».
L’Ici entra nel 730. Anche l’immobile utilizzato come prima casa dovrà essere dichiarato come reddito. Questo comporterà una riduzione dell’importo delle detrazioni a cui il contribuente ha diritto: una stangata in più, che si aggiunge al prossimo aumento dell’Ici deciso dai Comuni, che con la Finanziaria sono stati «autorizzati» a rivedere l’imposta sugli immobili e ad aumentare il valore catastale.
Ma c’è un altro aspetto preoccupante della questione, in un Paese come l’Italia dove più dell’80% abita nella casa che possiede: «La maggioranza degli italiani non sa ancora che deve dichiarare la “prima casa” come un reddito – spiega il consulente del lavoro Giuseppe Marini -: quando presenterà il modulo per il calcolo delle detrazioni. La stangata – avverte – arriverà però con il modello 730 del 2008. Tutte le detrazioni attribuite in eccesso andranno ricalcolate, e il contribuente si troverà a pagare un conguaglio sfavorevole». Per la serie, le stangate non finiscono mai.
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Litvinenko bersaglio al poligono
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Alexander Litvinenko era morto da sei giorni eppure qualcuno in Russia ancora gli sparava. Il fatto che si trattasse soltanto di un addestramento dei migliori uomini delle forze speciali della Spetsnaz non minimizza l’accaduto. Secondo quanto scoperto dal quotidiano britannico The Times, alcune truppe militari sovietiche hanno utilizzato l’immagine dell’ex spia avvelenata a Londra dal polonio 210 il 23 novembre scorso per esercitarsi nel tiro al bersaglio.
Le immagini riportate dal giornale sono state riprese in un campo poco distante da Mosca dove 90 soldati della brigata Vityaz stavano gareggiando per conquistare in premio il berretto marrone delle forze speciali. Non basta, dell’insolita esercitazione esiste perfino un video pubblicitario che mostra delle giovani reclute dapprima impegnate nei soliti esercizi di addestramento che alla fine riempiono di revolverate un’immagine del povero Sasha. La sua faccia viene rapidamente crivellata di pallottole da nove millimetri. All’evento era presente anche Sergei Mironov, presidente del Senato russo e uno dei politici più influenti a Mosca, mentre premia i nove soldati più meritevoli con il berretto marrone della Spetsnaz.
La nuova rivelazione ha ovviamente fornito ulteriore credito a chi sostiene che dietro alla morte dell’ex spia russa ci sia la nomenclatura del Cremlino. «Tutto questo non fa che provare ancora una volta che Alexander Litvinenko era il numero uno nella lista dei servizi segreti russi – ha dichiarato ieri al Times Alexander Goldfarb, portavoce della famiglia della vittima – era il loro acerrimo nemico». Sergei Lysiuk, direttore del centro, insignito della massima onorificenza di «eroe della Russia» ha subito tentato di togliere il governo dai carboni ardenti sottolineando che l’organizzazione è privata e non ha alcun collegamento con gli enti governativi. Ha dichiarato inoltre di aver «ospitato» l’esercitazione per fare un favore a un vecchio collega affermando poi di non sapere che l’immagine utilizzata come bersaglio fosse quella di Litvinenko. Secondo l’uomo si sarebbe trattato semplicemente di uno dei numerosi bersagli acquistati quattro anni fa a una fiera.
Ieri sempre il Times ricordava che proprio Lysiuk viene citato nel libro-denuncia scritto da Litvinenko in cui l’ex spia afferma che alcuni attentati avvenuti in Russia nel 1999 sarebbero da attribuire ai servizi segreti accusati di voler scatenare la seconda guerra cecena per consolidare il potere di Vladimir Putin.
Anche il Cremlino ha immediatamente preso le distance confermando la versione data da Lysiuk. Il portavoce Dmitri Peskov ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che si sparava alla faccia dell’ex agente, ma ha ripetuto che la struttura non ha nulla a che fare con le forze speciali russe. È fin troppo chiaro però che l’ultima puntata del giallo che vede direttamente coinvolti gli investigatori di Londra e Mosca rischia di compromettere tutti gli sforzi fatti finora dal governo di Putin per dimostrare la sua totale estraneità in questo caso. Soltanto il mese scorso il ministro della Difesa sovietico Sergei Ivanov aveva dichiarato: «Per noi Litvinenko era irrilevante». Alla luce delle ultime notizie l’affermazione risulta però sempre meno credibile. Secondi fonti citate dal quotidiano inglese, ora Scotland Yard sembra pronta a chiedere ulteriori spiegazioni sul video appena scoperto e non è affatto escluso che la cosa crei altre tensioni tra gli inquirenti britannici e quelli sovietici. Già lo scorso mese infatti c’erano state delle schermaglie con Mosca che aveva impedito a Scotland Yard di interrogare numerosi agenti delle forze speciali. Il governo di Putin aveva inoltre irritato non poco gli inglesi quando aveva presentato una lista con più di cento persone da interrogare a Londra, molte delle quali secondo le autorità britanniche erano del tutto estranee al caso.
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«Il futuro di Israele è la morte»
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Israele sembra avere optato per la moderazione dopo l’attentato kamikaze di lunedì a Eilat, costato la vita a tre civili e rivendicato dai gruppi armati palestinesi Jihad islamica e Brigate Al Aqsa. Per ora la replica di Gerusalemme è stata simbolica. Nella notte i jet israeliani hanno colpito a Gaza un tunnel, vuoto, scavato dai miliziani verso il territorio dello Stato ebraico, vicino al terminale di Karni. Il premier Ehud Olmert non vuole rischiare di far saltare con una risposta muscolare la fragile tregua in vigore da due mesi con i palestinesi, mentre si avvia a una ripresa delle trattative con Abu Mazen. Un vertice a tre con il segretario di stato Usa Condoleezza Rice è previsto a febbraio.
Ben diversa la scelta di toni di Hassan Nasrallah. Il leader libanese di Hezbollah ha detto ieri di fronte a una gigantesca folla, in occasione della ricorrenza più sacra degli sciiti, la Ashura, che «il futuro d’Israele è la morte, mentre il nostro futuro è la vita».
«Israele è caduto nella tela del ragno», ha quindi affermato il leader di Hezbollah, riferendosi alla «vittoria divina» che il movimento sciita libanese – notoriamente appoggiato da Siria e Iran – proclama di aver conseguito nella guerra dell’estate scorsa contro Israele per il semplice fatto di non essere stato sconfitto totalmente sul campo.
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Musulmani Gb: si a velo e sharia.
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Secondo un sondaggio effettuato dalla Policy Exchange sono molti i giovani musulmani residenti in Gran Bretagna che adotterebbero la Sharia come sistema di governo. La BBC riporta i dati raccolti: il 37%degli intervistati tra i 16 e i 24 anni preferirebbe essere governato dalle leggi islamiche, mentre tra i partecipanti al di sopra dei 55 anni solo il 17% ha optato per questa scelta. Il 3% degli “anziani” aderirebbe ad organizzazioni come Al Qaeda. Il 74%dei ragazzi dice di essere favorevole all’uso del velo per le donne.
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MALTRATTÒ LA MOGLIE, INDIANO CONDANNATO
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Ha patteggiato una condanna a un anno e due mesi di reclusione un indiano 36enne esperto di grafica, accusato di maltrattamenti e lesioni personali aggravate nei confronti della moglie milanese. L’uomo picchiò la moglie e intimò alla figlia di sputare addosso alla madre. Per la donna il marito non è mai riuscito a inserirsi nella realtà italiana.
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«Coppie di fatto, legge superflua»
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
I vescovi respingono l’appello di Napolitano. In Italia una legge ad hoc sulle unioni di fatto è «superflua» e «la Chiesa non può rimanere indifferente e silenziosa»: le parole del segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori, gelano la maggioranza di governo, alla ricerca di quella «sintesi» invocata dal Capo dello Stato per arrivare a un ddl largamente condiviso e in grado di tenere conto anche delle posizioni della Chiesa.
Dalla Cei, insomma, arriva una chiusura totale di fronte all’ipotesi di una specifica tutela alle coppie di fatto, gay o eterosessuali. Se vi fossero dei correttivi da apportare di fronte «a eventuali lacune o difficoltà», magari davanti a casi specifici, i vescovi suggeriscono compatti di metter mano al codice civile, senza correre il rischio di far nascere un soggetto giuridico nuovo. «Comporterebbe, infatti, un intervento sul parco dei valori», in contrasto «con la famiglia fondata sul matrimonio», ha specificato l’arcivescovo umbro, considerato il “delfino” di Ruini nella Cei.
I cattolici dell’Unione, ad eccezione di Mastella e dell’Udeur, sembrano però decisi a tirare dritto. «Occorre dare risposte ai diritti essenziali delle persone, che non possono essere discriminati», sottolinea il presidente del Senato, Franco Marini. E mentre Prodi assicura di voler «dialogare con la Chiesa e di tener conto dei suoi timori», monta il malumore a sinistra: il leader Ds Fassino si è detto «sorpreso e colpito dai commenti della Cei sulle parole del presidente Napolitano», mentre per il socialista Boselli «le autorità ecclesiastiche non hanno alcun diritto di proibire allo Stato di avere buone leggi civili».
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Rapita con l’amica e struprata
Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2007
Era nell’auto parcheggiata a Città di Castello con una sua amica la ragazza che è stata violentata la scorsa notte. Due uomini con accento meridionale hanno minacciato le giovani con un collo di bottiglia, hanno preso la guida dell’auto e le hanno portate in aperta campagna.
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Scontri e feriti: Madrid scopre le sue banlieue
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
L’allarme immigrazione si fa sempre più pressante in Occidente, mettendo a dura prova la pazienza delle popolazioni europee. Le numerose «banlieue» che si vanno creando nelle maggiori città del nostro continente rischiano ormai di esplodere in un crescendo di violenza. Se lo scorso anno abbiamo visto incendiarsi Parigi, nelle ultime due settimane un’altra capitale è stata protagonista di duri scontri con i figli degli immigrati. La capitale di un Paese che fino a pochi giorni fa sembrava non avere particolari problemi nell’accogliere migliaia di extracomunitari.
Stiamo parlando di Madrid, nelle cui strade la rabbia delle nuove generazioni sembra aver svegliato finalmente la Spagna dal «bel sogno» della società multirazziale. A differenza del caso francese, che ha visto ragazzi di origine maghrebina devastare i quartieri della periferia parigina e assalire la polizia, i fatti madrileni si sono sviluppati come una vera guerriglia urbana tra opposte fazioni etniche. Da un lato i giovani spagnoli, dall’altro i loro coetanei di origine latino-americana. È accaduto nel grande quartiere dormitorio di Alcorcon, alla periferia meridionale di Madrid, dove appena per un soffio bastoni e coltelli hanno fatto soltanto sette feriti di una certa entità (di cui uno assai grave), ma nessun morto. Le ultime schermaglie, per ora, si sono avute nella notte fra sabato e domenica, quando centinaia di ragazzi si sono letteralmente dati battaglia più spesso a pugni e calci, ma anche a colpi di mazza da baseball. I pesanti scontri hanno causato inoltre ripetuti incendi ai cassonetti e la distruzione di almeno un’automobile. Secondo la ricostruzione della polizia un numero di adolescenti spagnoli valutato in «alcune centinaia», ma che forse toccava anche le mille unità, si è messo letteralmente a battere in lungo e in largo il quartiere a caccia dei ragazzi latino-americani, immigrati o figli di immigrati. Sembravano scene dal film «I guerrieri della notte» e invece era la realtà di una situazione che si trascina da circa una decina di giorni.
Un imponente schieramento di 300 agenti di polizia con l’appoggio di un elicottero ha arginato i tafferugli di sabato sera. Ma i giovani spagnoli sono comunque riusciti a mettere a ferro e fuoco il quartiere, nella loro personale guerra contro le variopinte gang di sudamericani che spadroneggiano in quelle vie. Un nome su tutti, quei «Latin Kings» che venerdì 19 avevano aggredito alcuni ragazzi spagnoli, accoltellandone uno tuttora in ospedale. Era stata quella la scintilla che già dallo scorso weekend aveva portato in piazza centinaia di giovani iberici, ben decisi a riprendersi il quartiere di Alcorcon e soprattutto la piazza Maestro Victoria, che le famigerate «baby-gang» di immigrati avevano in pratica espropriato. «Impongono il racket, prendono di mira i ragazzi più piccoli», dice un 17enne spagnolo degli immigrati. E molti genitori li giustificano: «La loro reazione è stata normale, ne avevano abbastanza». È certamente difficile la vita in unq uartiere dove il disagio della convivenza forzata non poteva, prima o poi, che esplodere così. Su 160.000 abitanti di questa vera e propria «banlieu» madrilena, più di 21.000 sono immigrati extracomunitari, per la maggior parte provenienti dalle antiche colonie spagnole del Centro e Sudamerica.
Già la scorsa settimana, per contrastare l’arroganza dei sudamericani, uno stuolo di giovani sui 16-17 anni avevano saputo radunarsi dandosi appuntamento con un tam-tam di messaggini telefonici con lo slogan «Latin Kings fuori, andiamo a farli fuori». Sono così iniziati i tumulti contro ecuadoriani e colombiani, subito etichettati «razzisti» da gran parte della sbalordita stampa spagnola. L’epiteto non è però piaciuto ai giovani spagnoli, convinti della loro giusta causa. E la reazione verso i giornalisti inviati nelle dimostrazioni è stata vivace, tanto che nelle piazze di Alcorcon risuonava il grido «manipolatori». Le autorità ovviamente minimizzano, ma la gente di Madrid sembra unanime nel pensare che si è arrivati a questo punto perchè «il municipio è cieco».
All’origine dei disordini lo spadroneggiare delle gang sudamericane nel quartiere di Alcorcon. La scintilla è scoccata quando alcuni residenti sono stati aggrediti dagli extracomunitari.
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La Turchia minaccia il Kurdistan
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Parlando al Forum Economico Mondiale di Davos, (Svizzera) Abdullah Gul, ministro degli Esteri della Turchia, ha cominciato sparare a zero sull’Iraq. Gul ha detto che «la Turchia vuole che l’Iraq resti un Paese unito e integro nella sua sovranità», ma se l’Iraq venisse spartito, il ministro non esclude l’invio di truppe turche nel nord del Paese. cioè in Kurdistan.
La Turchia, che vorrebbe diventare membro dell’Unione Europea, invece dopo l’esito negativo delle ultime trattative di negoziazione ha cominciato sul serio a massacrare la popolazione curda in Turchia e minacciare la popolazione curda in Iraq.
Il primo ministro turco Tayyip Erdogan ha dichiarato al giornale turco Hurriyet che prima o poi invierà le truppe nel Kurdistan dell’Iraq con la scusa di seguire i militanti del partito dei lavoratori curdi (PKK).
Ma la verità è che la Turchia, come stato militarista, non accetterà mai che i Curdi dell’Iraq possano avere un loro stato federale all’interno di un Iraq democratico e federale, ma sopratutto non riuscirà mai a digerire che la città di Kirkuk, famosa per i suoi giacimenti petroliferi, possa di nuovo far parte del territorio del Kurdistan dopo anni di occupazione e di arabizzazione da parte del regime di Saddam.
I parlamentari curdi nel Kurdistan dell’Iraq in un dibattito trasmesso della TV satellitare curda, hanno espresso dure critiche al governo di Ankara per le sue continue minacce ai curdi dell’Iraq. Il premier curdo Necirvan Barzani ha detto: «a Turchia sta incrementando i suoi attacchi mediatici nei confronti dei Curdi ed aumentando le pressioni sulla questione di Kirkuk». Ha concluso dicendo che «è inacettabile questa ingerenza turca nei affari interni dell’Iraq».
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Strage di israeliani, ma è Israele che rompe la tregua bombardando tunnel?
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Ecco un’altra clamorosa gaffe giornalistica “bipartisan”. Del Corriere come de La Repubblica. Cosa è successo? semplice: esiste una tregua tra governo israeliano e governo palestinese in vigore da novembre. Dall’Autorità palestinese (senza che il governo di Hamas dica nulla, anzi) ogni tanto arrivano missili sul territorio israeliano. Israele non reagisce. La tregua viene considerata rispettata. Nessuno scrive “tregua violata” da parte palestinese. Poi, l’altro giorno, un kamikaze si fa saltare per aria in una panetteria di Eilat: 4 morti. Il governo palestinese non condanna, nè cerca i responsabili dell’attentato per punirli. Anche qui nessuno denuncia la “violazione della tregua” da parte dell’ANP. Israele reagisce al massacro bombardando (udite udite) dei tunnel di sabbia scavati dai terroristi per infiltrarsi in Israele e compiere altri attentati. La morale? “Israele rompe la tregua”, titolano i principali giornali italiani. E’ come se la vita degli israeliani valesse meno dei tunnel di sabbia dei terroristi. O, se preferite, è come se la condizione normale di tregua (per certe persone) contempli il periodico massacro di israeliani. Quando si parla di Israele, tutta la normale logica viene capovolta. Chissà perchè….
P.S.
a proposito, verrebbe da chiedere: “ma cosa devono fare i palestinesi perchè li si accusi di rompere la tregua?”. Ma forse è meglio non saperlo….
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Russia: fermato reattore nucleare
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Un reattore di una centrale nucleare russa e’ stato fermato in modo automatico in seguito a problemi tecnici. L’impianto si trova nella regione di Saratov, lungo il fiume Volga. Responsabili della gestione delle emergenze hanno detto che il livello di radiazioni e’ normale. Intanto giunge notizia che i colloqui a 6 sul programma nucleare della Corea del Nord riprenderanno l’ 8 febbraio a Pechino. Lo ha detto la portavoce del ministero degli esteri cinese Jiang Yu.
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Afghanistan: Spagna, no nuove truppe
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Il premier Zapatero ha oggi affermato che la Spagna non aumentera’ il suo contingente in Afghanistan. Il contingente restera’ di circa 700 militari in seno alla forza multinazionale. Nel corso di una conferenza stampa, riferendosi alle ipotesi di un possibile aumento, Zapatero ha detto: ‘Il governo non aumentera’ la presenza militare in Afghanistan’.
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Pakistan: lapidata coppia adultera
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
In un villaggio del Pakistan centrale una coppia e’ stata lapidata dai familiari che rimproveravano loro di aver commesso adulterio. Lo ha reso noto la polizia precisando che ’si e’ trattato di un delitto d’onore’. I 2 sono stati legati a un albero e lapidati a morte dai familiari della donna nel Punjab. La polizia ha spiegato che la famiglia della donna le rimproverava la relazione con un uomo dello stesso villaggio e ha pianificato gli omicidi con l’aiuto di altri parenti.
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Vietnam: pena di morte a 8 per droga
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Otto vietnamiti sono stati condannati a morte ed altri 13 all’ergastolo per il traffico di 216 kg di eroina provenienti dal Laos. Al termine di un processo durato 10 giorni e organizzato nella provincia di Son La (a 210 km da Hanoi) – altre 11 persone sono state condannate da sei mesi a 22 anni di carcere. In Vietnam, chiunque sia trovato in possesso di oltre 600 grammi di eroina o di oltre 20 kg di oppio e’ passibile di pena di morte.
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Turchia: in manette capo Al Qaida
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Ci sarebbe anche il capo di al Qaida in Turchia tra le 48 persone arrestate ieri nel corso di una vasta operazione anti-terrorismo. L’operazione, condotta in 5 citta’, e’ stata estesa oggi ad altre due citta’. Lo rende noto l’agenzia di stampa Anadolu precisando che l’uomo si chiama Ekrem K. Secondo la rete Cnn Turk i 48 arrestati stavano preparando attentati dinamitardi in Turchia. Le indagini si svolgono a Konia, ritenuto il centro delle attivita’ di al Qaida nel Paese.
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Iran: arrestate tre femministe
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Tre attiviste femministe iraniane, arrestate sabato all’aeroporto di Teheran, saranno processate per attentato alla sicurezza del paese. Lo ha reso noto l’avvocata Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace. Le tre donne sono state bloccate dalla polizia mentre stavano per imbarcarsi per l’India per partecipare a un corso di formazione. ‘Dopo 24 ore di detenzione, sono state rilasciate dietro cauzione e informate che saranno giudicate per attentato alla sicurezza nazionale’, ha denunciato Ebadi.
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Iraq: morti in zona sunnita Baghdad
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Almeno 10 persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite a Baghdad in un quartiere sunnita bersagliato a colpi di mortaio. Secondo fonti della sicurezza citate dall’agenzia Aswat al Iraq, il quartiere, Adamaiyah, nella parte nord della citta’, e’ stato colpito almeno 25 volte.
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Israele: stato allerta a Tel Aviv
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
La polizia israeliana ha elevato lo stato di allerta a Tel Aviv in seguito a informazioni di intelligence su un attentato imminente. Posti di blocco sono stati istituiti agli ingressi della citta’, dove si stanno creando ingorghi. In citta’ viene avvertita una maggiore presenza di agenti.
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Parisi: vigileremo su base Vicenza
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Il governo vigililera’ sull’ampliamento della base militare Usa di Vicenza. Cosi il ministro Parisi durante l’informativa alla Camera. “Le opere realizzate siano rispettose delle esigenze delle comunita’ locali, con riferimento all’impatto su tessuto sociale e viabilita’”. Secondo Parisi dal governo e’ giunto un si’ coerente con la “politica estera e di difesa”. Sull’allargamento della base gli Usa avevano “aspettative consolidate”,basate sulla disponibilita’ del precedente governo.
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Droga e armi: Sardegna, 16 arresti
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Vasta operazione anticrimine dei Cc in Sardegna che nella notte hanno arrestato 16 persone e ne denunciate 25 per traffico di armi e droga. L’operazione, che ha avuto luogo a Cagliari, Sassari e Oristano, si inquadra in un contesto di controllo straordinario del territorio, interessato recentemente da diversi episodi di violenza. Sono state compiute molte perquisizioni e sequestrate numerose armi con matricola abrasa e sostanze stupefacenti.
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Trieste: GdF sequestra 110 kg eroina
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Oltre 110 kg di eroina, del valore di oltre 60 milioni di euro, sono stati sequestrati dalla GdF nel Punto Franco Nuovo del porto di Trieste. La droga era nascosta nel doppio fondo della cabina di guida di un autoarticolato appena sbarcato da un traghetto proveniente dalla Turchia e – secondo i primi accertamenti – era destinata al mercato tedesco. L’autista – un cittadino turco – e’ stato arrestato e il Tir e’ stato sequestrato.
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Droga: 22 arresti dei Cc in Foggiano
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Operazione dei carabinieri nel Foggiano nei confronti di due gruppi criminali dediti al traffico e detenzione di droga, 22 arresti. L’indagine ha consentito di disarticolare una rete criminale, radicata nei comuni di San Giovanni Rotondo e Cerignola, che importava e smerciava grossi quantitativi di droga, cocaina e hashish in particolare. All’operazione, che ha portato al sequestro di varie quantita’ di stupefacenti, hanno partecipato unita’ cinofile e un elicottero.
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Coppie di fatto: Udeur, valori sacri
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
‘Non ci si puo’ chiedere di abdicare ai nostri valori’. Cosi’ il vice segretario dei Popolari-Udeur, Satta, replica alle parole di D’Alema. ‘Noi pretendiamo solo il rispetto delle regole. Per questo -spiega- chiediamo al governo di chiamarsi fuori’. Federica Rossi Gasparrini plaude alla posizione ‘coerente’ di Mastella e annuncia il suo passaggio dal gruppo Misto a quello dell’Udeur alla Camera. Il segretario dello Sdi, Boselli, risponde alla Cei: ’serve una buona legge sulle convivenze’.
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Coppie fatto: Prodi su Napolitano
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
‘Mi sono sempre posto questo problema’.Cosi’ Prodi commenta le parole del capo dello Stato su Chiesa e coppie di fatto. Parlando a margine del vertice dell’Unione africana ad Addis Abeba, il premier ha detto di aver sempre avuto presente il problema dei timori della Chiesa sulle unioni civili. E ‘non cessero’ di averlo presente in futuro’, ha aggiunto. Dalla Spagna il presidente Napolitano si e’ detto fiducioso ‘che si possa trovare una sintesi nel dialogo con la Chiesa’.
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Pantelleria, barca con 4 immigrati
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Un gommone con quattro persone a bordo e’ stato avvistato stamani da un peschereccio a 20 miglia a sud di Pantelleria. Il motopesca ‘Nuova Madonna di Pompei’ ha allertato la Capitaneria di Porto di Palermo, che ha mandato sul posto una motovedetta. Il mare e’ molto mosso.
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G8: Placanica, sono stato minacciato
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Una telefonata di minacce di morte e’ giunta oggi sul cellulare della moglie dell’ ex carabiniere Mario Placanica.Lo ha detto lo stesso Placanica, indagato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani in occasione del G8 di Genova. Placanica ha annunciato che denuncera’ l’accaduto. ‘Sono rammaricato – ha detto all’ Ansa – ancora una volta ho provato a dire la verita”. ‘A questo punto – ha aggiunto – dichiaro di non voler andare a fare nessuna testimonianza a Genova’.
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Bossi- Fini, legge delega a febbraio
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
La modifica della legge Bossi-Fini sara’ oggetto di una legge delega che dovrebbe essere pronta per la fine di febbraio. Lo ha annunciato il sottosegretario al ministero della Solidarieta’ Sociale De Luca. Il sottosegretario ha confermato che si sta lavorando al testo per modificare le modalita’ di entrata in Italia. Obiettivo, contrastare la irregolarita’ e una pluralita’ di forme di ingresso. Fra le nuove regole, la chiamata per lavoro, lo sponsor e l’autosponsorizzazione.
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Immigrazione: via permesso turistico
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
L’Italia si appresta a mandare in pensione il permesso di soggiorno turistico, annuncia il ministro per la Solidarieta’ Sociale, Paolo Ferrero. All’assemblea del tavolo per l’immigrazione, il ministro ha spiegato che, nell’ambito delle modifiche alla legge Bossi-Fini, e’ prevista una sorta di autocertificazione che sostituisce il permesso inferiore a tre mesi, quello che appunto riguarda il soggiorno turistico. Si tratterebbe di una sorta di “dichiarazione di accesso” dello straniero.
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Coppie di fatto: governo verso ddl
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Non un registro delle unioni civili, ma certificazione anagrafica delle convivenze. Sarebbe questa l’idea del governo sulle coppie di fatto. In questo modo, i conviventi (dunque coppie non sposate, anche dello stesso sesso) si presenterebbero all’anagrafe fornendo una dichiarazione congiunta che andrebbe ad integrare la scheda anagrafica, certificando il vincolo affettivo e la conseguente derivazione di diritti e doveri reciproci, se la loro convivenza e’ considerata stabile.
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IRAQ, ATTENTATI CONTRO SCIITI
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Serie di attentati contro gli sciiti in Iraq. Nella città di Khanaqin un’esplosione ha colpito un corteo di fedeli sciiti che celebravano la ricorrenza di Ashura, provocando la morte di tredici persone e il ferimento di almeno trentanove. Khanaqin, città a maggioranza curda si trova a circa 180 chilometri a nord est di Baghdad a ridosso del confine iraniano. Uomini armati hanno invece attaccato un autobus carico di pellegrini sciiti a Baghdad, uccidendo sette persone e ferendone altrettante. Oggi nelle città sciite è in programma la processione che conclude le celebrazioni della festa dell’Ashura, in memoria della morte dell’imam Hussein. Stando alla ricostruzione fornita dalla polizia, gli aggressori hanno affiancato l’autobus a bordo di due autovetture e hanno aperto il fuoco contro il mezzo nel quartiere occidentale di Hay al-Amil. I pellegrini si stavano dirigendo nel quartiere di Kazimiyah, dove si trova la moschea sciita più importante di tutta la capitale. Un attentatore suicida si è poi fatto esplodere all’interno di una moschea sciita della città di Mandali, vicino al confine con l’Iran, uccidendo almeno dodici persone e ferendone altre quaranta.
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Ragazza salvata da lapidazione
Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2007
Nazanin Fathi, la ventenne iraniana condannata a morte per aver ucciso a 17 anni uno degli aggressori che tentavano di violentare lei e la nipote di 14 anni, potrebbe uscire dal carcere oggi. Contro la pena di morte per Nazanin si erano mobilitati in molti. D’altro canto tre attiviste femministe iraniane sono state arrestate all’aeroporto di Teheran con l’accusa di attentato alla sicurezza del Paese. È stato poi accusato di spionaggio un noto giornalista riformista già agli arresti.
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