L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per Dicembre 2006

Algeria: oltre 50% delle donne vittima di violenza

Pubblicato da Jake su 26 Dicembre 2006

Superano la meta’ del totale le donne vittime di violenza in Algeria. Un’indagine ufficiale presentata oggi ad Algeri parla infatti del circa il 54% delle donne: oltre il 25% delle violenze subite e’ verbale, il 22% morale e il 6% fisico. Realizzata tra gennaio e febbraio 2006, l’indagine ha riguardato 2.043 donne di 11 dipartimenti che hanno dovuto rispondere a quasi 300 domande. Il 54% di loro erano sposate mentre il 33% erano nubili. Il ministero ha annunciato la realizzazione di una strategia nazionale relativa alla violenza contro le donne.

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Rifiuta l’elemosina: massacrato

Pubblicato da Jake su 24 Dicembre 2006

Ammazzato per pochi spiccioli in mezzo alla strada. Una fine assurda e atroce quella di Giampiero Stramucci, guardia giurata di 62 anni, ucciso giovedì da due mendicanti a cui aveva rifiutato l’elemosina.

I fatti: Stramucci è fermo a bordo della sua auto a un semaforo tra piazzale Dunant e la circonvallazione Gianicolense nel quartiere romano di Monteverde. Si avvicinano due persone: Cjnthia Pellegrino e Riccardo Memeo. Sono due tossicodipendenti che, insieme ad altri sbandati, gravitano nella zona. Chiedono soldi. Stramucci rifiuta e i due cominciano ad insultarlo. Poi sferrano alcuni colpi all’auto. L’uomo scende dalla vettura ma viene colpito con un pugno da Memeo. Cade a terra e la donna lo colpisce, più volte, con dei calci alla testa. Poi la Pellegrino sale in auto e cerca di rubare la vettura. Stramucci, stordito, la afferra per una caviglia. La donna allora infierisce su di lui: calci e ancora calci alla testa. E altre botte con una bottiglia.

I due fuggono ma vengono bloccati poco lontano. Stramucci è caricato su un’ambulanza ma la corsa in ospedale è inutile.

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Iran e missili

Pubblicato da Jake su 22 Dicembre 2006

L’intelligence britannico ha segnalato l’arrivo in Iran di 18 missili balistici Shahab-5. Missili provenienti dalla Corea del Nord e accreditati di un raggio d’azione di 3.500 chilometri. In grado quindi di raggiungere anche l’Europa.L’Iran ha poi acquistato dalla Russia 29 batterie missilistiche mobili TOR-M I che saranno consegnate nel 2007 per essere poste a difesa dei siti strategici

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Studenti iraniani: giovedì 21 tutti in piazza tranne i comunisti

Pubblicato da Jake su 20 Dicembre 2006

Nasce da una provocazione (ma non troppo) dell’Unione Giovani Ebrei Italiani la meritoria manifestazione di giovedì, in favore degli studenti iraniani. Ora però il sit-in davanti all’ambasciata iraniana (le informazioni su orari e luogo le trovate qui) ha bisogno di crescere. E’ bene che abbiano promosso la manifestazione organizzazioni giovanili che vanno da AN ai Verdi, passando naturalmente per Forza Italia, DS e Margherita oltre che i radicali. Stupisce invece che i giovani di Rifondazione Comunista (Bertinotti) e del Partito dei Comunisti d’Italia (Diliberto) manchino all’appello. Ma come: proprio loro, che si dicono laici, di fronte al vero potere clericale, quello che davvero fa male, quello che uddice e tortura, scompaiono? E’ un’assenza molto grave questa, se verrà confermata. Sia per il partito di Bertinotti che aveva lanciato qualche seppur timido segnale di resipiscenza, sia per il partito di Diliberto che non si preoccupa di incontrare i capi di Hezbollah. Che i comunisti avessero simpatia per Castro – in quanto loro “compagno” – era risaputo. Che per questo gli “scontassero” gravi violazioni dei diritti umani non è una novità. Che però gli sconti valessero anche per i Mullah di Teheran, è tutto un programma. Sono quindi anch’essi da considerare compagni che sbagliano? Questo nonostante la loro politica contro le donne, i diritti degli omosessuali, i diritti all’informazione e a un sindacato libero? Ma con quale coerenza poi questi signori vengono a farci la predica per rivendicare tali diritti in Italia? Per fortuna alla manifestazione aderiscono anche i giovani musulmani e i giovani cattolici, alla faccia dei comunisti che vedono nelle religioni il male del mondo.

La verità è che questi comunisti vivono solo “contro”, in odio a qualcuno. Non importa loro se tu sei fascista (vedi sciagurato patto tra Stalin e Hitler negli anni ‘30, rotto solo a causa della guerra mossa dal Terzo Reich ai russi) o islamista (vedi loro link con i cosiddetti “resistenti”), l’importante è che tu sia contro i loro veri nemici. Che possono essere gli Usa, Israele o il cristianesimo (ma mai l’islam, tanto più se estremista). E’ triste, ma stiamo assistendo al replay dell’abbandono delle rivoluzioni democratiche ungheresi e cecoslovacche da parte dei comunisti di allora. Ricordiamocelo, la prossima volta che Diliberto o Bertinotti avranno il coraggio di parlare ancora di libertà.

Dimenticavo: sono curioso di vedere quali partiti (a livello delle organizazzioni degli adulti) aderiranno. Scendere in piazza contro la guerra rischia di essere ipocrita e tardivo se prima non si è scesi in piazza per prevenire i conflitti. Non solo: a livello di governi, spiace notare che nessun governo europeo (nostro incluso) ha mai neppure pensato di – non dico ritirare – almeno richiamare i propri ambasciatori a Teheran per consultazioni, dopo le minacce di Ahmadinejad di distruggere Israele, di perseguire il nucleare a scopi bellici e dopo l’organizzazione del convegno negatore della Shoah. Ma cos’altro deve fare un “onesto” criminale internazionale per essere isolato dalla comunità mondiale?

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Welby: Bocciato il Ddl

Pubblicato da Jake su 18 Dicembre 2006

“Il ddl con cui i senatori ulivisti Villone, Marino e Salvi dicono di voler attuare l’articolo 32 della Costituzione, quello sul diritto alla salute, è irricevibile perché incostituzionale”. Lo afferma l’onorevole Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di AN, responsabile nazionale per le politiche della famiglia e membro dell’esecutivo politico nazionale del partito.“La Costituzione italiana -spiega Pedrizzi- considera la vita un bene indisponibile e intangibile e afferma esclusivamente il diritto alla vita. Non esiste in alcun luogo costituzionale, infatti, un diritto alla morte, che dunque è giuridicamente insussistente. Nemmeno l’articolo 32 sancisce l’esistenza di un ipotetico diritto a lasciarsi morire: non esime dall’effettuare interventi salvavita, atti giuridicamente dovuti, da parte di chi riveste una posizione di garanzia, né attribuisce al malato facoltà tali da permettergli, attraverso l’esercizio del diritto di rifiutare trattamenti sanitari non imposti dalla legge, di essere arbitro della propria vita. E comunque, -fa notare l’esponente di AN- quelli a cui è sottoposto Welby, visto che il ddl Villone-Marino-Salvi prende le mosse da tale caso, non sono trattamenti sanitari, ma mezzi dovuti di supporto alla vita. La macchina che lo aiuta a respirare, cioè, è una sorta di protesi del corpo che lo mantiene in vita, è come un by-pass. Quindi, nel caso di Welby, -conclude Pedrizzi- non c’è nessun accanimento terapeutico”.

“Il richiamo alla Convenzione di Oviedo per legittimare una legge sul testamento biologico non è adeguato per ragioni di merito e di metodo”. Lo afferma l’Associazione “Scienza e Vita” evidenziando che “la Convenzione stessa, pur dando particolare rilievo nell’art. 9 ai desideri precedentemente espressi dal paziente e sottolineando che essi saranno tenuti in considerazione, non fa riferimento né a volontà del paziente, né a doveri del medico”. “La Convenzione di Oviedo – spiega una nota – non indica ne’ in quale modo tali desideri debbano essere recepiti, né che questo debba essere oggetto di una legge: appare, dunque, alquanto pretestuoso invocarla per giustificare una norma le cui criticità sono molteplici ed evidenti, tra cui le implicazioni eutanasiche presenti in quasi tutti i progetti di legge in discussione al Senato”.

Scienza e Vita fa notare anche che al “paragrafo 62 del Rapporto esplicativo si ribadisce che tenere presenti i desideri del paziente non significa che essi debbano essere necessariamente eseguiti, perché, ad esempio, potrebbero non aver tenuto conto dei progressi scientifici e delle nuove terapie disponibili”. “Su questi presupposti – rileva la nota – come già evidenziato anche dal Comitato Nazionale per la bioetica, non si può assolutamente pretendere che tali desideri siano vincolanti per il medico”. Per l’associazione dunque è necessario che “continui il dibattito sul tema e che si stia attenti a non autorizzare in modo surrettizio pratiche non rispettose per la vita e la dignità umane”.

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Violenza sessuale su bambina di 3 anni

Pubblicato da Jake su 15 Dicembre 2006

Un ragazzo di 14 anni è stato arrestato dalla Squadra mobile di Palermo con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di tre anni, sua vicina di casa.

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Picchiare la moglie per motivi religiosi non e’ reato

Pubblicato da Jake su 14 Dicembre 2006

Picchiare la moglie per motivi legati alla religione non e’ perseguibile per legge, lo ha deciso la Cassazione (sesta sezione penale, sentenza n.40789).

Episodi sporadici di maltrattamenti tra coniugi, causati anche da “continui dissidi” per “l’educazione religiosa dei figli” possono non essere condannabili.

La Cassazione lo ha deciso, confermando l’assoluzione di un uomo “perche’ il
fatto non costituisce reato”, accusato di aver maltrattato la moglie con ripetute offese, minacce e aggressioni alla sua integrita’ fisica nel corso di dissidi causati dal diverso credo religioso dei due: la donna, in particolare, era testimone di Geova e impartiva la propria fede ai figli in contrasto con il marito.

una sentenza che penalizza due volte il piu’ debole, un uomo che picchia una donna e’ piu’ probabile del contrario quante mogli, infatti, hanno la forrza per picchiare i mariti?

Per la Corte d’appello di Catanzaro, “i provati episodi di percosse da parte dell’imputato nei confronti della moglie”, verificatisi in occasione delle frequenti liti tra i due dovute anche a una relazione extraconiugale che l’uomo aveva allacciato, “non erano riconducibili a un’unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l’integrita’ fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti”.
Ma La cassazione non e’ stata daccordo e ha ritenuto inammissibile il ricorso del procuratore generale di Catanzaro: nelle sentenze di primo e di secondo grado, osservano gli “ermellini”, “si e’ pervenuti a una decisione assolutoria sulla base dell’apprezzamento di condotte violente e offensive dell’imputato nei confronti della moglie non riconducibili a un carattere di abitualita’ ne’ collegabili a un dolo unitario di vessazione”.

Si e’ dunque ritenuto, aggiungono i giudici di Cassazione, che “siffatte condotte
fossero espressione di una reattivita’ estemporanea che affondava le sue radici nel clima di dissidio tra i coniugi”, derivante sia dalla “diversa religione” praticata dalla donna, sia dalla “relazione adulterina” intrattenuta dall’imputato, “che tuttavia la congiunta era disposta a subire, non sollecitando la separazione del marito”.

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Violentata per 10 anni.

Pubblicato da Jake su 5 Dicembre 2006

Per 10 anni avrebbe abusato della figlia adottiva che, divenuta maggiorenne, lo ha denunciato. All’alba di oggi gli agenti della Squadra mobile di Enna hanno arrestato un muratore di 65 anni, residente a Enna, del quale non sono state rese note le generalità per proteggere l’identità della vittima, con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata.

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L’Unione sulla Cdl in piazza

Pubblicato da Jake su 2 Dicembre 2006

Non scherziamo”: la manifestazione organizzata oggi a Roma dalla Cdl non avrà alcuna conseguenza politica. Romano Prodi passeggia per il centro di Bologna nel tardo pomeriggio, mentre nella capitale si sta svuotando piazza San Giovanni. E non ha alcuna intenzione di dilungarsi a commentare quanto accaduto nella giornata di oggi. Ai cronisti si limita a dire che manifestare “fa parte del sistema democratico”, e quando gli chiedono se il corteo della Cdl potrà avere qualche conseguenza politica, replica: “Ma stiamo scherzando?”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema dà un consiglio a Berlusconi: “E’ partito come se dovesse correre i 100 metri, ma questa gara è una maratona, quindi conservi il fiato, noi intendiamo durare 5 anni”. La Finanziaria “non impoverirà nessuno, gli italiani se ne renderanno conto da gennaio, quando il polverone della propaganda sarà calato e la gente vedrà nella busta paga che nessuno è stato derubato”. D’Alema osserva che quella di oggi è stata “una grande manifestazione, com’è naturale in un Paese democratico”: “Grande rispetto per chi manifesta, però proposte non ne ho viste, mi leggerò il discorso integrale”.

Più articolate le riflessioni di Piero Fassino, che in parte ribadisce quanto dichiarato già alla vigilia della manifestazione. “Un esito prevedibile e scontato”, osserva, che in piazza ci fosse molta gente portata dalla Cdl, anche se “è una cosa buona quando la gente partecipa alla vita politica, la democrazia è certo più ricca”. Quella di Roma, però, “resta una manifestazione senza piattaforma, indetta sostanzialmente per dire no al centrosinistra”.

“Un no legittimo” ma sarebbe utile anche sapere, insiste il segretario della Quercia, “come il centrodestra vorrebbe governare l’Italia, visto che l’ha governata per cinque anni e ci ha consegnato un’eredità critica, deludente. Non credo che Tremonti e Berlusconi possano dire agli italiani di voler governare l’Italia come l’hanno governata – continua Fassino – perché gli italiani, con il voto, hanno dimostrato di non apprezzare quel governo”.

“Come la vorrebbero governare?”, si domanda il segretario dei Ds: “Questo non l’hanno detto – prosegue – e mi pare che sia stata una manifestazione di orgoglio, di partito o di schieramento per rassicurare gli elettori militanti, non ancora una manifestazione di alternativa”.

Fassino si concentra sull’assenza dell’Udc, che a suo avviso “testimonia la crisi politica del centrodestra”. E’ “indubitabilmente chiaro che c’è una spaccatura: parte del centrodestra non condivide un’opposizione pregiudiziale, come quella fatta in questi mesi, e chiede di cambiare registro. Ma per questo – sostiene ancora Fassino – Berlusconi, Fini e tutta la leadership dovrebbero riflettere sulle ragioni della sconfitta, cosa che finora non è stata fatta. Non si possono coprire le ragioni della sconfitta solo appellandosi al popolo”.

Quella che ha sfilato oggi a Roma è stata, per il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, “una manifestazione di cartapesta, una pallida imitazione del carnevale di Viareggio che sarà presto dimenticata”, mentre l’opposizione “dovrebbe invece rendere conto del suo operato di governo. Resteranno, aggiunge Di Pietro, “gli enormi buchi nel bilancio dello Stato le leggi ad hoc, la legge elettorale ‘porcata’, le grandi opere virtuali, eccetera, eccetera. Un disastro economico, politico, sociale”. Il governo Prodi, al contrario, “sta facendo i fatti”.

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