L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per Gennaio, 2006

Retribuzioni aumentate.

Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2006

In Italia retribuzioni contrattuali orarie sono cresciute del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a dicembre l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una crescita dello 0,1% rispetto al precedente mese di novembre. Complessivamente, nel 2005 l’indice delle retribuzioni segna un progresso del 3,1%, rispetto allo stesso periodo del 2004, ed è il dato più alto dal 1997. Nel 2005 l’inflazione è invece cresciuta dell’1,9%.

L’Istat segnala che l’aumento delle retribuzioni orarie registrato nel 2005 è stato possibile soprattutto grazie agli aumenti consistenti registrati all’inizio dell’anno e comunque è stato concentrato in alcuni settori (edilizia, forze dell’ordine, credito e commercio).
Gli incrementi segnalati in questi quattro comparti spiegano il 40% dell’aumento complessivo del 2005.
Nel 2005 infatti le forze dell’ordine hanno registrato un aumento delle retribuzioni dell’8,9% mentre i militari della difesa hanno segnato un aumento dei salari del 12%. Nel credito e nelle assicurazioni l’aumento del 2005 rispetto al 2004 è stato del 3,2% mentre nel commercio l’incremento è stato del 5,4%.

Nell’edilizia l’incremento delle retribuzioni in media annua 2005 rispetto al 2004, è stato del 4,7%.
L’Istat segnala che alla fine di dicembre risultavano in vigore contratti per il 69,6% (8,4 milioni di dipendenti) dell’economia mentre erano in attesa di rinnovo contratti per il 30,4% del monte retributivo totale.

Naturalmente i dati di dicembre non tengono conto dell’accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici raggiunto a gennaio per un totale di circa 1,6 milioni di dipendenti interessati nè della scadenza proprio a fine dicembre di numerosi contratti. Se infatti a fine dicembre avevano il contratto in vigore circa 8,3 milioni di dipendenti per il 69,6% del monte retributivo osservato, se si considerano i contratti in scadenza a fine giugno 2006 resterebbero con un contratto in vigore solo il 22,2% dei lavoratori (sempre sulla base del monte retributivo osservato).
Tra i contratti in scadenza a fine 2005 ci sono quelli del pubblico impiego per un totale di oltre 2,8 milioni di lavoratori.

IN DIECI MESI 2005 +37,3% ORE DI SCIOPERO
Tra gennaio e ottobre 2005 sono state perse per scioperi oltre 5,5 milioni di ore di lavoro, il 37,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2004. E l’Istat precisa che il 60,2% del totale (pari a 3,3 milioni di ore) è da imputare a conflitti per il rinnovo del contratto di lavoro. In particolare nel mese di ottobre le ore di sciopero si sono concentrate nel settore industriale, nel comparto metalmeccanico con 400 mila ore non lavorate, pari all’84,1% del totale del mese.
I 5 milioni 533 mila ore di lavoro perse fino ad ottobre sono superiori alle ore di lavoro perse nell’intero 2004 (4 milioni 852 mila ore) e si avvicinano a quelle perse nell’intero 2003 (5 milioni 730 mila ore).

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L’Iran deferito all’Onu

Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2006

L’Iran sarà deferito all’Onu per il suo programma nucleare. Lo hanno annunciato nella notte i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza riuniti a Londra. Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna hanno convenuto che la riunione straordinaria del Consiglio dei governatori dell’Aiea (Agenzia internazionale dell’energia atomica) di questa settimana dovrà sottoporre al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite la sua decisione sui passi richiesti all’Iran. Il Palazzo di Vetro dovrà attendere però marzo per esaminare il dossier Iran, dopo aver valutato il contenuto dell’atteso rapporto Aiea sulle attività di Teheran.(…) I cinque chiedono all’Iran di ripristinare pienamente la sospensione delle attività collegate all’arricchimento dell’uranio, compresi ricerca e sviluppo, sotto la supervisione dell’Aiea.

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Monta nei Paesi islamici la rivolta contro le vignette “blasfeme”

Pubblicato da Jake su 31 Gennaio 2006

L’Arabia Saudita ha richiamato il suo ambasciatore a Copenhagen, la Libia ha chiuso la sua rappresentanza diplomatica, in Iraq la gente dice che sono la causa delle bombe contro le chiese, a Gaza i manifestanti si sono riuniti davanti all’ufficio dell’Ue, sparando in aria: l’onda provocata dai fumetti su Maometto pubblicati da un giornale danese sta provocando una impensabile, per gli occidentali, reazione durissima del mondo islamico. Bandiere bruciate, condanne politiche e appelli al boicottaggio coinvolgono anche Paesi dell’islam moderato, come la Giordania, gli Emirati o il Kuwait. Lega Araba e Organizzazione delle conferenze islamiche hanno annunciato la loro intenzione di chiedere all’Onu una risoluzione contro gli attacchi alle fedi religiose.

All’origine dello scontro una dozzina di vignette ironiche su Maometto, pubblicate a settembre dal Jyllands-Posten. Una, ad esempio, raffigura il profeta con un turbante a forma di bomba, un’altra gli fa dire a fumanti kamikaze che arrivano tra le nuvole che “non ci sono più vergini”, ironizzando sul premio che nel paradiso islamico spetta ai martiri.

Nel mondo islamico, naturalmente nessuno le ha viste, ma le accuse lanciate da uomini politici e media hanno dato il via a reazioni crescenti, allargate alla Norvegia, visto che un quotidiano di Oslo ha ripreso le vignette “blasfeme”.

Il governo danese, richiamandosi al diritto di libertà di espressione, si è rifiutato di condannare la pubblicazione, ma ieri il primo ministro Anders Fogh Rasmussen si è dichiarato personalmente contrario a “rappresentare Maometto, Gesù o altre figure religiose in modo tale che possa risultare offensivo” per i credenti. Il caporedattore del giornale, Carsten Juste, ha scritto una lettera di scuse all’agenzia giordana Petra. Intanto il ministro degli esteri di Copenhagen ha invitato i suoi concittadini a “dare prova di prudenza” se si recano in Paesi come l’Egitto, l’Iran, il Libano, l’Algeria, il Pakistan.

Ma l’onda continua. “E’ terrorismo culturale, non libertà di espressione”, ha tuonato Mohammad al-Dhaheri, ministro degli Emirati arabi uniti per la giustizia e gli affair islamici. In Iraq, la massima autorità religiosa sciita, il grande ayatollah Al Sistani, ha chiesto a Copenhagen “misure” contro gli autori dell’offesa, mentre il segretario della Lega araba, Amr Moussa ha accusato la stampa europea di usare “due pesi e due misure” nei confronti di islam ed ebraismo, parlando di possibile “pregiudizio nei rapporti tra Stati europei ed islamici”. Il ministro degli esteri del Kuwait ha vietato all’ambasciatore danese di prendere parte ad una speciale sessione del parlamento

Più minacciosamente, gruppi di Fatah hanno invitato i danesi e i norvegesi a “partire immediatamente” dai loro territori, altri di Hamas hanno invitato i Paesi musulmani a prendere “misure dissuasive contro lo stupido comportamento dei danesi”.

E c’è anche il boicottaggio economico. Il presidente delle unioni dei commercianti kuwaitiani ha sostenuto che il fatto avrà “gravi conseguenze” sull’interscambio economico. In Arabia saudita il gruppo lattiero-caseario danese Arla Foods è stato invitato a chiudere provvisoriamente la sua sede, mentre numerose catene di supermercati annunciano il boicottaggio. A Dubai i prodotti dei due Paesi accusati hanno avuto in pochi giorni perdite per 500mila euro. Ieri, in Egitto il leader dei Fratelli musulmani Mehdi Akef ha invitato “arabi e musulmani e i loro governo a boicottare i prodotti danesi e norvegesi ed a prendere ferme misure”.

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D’Alema, la guerra, Hamas, dietrofront.

Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2006

(…) «Occorre stare attenti alle generalizzazioni. Hamas è un movimento fondamentalista e certamente ha, insieme ad altri gruppi, responsabilità precise nell’escalation sanguinosa, di tipo militare e terroristico, registrata dalla resistenza contro l’occupazione israeliana». Però, spiega il leader diessino, «ciò che accade in Palestina è anche una conseguenza dell’occupazione in Iraq. Gli Stati Uniti e altri paesi europei, tra cui l’Italia, hanno infatti pensato di combattere il terrorismo con la politica della guerra, delle torture, delle uccisioni dei civili. Tutto questo ha purtroppo avuto l’effetto di allargare le basi di massa del fondamentalismo islamico». D’Alema pensa che se il centrosinistra dovesse conquistare la guida del governo, «bisognerà cambiare strada e chiedere a Israele una politica più umanitaria». E aggiunge: «Il terrorismo inaccettabile ha stretto Israele nella morsa della paura, però Israele ha risposto con la violenza». Cifre. «In questi anni, il numero delle vittime civili palestinesi è di tre volte superiore a quello degli israeliani vittime di attentati».(…)

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Sfregiata

Pubblicato da Jake su 30 Gennaio 2006

Seviziata, sfregiata al volto con coltello e al corpo con l’acido muriatico. E’ quanto ha patito una ghanese di 37 anni da parte di una connazionale, arrestata a Verona. Denunciati anche il marito e il figlio dell’indagata. La vittima era stata convinta a trasferirsi in Italia, per lavorare come colf. Una volta giunta a Verona e’ stata costretta a prostituirsi. La donna si e’ rifiutata scatenando la reazione della connazionale.

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Neri Marcorè: la satira dei servi

Pubblicato da Jake su 29 Gennaio 2006

Domenica scorsa, a “Parla con me” su Rai 3, Neri Marcorè ha imitato il segretario dei diesse Piero Fassino.
Una gag naturalmente non eccessiva, figuriamoci, ma insomma ci si accontenta; del resto sono lontani i tempi in cui la banda Dandini si permetteva di fare satira su D’Alema. Due sculacciate, il sinistro sopracciglio alzato e via, cassata in anticipo qualche puntata.
Quindi rivedere una sottospecie di satira contro la sinistra è stato un evento apprezzabile. Circa.
Ma Neri Marcorè si è pentito alla velocità del suono e così ha dichiarato:”non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira”.
Ecco, adoro l’anima nobile della sinistra che non infierisce, è una delle caratteristiche che ne determina la superiorità morale e antropologica.
Ovviamente il nostro Marcorè si è affrettato a smentire senza smentire nulla, come una perfetta recluta agli ordini del comandante:
“Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avrò altri spunti, il mio Fassino rinascerà. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l’avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non è che ci sono andato leggero.
Poi però è chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perché dovrei? E quindi c’è più gusto a prendere in giro la destra, pure perché è maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell’imitazione, essere di parte è legittimo”.
Del resto Staino, vignettista dell’Unità, comprende il dietrofront:”Io lo capisco Neri Marcorè. In teoria siamo bipartisan, ma vista l’aggressione continua a cui ci sottopone Berlusconi, che ci tratta da delinquenti abituali, pure io provo un certo imbarazzo a fare satira su Fassino o D’Alema, mi sembra di allinearmi col premier».
Quindi niente più imitazione di Fassino, a Parla con me, che ai diesse non è proprio piaciuta.
No no, mica è autocensura, non scherziamo: è che la servitù, quando è di classe, certi sgarbi al padrone non li fa. Nemmeno per scherzo.

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Leggi ad personam: i precedenti

Pubblicato da Jake su 27 Gennaio 2006

La modifica del reato di abuso d’ufficio, approvata dal governo Prodi nel ‘97, torno’ utile non soltanto a lui. Ne beneficiarono anche un ex presidente della Repubblica come Oscar Luigi Scalfaro e un ministro della Quercia, Claudio Burlando, oggi governatore in Liguria. L’iniziativa legislativa per modificare l’abuso d’ufficio fu presa alla fine del ‘96 da un deputato di Rotondella, un comune vicino a Matera, Domenico Izzo, medico, eletto allora nelle file dei Popolari. Nei documenti che accompagnavano il progetto di legge, allora iscritto agli atti Camera con il numero 2989, si capiva benissimo chi e perche’ nel centrosinistra di allora sponsorizzava la riforma. L’ispiratore di Izzo fu infatti l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Lo si legge, fra l’altro, nei documenti agli atti della Camera. “E’ ormai matura, e ne e’ viva la sensibilita’ nell’opinione pubblica, una decisione del Parlamento sull’abuso d’ufficio, la cui estensiva interpretazione ha creato e sta creando molti gravi problemi alla ordinata gestione ed al funzionamento degli enti pubblici e degli enti locali. Di tale sensibilita’ e’ prova il dibattito nel paese e nel Parlamento, sottolineato dall’intervento deciso del presidente della Repubblica”. (…) L’ex presidente Scalfaro intervenne con tanta decisione anche sui presidenti di Camera e Senato, allora rispettivamente Nicola Mancino e Luciano Violante. Un tifo aperto, pubblico, senza riserve tanto che un magistrato, il sostituto procuratore di Napoli Pio Avecone, ne rimase colpito a tal punto che nella requisitoria contro Vito Gamberale, amico di Scalfaro, sostenne che le dichiarazioni del presidente a favore della depenalizzazione dell’abuso d’ufficio servivano a dare un mano all’ex amministratore delegato della Telecom. Avecone, successivamente, fu processato per questo suo giudizio dal Consiglio superiore della magistratura, ma fu ampiamente assolto. Qualche tempo dopo lo stesso ex presidente della Repubblica godette della modifica dell’abuso d’ufficio. (…) e cosi’ si scopre che il reato contestato originariamente all’ex presidente della Repubblica (avere incassato 350 milioni di fondi del Sisde) non era peculato ma bensi’ “abuso d’ufficio” e pertanto il Tribunale dei ministri applico’ le nuove norme sul reato di abuso d’ufficio varate nel ‘97 (…)Anche Romano Prodi, in un certo senso, pote’ approfittare delle nuove norme. Eduardo Landi, giudice per le indagini preliminari, lo mando’ assolto anche in virtu’ della nuova disciplina giuridica votata dal Parlamento. (…)Nello stesso periodo anche il ministro dei Trasporti dell’epoca, Claudio Burlando, oggi governatore diessino della Liguria,
godette dei benefici della legge: al punto che i giudici sospesero il procedimento che lo riguardava in attesa delle decisioni del Parlamento - di cui anche lui faceva parte - e, quando deputati e senatori vararono la riforma definitivamente, in base alla nuova legge l’esponente della Quercia fu assolto.

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Rutelli e le consulenze

Pubblicato da Jake su 27 Gennaio 2006

Per le consulenze d’oro, elargite a piene mani nel corso del suo settennato romano, l’ex sindaco della città eterna dovrà risarcire più di un miliardo delle vecchie lire. La Corte di Cassazione ha convalidato gli «addebiti risarcitori» già stabiliti dalle sentenze della Corte dei Conti. Nel mirino della giustizia gli incarichi “di lusso” conferiti - si legge nella sentenza d’appello del 2002 - «in violazione dei doveri di servizio e della normativa vigente». Dovrà restituire 555.470 euro.

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Approvata legge sulla legittima difesa

Pubblicato da Jake su 25 Gennaio 2006

Con 244 sì e 175 no l’Aula della Camera ha definitivamente approvato la legge sulla legittima difesa. In base al testo approvato sarà possibile ricorrere alle armi per difendere la propria incolumità o i propri beni nella propria casa. L’Unione ha votato compatta contro il provvedimento, fortemente voluto dalla Lega. Dopo la votazione, effettuata a scrutinio segreto, ci sono stati applausi soprattutto dai banchi occupati dai deputati della Lega.

LEGITTIMA DIFESA: ECCO COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE
Chi, trovandosi in casa propria o nel luogo di lavoro, si sente aggredito o minacciato, o crede minacciati e aggrediti i beni che gli appartengono, può reagire come crede, utilizzando le armi “legittimamente detenute” ed anche uccidendo, perché la sua reazione sarà sempre considerata “proporzionata”: in sintesi, è quanto prevede la legge sulla legittima difesa che è stata approvata definitivamente dalla Camera.

IN CASA REAZIONE SEMPRE PROPORZIONATA: Il testo stabilisce che il rapporto di proporzione esista sempre se qualcuno che si trova in casa propria o nel posto dove lavora “usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per difendere non solo la “propria o altrui incolumità”, ma anche i beni “propri o altrui”. E questo quando “non vi è desistenza e vi é pericolo di aggressione”.

SPARISCE L’ECCESSO DI DIFESA, NON SOLO IN CASA: Questo tipo di difesa, che non conoscerà più “l’eccesso” per il quale fino ad ora si poteva venire condannati. Essa potrà essere esercitata anche in ogni altro luogo “ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”.

CENTO,NORMA DA FAR WEST,SICUREZZA A RISCHIO
“L’approvazione della nuova norma sulla legittima difesa introduce nel nostro ordinamento un vero e proprio principio da far west che delega l’uso della forza ai cittadini con l’unico risultato certo di aumentare i rischi per l’incolumità delle persone a cominciare dalle stesse vittime dei reati”. Lo afferma Paolo Cento, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera e coordinatore politico dei Verdi. “Ancora una volta - aggiunge - prevale il baratto di potere tra Lega e altri partiti del centro destra con effetti devastanti per il nostro Paese”.

CASINI, NIENTE FAR WEST
La nuova legge sulla legittima difesa ”non condurra’ al far west, ma invece cerca di evitare di mettere sullo stesso piano vittima e aggressore”. Pier Ferdinando Casini, a ‘Radio anch’io’, ha difeso il provvedimento sulla legittima difesa approvato ieri dal Parlamento. ”Questa legge si puo’ discutere, vedremo l’applicazione e poi trarremo le somme, ma l’obiettivo e’ di rafforzare le garanzie dei cittadini che spesso si trovano soli e impotenti. Il principio della legge non e’ la giustizia fai da te”, ha detto Casini sottolineando che ”il compito di protezione dei cittadini e’ delle nostre straordinarie forze dell’ordine”

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Picchiata e venduta

Pubblicato da Jake su 24 Gennaio 2006

Una romena di 26 anni che aveva sborsato 10 mila euro per affrancarsi dalla prostituzione e’ stata picchiata dalle donne che la gestivano. La giovane donna e’ stata poi venduta a un’altra banda di presunti sfruttatori. La vicenda e’ avvenuta all’inizio di questo mese fra Genova e Piacenza. Le indagini dei carabinieri hanno portato all’arresto di quattro persone, per sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitu’, e alla denuncia di altre tre.

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Prostituta con bebè

Pubblicato da Jake su 24 Gennaio 2006

Si prostituisce in strada a meno 4 gradi portandosi appresso il suo bambino di appena 20 giorni, allattandolo tra un cliente e l’altro. con la complicita’ di un veronese che e’ stato arrestato. Nelle prime ore di questa mattina la squadra mobile di Vicenza ha ‘’salvato” il neonato, ora affidato ai servizi sociali, mettendo le manette ai polsi di un veronese, complice della donna, una ventenne rumena clandestina. L’uomo e’ accusato di favoreggiamento della prostituzione.

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Minori che abortiscono a piacere in Gb

Pubblicato da Jake su 23 Gennaio 2006

Le ragazze minori di 16 anni possono avere un aborto senza chiedere il permesso ai genitori. Lo ha stabilito l’Alta Corte di Londra. Il provvedimento, che conferma la l