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Prodi spara sulle periferie, i suoi sindaci lo zittiscono

Pubblicato da Jake su 8 Novembre 2005

«Prudenza, candidato Prodi. Prudenza e responsabilità», ammonisce il presidente del Senato Marcello Pera a uno sbadato più del solito Romano Prodi. «Io non farei dichiarazioni di questo genere. Preferirei maggiore prudenza e responsabilità anche perché ci sono delle città in Italia, come Bologna, dove ci sono problemi sociali – ha detto Pera -. Bisogna evitare di portare in campagna elettorale temi così allarmistici e poco prudenti».
In effetti, la quantità di elementi che si contraddicono nella maldestra operazione allarmistico-elettorale sul rischio banlieu anche in Italia, lanciata dal Professore, cominciano a diventare lampanti e ad assumere un pericoloso effetto boomerang. Peraltro Prodi, come non bastasse, ha fatto precipitare ulteriormente le cose dichiarando che non faceva riferimento alla stretta attualità della situazione italiana ma che parlava di un problema che ha radici profonde che attecchiscono nei decenni scorsi. Evidentemente il Professore non ha ben presente chi ha governato il Paese nei decenni scorsi.
Il fastidio della sinistra per l’uscita infiammata di Prodi, che profetizza fiamme nelle periferie italiane, «le peggiori d’Europa», è esploso negli ultimi due giorni. Ci sono decine di sindaci dell’Unione che stanno rimandando al professore le sue previsioni funeste, con tanto di insulti al seguito. Il sindaco di Roma Walter Veltroni era arrabbiatissimo. «Ma come, con tutto l’impegno che ci sto mettendo, Prodi se ne esce con queste battute? E io che ho messo al centro del mio programma la questione del risanamento delle periferie?», ha sbottato il sindaco capitolino. Vaglielo a dire a Veltroni che Prodi ha una campagna elettorale in salita da affrontare e che deve sfruttare ogni scia che gli si presenti davanti.
A ben osservare – e a indicazione di quale sia il livello delle ormai insanabile spaccatura che cova all’interno del centrosinistra e la divergenza tra i suoi leader, perché questa è la «drammatica» verità di fondo che si coglie in questa farsa – l’altro ieri proprio Veltroni (Ds) aveva dato lezioni di legalità al sindaco di Bologna Sergio Cofferati (Ds), ricordandogli come in quattro anni a Roma avesse spostato migliaia di persone e chiuso diversi campi nomadi, «attraverso un lavoro faticoso e complesso, che però tendeva a unire». Proprio un bell’esempio di unità politica.
Un altro sindaco «alleato» che non ha digerito l’uscita impavida del Professore, è stato Massimo Cacciari. Quelle di Prodi sono sparate pre elettorali, è stato chiesto al primo cittadini di Venezia? «E chi non le ha fatte? – ha ribattuto Cacciari – È un tema difficile che riguarda tutta l’Europa, dalla Spagna di Zapatero all’Olanda alla Germania. Manca una politica europea di integrazione: aiuti ai paesi poveri per evitare ondate migratorie, investimenti, formazione. Un singolo Stato non potrà mai attuare da sé misure efficaci. Purtroppo al di sotto delle sparate elettorali non c’è niente, da nessuna parte. E c’era il nulla anche prima che arrivasse Berlusconi». Sarà contento il Professore che uno dei «suoi» sindaci più importanti del Paese la pensi in modo diametralmente opposto rispetto al suo. Rimane da chiedersi che livello qualitativo di intesa politica potrà esserci tra un leader del centrosinistra che dice una cosa è i suoi massimi rappresentati sul territorio che ne dicono un’altra?
Un’altra «bomba» tra i piedi del centrosinistra l’ha piazzata un altro «rosso» di lunga pezza, Oreste Scalzone, cinquantottenne, uno dei massimi protagonisti degli Anni di piombo, ex leader di Potere operaio scampato a Parigi dal 1982, già condannato a nove anni per i reati di banda armata e associazione sovversiva.
Scalzone, al Corriere della Sera di ieri, sostanzialmente ha dichiarato che la politica del sindaco bolognese «è delirante» e lo ha paragonato al ministro dell’Interno francese Nicolas Sarkozy, di cui la sinistra fino a poco tempo fa condivideva le scelte, accusato oggi di aver provocato gli incidenti per fini elettoralistici. In definitiva, emerge un quadro d’insieme del centrosinistra talmente frammentato che per mascherarlo il Professore dovrà inventarsi sempre una nuove boutade. E come dice Cacciari, si tratta di «parole in libertà».
Sempre più evidente la frattura all’interno dell’Unione. Gli amministratori delle grandi città respingono le funeste previsioni dell’ex presidente Ue sulla situazione italiana

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