Archivio per Novembre 2005
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
“[...]Ma che tipo di cultura politica è quella dell’identità? Rispondo: è tipica, propria, sana, cultura liberale e al tempo stesso tradizionalista o conservatrice.
Non c’è da scandalizzarsi per le parole “tradizionalista” o “conservatrice”. Non c’è da avere paura a dire chi siamo e perché lo siamo. Del resto, un tempo i bempensanti si scandalizzavano anche della parola “liberale”, che oggi invece si contendono tutti, a cominciare da quelli che liberali non sono mai stati.
Il liberale conservatore è conservatore sui princìpi e sui valori e liberale sulle riforme da fare in tutti i campi.
Il liberale conservatore è ostile a cambiare la pelle della propria tradizione o a venderla al presunto spirito della modernità o post-modernità, mentre è aperto a ogni riforma che rende più libera e dignitosa la vita degli uomini.
Il liberale conservatore è bendisposto verso lo Stato leggero e maldisposto verso lo Stato invadente.
Il liberale conservatore non è una specie strana o inconsueta. Per citare solo il mondo di oggi o di appena ieri, il liberale conservatore o tradizionalista è uno che applica le politiche di liberalizzazione della Signora Thatcher, di deregolamentazione di Ronald Reagan, del conservatorismo compassionavole di George W. Bush, delle riforme sociali di Tony Blair, e anche, sì, a dispetto del nome che allarma i pigri, dei “neo-conservatori” americani, anch¿essi liberali e pragmatici in politica ma attenti a tutelare i princìpi della storia del proprio paese.
Per racchiudere tutti questi personaggi in una formula sola, direi che il liberale conservatore è un liberale identitario, uno che, mentre chiede e attua riforme per affrontare le sfide della modernità, difende il più possibile la propria tradizione, perché nella propria tradizione è racchiusa la propria identità.[...]”
Marcello Pera
fonte
Pubblicato su Articoli, Marcello Pera | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Stretta del governo francese sull’immigrazione familiare che con oltre 100 mila ingressi l’anno rappresenta più del 70% dell’intero movimento. Riunificazioni familiari, diritto di cittadinanza attraverso i matrimoni, controlli più accurati per quelli contratti all’estero, ma anche ammissione di studenti e vincoli di conoscenza della lingua sono tutti elementi che concorrono a ridefinire il quadro di una politica dell’immigrazione che il governo vuole «globale» e «mirata».
Anche se non ci sono richiami diretti alle sommosse che hanno colpito le banlieue francesi un mese fa, quanto è successo e le analisi fatte sulle cause sociali e ambientali non sembrano essere estranee alle nuove linee indicate oggi dal governo. In mattinata il primo ministro Dominique de Villepin ha presieduto il comitato interministeriale che ha definito il nuovo quadro e nel pomeriggio il ministro dell’interno Nicolas Sarkozy ne ha parlato davanti all’assemblea nazionale.
Con il suo solito linguaggio diretto Sarkozy ha detto in sostanza che la Francia vuole scegliere quanti arrivano sul suo territorio per poterli integrare. E vuole studenti validi, vuole ricercatori, vuole far fronte alle esigenze della solidarietà, ma non vuole più ospitare quelli che nessun altro al mondo vuole. Il ministro dell’interno ha snocciolato dati e cifre, ma ha anche lanciato critiche a Italia e Spagna per le operazioni di regolarizzazione di clandestini fatte tra il 2002 e quest’anno. Ha poi messo in dubbio l’opportunità di un riconoscimento automatico della cittadinanza legata al matrimonio per gli stranieri in situazione illegale al momento del matrimonio stesso; ha promesso 25 mila espulsioni l’anno prossimo; ha denunciato la presenza di 80-100 mila immigrazioni illegali ogni anno in Francia; ha sottolineato che i diritti sociali riconosciuti ai clandestini li spingono a venire nel paese. E che tutto ciò va rivisto.
Tra le indicazioni date sul piano c’è il raddoppio a quattro anni del termine dal quale uno straniero che ha sposato un francese può chiedere la cittadinanza; raddoppia e passa a due anni il tempo minimo perché uno straniero residente in Francia possa chiedere la ricongiunzione della famiglia. C’è una maggiore severità nel controllo dei matrimoni misti registrati all’estero e c’è la spinta ad essere più severi nel far rispettare la legge che proibisce la poligamia mentre cambieranno anche i criteri di ammissione degli stranieri che chiedono di poter studiare nel Paese favorendo l’ingresso di giovani di “alto potenziale” intellettuale.
Sempre ieri la Camera bassa del Parlamento francese ha approvato la nuova legge antiterrorismo, che aumenta l’uso della videosorveglianza nei luoghi pubblici e concede alla polizia più tempo per interrogare i sospetti.
Pubblicato su Francia, Immigrazione, Nicolas Sarkozy, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Turni di 12 ore, con una paga fra i 400 e gli 800 euro mensili, assunzioni “in nero”, sistemazioni in alloggi di fortuna all’interno delle stesse fabbriche. Sono le condizioni di lavoro emerse durante l’ultima serie di controlli in otto laboratori tessili gestiti da cinesi a Crevalcore, nel bolognese.
Un’operazione interforze, chiamata “Made in China”, che ha visto operare congiuntamente Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, per contrastare lo sfruttamento della manodopera irregolare, l’immigrazione clandestina e monitorare l’economia sommersa. Nei laboratori controllati sono stati rintracciati 21 operai sprovvisti del permesso di soggiorno, per i quali è scattato il decreto di espulsione. Altri due cinesi, di 27 e 37 anni, sono stati arrestati per non avere rispettato precedenti provvedimenti di rimpatrio. Nei guai sono finiti anche i titolari dei laboratori: cinque imprenditrici cinesi, tutte donne, denunciate per favoreggiamento della permanenza di clandestini in Italia e sfruttamento di manodopera clandestina. I controlli, che a differenza di altre occasioni non hanno portato al sequestro dei locali, hanno evidenziato un miglioramento delle condizioni igieniche all’interno delle fabbriche, mentre non è cambiata la situazione di sfruttamento dei lavoratori.
Circa il 25% degli operai identificati era irregolare e, anche tra i regolari, un altro 25% risultava assunto “in nero”. I salari, a seconda del livello di specializzazione, erano riconducibili a tre fasce: 400, 600 e 800 euro al mese. Gli accertamenti hanno portato anche al recupero di 16.000 euro di contributi evasi, e altri 7.000 in sanzioni amministrative. In molti casi, i lavoratori e le loro famiglie venivano fatti alloggiare in sistemazioni di fortuna all’interno degli stessi stabilimenti, con bambini piccoli sorpresi a giocare fra i macchinari. La produzione era a ciclo continuo, con due turni di circa 12 ore, uno diurno e l’altro notturno.
L’operazione fa seguito ad altre due indagini analoghe condotte a settembre e ai primi di novembre. Il bilancio complessivo delle tre fasi dell’inchiesta è di 203 lavoratori controllati, 52 dei quali risultati clandestini, sei arresti in base alla Bossi-Fini, e 12 imprenditori denunciati. Secondo i dati in possesso degli investigatori, nella provincia di Bologna l’imprenditoria cinese rappresenta circa il 15-16% del settore tessile e pelletteria.
Pubblicato su Economia, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Costringeva la sua bambina a chiedere l’elemosina per ore a un semaforo, anche sotto la pioggia. Per questo una romena e’ stata arrestata. La donna, 29 anni, e’ stata denunciata a Firenze per l’impiego di minore nell’accattonaggio in seguito a varie segnalazioni giunte ieri alla polizia sulla presenza di una bambina che chiedeva l’elemosina a un semaforo. La bambina e’ stata sottratta alla madre e affidata a un centro per minori
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Al centrosinistra non puo’ piu’ bastare il collante dell’antiberlusconismo. Per Rutelli e’ il momento di parlare dei contenuti. ‘In 12 anni – spiega il presidente della Margherita – nel centrosinistra siamo stati uniti dall’avversione a Berlusconi e dobbiamo essere consapevoli che il suo ciclo sta finendo’. Per Rutelli l’Ulivo deve ora concentrarsi sui contenuti e spiegare le proposte con le quali intende rispondere alla crisi dell’Italia.
Pubblicato su Dichiarazioni, Elezioni, Francesco Rutelli, Italia, Silvio Berlusconi | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Un emendamento alla Finanziaria che prevede varie forme di assegno a sostegno della gravidanza, e’ stato presentato dalla Margherita e dai Ds. La proposta, primo firmatario Giuseppe Fioroni, prevede un assegno di 350 euro mensili dal terzo mese di gravidanza fino al parto per le ragazze madri in condizioni di disagio sociale con un reddito non superiore a 25.000 euro annui e un assegno di 250 euro, dal sesto mese, per donne disoccupate o con lavori che non prevedano tutele alla maternita’.
Pubblicato su Bioetica, Donne, Giuseppe Fioroni, Notizie, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Per la prima volta in Italia un detenuto, condannato per reati sessuali, ha richiesto la castrazione chimica. A dare la notizia è stato il ministro per le Riforme Roberto Calderoli dopo che i legali dell’uomo in carcere lo hanno contattato presentandogli la richiesta, da parte del suo assistito, di potersi sottoporre al trattamento androgenico.
«Se io esco – ha detto il condannato – sono certo che tornerò a farlo e l’unica strada che vedo possibile è quella di sottopormi all’andro-sospensione».
Contattato dagli avvocati Calderoli si è impegnato a informare al più presto il ministro della Giustizia Roberto Castelli per rendere possibile la somministrazione del farmaco all’uomo che ne ha fatto richiesta.
Il provvedimento in numerosi Paesi europei è già previsto per legge.
Pubblicato su Articoli, Giustizia, Italia, Lega Nord, Notizie, Pedofilia, Roberto Calderoli, Roberto Castelli | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Domenica scorsa è stata celebrata la Giornata mondiale per l’infanzia e l’adolescenza. Per l’occasione è stata fatta un’indagine da parte della Commissione bicamerale per l’infanzia, che ha denunciato una realtà veramente preoccupante in Italia e nel mondo.
- Accattonaggio. Secondo l’Opera Nomadi, dal 2000 al 2005, sono 20.000 i baby accattoni che invadono le strade delle città italiane e circa 50.000 i minori stranieri abbandonati. I bambini coinvolti nell’accattonaggio sono di tutte le età, a partire dai neonati in braccio ai genitori.
Questo esercizio frutta al racket almeno 500 milioni l’anno.(…)
fonte
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
Due imprenditrici saudite sono state elette nel consiglio dei direttori della Camera di Comercio e dell’Industria di Gedda. Un risultato senza precedenti che sancisce la caduta di un tabu’ in Arabia Saudita, dove per la prima volta nella storia del regno wahabita e’ stato permesso alle donne di candidarsi. Sono state 17, su 71 candidati, le imprenditrici che hanno accettato la sfida e si sono candidate ai dodici posti elettivi (i rimanenti 6 sono di nomina ministeriale). “Sono felice, ma ancora scossa”, ha detto Lama al-Suleiman, una delle due vincitrici insieme con Nashwa Taher. “E’ un grande balzo per le donne saudite, una risposta alle istanze delle popolazione”, ha aggiunto la signora Suleiman, 39 anni, madre di quattro figli.
fonte
Pubblicato su Arabia Saudita, Donne, Elezioni, Notizie, Tolleranza | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005
La nuova campagna di arresti contro i sacerdoti della Chiesa sotterranea è “un fallimento”, una cosa “inutile” e “infantile”. Essa serve solo a incrementare il numero dei simpatizzanti e delle vocazioni clandestine al sacerdozio. In più, essa spinge a una maggiore collaborazione fra sacerdoti clandestini e della chiesa ufficiale.È questa in sintesi, la risposta dei cattolici agli arresti che sono avvenuti in queste settimane nell’Hebei. Il 7 novembre sono stati arrestati due sacerdoti; il 9 è stato arrestato il vescovo di Zhengding, mons. Giulio Jia Zhiguo (v. foto); il 18 novembre sono stati arrestati altri 6 sacerdoti.
Tutti loro sono costretti a subire “sessioni di studio”: interminabili ore di lavaggio del cervello per convincerli ad aderire all’Associazione Patriottica, l’organismo di controllo delle comunità, che vuole far nascere una Chiesa nazionale, separata dalla Santa Sede. (…)
Pubblicato su Chiesa, Cina, Cristianesimo, Cristiani, Intolleranza, Notizie, Repressione | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005
La notte tra sabato 19 e domenica 20 novembre per una 25enne rumena irregolare è stata una vera “odissea”, come l’ha definita il dirigente della Squadra mobile di Milano Vittorio Rizzi.
La ragazza, che si prostituiva in una discoteca di Pieve Albignola, nei pressi di Voghera (Pv), è stata avvicinata da un cliente albanese che l’ha caricata in auto e l’ha condotta in un appartamento di via Montenero 22 a Milano, dove per tutta la notte è stata violentata da un connazionale dell’uomo, sotto lo sguardo di altre persone, tra cui una minorenne.
Una sorta di “rito di iniziazione” secondo gli inquirenti, potrebbe essere alla base del fatto: il tentativo di mettere alle proprie dipendenze una prostituta ‘libera’. Alla fine della nottata, dopo le ripetute violenze, molte delle quali non protette, le persone che si trovavano nell’appartamento (l’uomo che l’aveva avvicinata in discoteca, un uomo e una donna suoi connazionali, il violentatore stesso e una minorenne rumena) avrebbero, secondo la denuncia della vittima, lanciato monetine in aria, “come per festeggiare”.
“Ti è piaciuta la ragazza?” avrebbero chiesto i presenti all’uomo che l’aveva stuprata per tutta la notte: ” Sì avete fatto una buona scelta”, avrebbe risposto lui.
La ragazza, picchiata e morsicata, alla fine della sua odissea è collassata. A quel punto le persone in casa sono fuggite. Tutte tranne uno di loro, che ha chiamato l’ambulanza.
L’uomo è stato subito messo in stato di fermo, così come gli altri, che sono stati fermati dalla polizia nei giorni successivi. Il Gip Anna Cattaneo ha convalidato il fermo, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, per tutti. La ragazzina rumena è invece denunciata in stato di libertà.
La vittima dell’episodio ha spiegato agli inquirenti di essere talmente spaventata da voler tornare immediatamente in Romania, cosa che ha già fatto.
Pubblicato su Donne, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005
“E sull’Iraq cosa mi dice?
Le dico ciò che ho detto ne “la forza della ragione” e prima ancora nell’articolo che la vigilia della guerra pubblicai sul Wall Street Journal per esprimere i miei dubbi sull’opportunità di farla; l’articolo in cui spiegavo perché gli iracheni li avrei lasciati bollire nel loro brodo. Intendiamoci a me fa piacere che Saddam sia stato tolto di mezzo (..) Però il prezzo per toglierlo di mezzo è stato troppo alto. Il terrorismo islamico si è moltiplicato i morti hanno partorito morti e continuano a partorire morti. E come scrissi in quell’articolo ci ritroveremo con una Repubblica Islamica dell’Iraq, cioè con un paese nel quale i mullah, gli imam impongono il burkah lapidano le donne impiccano la gente e insomma nuotano dentro oceani di sangue. Allora tanto valeva tenersi Saddam Hussein.”
Dal libro “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci”.
fonte
Pubblicato su Articoli, Dichiarazioni, Guerre, Iraq, Italia, Pacifisti, Saddam Hussein | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005
The U.S. State Department has condemned the United Arab Emirates’ arrest of more than two dozen gays who were detained at what police called a mass homosexual wedding. It has also warned the government that any attempt to treat the detainees, such as with male hormones, would violate international law. (…)
fonte
Pubblicato su Emirati Arabi Uniti, George W. Bush, Intolleranza, Notizie, Omosessuali, Repressione | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005
L’assoluzione di Mohammed Daki, in attesa della motivazione della sentenza d’appello, può essere per ora interpretata in due modi: il marocchino è completamente innocente oppure i giudici hanno ritenuto che gli elementi portati dai pubblici ministeri non fossero sufficienti a supportare, fino a una condanna, l’accusa di terrorismo internazionale. Si tratta di una norma che, introdotta di recente nel codice penale con l’articolo 270 bis, secondo taluni è troppo generica e difficile da applicare. (….)Dal Sudamerica, dove è impegnato in un lavoro — ma non vuole precisare di cosa si tratti—legato al suo incarico di esperto giuridico e di terrorismo internazionale presso la rappresentanza italiana alla sede Onu di Vienna, Stefano Dambruoso, il pm milanese che guidò le indagini che portarono all’arresto di Daki, ovviamente non condivide la sentenza.
Perché?
«Chiaramente ogni sentenza va rispettata. Andava rispettata quella del gup Forleo, che riteneva si trattasse di guerriglieri e non di terroristi, così come quella, diametralmente opposta, del gup di Brescia. Afronte degli stessi fatti, quindi, i vari giudici che se ne sono occupati hanno emesso sentenze diverse».
E non va bene?
«Ciò che voglio dire è che si ripropone il problema della trasformazione in verità processuale di fatti che la procura ha ritenuto penalmente rilevanti durante le indagini. Secondo noi si trattava di una cellula del terrorismo islamico che al Nord Italia fabbricava documenti falsi e raccoglieva reclute e fondi da mandare in Iraq per la guerra santa, la jihad. Vicende illecite che i giudici hanno ritenuto indizi gravi ponendole alla base delle ordinanze di custodia cautelare che sono state confermate fino in Cassazione. Quelle vicende non sono state messe in discussione da nessuna delle varie sentenze».
Cosa propone per evitare che sugli stessi fatti ci siano sentenze opposte?
«Per prima cosa, credo sia necessaria l’istituzione, ormai generalmente condivisa, di una procura nazionale antiterrorismo capace di coordinare l’azione di tutte le procure locali impegnate in questo tipo di indagini. Come interlocutore istituzionale di questa procura, molti sostengono la necessità della creazione di un giudice specializzato negli stessi termini. Così si assicurerebbe un’uniformità di sentenze, sia di condanna che di assoluzione ». (…)«Le ricordo che abbiamo indagato Daki perché colto mentre dava ospitalità a Ciise il somalo su ordine dalla Siria del mullah Fouad. Questi fatti storici, che per la Procura di Milano erano la prova del supporto offerto a pericolosi jihadisti che dall’Italia volevano partire per l’Iraq, sono stati ammessi dallo stesso Daki. (…)
fonte
Pubblicato su Articoli, Clementina Forleo, Dichiarazioni, Giustizia, Italia, Mohammed Daki, Terrorismo | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005
E’ stato ribattezzato «The Hidden Gendercide» , il genocidio nascosto delle donne ed è lo sterminio di massa più spaventoso e drammatico della storia(…) Mentre tra il 1992 e il 2003 il numero di conflitti armati «gravi» (con più di mille morti in battaglia) sono scesi dell’80%, la guerra quotidiana delle donne si è fatta ovunque più cruenta e mortale.(…) Le statistiche parlano chiaro: circa 200 milioni di donne, ragazze e bambine sono «demograficamente scomparse». Un eufemismo che nasconde uno dei più scioccanti crimini contro l’umanità: la sistematica eliminazione delle femmine, solo in quanto tali, vittime di omicidi, fame, povertà e discriminazioni di ogni tipo. L’inoppugnabile «soluzione finale», per molte, inizia già prima di nascere. «Almeno 60 milioni di bambine sono state “cancellate” in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine, resi possibili dai progressi tecnologici», spiega Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia 1998 e uno degli studiosi interpellati dal rapporto, che si avvale delle statistiche delle maggiori organizzazioni internazionali, dall’Onu all’Oms.
In Paesi quali Cina, Corea del Sud, India e Nord Africa le pratiche anti-bambine sono all’ordine del giorno. (…) Ma la «condanna in base al sesso» prosegue anche dopo la pubertà. Ogni anno 3 milioni di donne e ragazze sono uccise perché femmine.(…)Per non parlare delle 5 mila donne che ogni anno muoiono bruciate in «incidenti di cucina» provocati dalla famiglia dello sposo, quando la dote è giudicata «insufficiente». (…)dal 40% al 70% delle donne assassinate intorno al mondo sono vittime di mariti e fidanzati. La maglia nera appartiene ai paesi islamici. Il 47% delle donne uccise in Egitto sono eliminate da un parente dopo uno stupro che «infanga la reputazione della famiglia». E in Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in «omicidi d’onore» che restano impuniti al 100% perché, come denuncia l’attivista Nahida Mahbooba Elahi, «la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli». (…)Nel 2005 la violenza sessuale contro le donne continua ad affliggere una donna su cinque, e non solo nei Paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni;(…)Nonostante le tante crociate internazionali, in aumento un po’ ovunque sono anche i casi di mutilazione genitale: 6 mila al giorno (oltre 2 milioni l’anno per un totale di 130 milioni nel mondo).(…)
fonte
Pubblicato su Cina, Corea del Sud, Donne, India, Intolleranza, Notizie, Sterminio | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 26 Novembre 2005
Chi ci legge da anni ha incontrato con un certo anticipo in queste colonne le questioni eterne di cui oggi, nell’attualità del tempo che si muove si perde e si annuncia, tutti discutono con passione: il problema della verità di ragione e del relativismo, le avventure del diritto naturale, la bioetica e tutte le faccende che riguardano il nascere (clonazione, aborto, fecondazione artificiale) e il vivere (matrimonio, famiglia, sessualità) e il morire (eutanasia), l’identità occidentale con le sue radici giudaiche e cristiane e la sfida islamista, la differenza in Europa e in America tra laicità e ideologia laicista, tra secolarismo e ideologia secolarista, e molto altro ancora di quanto dilaga finalmente, felicemente, confusamente nei discorsi pubblici e privati. Un certo numero di sciocchi definisce tutto questo cultura teocon oppure clericalismo oppure moralismo. Qualche mascalzone ha anche osato affibbiarci xenofobia o misoginia o razzismo, ma con i mascalzoni non si parla. Lo sciocco, che invece costringe a rare precisazioni perché è più diffuso e pericoloso del mascalzone, vede il dito e non la luna, si sa; e lo sciocco italiano adotta sempre la più facile classificazione micro-politica, fatta sempre a misura delle sue micro-ansie, delle sue micro-ambizioni.
Non siamo clericali perché non premiamo i prelati né cerchiamo premi da loro. Non siamo una vetrina per passerelle vaticane. Il nostro è un giornale che cerca di definire razionalmente i fatti in un tempo in cui la ragione flette sotto il peso del pensiero negativo e delle più evanescenti interpretazioni, e se trova la ragione tra i preti e nel popolo cattolico, se ne rallegra e va avanti nella discussione, e se non la trova tra i guru del neosecolarismo, tra gli automatismi ideologici e le intolleranze alla realtà del popolo laicista, se ne dispiace e va avanti nella ricerca e nella discussione. Non siamo nemmeno moralisti. Non coltiviamo l’idolatria dei valori, che è un pallido sostitutivo sia della fede privata, sia della confessione pubblica della fede, sia di un’idea della vita e della politica priva di fede nel trascendente ma non di realismo intellettuale. Abbiamo difeso la parola “peccato” dall’aggressione ignorante dei parlamentari europei, e la parola “matrimonio” dalla falce dei canonisti zapateriani in ginocchio di fronte ai loro stessi idoli; ma non perché prescriviamo come si debba vivere, piuttosto perché vogliamo discutere della buona vita, e senza imposizioni, né di stato né di fede né di cultura né di incultura. Sappiamo che l’ironia è l’arma più forte, a patto che nasconda qualcosa di buono e di bello, magari di allegro.
“E poi noi ci muoviamo continuamente tra due preti, ci destreggiamo tra due bande di preti; i preti laici e i preti ecclesiastici; i preti laici che negano l’eterno del temporale, che vogliono disfare, smontare l’eterno del temporale, quello che sta dentro il temporale; e i preti ecclesiastici che negano il temporale dell’eterno, che vogliono disfare, smontare il temporale dell’eterno, quello che sta dentro l’eterno” (Charles Péguy, “Véronique”).
Giuliano Ferrara
fonte
Pubblicato su Aborto, Articoli, Bioetica, Chiesa, Clonazione, Famiglia, Fecondazione assistita, Giuliano Ferrara, Italia, Matrimonio, Relativismo | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 25 Novembre 2005
Il settimanale Economist ha analizzato il Bel Paese dalla competitività alle infrastrutture, dal tessuto sociale, alla scuola sino alla politica.
Anche quest’anno il settimanale è stato piuttosto critico nei confronti del Governo presieduto da Silvio Berlusconi ma questa volta però anche la sinistra italiana si è ritrovata con una analisi che ha messo in luce la crisi che sta attraversano la compagine dell’Unione.
L’Economist infatti ha rilevato che Prodi, anche se riuscirà a vincere le elezioni, incontrerà parecchie difficoltà a fare le riforme perché le sua coalizione è composta da ben nove partiti e molti dei quali già fin d’ora si sono schierati contro qualsiasi tipo di cambiamento.
Questa volta quindi le critiche dell’Economist non sono mancate alla nostra sinistra che in questa fase politica si vuol presentare come un monolito agli elettori ma che invece al suo interno si ritrova completamente spaccata. Questo vale sia per le scelte di politica estera che per le decisioni che dovrebbero essere prese una volta raggiunto il potere. All’interno della compagine di sinistra sono infatti differenti le opinioni sulle decisioni che dovrebbero essere prese nei confronti delle riforme attuate dal governo Berlusconi.
C’è chi intende riscriverle completamente e chi invece propone di emendarle.
Con questi presupposti quindi il programma dell’Unione, che ancora non è stato presentato, verrà probabilmente scritto con una serie lacune che si riveleranno delle tegole non indifferenti qualora Prodi dovesse vincere le elezioni. In tal caso si tratterà quindi di un governo di breve durata perché i tanti nodi dovranno pur venire al pettine.
Pubblicato su Articoli, Economia, Italia, Sinistra, Unione | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 25 Novembre 2005
L’antiebraismo è una malattia che ha afflitto una parte minoritaria della sinistra, la quale, invece, per la maggior parte dei soggetti politici che la rappresentano, questo male non l’ha mai covato. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, riferisce l’Adnkronos, ce l’ha, in particolare con il quotidiano “Il Manifesto”. «Le cose che sto dicendo oggi – ha premesso il leader della Quercia – non sono una novità. Le dico oggi ma le vado dicendo da tempo e non sono posizioni minoritarie, ma largamente condivise da gran parte della sinistra alla quale, spesso, sono state invece erroneamente attribuite posizioni di antiebraismo». Una collocazione, quest’ultima, che è un tratto dell’identità di giornali come “Il Manifesto” e di circoli che in essa si riconoscono. “Non si può parlare – ha continuato il leader della Quercia – del rapporto tra ebraismo e sinistra se si pensa alla cultura europea senza la cultura ebraica che è stata una delle componenti fondanti dell’Europa”. Per rafforzare il legame che ha contrassegnato il rapporto tra la sinistra e la storia di Israele, Fassino ha anche citato il cammino parallelo compiuto dal movimento sionista e dal movimento dei lavoratori. «Sono coevi», ha sottolineato Fassino «sono state intimamente legate per quasi un secolo, fino alla guerra dei sei giorni». Guardando al futuro, «penso che la sinistra abbia il dovere storico, politico e morale – ha continuato il leader della Quercia – di recuperare il rapporto identitario con il mondo ebraico. Quindi va superata la tendenza, che c’è stata per un certo periodo, ad espellere questa connotazione». E se si affronta, invece, il tema della pace in Medio Oriente, del diritto di Israele ad esistere e del popolo palestinese a vivere in uno stato sovrano e indipendente occorre tenere presente un principio ineludibile. «Quello che ha prodotto un corto circuito sono le tesi di una certa sinistra che vedeva emergere solo le ragioni del popolo palestinese».
Intanto, il Partito dei Comunisti italiani ha lasciato il tavolo per il Programma dell’Unione relativo alla politica estera. Jacopo Venier, responsabile esteri del Pdci, se ne è andato per seri dissensi relativi al ritiro dei militari in Iraq, ai rapporti con il governo degli Stati Uniti e alle basi militari americane in Italia.
«Grave dissenso di merito e di metodo – si legge nella nota del partito di Oliviero Diliberto -. Il PdcI ha abbandonato il tavolo programmatico dell’Unione sulla politica estera dopo che si è registrata la totale indisponibilità di Ds e Rifondazione di accogliere la nostra richiesta tesa a riscrivere la “madre di tutte le schede” programmatiche e cioè quella che riguarda il ritiro dei militari italiani dall Iraq. Abbiamo chiesto – prosegue il Pdci – di specificare e chiarire che il ritiro sarà immediato e che le condizioni di sicurezza di cui si parla nel testo riguardano i nostri soldati. Al rifiuto di una riscrittura abbiamo chiesto di rinviare la questione al tavolo nazionale dei segretari. Anche questa proposta è stata rifiutata».
Pubblicato su Articoli, Ebrei, Il Manifesto, Intolleranza, Israele, Italia, Palestina, Piero Fassino, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 25 Novembre 2005
Il caso della scuola coranica Fajr al-Islam (Alba dell’Islam) di via Quaranta, a Milano, ha chiarito, una volta per tutte, che molti islamici non hanno alcuna intenzione di essere integrati nella società che li ospita. Al contrario, dalle dichiarazioni del direttore della “scuola” Ali Sharif, risulta evidente che dovrebbe spettare al nostro Governo cambiare la sua posizione e accordare ai musulmani distinti diritti e privilegi. Il caso della scuola di Milano è particolare, anche perché l’analogo centro (per figli di immigrati dai 6 ai 12 anni) di Mazara del Vallo, in Sicilia, è sorto in un contesto diverso. Fu aperto infatti nel 1981 su proposta del Consolato generale di Tunisia a Palermo. La scuola coranica di Milano è invece nata autonomamente nei primi anni Novanta all’ombra dell’Istituto Islamico di viale Jenner. La scuola che ha in parte adottato il sistema didattico egiziano, doveva servire per preparare i figli degli immigrati che pensavano di tornare in Patria dopo un periodo trascorso in Italia. Ma le cose sono cambiate, i ragazzi non se ne sono andati, i programmi didattici non si sono adeguati a quelli egiziani e la “scuola” ha creato un ghetto che non ha aiutato ad integrare i giovani che desideravano rimanere a Milano. Fra l’altro gli allievi sostengono, a titolo individuale, gli esami nella sede del Consolato Egiziano che, però, non riconosce del tutto legittima la “scuola” perché gestita da gruppi integralisti collusi con il radicalismo e contrari al Governo del Cairo.
Le dichiarazioni del direttore didattico della “scuola” e dei genitori rivelano che nessuno di loro vuole arrivare ad un compromesso per risolvere il problema: la scuola, per loro, deve essere riconosciuta dallo Stato italiano senza alcuna concessione o modifica agli insegnamenti in lingua araba, perché i musulmani di quel centro sono contrari all’orientamento «troppo laico» della nostra istruzione e intendono mantenere i «valori islamici basilari» che sentono minacciati dal Paese che li ospita, anche se questo significa disobbedire alle leggi.
L’Islam aspira a portare il proprio messaggio in ogni parte del mondo e spera che l’Umanità sia un giorno una sola comunità: la Umma, una comunità al di sopra delle comunità, la madre di tutte le comunità..
Il codice di vita dell’Islam non può essere limitato solo alla casa e ai rapporti personali, ma deve essere applicato anche nella società intesa nel suo insieme. Conservare “l’identità islamica” per gli integralisti significa trasformare e islamizzare la società dove il musulmano vive e lavora, e anche il Governo italiano, nel caso della scuola di via Quaranta, dovrebbe regolarsi secondo ciò che è appropriato per uno Stato islamico. Preservare “l’identità islamica” in una società con valori diversi da quelli musulmani è sicuramente uno dei punti cruciali della questione milanese.
Alcune madri dei giovani alunni della scuola hanno affermato di voler inviare i loro figli a studiare in Egitto, perché sentono lo stile di vita occidentale «distruttivo» per l’Islam. Ma allora, perché non se ne vanno? Perché non prendono il primo aereo e se ne tornano all’interno di quelle vaste aree della Umma dove gli stili di vita sono più consoni ai loro valori?
Di fronte a questa, abbastanza logica, soluzione, i portavoce islamici ribattono che molti di loro – seconda o terza generazione – sono nati in Italia e che quindi la proposta è irragionevole. Così esigono che la società ospitante cambi per andar loro incontro e non il contrario. Per loro l’Islam deve essere accettato anche dai non musulmani e questo si deve riflettere nella struttura e nella condotta di ogni Stato e società (è successo anche per il velo islamico in Francia). Fra l’altro rifiutano di mandare i loro figli nelle nostre scuole per paura che i piccoli apprendano con la lingua italiana anche «pericolose ideologie» che potrebbero mettere in dubbio i dogmi dell’Islam (es. le teorie di Darwin); hanno paura che i ragazzi dimentichino le proprie origini e tradizioni religiose favorendo così la nascita di una nuova comunità alternativa alla Umma. L’educazione dei figli nell’Islam è un dovere religioso. Il Corano afferma: «O voi che credete, proteggete le vostre anime e quelle delle vostre famiglie dal fuoco». Il «fuoco» in questo caso per i musulmani è la società occidentale con le sue tentazioni mondane. I fondamentalisti vivono con grande ansia la crescita dei propri figli e parlano di «gioventù smarrita» (as-sciabab ad-dai) per intendere quei giovani che vivono lontano dai precetti e dalla pratica islamica. Hanno paura della «contaminazione» che potrebbe derivare dall’integrazione e preferiscono far vivere da emarginati i loro figli. Si sentono liberi di insultare e denigrare l’Occidente ed entrano in un parossismo di arroganza, rabbia e violenza ad ogni critica rivolta al loro modo di interpretare l’Islam.
L’Islam, per l’integralista, non va alla ricerca del dialogo o di nuove forme di comunità. La verità è scritta dal Corano e va imposta. Come? Con la predicazione, l’indottrinamento, l’intimidazione (fatwa) ed il Jihad (Guerra Santa). Il processo di islamizzazione dell’Occidente passa anche attraverso il moltiplicarsi di scuole coraniche come quella di Milano. Ma anche qui dobbiamo intenderci. Cosa sono le scuole coraniche? La parola “scuola” è fuorviante perché queste istituzioni non sono assolutamente paragonabili alle scuole dell’obbligo occidentali. Sono piuttosto dei luoghi di formazione religiosa, dove si insegna a pensare e a vivere secondo l’Islam. Il ruolo fondamentale di questo tipo di scuola è quello di trasmettere il Corano e di mantenere viva la conoscenza dell’arabo classico, legittimato teologicamente come lingua sacra. D’altra parte, l’elemento fondante, costitutivo, della Umma è proprio il Corano, scritto e recitato in arabo. La conoscenza di questa lingua incoraggia l’identità musulmana, trasnazionale e sovraetnica, perché l’arabo è insegnato a tutti gli allievi in ogni scuola coranica del mondo.
Così, nelle scuole dell’Islam si impara l’arabo (fra l’altro le cinque orazioni giornaliere sono valide soltanto in questa lingua), si studia il Corano a memoria, per «imprimerlo nel cuore e nello spirito» e se ne apprendono le regole della «corretta recitazione» (tajwid). Questo perché si ritiene che il significato del libro sacro si dischiuda veramente solo salmodiandolo. La stessa parola Corano (Qur’an) significa: «leggi recitando».
Nelle scuole coraniche si dà grande importanza all’arte della memoria e si mostra un radicale scetticismo per ogni altro insegnamento o dottrina che non abbia attinenza con quanto trasmesso dal Profeta. Questo spiega perché il mondo islamico, con la chiusura culturale e l’avvento del fondamentalismo, negli ultimi secoli, non abbia più prodotto scienziati o inventori, ma solo giuristi e interpreti del Corano.
Chi pensa autonomamente, critica, interpreta o indaga è guardato con sospetto dai teologi “custodi” della Fede. Essere religioso, per i fondamentalisti, significa: «non pensare», «non criticare», «non interpretare». Significa «imparare a memoria e recitare».
I giovani allievi delle scuole coraniche devono far tacere la loro curiosità, non devono far domande inopportune, non devono occuparsi di teorie scientifiche «devianti», di musica o arte. Non devono parlare di democrazia, diritti dell’uomo e della donna, filosofia o libero arbitrio. Ma soprattutto per salvaguardare la loro «vera identità» non devono fare amicizia con i Kafir, gli infedeli, cristiani ed ebrei. In molti manuali in uso nelle scuole coraniche (quasi tutti di provenienza saudita) si spiega agli alunni che Allah ha trasformato ebrei e cristiani in «maiali e scimmie» perché politeisti, e si afferma che il Corano ha proibito di prendere gli infedeli come amici «perché vivono come bestie, senza fede religiosa».
Gli istituti coranici, come quello di via Quaranta a Milano, hanno scelto la via dell’autocrazia. Trasmettono un sapere non critico, dogmatico, in cui prevale l’autodidattismo, l’emarginazione ed il rifiuto del mondo che si apre oltre i confini della scuola.
Così si formano i nuovi integralisti islamici: una generazione di disadattati che potrebbero diffondere nella nostra società l’odio appreso sui banchi scolastici.
Pubblicato su Articoli, Immigrati, Integrazione, Islam, Istruzione, Milano | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 24 Novembre 2005
Chi domenica era fuori casa per pranzo forse non ha visto il servizio di Studio Aperto, il TG di Italia 1, sulla figuraccia rimediata da Dario Fo a Milano.
Sabato, 19 novembre, Dario Fo aveva promesso di intervenire al fine di rimediare alle critiche condizioni in cui vivono alcune centinaia di immigrati che occupano abusivamente uno stabile di Milano, in Viale Lecco. Aveva quindi invitato i cittadini a presentarsi il giorno dopo «con acqua, cibo, scope e sacchi della spazzatura per ripulire l’edificio». Aggiungeva inoltre che «Qualora doveste andare in Questura, voglio venire anch’io. Sono con voi, usatemi come un ariete con le istituzioni».
Il giorno dopo, domenica 20 novembre, ecco il nostro eroe (e ariete) che, ripreso dalle telecamere di Italia 1, si presenta in Viale Lecco armato di scopa e secchio, accompagnato dalle pochissime persone che hanno aderito al suo appello.
Quello che accade successivamente lo racconta il giornalista del TG, con mal celato tono ironico. Qui di seguito riporto un brano del servizio trasmesso e che, se volete, potete vedere tramite questo link oppure quest’altro (che punta direttamente al filmato).
“[...] Eppure, mistero buffo, dopo l’intervista, sul più bello, il premio Nobel scappa via.”
L’inviato, rivolto a Fo [n.d.miscredente] – “«Avremmo voluto vederla ramazzare, però».”
Fo (preso in castagna e imbarazzatissimo) – [n.d.miscredente] “«Eh. Io devo andare… sono andato a comprare le-le-le-le… i mezzi…».
Si assenta per lavoro, come ci conferma la moglie, Franca Rame.”
Franca Rame (con voce lamentosa) [n.d.miscredente] – “«No, è a Napoli. Va a Napoli per lavoro!»
Ma non aveva promesso di pulire lo stabile?” – E viene mostrata una pagina di giornale in sono riportate le parole pronunciate dal Nobel il giorno prima [n.d.miscredente].
“Hai capito Dario Fo?
Armiamoci e partite. Anzi. Armiamoci e pulite![...]“.
E bravo il nostro baldo Nobel, aspirante sindaco di Milano, che ci ha mostrato come si dà il “buon esempio”!
A questo punto, però, al nostro Dario Fo mi permetterei di dare un consiglio.
Sarebbe meglio che si ritirasse dal proposito di essere usato “come un ariete“.
Infatti rischierebbe di farsi “molto male”, dopo la “scornata” che si è procurato domenica.
fonte
Pubblicato su Articoli, Dario Fo, Italia, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 24 Novembre 2005
Un messaggio di minacce ai principali leader occidentali – fra cui anche Silvio Berlusconi – con espliciti riferimenti alla politica interna italiana (come le polemiche sul sindaco di Marano, Mauro Bertini) e’ stato diffuso questa mattina in un forum islamico su Internet. Nel documento – la cui attendibilita’ e’ ancora da verificare – si minaccia la ”decapitazione” per Bush, Blair, Berlusconi, oltre al giapponese Koizumi e all’australiano John Howard. Una parte del testo – in cui si evidenzia una buona conoscenza della situazione interna italiana – e’ dedicata ad attaccare il presidente del Consiglio, preannuciando che ”il piano per il rapimento è pronto e dobbiamo solo dare l’ordine”. Il presunto terrorista fissa una data per ”il nostro appuntamento”, ovvero ”il prossimo aprile” (mese in cui si votera’ per il rinnovo del Parlamento) e, con riferimento alla missione in Iraq, critica la scelta del governo di avere ”posto l’Italia sulla cima di un vulcano solo per 2900 soldati”.
Nel messaggio si saluta invece con favore la scelta del leader dell’opposizione Romano Prodi ”che ha gia’ annunciato che ritirera’ le forze italiane”. Dopo avere minacciato ”di colpire le strade di Roma” se verranno ”candidate persone che sostengono la guerra”, l’estremista islamico definisce ”patriote le persone come il sindaco di Marano, Mauro Bertini”, la cui scelta di intitolare una strada allo scomparso leader palestinese Yasser Arafat (al posto dei ‘martiri di Nassiriya’) ha avuto una vasta eco sui media arabi. La firma sotto il messaggio di minacce e’ di un certo Rakan Ben Wilyams (gia’ apparsa in un precedente testo contro l’Italia) e del Global Islamic Media Front, l’organizzazione che nelle scorse settimane ha diffuso sul web alcuni numeri del cosiddetto ‘Tg di al-Qaeda’
Pubblicato su Al Quaeda, Elezioni, Integralismo, Italia, Mauro Bertini, Notizie, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 23 Novembre 2005
I carabinieri di Correggio hanno sgominato un’organizzazione che clonava bancomat e carte di credito, in Italia e in Europa. Dieci gli indagati, di cui sette in carcere. L’operazione e’ il proseguimento di una indagine condotta a settembre e ha permesso di ‘decapitare’ un sodalizio criminale di matrice romena che aveva contatti con altri gruppi europei.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 23 Novembre 2005
Eseguiti nella notte dai carabinieri 16 provvedimenti di fermo per traffico illecito di rifiuti e ricettazione di auto rubate. I provvedimenti di fermo sono stati emessi nei confronti dei presunti componenti una associazione criminale operante nell’area di Giugliano in Campania, a Nord di Napoli. Durante il blitz, che ha visto impegnati circa 150 carabinieri, e’ stata anche sequestrata la ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti con impianto operativo a Qualiano.
Pubblicato su Mezzogiorno, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 23 Novembre 2005
Arrestata dai carabinieri una ragazza rom di 20 anni.E’ accusata di non essersi presa cura della figlia di un mese, colpita da assideramento. La giovane, di nazionalita’ rumena, ieri sera a tarda ora, in una strada di Bari, chiedeva l’ elemosina ai semafori, sotto la pioggia incessante e il freddo, con in braccio la figlia di appena un mese. La bimba e’ stata ricoverata per problemi respiratori legati ad un principio di assideramento.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 23 Novembre 2005
Papa Benedetto XVI, con il ” motu proprio” del 19 novembre scorso, ha imposto nuove regole e nuovo vescovo ai francescani. Appare evidente che si sia trattato di un ” giro di vite” imposto al convento. (…) È il febbraio 2003. (…) In un’intervista al Corriere della Sera padre Vincenzo Coli, il custode del convento di Assisi, dove sarà ospitato Tarek Aziz, spiega il perché di questa scelta: « Mi hanno chiesto: accoglieresti il braccio destro di Saddam Hussein? Io ho risposto come avrebbe risposto Francesco. Noi tendiamo la mano a chiunque. Devo forse ripetere la storiella del lupo di Gubbio? » . L’intervistatore incalza: « Aziz è un genere di lupo che, mentre Saddam Hussein eliminava gli oppositori del regime impiccandoli ai pali della luce di Bagdad, commentava soddisfatto: per la città non potrebbe esserci ornamento migliore » . Laconica risposta: « Questo non lo sapevo » . L’averlo poi saputo – pur ammettendo la buonafede iniziale – non gli ha impedito comunque di ospitare Aziz e di proteggerlo, anche quando è finito sotto processo.(…)Come ricorda il vaticanista Sandro Magister, ad esempio la marcia della pace Perugia- Assisi del 14 ottobre 2002, è stata presentata da un comunicato da due leader del pacifismo cattolico, antiguerra e sostanzialmente anti- Usa: Flavio Lotti e padre Nicola Giandomenico, francescano, appunto. (…) Tutto sotto i fulmini della Cei. Il 24 settembre, il suo presidente cardinale Camillo Ruini ricordava che « occorre smascherare e superare quello pseudo- moralismo, presente purtroppo anche nei nostri Paesi e perfino tra i cristiani, che tende a vedere negli Stati Uniti la causa e la sintesi dei mali del mondo » . Ma proprio nel 2002, tra aprile e maggio, si consuma un’altra vicenda emblematica. Per 39 giorni si asserragliano nella Basilica della Natività, a Betlemme, retta dai francescani, 245 « rifugiati » palestinesi, presentati spesso e volentieri come ” palestinesi perseguitati dagli israeliani”. Si susseguono le denunce dei francescani contro le brutalità dell’esercito israeliano e di essere tenuti senza cibo e senza acqua. Poi si scopre che le cose non sono andate proprio così. E per giunta quelli chiusi nella basilica sono in gran parte guerriglieri armati di Hamas e delle brigate al- Aqsa.(…)
fonte
Pubblicato su Articoli, Chiesa, Hamas, Israele, Italia, Notizie, Palestina, Papa, Saddam Hussein | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 22 Novembre 2005
La troika europea, Francia, Germania e Gran Bretagna, ha proposto il 6 dicembre come data per nuovi negoziati con l’Iran sul nucleare.Lo ha annunciato una fonte diplomatica a Vienna. Nel corso dei nuovi colloqui si trattera’ di ‘parlare di una ripresa dei negoziati’ sul programma nucleare iraniano, ha precisato la fonte diplomatica. I negoziati si sono interrotti in agosto quando Teheran aveva anunciato una ripresa della conversione dell’uranio.
Pubblicato su Europa, Iran, Notizie, Nucleare | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 22 Novembre 2005
La Corea del Nord ha reagito oggi con estrema durezza contro l’approvazione all’Onu di una risoluzione di condanna sui diritti umani.In una prima reazione alla risoluzione della settimana scorsa, la Corea del Nord l’ha definita come un ‘complotto ordito dagli Usa per rovesciare il regime di Pyongyang” e minacciando di ‘moltiplicare per mille”il suo arsenale di ordigni nucleari. Lo afferma in una nota il ministero degli esteri, secondo l’agenzia ufficiale ‘Kcna’ ricevuta a Seul.
Pubblicato su Corea del Nord, Europa, Notizie, Nucleare, Repressione, Stati Uniti (USA) | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 22 Novembre 2005
Mani curate, cravatta rossa e una certezza: l’economia cinese è basata sullo schiavismo. D’accordo, ne parleremo, ma anzitutto chiediamo a Harry Wu se vuole parlarci dei suoi diciannove anni rinchiuso in un laogai. Ci guarda mestamente: «Devi prima capire che cos’è davvero un laogai». E noi credevamo di saperlo: sono dei campi di rieducazione voluti da Mao Zedong che hanno accolto non meno di cinquanta milioni di persone dalla loro costituzione, praticamente l’Italia intera; si è calcolato che non esista un cinese che non conosca almeno una persona che vi è stata soggiogata. E mia detenzione che non prevede processo. non prevede imputazione tantomeno esame o riesame giudiziario o possibilità di confrontarsi con un’autorità. La decisione di rinchiuderti è a totale discrezione del Partito. «Ma loro» dice «per definirti usano la parola prodotto, e il primo prodotto sei tu, quello che devi diventare: un nuovo socialista.(…) In un laogai non ci sono eroi che possano sopravvivere: a meno di suicidarti o farti torturare a morte. Scariche elettriche. Pestaggi manuali o con i manganelli. L’utilizzo doloroso di manette ai polsi e alle caviglie. La sospensione per le braccia. La privazione del cibo e del sonno. Questo ho visto, e così è stato per preti, vescovi cattolici, monaci tibetani».
Ci mostra la foto di un vescovo di 33 anni, e ancora altre foto in sequenza che nessun quotidiano o rotocalco potrà mai riportare: uomini e ragazzi inginocchiati, una ragazzina immobilizzata da due soldati mentre un terzo le punta il fucile alla nuca, una foto successiva in cui è spalmata a terra con il cranio orribilmente esploso.(…) furgoni modificati che raggiungono direttamente il luogo dell’esecuzione con il condannato legato con cinghie a un lettino di metallo, il tutto controllato da un monitor accanto al posto di guida. Poi via, si riparte verso altre esecuzioni da effettuarsi pochi minuti dopo l’emissione della condanna a morte. Noi sapevamo che la maggior parte delle condanne è pronunciata in stadi e piazze davanti a folle gigantesche, e che le cose, in Cina, sono tornate a peggiorare dal 2003, laddove ogni anno vengono giustiziati più individui che in tutti i Paesi del inondo messi insieme. «Nel 1984, dopo un articolo di Newsweek, smisero di portare i morti in giro per le strade come pubblico esempio», ci dice, «ma dal 1989 hanno ricominciato, e i familiari devono pagare le spese per le pallottole e per la cremazione». E la faccenda degli organi? «Le autorità prelevano gli organi dei condannati a morte in quanto appartengono ufficialmente allo Stato.(…) «I laogai sono parte integrante dell’economia cinese. Le autorità li considerano delle fonti inesauribili di mano d’opera gratuita: milioni di persone, rinchiuse, che costituiscono la popolazione di lavoratori forzati più vasta del mondo. E’ un modo supplementare, ma basilare, che ha fatto volare l’economia: un’ economia di schiavitù». Il numero dei laogai è imprecisato: è segreto di Stato.(….) A Reporter senza frontiere e ad Amnesty Internatonal è invece toccato il compito di raccontare della rinnovata abitudine di rinchiudere i dissidenti negli ospedali psichiatrici, spesso imbottiti di psicofarmaci senza che le ragioni degli internamenti fossero state neppure ufficialmente stabilite: accade nel Paese che per un anno e mezzo riuscì e celare l’epidemia Sars, giacché i dirigenti cinesi temevano che potesse scoraggiare gli investimenti occidentali. Cose delicate. La Cina cresce sino al 10 per cento annuo e si metterà in vetrina ai giochi olimpici del 2008: e ci sono da quattro a sei milioni di persone, rinchiusi nei laogai cinesi, che stanno lavorando per noi.(…)
fonte
Pubblicato su Articoli, Cina, Economia, Notizie, Repressione | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 22 Novembre 2005
«Voterei comunque laburista, ma con il cuore sto con Sharon». «Ci auguriamo la vittoria di Sharon». «E’ l’unica speranza per la pace tra israeliani e palestinesi». «Ha già fatto atti coraggiosi, è un uomo coerente». La sinistra (riformista) italiana «adotta» Ariel Sharon. Il premier israeliano non è più un tabù. Anzi, per qualcuno può essere anche un simbolo, il simbolo della pace. «E’ un uomo che ha fatto i conti con la necessità di riconoscere l’esistenza dello Stato palestinese, mi auguro un suo successo perché è protagonista di un’operazione importante», è il giudizio del diessino Umberto Ranieri, ex sottosegretario agli Esteri dell’Ulivo, che apprezza lo «strappo di Sharon dagli estremisti del Likud». Spera che il premier uscente, alleandosi con i laburisti, possa continuare il suo lavoro. E se ha una raccomandazione da fare è piuttosto al leader dell’Autorità palestinese Abu Mazen: «E’ importante che adesso anche lui accresca la sua autorità e riesca a contrastare gli estremisti palestinesi». Ancora più convinto delle buone ragioni di Sharon è Peppino Caldarola, che giovedì insieme a Ranieri, Ottaviano Del Turco, Marco Pannella, Piero Fassino e Fausto Bertinotti sarà tra i protagonisti del seminario «La sinistra e Israele», coordinato da Antonio Polito al Palazzo dell’Informazione a Roma. Per Caldarola, oltre ai meriti di Sharon c’è un altro fatto che «nessuno a sinistra ammetterà mai: la morte di Arafat ha contribuito a questi passaggi così importanti». Lui, se fosse israeliano non rinuncerebbe ad un voto al partito di Peretz, ma nel suo cuore tiferebbe per un successo di Sharon.
E’ incredulo Ottaviano Del Turco: «Non avrei mai detto che avrei visto una cosa simile: un leader israeliano che passa da bestia nera della sinistra mondiale a unica speranza per la pace in Medio Oriente». Del Turco, quando andò a Gerusalemme come segretario del Psi agonizzante, si sentì rinfacciare da Rabin «i danni incalcolabili di Craxi e Andreotti nei confronti di Israele».(…)
fonte
Pubblicato su Ariel Sharon, Articoli, Dichiarazioni, Italia, Sinistra, Yasser Arafat | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 21 Novembre 2005
Polemica a Marano, grosso comune alle porte di Napoli, per la decisione del Sindaco Mauro Bertini, esponente del PdCI, di cancellare “via Martiri di Nassirya“, recentemente istituita dal Commissario Prefettizio che prima di lui reggeva la Città. Nella foto, la cerimonia di intitolazione di “viale caduti di Nassirya” A Novi Ligure.
Quel che non è andato giù al Sindaco Campano è quel “martiri” nel nome della via. Se fosse stata intitolata ai “caduti di Nassirya” (come a Novi) non ci sarebbero stati problemi, ha dichiarato.
«I caduti in Iraq sono vittime che meritano rispetto e solidarietà. Sono rimasto sconvolto per la loro morte, ma non credo siano da considerare dei martiri». Ha detto Bertini- «Martire è colui che sceglie un’idea e per quella si fa uccidere, è uno che volontariamente si espone per l’idea a cui ha dedicato la vita. I militari italiani erano andati a Nassiriya a svolgere un lavoro per il quale erano pagati, ed erano consapevoli dell’eventualità di rischiare la vita. Sono certamente delle vittime, ragazzi che avevano bisogno di uno stipendio e che sono stati mandati lì dal governo che vuole difendere una quantità di interessi, fondamentalmente quelli dei petrolieri italiani”
Cancellata via “martiri di Nassirya”, il sindaco ha intitolato una via a “yasser Arafat, Nobel per la pace” ma questa volta è stato il prefetto a dissentire: devono passare dieci anni dalla morte, per intitolare una via ad una persona.
fonte
Pubblicato su Attentati, Comunisti Italiani, Guerre, Iraq, Italia, Mauro Bertini, Notizie, Sinistra, Yasser Arafat | 2 Commenti »
Pubblicato da Jake su 16 Novembre 2005
(…) si è riunito il Forum per il Futuro, un’iniziativa americana, adottata l’anno scorso dal G8 e appoggiata da 22 paesi arabi e islamici, che si propone di sostenere le riforme democratiche e di aiutare la società civile in medio oriente. (…) il modello del Forum è quello degli accordi di Helsinki del 1975, che legarono gli scambi economici al rispetto dei diritti umani e finirono quindi col portare democrazia e libero mercato nell’ex mondo comunista.(…) Anche l’opposizione e l’establishment del centrosinistra italiano se ne sono infischiati, nonostante da anni spieghino che la democrazia si promuove senza le armi, salvo poi snobbare i tentativi pacifici e multilaterali degli unici che davvero si battono per promuovere la democrazia, ovvero i cattivi americani di Bush. L’eccezione italiana, al solito, è quella inestimabile dei radicali di Emma Bonino. (…)
Christian Rocca
fonte
Pubblicato su Articoli, Christian Rocca, Emma Bonino, Italia, Radicali, Sinistra, Stati Uniti (USA) | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 15 Novembre 2005
La Guardia di Finanza di Catania sta eseguendo 24 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’operazione contro organizzazioni accusate di aver truffato l’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) nel settore delle indennità di disoccupazione. Lo hanno comunicato oggi le forze dell’ordine.
Secondo gli investigatori, le tre organizzazioni criminali che agivano con la complicità di liberi professionisti e di un funzionario dell’Inps nella città siciliana e nella provincia, avrebbero truffato l’istituto previdenziale per 15 milioni di euro grazie a richieste di indennità di disoccupazione per 5 mila falsi braccianti agricoli, spiega la nota.
Sono inoltre in corso 70 perquisizioni domiciliari in sedi di società, studi di professionisti e alcune abitazioni privati delle persone indagate, hanno aggiunto le forze dell’ordine
Pubblicato su Mezzogiorno, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 15 Novembre 2005
Cellule staminali adulte sono state per la prima volta isolate dal cuore umano e, successivamente trattate in laboratorio, si sono dimostrate in grado di riparare i danni causati dall’infarto una volta iniettate nel cuore di topi infartuati. L’annuncio – che apre la strada alla speranza che un giorno le staminali prelevate dal cuore del paziente possano riuscire a riparare i danni dell’infarto nel paziente stesso – è stato dato al Congresso dell’Associazione americana di cardiologia ed è frutto del lavoro di ricercatori italiani dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con la Johns Hopkins University di Baltimora.
Per la prima volta, dunque, cellule staminali sono state prelevate direttamente dal tessuto cardiaco umano con un obiettivo preciso: arrivare a curare i danni dell’infarto nello stesso cuore da cui sono state isolate. Un traguardo che ha segnato i primi risultati positivi nella sperimentazione sui topi, secondo quanto annunciato a Dallas. Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Dipartimento di medicina sperimentale e patologia dell’Università La Sapienza, che hanno lavorato in collaborazione con i colleghi americani. Per isolare le staminali cardiache, gli esperti hanno utilizzato piccolissime quantità di tessuto cardiaco (circa 20 milligrammi) derivante da biopsie non invasive su pazienti infartuati o trapiantati, ma anche da biopsie diagnostiche di routine.
In pratica i ricercatori hanno isolato cellule staminali adulte dal tessuto cardiaco e poi le hanno fatte crescere in laboratorio. In questa fase hanno osservato che le cellule, moltiplicandosi ed espandendosi, acquisivano una particolare struttura sferica e multicellulare (e per questo sono state definite Cardiosfere) rivelando tutte le proprietà caratteristiche del tessuto cardiaco. A questo punto, i ricercatori hanno impiantato le cardiosfere nel cuore di topi ai quali era stato indotto un infarto. Sorprendenti i risultati: i topi hanno dimostrato una capacità di recupero, in termini di contrazione del muscolo cardiaco infartuato, pari a ben il 30%.
Una scoperta che potrebbe aprire la strada ad enormi progressi nella cura del cuore, anche se, avvertono i ricercatori, si è ancora all’inizio del cammino ed ulteriori ricerche sono necessarie prima di un’applicazione concreta di questa tecnica all’uomo. Tuttavia, la scoperta si potrebbe rivelare eccezionale: “In futuro – ha spiegato il direttore del Dipartimento di cardiologia della Hopkins University, Edoardo Marban – le cellule staminali cardiache di un paziente infartuato potrebbero essere utilizzate per riparare i danni al cuore del paziente stesso, arrivando forse ad evitare in futuro il ricorso al trapianto”.
Ma l’utilizzo delle staminali cardiache prelevate dallo stesso paziente, hanno sottolineato i ricercatori, eviterebbe anche il rischio di rigetto. Insomma, si tratterebbe di un passo avanti decisivo. Finora, infatti, le cellule staminali adulte utilizzate nella sperimentazione per riparare i danni determinati sul cuore dall’infarto, erano prelevate soprattutto dal midollo osseo e dal sangue periferico. La loro funzione, hanno precisato gli esperti, era però limitata a rendere il cuore più vascolarizzato: tali cellule staminali non avevano cioé la capacità di trasformarsi in cellule cardiache vere e proprie, ovvero di riparare effettivamente il tessuto danneggiato.
Nelle sperimentazioni sono state utilizzate anche cellule staminali derivate dal tessuto scheletrico, ma anche esse presentano delle complicanze poiché non ‘legandosi’ completamente alle cellule cardiache provocano delle gravi aritmie. Problemi che si eviterebbero, hanno concluso gli esperti, almeno stando ai primi risultati ottenuti sui topi, con l’utilizzo di cellule staminali cardiache prelevate dallo stesso organo che sono chiamate a ‘riparare’.
Pubblicato su Notizie, Staminali (cellule) | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 14 Novembre 2005
(…) Che cosa le ha detto il premier Berlusconi in merito alla permanenza dei militari a Nassiriya?
«Il capo del governo italiano ha garantito che qualsiasi riduzione delle truppe sarà concordata con le autorità irachene ed avverrà in modo graduale. Gli esponenti del governo hanno detto che l’addestramento delle forze di sicurezza irachene proseguirà. Nel 2006 sarà possibile affrontare il problema del ritiro delle forze della Coalizione; noi iracheni vogliamo essere in grado di proteggere il nostro paese, ma il terrorismo rappresenta un pericolo per tutti, non solo per noi».
Lei ha incontrato anche i principali esponenti dell’opposizione…
«Sì, ho avuto colloqui con Prodi, D’Alema, Fassino e Rutelli. Hanno dimostrato di comprendere i problemi del nostro paese, hanno ribadito che, se vinceranno le elezioni in Italia, decideranno il ritiro dei vostri soldati schierati a Nassiriya, ma ciò avverrà in modo programmato, graduale e concordato. L’Italia non abbandonerà l’Iraq, i leader del centrosinistra hanno detto che l’aiuto proseguirà in altre forme, il vostro paese cercherà di favorire lo sviluppo economico e la stabilità dell’Iraq».
Lei si è espresso più volte contro la pena di morte, firmerà la condanna al patibolo di Saddam Hussein?
«La decisione spetta al Tribunale, noi rispettiamo l’indipendenza dei giudizi, sappiamo che non accettano interferenze. (…) Il consiglio di presidenza del quale faccio parte dovrà tuttavia esprimere un parere sulla sorte di Saddam. Io mi asterrò, non voterò, ma so che i miei due vice, voteranno a favore e questa è la volontà della maggioranza degli iracheni; solo una piccola minoranza della quale faccio parte si oppone. Saddam ha commesso gravissimi crimini contro l’umanità, ma io non firmerò la sua condanna a morte».
Rainews ha trasmesso un filmato sull’uso di agenti chimici da parte degli americani nel corso dell’assedio di Falluja..
«L’Iraq è un paese aperto, tutti i giornalisti possono venire e constatare ciò che è successo. Questi argomenti sono pura e semplice propaganda».
Da un intervista a Talabani
fonte
Pubblicato su Articoli, Guerre, Iraq, Italia, Romano Prodi, Saddam Hussein | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 14 Novembre 2005
«verdi e comunisti a parte, esistono nell’Unione fondamentali convergenze».
Giuliano Amato
Pubblicato su Dichiarazioni, Italia, Rifondazione Comunista, Sinistra, Unione, Verdi | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 13 Novembre 2005
Ancora tre operazioni importanti portate a termine dai militari dell’Arma: in Lombardia, in Piemonte e Valtrebbia.
La prima in Lombardia. L’arresto di 156 persone e la denuncia di altre 300: è il primo di una maxi-operazione anti-criminalità condotta dai carabinieri, nelle ultime 48 ore, in tutta la Lombardia, per contrastare in particolare rapine e furti in abitazioni e lo spaccio di stupefacenti. Fra gli arrestati, 106 sono extra-comunitari, di cui 57 ammanettati per la violazione della legge Bossi-Fini.
Ci sono anche tre romeni, accusati di immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento di minori per aver costretto una dozzina di ragazzini a chiedere l’elemosina. L’operazione anti-criminalità condotta dai carabinieri in Lombardia ha visto impegnati circa 2.000 militari che hanno controllato, in tutta la regione, 27 campi nomadi, 29 aree dismesse e poco meno di 8.000 sospettati, fra cui 1.054 stranieri di cui 106 sono stati ammanettati (57 per violazione della legge Bossi-Fini) e 152 portati in caserma, fra questi 78 sono stati gli espulsi. Sono stati anche sequestrati circa 5 chilogrammi di stupefacenti. L’operazione, che ha portato a 300 denunce e si è concentrata nelle aree urbane e nelle periferie, ha avuto in particolare lo scopo di prevenire e reprimere furti e rapine negli appartamenti, spaccio di stupefacenti e immigrazione clandestina. Proprio in relazione a quest’ultimo reato, i carabinieri hanno bloccato a Pioltello, alle porte di Milano, tre extracomunitari romeni che negli ultimi due anni hanno minacciato, sottoponendoli a ritorsioni fisiche e psicologiche, 12 minorenni dai 10 ai 14 anni per indurli a fare accattonaggio nel capoluogo lombardo.
Fra i diversi episodi, nella casa milanese di una filippina, sono stati trovati, nascosti dietro un quadro, circa 300 grammi di metanfetamina (una droga recente denominata con un termine inglese, Ice) che consente di ottenere circa 60 dosi da un solo grammo.
La seconda operazione in Valtrebbia (Piacenza), dove è stata scoperta una rete di spacciatori, nel comune di Perino, dai carabinieri di Bobbio; un marocchino di 36 anni, pregiudicato e con precedenti per vicende di droga, è stato arrestato perché sospettato di gestire il giro di spaccio. Per catturarlo i militari si sono “piazzati” per giorni nel campanile della chiesa di Perino. Oltre all’arresto sono state denunciate altre cinque persone, fra cui un quarantenne piacentino al quale sono state sequestrate 50 piante di canapa indiana coltivate sul proprio balcone e in un campo agricolo. L’operazione ha inoltre portato al sequestro di diverse dosi di hascisc e cocaina.
Da Torino – terza operazione – si ha conferma che due nordafricani clandestini sono stati fermati dalla polizia del commissariato dell’area di San Donato, per spaccio di droga. Gli agenti hanno sequestrato complessivamente circa 600 grammi di stupefacenti, tra cocaina e eroina. Entrambi i fermati sono stati scoperti nell’ambito di un’ indagine, coordinata dal vicequestore Antonio Politano, volta a scoprire i pusher della zona.
Khalid Juok, di 34 anni, marocchino, è stato trovato in possesso di quasi 600 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, più seimila euro in contanti e alcuni cellulari di provenienza furtiva. È in stato di arresto anche perché già raggiunto da ordine di espulsione, in quanto clandestino. Bloccato nei giorni scorsi con lo stupefacente, ha mostrato inoltre alla polizia un permesso di soggiorno falso, dunque deve rispondere anche di falsa attestazione d’identità.
Il secondo fermato è Saidi Malek ben Rhaiem, 40 anni, trovato con 25 grammi di cocaina, quasi 5 grammi di eroina, 4 mila euro in contanti e un ciclomotore rubato.
Pubblicato su Droga, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 10 Novembre 2005
Mia madre è francese, ho studiato francese e non posso non amare Parigi. Questo non mi esime però da una riflessione assai dura sulla realtà francese, a partire dai fatti. Qualche anno fa la Francia si trasformò nel paese più antisemita del mondo occidentale: sinagoghe e scuole ebraiche bruciavano, ebrei venivano aggrediti per strada, nasceva un gergo antiebraico, e nelle università parlare della Shoah era pericoloso e si rischiavano ripercussioni fisiche. Chiraq (e il premier di sinistra) ci misero un po’ a capire quanto fosse grave la situazione e, nell’ultimo anno sono riusciti a sedare gli atti di antisemitismo. Tali atti erano opera spesso e volentieri di maghrebini. E da questo blog li abbiamo denunciati puntualmente, allora. Poi c’è stato il voto presidenziale con la “sorpresa” di Le Pen (che se è stato così votato, era perchè la coesistenza tra francesi e maghrebini era pessima, evidentemente), la nazione francese che si stringe intorno all’altro candidato Chiraq che riesce a vincere e ad evitare l’onta di una Francia guidata da un fascista. Ora la rivolta delle periferie, che vede sempre in primo piano i maghrebini. O siamo ciechi, o non vogliamo vedere: il modello francese di integrazione (stato laicista, comunitarismo e politica estera ultra-filo dittature arabe) ha fallito clamorosamente. Se i francesi avessero il coraggio di ammettere che in tema di integrazione hanno sbagliato tutto, forse quello potrebbe essere l’inizio di una speranza per una Francia migliore.
Ultima nota: gli ebrei (insieme alle donne, agli omosessuali e alle minoranze religiose in genere) sono un termometro dell’intolleranza di un paese. Ancora oggi non è stata capita una grande e tragica lezione della storia: le ideologie fanatiche iniziano sempre dalle minoranze (spesso dagli ebrei), pensare che “tanto sono cavoli degli ebrei” è una scorciatoia che ha portato al disastro per tutti. L’hanno già vissuto in tanti, dai tedeschi col nazismo agli occidentali col fanatismo islamico – che sembravano entrambi avercela “solo” con gli ebrei – poi le cose si sono rivelate ben diverse. Gli ebrei sono solo il primo passo, poi seguono implacabilmente gli altri.
Per questo la Francia ha sbagliato tutto: non ha capito che gli atti antisemiti di 3 anni fa non erano “solo” da reprimere, erano anche un segnale d’allarme di quanti ribolliva tra la popolazione di origine maghrebina (e non solo).
autore
Pubblicato su Articoli, Ebrei, Francia, Immigrati, Immigrazione, Integrazione, Intolleranza | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 10 Novembre 2005
Pier Paolo Pasolini nell’aprile del 1967, sulla rivista Nuovi Argomenti diretta da Alberto Moravia, accusa la sinistra italiana di essere antisionista e prende le difese di Israele minacciato dal mondo arabo. E siamo alle porte della guerra dei Sei Giorni. “Giuro sul Corano che io amo gli arabi quasi come mia madre. Sono in trattative per comprare una casa in Marocco e andarmene la’. Nessuno dei miei amici comunisti lo farebbe, per un vecchio, ormai tradizionale e mai ammesso odio contro i sottoproletariati e le popolazioni povere. Inoltre forse tutti i letterati italiani possono essere accusati di scarso interesse intellettuale per il Terzo Mondo: non io. Nel Lago di Tiberiade e sulle rive del Mar Morto ho passato ore simili soltanto a quelle del ‘43, ‘44: ho capito, per mimesi, cos’e’ il terrore dell’essere massacrati in massa. Cosi’ da dover ricacciare; le lacrime in fondo al mio cuore troppo tenero, alla vista di tanta; gioventú, il cui destino appariva essere appunto solo il genocidio”. Dopo l’accusa alla sinistra di ipocrisia arriva la seconda stoccata: “Ma ho capito anche, dopo qualche giorno ch’ero la’, che gli israeliani non si erano affatto arresi a tale destino. (E cosi’, oltre ai miei vecchi versi, chiamo ora a testimone anche Carlo Levi, a cui la notte seguente l’inizio delle; ostilita’, ho detto che non c’era da temere per Israele, e che gli israeliani entro quindici venti giorni sarebbero stati al Cairo.) È dunque da un misto di pieta’ e di disapprovazione, di identificazione, e di dubbio, che sono nati quei versi del mio diario israeliano”. Si arriva all’attacco all’Unita’: “Ora, in questi giorni, leggendo l’Unita’ ho provato lo stesso dolore che si prova leggendo il piu’ bugiardo giornale borghese. Possibile che i comunisti abbiano potuto fare una scelta cosi’ netta? Non era questa finalmente, l’occasione giusta per loro di “scegliere con dubbio” che e’ la sola umana di tutte le scelte? Il lettore dell’Unita’ non ne sarebbe cresciuto? Perche’ invece l’Unita’ ha condotto una vera e propria campagna per creare un’opinione? Forse perche’ Israele e’ uno Stato nato male? Ma quale Stato, ora libero e sovrano, non e’ nato male? E chi di noi, inoltre, potrebbe garantire agli Ebrei che in Occidente non ci sara’ piu’ alcun Hitler o che in America non ci saranno nuovi campi di concentramento per drogati, omosessuali e…ebrei? 0 che gli ebrei potranno continuare a vivere in pace nei paesi arabi?
Forse possono garantire questo il direttore dell’Unita’, o Antonello Trombadori o qualsiasi altro intellettuale comunista? E non e’ logico che, chi non puo’ garantire questo, accetti, almeno in cuor suo, l’esperimento dello Stato d’Israele, riconoscendone la sovranita’ e la liberta’? E che aiuto si da’ al mondo arabo fingendo di ignorare la sua volonta’ di distruggere Israele? Cioe’ fingendo di ignorare la sua realta’?”. (..) questo breve testo di Pasolini lo qualifica come uno dei piu’ acuti osservatori del conflitto arabo-israeliano della sua generazione. In tempi in cui era automatico mentalmente tacciare lo Stato ebraico di “imperialismo”, Pasolini dimostro’ un grande coraggio. Un grande Pasolini.
fonte
Pubblicato su Articoli, Israele, Italia, Pier Paolo Pasolini, Sinistra | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 9 Novembre 2005
Pugno di ferro contro gli extracomunitari irregolari quello adottato dai carabinieri nel basso lodigiano, una delle zone d’Italia preferite dall’immigrazione clandestina per la vicinanza a Milano e la disponibilità di abitazioni rurali con affitti a portata di immigrati. E proprio in questa zona si è sviluppata una capillare azione di controllo che ha portato immediatamente risultati concreti. A partire dai furti in appartamento che, dati alla mano, sono calati in maniera significativa.
Attenzione alle cifre: da gennaio ad oggi, sono stati accompagnati alla Questura di Lodi, per i provvedimenti di espulsione, un’ottantina di extracomunitari irregolari molti dei quali maghrebini e per altri undici regolari, invece, è stata proposta l’espulsione o la revoca del permesso di soggiorno. I reati contestati più frequentemente? Il non aver ottemperato all’obbligo di espatrio, lo spaccio di stupefacenti e, appunto, il furto.
Intanto continuano i controlli dei carabinieri, soprattutto sulle abitazioni, per contrastare anche la microcriminalità.
E il dato spicca: i furti in appartamento, nei ventisei comuni della zona, sono scesi da 145 nel 2004 a 105 nel 2005, facendo registrare un calo del 15%. Insomma: l’azione di maggiore controllo del territorio dà i frutti preventivati.
Del resto, lo stesso ministro dell’interno Giuseppe Pisanu, nel rapporto annuale 2005 sullo stato della sicurezza in Italia metteva l’accento sulla fortissima incidenza sul totale dei reati commessi da immigrati irregolari (su un totale di 611.000 persone complessivamente arrestate o denunciate in Italia nel 2004, il 28,12 % era costituito da clandestini). Mentre sottolineava la tendenza positiva per i furti in abitazione, con la diminuzione è del 33,8% rispetto al quadriennio 1997-2001 e del 30,3% rispetto a quello 1993-1997.
Sul tema interviene Alfredo Ferrari, responsabile degli enti locali padani per la provincia di Lodi: «Il risultato è eccellente, loo si vede a vista d’occhio e dobbiamo per questo ringraziare le forze dell’ordine: si stanno dando molto da fare per stanare i clandestini, curando, soprattutto luoghi a rischio, ma anche quelli di maggiore aggregazione. Certo, rimane il fatto che l’irregolare agisce nell’ombra, quindi una stima esatta del fenomeno sfugge per forza ». Ma dal Lodigiano arriva anche un consiglio: «Controllate anche e soprattutto i cantieri edili – raccomanda Ferrari a chi è preposto alla sicurezza di tutti -. Nella nostra zona, ultimamente, credo siano luoghi preferenziali per il reclutamento di lavoratori in nero, soprattutto clandestini».
Pubblicato su Immigrati, Immigrazione Clandestina, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pubblicato da Jake su 9 Novembre 2005
Sembra giunta al termine l’occupazione dell’ Università Statale di Milano. Il motivo della protesta è sempre lo stesso: opporsi alla Riforma Moratti, con rivendicazioni quali il diritto allo studio, l’aumento dei finanziamenti pubblici alle scuole, la riduzione dei libri di testo e la laicità della scuola.
All’ingresso di via Festa del Perdono, oltre ai soliti slogan anti-Moratti, anti-Berlusconi e anti-America, si scambiano libri usati dove campeggia il pensiero marxista-leninista. Alle pareti fanno bella mostra bandiere di Cuba e della Palestina e alcuni manifesti con le immagini di tre ragazzi dal volto tumefatto: «Compagni dei centri sociali picchiati dai poliziotti-fascisti». Fanno riferimento a un episodio di non molto tempo fa quando un esponente dei centri sociali era stato ucciso durante un litigio: i compagni erano andati all’ospedale San Paolo provocando alcuni scontri con la polizia. Così, l’occupazione assume tutta una finalità politica, qualcuno dice anche che ormai protestare contro la riforma Moratti non serve a niente ma che è necessario tenere alta l’attenzione su Milano in vista di una presunta candidatura di un noto premio Nobel di sinistra a palazzo Marino.
I cartelli che invitano alla calma e a rispettare gli arredamenti e i muri, sono ignorati. Gli studenti che gestiscono la liberia Cusl vengono minacciati dagli occupanti: «Tanto la Cusl ve la spacchiamo ’sta notte! Vi conviene tenerla chiusa!». La libreria, offre a tutti gli studenti della Statale un servizio pubblico di fotocopiatrici: viene impedito di svolgere un servizio di pubblica utilità, viene calpestato il diritto di esprimere un pensiero considerato “controcorrente”. A pochi metri di distanza invece, un’altra libreria (legata però agli studenti di sinistra) prosegue indisturbata la sua attività. Durante la distribuzione di alcuni volantini che diffondevano la presa di posizione del Senato accademico, alcuni ragazzi dei centri sociali, partecipanti all’occupazione, hanno spintonato e insultato i ragazzi che li distribuivano. Si aggiungano gli atti di vandalismo, scritte sui muri con insulti pesanti alle istituzioni («Moratti a Nassyria») e alle forze dell’ordine. Ma gli atti vandalici non finiscono qui. Secondo le prime verifiche, sarebbero state danneggiate bacheche, banchi, finestre, caloriferi, quadri elettrici, arredamenti dei bagni e delle aule. La garanzia di un’occupazione “pulita” si è infranta.
Questa occupazione provocata da poche decine di studenti, sta impedendo a circa 60mila iscritti di seguire regolarmente le elezioni. Proprio per questo, il Senato Accademico ha approvato «la dichiarazione del Rettore circa il carattere evidentemente illegale di tale azione, decisa e attuata da poche decine di persone prive di qualsiasi rappresentatività e proseguita oggi con altri episodi di disturbo e impedimento delle attività». Il Senato Accademico ha condannato «nella maniera più ferma i comportamenti ai quali si è stati costretti ad assistere nella giornata odierna». Il documento in sostanza dà pieni poteri al Rettore di poter finalmente prendere i provvedimenti più opportuni – come richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine per attuare un risolutivo sgombero. L’Europarlamentare Matteo Salvini, studente in Scienze Storiche presso la Statale di Milano, non trova parole per definire l’occupazione: «Mi sembra di vedere i soliti studentelli che non hanno voglia di fare lezione e a cui piace dormire qualche notte con il sacco a pelo in università perché fa tendenza».
Pubblicato su Articoli, Intolleranza, Letizia Moratti, Milano, Sinistra, Università | Lascia un commento »