L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per Novembre, 2005

Cos’è un liberale

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

“[...]Ma che tipo di cultura politica è quella dell’identità? Rispondo: è tipica, propria, sana, cultura liberale e al tempo stesso tradizionalista o conservatrice.
Non c’è da scandalizzarsi per le parole “tradizionalista” o “conservatrice”. Non c’è da avere paura a dire chi siamo e perché lo siamo. Del resto, un tempo i bempensanti si scandalizzavano anche della parola “liberale”, che oggi invece si contendono tutti, a cominciare da quelli che liberali non sono mai stati.
Il liberale conservatore è conservatore sui princìpi e sui valori e liberale sulle riforme da fare in tutti i campi.
Il liberale conservatore è ostile a cambiare la pelle della propria tradizione o a venderla al presunto spirito della modernità o post-modernità, mentre è aperto a ogni riforma che rende più libera e dignitosa la vita degli uomini.
Il liberale conservatore è bendisposto verso lo Stato leggero e maldisposto verso lo Stato invadente.
Il liberale conservatore non è una specie strana o inconsueta. Per citare solo il mondo di oggi o di appena ieri, il liberale conservatore o tradizionalista è uno che applica le politiche di liberalizzazione della Signora Thatcher, di deregolamentazione di Ronald Reagan, del conservatorismo compassionavole di George W. Bush, delle riforme sociali di Tony Blair, e anche, sì, a dispetto del nome che allarma i pigri, dei “neo-conservatori” americani, anch¿essi liberali e pragmatici in politica ma attenti a tutelare i princìpi della storia del proprio paese.
Per racchiudere tutti questi personaggi in una formula sola, direi che il liberale conservatore è un liberale identitario, uno che, mentre chiede e attua riforme per affrontare le sfide della modernità, difende il più possibile la propria tradizione, perché nella propria tradizione è racchiusa la propria identità.[...]”

Marcello Pera

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La Francia (multiculturale) decide di stringere i cordoni delle frontiere.

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Stretta del governo francese sull’immigrazione familiare che con oltre 100 mila ingressi l’anno rappresenta più del 70% dell’intero movimento. Riunificazioni familiari, diritto di cittadinanza attraverso i matrimoni, controlli più accurati per quelli contratti all’estero, ma anche ammissione di studenti e vincoli di conoscenza della lingua sono tutti elementi che concorrono a ridefinire il quadro di una politica dell’immigrazione che il governo vuole «globale» e «mirata».
Anche se non ci sono richiami diretti alle sommosse che hanno colpito le banlieue francesi un mese fa, quanto è successo e le analisi fatte sulle cause sociali e ambientali non sembrano essere estranee alle nuove linee indicate oggi dal governo. In mattinata il primo ministro Dominique de Villepin ha presieduto il comitato interministeriale che ha definito il nuovo quadro e nel pomeriggio il ministro dell’interno Nicolas Sarkozy ne ha parlato davanti all’assemblea nazionale.
Con il suo solito linguaggio diretto Sarkozy ha detto in sostanza che la Francia vuole scegliere quanti arrivano sul suo territorio per poterli integrare. E vuole studenti validi, vuole ricercatori, vuole far fronte alle esigenze della solidarietà, ma non vuole più ospitare quelli che nessun altro al mondo vuole. Il ministro dell’interno ha snocciolato dati e cifre, ma ha anche lanciato critiche a Italia e Spagna per le operazioni di regolarizzazione di clandestini fatte tra il 2002 e quest’anno. Ha poi messo in dubbio l’opportunità di un riconoscimento automatico della cittadinanza legata al matrimonio per gli stranieri in situazione illegale al momento del matrimonio stesso; ha promesso 25 mila espulsioni l’anno prossimo; ha denunciato la presenza di 80-100 mila immigrazioni illegali ogni anno in Francia; ha sottolineato che i diritti sociali riconosciuti ai clandestini li spingono a venire nel paese. E che tutto ciò va rivisto.
Tra le indicazioni date sul piano c’è il raddoppio a quattro anni del termine dal quale uno straniero che ha sposato un francese può chiedere la cittadinanza; raddoppia e passa a due anni il tempo minimo perché uno straniero residente in Francia possa chiedere la ricongiunzione della famiglia. C’è una maggiore severità nel controllo dei matrimoni misti registrati all’estero e c’è la spinta ad essere più severi nel far rispettare la legge che proibisce la poligamia mentre cambieranno anche i criteri di ammissione degli stranieri che chiedono di poter studiare nel Paese favorendo l’ingresso di giovani di “alto potenziale” intellettuale.
Sempre ieri la Camera bassa del Parlamento francese ha approvato la nuova legge antiterrorismo, che aumenta l’uso della videosorveglianza nei luoghi pubblici e concede alla polizia più tempo per interrogare i sospetti.

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I lager cinesi ci sono anche in Italia

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Turni di 12 ore, con una paga fra i 400 e gli 800 euro mensili, assunzioni “in nero”, sistemazioni in alloggi di fortuna all’interno delle stesse fabbriche. Sono le condizioni di lavoro emerse durante l’ultima serie di controlli in otto laboratori tessili gestiti da cinesi a Crevalcore, nel bolognese.
Un’operazione interforze, chiamata “Made in China”, che ha visto operare congiuntamente Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, per contrastare lo sfruttamento della manodopera irregolare, l’immigrazione clandestina e monitorare l’economia sommersa. Nei laboratori controllati sono stati rintracciati 21 operai sprovvisti del permesso di soggiorno, per i quali è scattato il decreto di espulsione. Altri due cinesi, di 27 e 37 anni, sono stati arrestati per non avere rispettato precedenti provvedimenti di rimpatrio. Nei guai sono finiti anche i titolari dei laboratori: cinque imprenditrici cinesi, tutte donne, denunciate per favoreggiamento della permanenza di clandestini in Italia e sfruttamento di manodopera clandestina. I controlli, che a differenza di altre occasioni non hanno portato al sequestro dei locali, hanno evidenziato un miglioramento delle condizioni igieniche all’interno delle fabbriche, mentre non è cambiata la situazione di sfruttamento dei lavoratori.
Circa il 25% degli operai identificati era irregolare e, anche tra i regolari, un altro 25% risultava assunto “in nero”. I salari, a seconda del livello di specializzazione, erano riconducibili a tre fasce: 400, 600 e 800 euro al mese. Gli accertamenti hanno portato anche al recupero di 16.000 euro di contributi evasi, e altri 7.000 in sanzioni amministrative. In molti casi, i lavoratori e le loro famiglie venivano fatti alloggiare in sistemazioni di fortuna all’interno degli stessi stabilimenti, con bambini piccoli sorpresi a giocare fra i macchinari. La produzione era a ciclo continuo, con due turni di circa 12 ore, uno diurno e l’altro notturno.
L’operazione fa seguito ad altre due indagini analoghe condotte a settembre e ai primi di novembre. Il bilancio complessivo delle tre fasi dell’inchiesta è di 203 lavoratori controllati, 52 dei quali risultati clandestini, sei arresti in base alla Bossi-Fini, e 12 imprenditori denunciati. Secondo i dati in possesso degli investigatori, nella provincia di Bologna l’imprenditoria cinese rappresenta circa il 15-16% del settore tessile e pelletteria.

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Costringeva la bambina a mendicare.

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Costringeva la sua bambina a chiedere l’elemosina per ore a un semaforo, anche sotto la pioggia. Per questo una romena e’ stata arrestata. La donna, 29 anni, e’ stata denunciata a Firenze per l’impiego di minore nell’accattonaggio in seguito a varie segnalazioni giunte ieri alla polizia sulla presenza di una bambina che chiedeva l’elemosina a un semaforo. La bambina e’ stata sottratta alla madre e affidata a un centro per minori

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Rutelli, la sinistra e Berlusconi

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Al centrosinistra non puo’ piu’ bastare il collante dell’antiberlusconismo. Per Rutelli e’ il momento di parlare dei contenuti. ‘In 12 anni - spiega il presidente della Margherita - nel centrosinistra siamo stati uniti dall’avversione a Berlusconi e dobbiamo essere consapevoli che il suo ciclo sta finendo’. Per Rutelli l’Ulivo deve ora concentrarsi sui contenuti e spiegare le proposte con le quali intende rispondere alla crisi dell’Italia.

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Sinistra abortista promuove la gravidanza

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Un emendamento alla Finanziaria che prevede varie forme di assegno a sostegno della gravidanza, e’ stato presentato dalla Margherita e dai Ds. La proposta, primo firmatario Giuseppe Fioroni, prevede un assegno di 350 euro mensili dal terzo mese di gravidanza fino al parto per le ragazze madri in condizioni di disagio sociale con un reddito non superiore a 25.000 euro annui e un assegno di 250 euro, dal sesto mese, per donne disoccupate o con lavori che non prevedano tutele alla maternita’.

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Un volontario per la “castrazione chimica”

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Per la prima volta in Italia un detenuto, condannato per reati sessuali, ha richiesto la castrazione chimica. A dare la notizia è stato il ministro per le Riforme Roberto Calderoli dopo che i legali dell’uomo in carcere lo hanno contattato presentandogli la richiesta, da parte del suo assistito, di potersi sottoporre al trattamento androgenico.
«Se io esco - ha detto il condannato - sono certo che tornerò a farlo e l’unica strada che vedo possibile è quella di sottopormi all’andro-sospensione».
Contattato dagli avvocati Calderoli si è impegnato a informare al più presto il ministro della Giustizia Roberto Castelli per rendere possibile la somministrazione del farmaco all’uomo che ne ha fatto richiesta.
Il provvedimento in numerosi Paesi europei è già previsto per legge.

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Italia: 20 mila baby accattoni e 50 mila minori abbandonati.

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Domenica scorsa è stata celebrata la Giornata mondiale per l’infanzia e l’adolescenza. Per l’occasione è stata fatta un’indagine da parte della Commissione bicamerale per l’infanzia, che ha denunciato una realtà veramente preoccupante in Italia e nel mondo.
- Accattonaggio. Secondo l’Opera Nomadi, dal 2000 al 2005, sono 20.000 i baby accattoni che invadono le strade delle città italiane e circa 50.000 i minori stranieri abbandonati. I bambini coinvolti nell’accattonaggio sono di tutte le età, a partire dai neonati in braccio ai genitori.
Questo esercizio frutta al racket almeno 500 milioni l’anno.(…)

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Arabia Saudita: le donne fanno un primo passo verso l’emancipazione

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

Due imprenditrici saudite sono state elette nel consiglio dei direttori della Camera di Comercio e dell’Industria di Gedda. Un risultato senza precedenti che sancisce la caduta di un tabu’ in Arabia Saudita, dove per la prima volta nella storia del regno wahabita e’ stato permesso alle donne di candidarsi. Sono state 17, su 71 candidati, le imprenditrici che hanno accettato la sfida e si sono candidate ai dodici posti elettivi (i rimanenti 6 sono di nomina ministeriale). “Sono felice, ma ancora scossa”, ha detto Lama al-Suleiman, una delle due vincitrici insieme con Nashwa Taher. “E’ un grande balzo per le donne saudite, una risposta alle istanze delle popolazione”, ha aggiunto la signora Suleiman, 39 anni, madre di quattro figli.

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Cina: continuano le persecuzioni anticattoliche

Pubblicato da Jake su 30 Novembre 2005

La nuova campagna di arresti contro i sacerdoti della Chiesa sotterranea è “un fallimento”, una cosa “inutile” e “infantile”. Essa serve solo a incrementare il numero dei simpatizzanti e delle vocazioni clandestine al sacerdozio. In più, essa spinge a una maggiore collaborazione fra sacerdoti clandestini e della chiesa ufficiale.È questa in sintesi, la risposta dei cattolici agli arresti che sono avvenuti in queste settimane nell’Hebei. Il 7 novembre sono stati arrestati due sacerdoti; il 9 è stato arrestato il vescovo di Zhengding, mons. Giulio Jia Zhiguo (v. foto); il 18 novembre sono stati arrestati altri 6 sacerdoti.

Tutti loro sono costretti a subire “sessioni di studio”: interminabili ore di lavaggio del cervello per convincerli ad aderire all’Associazione Patriottica, l’organismo di controllo delle comunità, che vuole far nascere una Chiesa nazionale, separata dalla Santa Sede. (…)

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Stupro di gruppo

Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005

La notte tra sabato 19 e domenica 20 novembre per una 25enne rumena irregolare è stata una vera “odissea”, come l’ha definita il dirigente della Squadra mobile di Milano Vittorio Rizzi.
La ragazza, che si prostituiva in una discoteca di Pieve Albignola, nei pressi di Voghera (Pv), è stata avvicinata da un cliente albanese che l’ha caricata in auto e l’ha condotta in un appartamento di via Montenero 22 a Milano, dove per tutta la notte è stata violentata da un connazionale dell’uomo, sotto lo sguardo di altre persone, tra cui una minorenne.
Una sorta di “rito di iniziazione” secondo gli inquirenti, potrebbe essere alla base del fatto: il tentativo di mettere alle proprie dipendenze una prostituta ‘libera’. Alla fine della nottata, dopo le ripetute violenze, molte delle quali non protette, le persone che si trovavano nell’appartamento (l’uomo che l’aveva avvicinata in discoteca, un uomo e una donna suoi connazionali, il violentatore stesso e una minorenne rumena) avrebbero, secondo la denuncia della vittima, lanciato monetine in aria, “come per festeggiare”.
“Ti è piaciuta la ragazza?” avrebbero chiesto i presenti all’uomo che l’aveva stuprata per tutta la notte: ” Sì avete fatto una buona scelta”, avrebbe risposto lui.
La ragazza, picchiata e morsicata, alla fine della sua odissea è collassata. A quel punto le persone in casa sono fuggite. Tutte tranne uno di loro, che ha chiamato l’ambulanza.
L’uomo è stato subito messo in stato di fermo, così come gli altri, che sono stati fermati dalla polizia nei giorni successivi. Il Gip Anna Cattaneo ha convalidato il fermo, con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, per tutti. La ragazzina rumena è invece denunciata in stato di libertà.
La vittima dell’episodio ha spiegato agli inquirenti di essere talmente spaventata da voler tornare immediatamente in Romania, cosa che ha già fatto.

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La Fallaci è pacifista

Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005

“E sull’Iraq cosa mi dice?
Le dico ciò che ho detto ne “la forza della ragione” e prima ancora nell’articolo che la vigilia della guerra pubblicai sul Wall Street Journal per esprimere i miei dubbi sull’opportunità di farla; l’articolo in cui spiegavo perché gli iracheni li avrei lasciati bollire nel loro brodo. Intendiamoci a me fa piacere che Saddam sia stato tolto di mezzo (..) Però il prezzo per toglierlo di mezzo è stato troppo alto. Il terrorismo islamico si è moltiplicato i morti hanno partorito morti e continuano a partorire morti. E come scrissi in quell’articolo ci ritroveremo con una Repubblica Islamica dell’Iraq, cioè con un paese nel quale i mullah, gli imam impongono il burkah lapidano le donne impiccano la gente e insomma nuotano dentro oceani di sangue. Allora tanto valeva tenersi Saddam Hussein.”

Dal libro “Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci”.

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Da Bush una lezione di civiltà: giù le mani dai gay perseguitati negli Emirati Arabi.

Pubblicato da Jake su 29 Novembre 2005

The U.S. State Department has condemned the United Arab Emirates’ arrest of more than two dozen gays who were detained at what police called a mass homosexual wedding. It has also warned the government that any attempt to treat the detainees, such as with male hormones, would violate international law. (…)

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