I carabinieri di Verona hanno sgominato una organizzazione di narcotrafficanti e sfruttatori di prostitute. Sei persone sono state arrestate in un’operazione tra il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Liguria. L’organizzazione, formata prevalentamente da albanesi, gestiva un traffico di prostitute dall’Europa dell’Est. Le giovani, tutte giovanissime, erano costrette a prostituirsi con minacce e violenze di ogni genere.
Archivio per Maggio 2005
Sgominata banda di albanesi
Pubblicato da Jake su 31 Maggio 2005
Pubblicato su Droga, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Iran: test missile 2.000 Km gittata
Pubblicato da Jake su 31 Maggio 2005
L’Iran ha sperimentato con successo un missile con una gittata di 2.000 chilometri e combustibile solido. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Ali Shamkhani. Lo Shahab-3 e’ un missile sviluppato in Iran da una tecnologia nordcoreana e sperimentato lo scorso anno. E’ in grado di raggiungere lo Stato di Israele, di cui la Repubblica islamica non riconosce il diritto all’esistenza. Il fatto di usare combustibile solido migliora la precisione del missile.
Pubblicato su Iran, Israele, Notizie | Lascia un commento »
La Russia resta. E l’Unione, che fa?
Pubblicato da Jake su 30 Maggio 2005
Annunciando il suo assenso rapido e immediato alla richiesta del governo iracheno di prorogare il mandato dell’Onu alla Forza multinazionale, la Russia ha sbriciolato il raccordo con Francia e Germania sulla politica di contrasto agli Stati Uniti sull’Iraq. Il ministro degli Esteri di Baghdad, Hoshyar Zebari, ha inviato all’Onu la richiesta di prolungare il mandato alla “coalition of willing” con serie motivazioni: “Nonostante gli sforzi continui di costruire le nostre forze di sicurezza, esse non possono ancora assumersi la piena responsabilità della sicurezza nazionale e della difesa dei confini”. Dopo meno di 24 ore, il portavoce del ministero degli Esteri russo, Aleksander Yakovenko, ha reso noto l’assenso di Mosca alla richiesta, con una rapidità che ha un profondo significato politico. Vladimir Putin ha infatti chiaro che, a quattro mesi dal successo delle elezioni irachene, Parigi e Berlino non sono ancor riuscite a elaborare una nuova strategia, che sono ai margini del processo in corso, che appaiono rassegnate a un ruolo di futura emarginazione. Per nulla intenzionato a farsi escludere da un’area in cui la Russia ha grandi interessi petroliferi, Putin lascia al loro destino Gerhard Schröder e Jacques Chirac e lancia un messaggio di alleanza a George W. Bush. Questo quadro rende indifendibile la richiesta di ritiro dei contingenti nazionali, a partire da quello italiano. Oggi, infatti, la richiesta di prolungamento della missione è avanzata da un governo iracheno democraticamente eletto e sarà avallata dall’Onu. Chi voterà contro il finanziamento della missione di Nassiriyah – come l’opposizione ha sempre fatto in Italia – voterà contro la richiesta del governo democratico di Baghdad.(…)
Pubblicato su Articoli, Francia, Germania, Guerre, Iraq, Notizie, Russia, Stati Uniti (USA) | Lascia un commento »
Non votare (lo dicono anche i DS).
Pubblicato da Jake su 30 Maggio 2005

Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
Pubblicato su Bioetica, Fecondazione Eterologa, Fecondazione assistita, Immagini, Sinistra, Staminali (cellule) | Lascia un commento »
Razzia in abitazione nel Bolognese
Pubblicato da Jake su 29 Maggio 2005
Armati con due bastoni da muratore, hanno assaltato nella notte un’abitazione di Mezzolara, piccolo centro della pianura bolognese, minacciando la famiglia e portandosi via valori e soldi per un totale di circa 30.000 euro: ad agire, secondo i primi accertamenti dei carabinieri, sarebbero stati tre uomini, probabilmente slavi. La rapina è accaduta intorno alle 23.30 quando i tre hanno fatto irruzione nella casa, intimando a marito e moglie e alla figlia adulta che erano già andati a dormire di non fare alcun movimento: in pochi minuti, hanno fatto razzia di gioielli e soldi, per poi scappare. Le indagini dei militari riguardano anche controlli di persone che potrebbero essere entrate in contatto per lavoro con il capofamiglia, un piccolo imprenditore titolare di una compagnia di facchinaggio.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Preso albanese “re” delle rapine in casa
Pubblicato da Jake su 29 Maggio 2005
Specializzato in rapine in ville e appartamenti, dove si introduceva nottetempo forzando porte o finestre, un albanese clandestino di 32 anni con ben 16 alias è stato alla fine bloccato dalla polizia a Pesaro, con il sospetto di aver messo a segno nove furti in città. L’uomo deve anche scontare quattro anni e sei mesi di reclusione per rapine commesse a Carrara nel ‘97, ed era ricercato dalla magistratura toscana. Nella sua abitazione sono stati trovati oggetti d’oro e numerosi attrezzi da scasso: cacciaviti e utensili per praticare fori nei vetri delle finestre, oltre a delle torce. Sicuramente l’extracomunitario, che si spostava fra Milano, la Toscana e le Marche, agiva con la complicità di altre persone, la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Nel suo modus operandi c’era una particolarità, faceva quasi sempre i propri bisogni nelle case prese di mira.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Poche fiaccole per la Cantoni
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
C’erano anche Simona Pari, Simona Torretta e Giuliana Sgrena in piazza del Campidoglio ieri a Roma. Le tre superstiti dei rapimenti in Iraq chiedevano la liberazione di Clementina Cantoni, l’ultima italiana rapita. Non in Iraq ma in Afghanistan. E in questo, forse, sta la differenza.
Già, perché per le due Simone e per la giornalista de Il Manifesto, le fiaccole in piazza erano molte di più, le pagine sui giornali e gli interventi in Parlamento anche.
Per Clementina ieri in Campidoglio c’erano poche centinaia di bandiere contro le 500 mila della Sgrena. E c’è voluto l’appello del sindaco di Roma Walter Veltroni perché il popolo della pace si decidesse a manifestare. “La fiaccolata di ieri è stato un modo per far sentire a Clementina, se potrà vederla, a chi l’ha rapita e al mondo intero la solidarietà dei romani e degli italiani che vogliono subito la sua liberazione” ha detto Veltroni.
Ma è stato anche un modo per fermare sul nascere le nascenti polemiche sui “rapiti di serie B”.
Solo ieri, infatti, dopo otto giorni di silenzio, si è parlato di nuovo di guerra e di ritiro delle truppe (visto che anche in Aghanistan ci sono soldati), come era avvenuto a gran voce nei casi precedenti.
Ma Clementina Cantoni non si trova in Iraq e non ha dalla sua parte una forte appartenenza politica: è una che “non serve ad alcuna causa politica, che fa in silenzio il suo lavoro” scrive nei blog chi la conosce. “Clementina è come il Congo, come il massacro dei Pigmei, come il Ruanda un tempo, come Timor Est: luoghi e realtà che non meritano attenzione, dove si viene rapiti e si muore e chissenefrega. Luoghi e persone da serie b”.
In compenso, in piazza c’erano anche due enormi bandiere afghane listate a lutto, vessilli tenuti in alto da una delegazione dell’Associazione Culturale degli Afghani in Italia: “Ci vergogniamo per quello che è successo in Afghanistan” hanno detto. Ma anche laggiù le cose sembrano avvolte nel torpore e nella lentezza.
Pubblicato su Afghanistan, Articoli, Clementina Cantoni, Giuliana Sgrena, Guerre, Italia, Ostaggi, Simona Pari, Simona Torretta, Terrorismo | Lascia un commento »
Da antisionismo ad antiebraismo
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Giorni fa ho scoperto sul sito web del mio Dipartimento che la homepage di un collega conteneva alcuni links a siti di ultra sinistra. Un semplice click mi ha messo in pochi secondi di fronte al fatto che questi siti si occupavano di me in modo non propriamente benevolo. Debbo dar atto che il direttore del mio dipartimento è intervenuto con energia e, in generale, l’istituzione ha funzionato a dovere, anche se l’episodio la dice lunga su cosa si agita in certi sottoscala universitari.
Ecco qualche esempio del contenuto di questi siti. In uno si riporta per intero un mio articolo pubblicato su “Il Foglio” concernente i recenti fatti di boicottaggio anti-israeliano, con un solo commento: “da parte di AntiSion per Giorgio Israel” seguito da una stella di David gialla con al centro la scritta “nazi israel” e un’animazione che trasformava la stella in una svastica.
In un altro sito i miei scritti vengono presi a spunto per additarmi come membro della “scuderia sionista”(Gol, Fait, Israel e Nirenstein la “colona dai capelli rossi”) e della “lobby ebraica” che tesse infami trame per intralciare la giusta lotta contro lo sharonismo.
In un altro sito ancora si dice che io sono “certamente un ebreo” ma non un “progressista”, perché sarei invece “uno dei più luminosi esempi (troppo onore… ndr) della destra reazionaria e fondamentalista” italiana, emblema della “triste parabola di gran parte degli ebrei della diaspora”; che basta a qualificarmi la collaborazione con “il carognesco sito Informazione Corretta”; e che mi è concesso spazio da personaggi come “Lerner e Ferrara… ebrei appunto”.
Come si vede il passaggio dalla tematica antisionista a quella antiebraica non è neppure mascherato.(…)
Pubblicato su Articoli, Giorgio Israel, Intolleranza, Sinistra | Lascia un commento »
Cofferati in crisi
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Bologna la grassa, Bologna la dotta, Bologna tappezzata di adesivi che intimano al suo sindaco di togliere il disturbo. La permanenza di Sergio Cofferati a Palazzo d’Accursio non è delle più felici: un micidiale intreccio di imbarazzanti vicende personali e logoranti querelle politiche stanno complicando il mandato e la vita al primo cittadino. Al punto che l’ex leader della Cgil ha deciso di prendere il toro per le corna, sfidando in Consiglio comunale gli alleati-contestatori. Vada come vada.
Cofferati porterà in aula una mozione scritta di suo pugno sulla questione delle occupazioni che avrà il significato di un voto di fiducia. I partiti della sinistra bolognese dovranno chiarire se condividono il pensiero e l’operato del loro sindaco o se stanno dalla parte dei disobbedienti e della frangia di comunisti rifondati che gli hanno gettato la croce addosso accusandolo di essere uno sceriffo tutto “legge e ordine”.
«Sto con i proprietari maltrattati e con i poliziotti malmenati. A chi dice che l’occupazione è legittima dico che non è così. Se ci sono persone in lista d’attesa, che aspettano la casa da tantissimo tempo, quelli sono i legittimi assegnatari», aveva dichiarato a “La Stampa” il sindaco commentando il corteo dei No global di sabato scorso che lo aveva messo alla berlina. Nei confronti di Sergio Cofferati l’animosità è forte dopo la bagarre di mercoledì scorso con la polizia. Al carcere della Dozza sono finiti tre estremisti: Vittorio Sergi, genovese di 27 anni, Fabiano Di Berardino, pescarese di 23, e Carmine Guaragna, 32 anni, di Potenza. Tutti accusati di occupazione di edificio, resistenza e violenza a poliziotti, con l’aggravante dell’eversione.
Cofferati, che appena tre anni fa si era posto alla testa della sinistra movimentista nella guerra sull’art. 18, ha disilluso i fans di un tempo ancora recente schierandosi per gli sgomberi e dalla parte dei poliziotti. Ed è così che la base degli incontrollabili gli si è rivoltata contro, con tutta l’intenzione di fargli pagare anche le speranze disattese perchè obiettivamente il Cinese in Comune non ha realizzato un granchè, nè di sinistra nè d’altro.
«Anzi – dice Giampiero Bagni, segretario provinciale leghista – ha combinato dei gran pasticci. Errori madornali. Vuol fare politica di testa sua come nella faccenda del metrò, dove è riuscito a far perdere alla città i finanziamenti del Cipe e quindi Bologna… resterà a piedi».
Sarà la conseguenza delle folle osannanti di girotondina memoria, ma effettivamente qualcuno dovrebbe spiegare all’ex sindacalista che Palazzo d’Accursio non è Versailles. Premura che forse toglierebbe a Cofferati la strana idea di essere il Re Sole, come malignano i suoi cortigiani. Non siamo ancora alla cerimonia mattutina del “lever du Roi”, ma se un sindaco può essere avvicinato dai propri più o meno fedelissimi assessori solo dietro appuntamento, lunga attesa e rassegna delle segretarie, allora si comprende che il clima in municipio non sia dei migliori. «Su certi atteggiamenti del sindaco – spiega Bagni – può aver influito la sua tribolata situazione personale, culminata nell’episodio della moglie che lo ha schiaffeggiato in Consiglio comunale… Ma è certo che le tensioni maggiori sono un’eredità della campagna elettorale. E’ noto il malcontento della Margherita che si aspettava poltrone pesanti, come la presidenza dell’Azienda dei trasporti. Anche Rifondazione comunista faceva conto su una ricompensa, in questo caso soprattutto di natura ideologica. Nella faccenda degli sgomberi si sono sentiti traditi». E il braccio di ferro, considerate le divisioni che attraversano la sinistra, ha subito trovata eco sul piano nazionale. A Cofferati che dice “o con me o contro di me” ieri ha risposto Fausto Bertinotti: «Voteremo contro l’ordine del giorno del sindaco, ma non usciamo dalla giunta». Quasi un’occupazione. A Bologna c’è in vista un altro “sgombero”?
Pubblicato su Articoli, Italia, Sergio Cofferati, Sinistra | Lascia un commento »
Nei centri rivolta guidata
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
«Si tratta di un piano preordinato per creare caos». Così Luigi Peruzzotti, vicepresidente dei senatori del Carroccio, commenta le notizie dei disordini legati ai Cpt.
«Il momento è destabilizzante e il rischio è che la situazione peggiori».
La sinistra però chiede la chiusura dei centri di accoglienza temporanea, mentre il leader dei no global Luca Casarini invita a sostenere le rivolte di quelli che definisce “campi di concentramento”
«Altro che chiudere – dice Peruzzotti – bisogna farne altri: i cpt sono troppo pochi e dislocati male a livello nazionale e quindi troppo spesso rischiano di avere più ospiti di quanti ne possono contenere. Le forze dell’ordine fanno fatica a gestire alcune situazioni che sono ingovernabili e ciò che è successo a Milano in via Corelli lo dimostra. La soluzione non è chiuderli ma crearne altri, altrimenti la situazione diventerà sempre più esplosiva. Casarini incita alla rivolta? È davvero intollerabile che qualcuno istighi alla violenza; se lo avessimo fatto noi della Lega saremmo già stati arrestati».
Peruzzotti è anche convinto che tutto questo interesse sia meramente strumentale: «Alla sinistra come ai no global non importa niente di questa gente: ne cavalcano la protesta solo per un interesse politico. Se non fosse così la sinistra si impegnerebbe nei comuni che amministra, a creare strutture diverse e ad attuare nuove politiche, visto che critica quelle esistenti, perchè non lo fa? Perchè segue un interesse di bottega che nulla ha a che fare con questa povera gente»
Dunque il senatore della Lega invita ognuno a fare la sua parte: il ministro Pisanu intervenga per quel che gli compete e la Magistratura faccia altrettanto perchè l’istigazione a delinquere può essere perseguibile.
Intanto per frenare l’immigrazione clandestina non c’è altra via che restringere le maglie dei controlli.
«Anche sul fronte delle regolarizzazioni che spesso sono irregolari, e non è un gioco di parole. Le domande vanno sottoposte a controlli più severi perchè ci sono organizzazioni che se ne occupano in maniera legale, altre che lo fanno a fini di lucro, procurando falsi post di lavoro, altre ancora che sono legate alla criminalità»
Insomma, la questione immigrazione sembra essere una bomba a orologeria pronta a scoppiare.
«Gli immigrati nei cpt sono pochi rispetto a tutti quelli che stanno fuori e l’istigazione dei no global rischia di accendere la miccia. Ma a loro è tutto permesso; i poliziotti vanno sotto processo, i no global invece no. La misura è colma: servono precise contromisure su più fronti» conclude Peruzzotti.
E sui disordini di via Corelli è intervenuto anche Massimiliano Orsatti, Segretario Provinciale della Lega Nord di Milano: «Ciò che è accaduto è l’ennesimo schiaffo alla legalità da parte di clandestini che, secondo la legge italiana, non hanno diritto a restare sul nostro territorio e che infatti transitano dal cpt di via Corelli in attesa di essere espulsi» E rivolge un plauso alle forze dell’ordine che sono riuscite a sedare la rivolta con tempismo e determinazione;
Dure anche le parole dell’europarlamentare Matteo Salvini: «Rispediamoli tutti a casa, il più lontano possibile dall’Italia e alle associazioni per i diritti umani, che sostengono quanti stanno in via Corelli si facciano pagare le spese e i danni»
E l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica, Davide Boni propone di ripensare al più presto «al futuro dell’area di via Corelli, chiudendo il centro di permanenza per realizzare quanto previsto dagli strumenti urbanistici in vigore: verde attrezzato e sport di livello comunale».
La linea dura è stata ribadita anche dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu: «Sul tema dell’immigrazione clandestina si stanno montando inquietanti speculazioni politiche ed operazioni eversive che vanno respinte con la massima fermezza – ha detto Pisanu commentando i fatti di Torino, Modena e Milano – Attendo di conoscere l’esatto svolgimento dei fatti in ordine ai gravi episodi e alla rivolta violenta di alcuni immigrati clandestini nel cpt di Milano».
Il ministro ha poi aggiunto: «Sulla questione degli immigrati clandestini di certo non cederemo a pressioni e minacce, da qualunque parte provengano».
Pubblicato su Articoli, Carceri, Immigrati, Immigrazione, Italia | Lascia un commento »
Pronti a tutto per non tornare a casa
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Ad istituirli fu un governo di centrosinistra nel ’98, con la legge Turco-Napolitano, e la Bossi-Fini, approvata dal governo di centrodestra nel 2002, non ha fatto altro che confermarli in blocco: e così i 15 Cpt italiani – Centri di permanenza temporanea per istituzioni e forze dell’ordine, “lager” per sinistra radicale e no global – sono rimasti quelli di otto anni fa, con gli stessi problemi. E le stesse rivolte. L’ultima è della notte scorsa nel centro di via Corelli a Milano, un edificio nell’estrema periferia della città: un tentativo di fuga, stanze e suppellettili distrutte, 21arresti. Non è la prima volta che i circa 300 immigrati che può ospitare il cpt milanese si ribellano. Era già successo il 9 aprile scorso, quando si rivoltarono per il ritardo nei soccorsi ad un uomo ferito: finì con due arresti.
Ma la scia delle rivolte nei centri disseminati in Italia è lunga e, a volte, anche tragica, come nel ’99 a Trapani: fu appiccato un incendio e alla fine si contarono sei clandestini morti. A Bologna, tra marzo e aprile del 2004, furono attuati tre tentativi di fuga, con altrettante rivolte, che portarono all’arresto di decine di immigrati e al ferimento di numerosi appartenenti alle forze dell’ordine. Altro Cpt “caldo” è quello di Isola Capo Rizzuto: in due mesi, tra luglio e agosto del 2004, vi furono più di un tentativo di fuga e, ancora una volta, scontri tra immigrati e forze dell’ordine. Difficile anche la situazione del centro di Melendugno, quello di Don Cesare Lo Deserto. Il 12 luglio del 2004 gli extracomunitari distrussero i vetri, sfondarono le porte, lanciarono suppellettili ovunque. Al “Serraino Vulpitta” di Trapani negli ultimi sei anni è stato un continuo tentativo di fuga: l’ultimo nel settembre 2004, un incendio, poi la rivolta e infine la fuga di 25 immigrati. Per il ministro dell’interno Giuseppe Pisanu, nonostante i problemi, non è possibile fare a meno dei centri per contrastare l’immigrazione clandestina. Sono, ha detto intervenendo dieci giorni fa alla festa della polizia, uno «strumento indispensabile per il controllo dei clandestini sul territorio». E proprio per questo il ministro ha rivolto una critica dura agli amministratori locali che continuano a dire no ai Cpt sul proprio territorio. «So bene – spiegò – che molti amministratori sono oggetto di pressioni, anche violente, da parte di gruppi organizzati, ostili ad ogni forma di controllo dell’immigrazione clandestina ma assecondare o subire simili iniziative significa esporre le comunità a maggiori rischi di illegalità e, allo stesso tempo ad opposte reazioni xenofobe e razziste».
Pubblicato su Articoli, Immigrati, Immigrazione, Italia, Sinistra | Lascia un commento »
Arresto 5 anarco-insurrezionalisti
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Cinque anarco-insurrezionalisti sono stati arrestati in un’operazione di polizia. Compiute oltre 26 le perquisizioni in varie regioni. Gli arrestati sono accusati dell’attentato al tribunale penale di Viterbo del gennaio 2004 e quattro di loro anche del fallito attentato al Centro servizi sociali per adulti del ministero della Giustizia, sempre a Viterbo nell’ottobre 2003. Sono accusati di associazione sovversiva costituitasi in banda armata.
Pubblicato su Anarchici, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Camorra: sequestro beni
Pubblicato da Jake su 26 Maggio 2005
Beni per un valore complessivo di 40 milioni di euro sono stati sequestrati in provincia di Napoli dalla polizia. I beni sono riconducibili ad Antonio Bifulco, 33 anni, elemento di spicco del clan camorristico Pesacane, attivo nel settore degli stupefacenti e delle estorsioni. Gli illeciti profitti sono stati reimpiegati in un cospicuo patrimonio composto da un intero fabbricato, 2 appartamenti, una villetta, terreni, un ristorante e conti bancari.
Pubblicato su Mezzogiorno, Notizie | Lascia un commento »
Ucciso 17enne nel Salernitano
Pubblicato da Jake su 25 Maggio 2005
Un sedicenne ha ucciso a coltellate un coetaneo dopo una lite. E’ accaduto nella tarda serata di ieri a Nocera Inferiore. La giovane vittima, G.V., 17 anni, e’ morta in ospedale. Gli accertamenti hanno consentito di individuare il presunto responsabile che si era rifugiato a casa sua, dove stava per essere raggiunto da alcuni amici della vittima. Quando sul posto sono giunti Polizia e Carabinieri, alcuni di loro avevano gia’ sfondato il cancello d’ingresso.
Pubblicato su Mezzogiorno, Notizie | Lascia un commento »
Romeno scippa e ferisce un’anziana
Pubblicato da Jake su 25 Maggio 2005
Un’anziana donna di 72 anni è stata colpita al volto e ferita da un rapinatore romeno che stava cercando di strapparle la borsa. È accaduto ieri verso le 10,30 nella centrale Via Sant’Antonino, a Firenze. Il rapinatore, con un complice, ha aggredito la donna afferrando la borsa. La signora ha resistito e il giovane le ha sferrato un pugno sul volto, spezzandole tre denti. La scena è stata notata da un maresciallo dei carabinieri in borghese che stava passando nella zona con la fidanzata. Pur essendo convalescente per un braccio rotto, il sottufficiale è intervenuto e, con l’aiuto della sua compagna, è riuscito a bloccare lo scippatore, consegnandolo poi ai suoi colleghi dell’ arma. Il giovane – Toma Critea, 27 anni – è stato arrestato per tentata rapina aggravata, mentre il suo complice è riuscito a fuggire.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Zingara abbandona figlioletta dopo omicidio
Pubblicato da Jake su 25 Maggio 2005
Ha investito una nomade uccidendola. E solo l’arresto per omicido volontario e omissione di soccorso l’ha salvata dal linciaggio dei parenti della vittima. Ma una volta libera per paura della vendetta dei familiari della donna investita è sparita abbandonando nelle mani di una prostituta minorenne, sua amica, la figlia di soli otto mesi. Solo ieri la giovane prostituta ha deciso di denunciare il fatto e la scomparsa dell’amica alla Questura di Roma. È accaduto in campo nomadi della capitale: protagonista della vicenda una nomade romena di 25 anni. La bimba abbandonata è stata affidata all’ospedale Bambin Gesù e i medici che l’hanno visitata hanno detto che sta bene. Della madre finora nessuna traccia, probabilmente per paura ha deciso di sfuggire dal campo nomadi dove risiedeva perché rischierebbe la vita.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Falsi impieghi per regolarizzare clandestini
Pubblicato da Jake su 25 Maggio 2005
La Guardia di Finanza del capoluogo lombardo ha denunciato 17 persone, delle quali sei sono state sottoposte agli arresti domiciliari ed una all’obbligo di dimora, per falso ideologico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ben 417 extracomunitari sono stati invece denunciati per falso.
Gli immigrati pagavano somme che oscillavano tra i duemila e i quattromila euro per essere messi in regola grazie a contratti di lavoro inesistenti.
L’operazione, denominata “Exodus”, è iniziata nel marzo 2001 a seguito di una segnalazione inviata dal consiglio notarile di Milano alla Procura della Repubblica con la quale si denunciava lo “spropositato numero di contratti di lavoro subordinato”, autenticati da un notaio di Rozzano nell’ambito della sanatoria per i cittadini extracomunitari entrata in vigore nel 1998.
Il notaio in questione è poi risultato esente da ogni responsabilità, ma l’esame di 790 contratti di lavoro subordinato stipulati da 85 datori di lavoro, dei quali 75 italiani e dieci stranieri, ha consentito di scoprire la truffa attuata da datori di lavoro compiacenti.
In particolare 17 datori di lavoro coinvolti nell’indagine erano titolari di imprese costituite in forma individuale o societaria, operanti principalmente nel settore edilizio e dei servizi di pulizia.
Grazie ai documenti ottenuti in questo modo sono stati regolarizzati numerosi extracomunitari residenti nelle zone di competenza delle Questure di Milano, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Pavia, Mantova, Vercelli, Biella, Savona.
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Minorenne (non punibile) il 20% degli immigrati
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
I minorenni stranieri regolarmente presenti in Italia sono 412mila (20,7% degli immigrati), secondo i dati di un convegno svoltosi a Milano. Di questi quasi la meta’ (48%) e’ nato in Italia. La percentuale piu’ elevata e’ in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna (oltre 22%), la piu’ bassa in Campania (13,5%). La quota si e’ continuamente accresciuta in Val d’Aosta, Liguria, Trentino Alto Adige. Meno nelle regioni, come l’Emilia Romagna, che negli anni ‘90 erano su valori elevati.
Pubblicato su Giustizia, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Studenti «pro-astensione» aggrediti all’ateneo di Pisa
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Studenti universitari aggrediti ieri mattina di fronte alla mensa universitaria dell’ateneo pisano. I giovani, tra cui diversi esponenti del Movimento dei focolari, stavano distribuendo il depliant illustrativo del comitato «Scienza & vita» per l’astensione al referendum e gli inviti ad un convegno sul tema «Per una cultura della vita» promosso per sabato prossimo dalla consulta diocesana delle aggregazioni laicali, al Palazzo dei congressi e a cui hanno annunciato la loro partecipazione l’arcivescovo Alessandro Plotti, il segretario generale del Movimento per la vita Olimpia Tarzia e Luigi Frigerio, direttore di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Bergamo.
Alcuni coetanei si sono avvicinati al presidio dove erano le ragazze ed hanno di fatto impedito loro di proseguire la distribuzione del materiale: le hanno aggredite verbalmente, scaraventando a terra il materiale e strappando i manifesti e urlando slogan. «Un episodio inqualificabile, che non deve più ripetersi» è il duro commento del comitato «Scienza & vita». Presentata denuncia alla Questura.
Pubblicato su Fecondazione Eterologa, Fecondazione assistita, Intolleranza, Italia, Notizie, Sinistra, Staminali (cellule), Università | Lascia un commento »
Fassino sul medio oriente
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
«Oggi c’è una duplice opportunità. La prima è l’elezione di Abu Mazen, un riformista, un democratico, un uomo di pace, a capo dell’Autorità palestinese; e la seconda è la formazione in Israele del governo Sharon-Peres, che rappresenta una novità; un governo di unità nazionale formato per riprendere il processo di pace».
Il che porta ad un giudizio politico su Ariel Sharon.
«Il nostro giudizio non cambia per ciò che concerne le responsabilità che Sharon ha per quello che è accaduto nel passato, ma sarebbe sciocco non vedere che c’è una novità: Sharon che cambia politica nel momento in cui si mette d’accordo con l’avversario storico di sempre, Peres, per dar vita a un governo che faccia la pace. Questa possibile ripresa di un percorso negoziale oggi conosce un passaggio importante, ed è la decisione del governo israeliano di ritirarsi da Gaza. Può essere l’innesco di una fase nuova, ma a due condizioni».
Quali?
«La prima, è che non si tratti soltanto di una decisione unilaterale di ritiro, ma segua un accordo con i palestinesi per definire che cosa succede a Gaza dopo che gli israeliani se ne saranno andati. Intanto non è indifferente come gli israeliani se ne vanno, e cioè se la fuoriuscita dei soldati israeliani e anche lo smantellamento delle colonie avviene in un clima pacifico, senza conflitti, senza drammi. Non è indifferente se tutto ciò che gli israeliani hanno lì costruito e coltivato, penso all’agricoltura, viene trasferito e a chi. Non è indifferente se da subito c’è un piano per un programma straordinario di investimenti che aiuti Gaza a conoscere uno sviluppo autonomo. Non è indifferente quale sarà lo status giuridico di Gaza così che possa diventare davvero il primo nucleo di una autorità statale palestinese, evitando che la popolazione della Striscia sia costretta a vivere in un ghetto senza speranza. Tutto questo si fa se c’è un accordo e se viene gestito insieme. La seconda condizione è che simultaneamente al ritiro da Gaza riprendano i negoziati tra israeliani e palestinesi per riaprire la strada al processo di pace. Naturalmente sappiamo tutti che la pace è complessa, difficile, che le questioni da discutere non si risolvono in un minuto, che la pace ha bisogno di una certa gradualità.(…)
Tra i nodi più intricati da sciogliere c’è quello del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.
«Occorre ricercare una soluzione sul diritto al ritorno che non sia incompatibile col mantenere a Israele il carattere di uno Stato ebraico, ed è quindi evidente che non potrà esserci il ritorno in massa di milioni di rifugiati palestinesi perché questo stravolgerebbe la composizione demografica dello Stato d’Israele e gli ebrei non lo accetteranno mai. E quindi il diritto al ritorno deve essere soprattutto risolto con forme di indennizzo e di risarcimento.(…)
Pubblicato su Ariel Sharon, Articoli, Dichiarazioni, Israele, Palestina, Piero Fassino | Lascia un commento »
Cina: lavoro minorile
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Jimi: in cinese è l’equivalente di “top secret”. Nel 2000 il ministero del Lavoro e l’Ufficio di polizia per la protezione dei segreti di Stato hanno varato un regolamento che all’articolo 3 comma 1 classifica come jimi la “diffusione di informazioni sul lavoro minorile”. Chiunque contribuisca a rivelare casi di sfruttamento di bambini nelle fabbriche cinesi è quindi imputabile di avere tradito “segreti di Stato”. È un crimine per il quale si rischia l’arresto immediato, una condanna per le vie brevi senza avvocato difensore, e pesanti pene in carcere.
Questo spiega perché sia molto difficile trovare informazioni sul lavoro infantile, una piaga sociale che secondo le stime più prudenti colpisce almeno 10 milioni di bambini in Cina (ma è ben più drastico l’Ufficio internazionale del lavoro con sede a Ginevra: calcola siano fino all’11,6% i minorenni costretti a lavorare, cioè molte decine di milioni).(…) Gli attivisti di China Labor Watch non vogliono aizzare il protezionismo anti-cinese in Occidente. Le loro denunce si concludono sempre con un appello: “Questa non è una campagna per il boicottaggio dei prodotti cinesi. Non vogliamo spingere le multinazionali americane ad annullare i loro acquisti. I lavoratori che ci hanno rivelato queste notizie non possono permettersi di perdere il posto. È meglio essere sfruttati che essere disoccupati. Loro chiedono solo di poter essere trattati come esseri umani”.(…) Gli operai cinesi stanno indicando che un’altra soluzione è possibile. Nella stessa città di Dongguan c’è un gigante dell’industria calzaturiera che si chiama Stella International: 42.000 operai. Il nome di quell’azienda sta diventando il simbolo di una nuova èra per la Cina, la stagione delle lotte operaie. L’anno scorso il malcontento è esploso, la Stella è stata paralizzata dagli scioperi spontanei. Ci sono state anche manifestazioni violente, centinaia di operai hanno saccheggiato alcuni stabilimenti, hanno ferito un dirigente, finché un esercito di poliziotti ha riconquistato la fabbrica e arrestato i leader della rivolta. Tutta la vicenda è stata isolata da un cordone sanitario di censura. Ma di recente è trapelata una notizia sorprendente. Dieci leader della protesta operaia, condannati in primo grado a tre anni e mezzo di carcere, sono stati assolti dalla corte d’appello del Guangdong. È un segnale di speranza per i tanti altri conflitti sociali che sono già esplosi, e per quelli che covano sotto la cenere. Dalla protezione dei bambini agli aumenti salariali, dal diritto di sciopero al Welfare, i lavoratori cinesi cominciano a battersi per le loro conquiste sociali. In un paese dove la Asian Development Bank stima vi siano 230 milioni di persone sotto la soglia della povertà assoluta – un dollaro al giorno – la strada è ancora lunga.
Pubblicato su Articoli | Lascia un commento »
Iran: studenti in piazza contro i trucchi elettorali
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Studenti di nuovo in piazza a Teheran. Questa volta i giovani hanno manifestato contro la decisione del Consiglio dei Guardiani dell’Iran di eliminare dalle prossime elezioni Politiche del paese 1014 candidati.
L’organo supremo della Repubblica islamica ne ha lasciati in gara solo sei, tutte persone che hanno già ricoperto incarichi di primo piano nel regime. I ragazzi si sono riunito davanti all’università. In piazza c’erano almeno duecento persone. L’ultima manifestazione si era svolta lo scorso 10 maggio, quando gli studenti protestarono contro i crimini compiuti dal regime contro i dissidenti politici.
Pubblicato su Elezioni, Iran, Notizie, Università | Lascia un commento »
Cuba: Arrestato per un’intervista
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Si è riunita nel giardino di una villa l’assemblea dei dissidenti cubani per il progresso della società civile. Un evento completamente censurato da Fidel Castro, che ha impedito la presenza di giornalisti e parlamentari europei sull’isola, negando visti e ordinando espulsioni. Se non ha impedito anche lo svolgimento della riunione è solo perché ha avuto puntati addosso gli occhi dell’occidente.
D’altra parte a Castro i dissidenti fanno il «solletico», la vera paura del dittatore è che i giornalisti tocchino con mano la miseria e il fallimento del castrismo, che raccontando la realtà della dittatura cubana in giro per il mondo rovinino l’immagine di Cuba, per molti ancora un mito. Un mito la cui forza presso ampi settori intellettuali e politici occidentali è davvero determinante per la sopravvivenza del regime, che si regge soprattutto grazie a quelle politiche di apertura dell’Ue possibili solo nel contesto dei pregiudizi anti-americani e anticapitalisti che accomunano le sinistre europee e Castro.
Per questa intervista a Oswaldo Payá, dissidente del Progetto Varela, Francesco Battistini, l’inviato del Corriere della Sera a Cuba per l’Assemblea per il progresso della società civile, è stato arrestato ed espulso. (…)
Pubblicato su Articoli, Cuba, Notizie, Repressione | Lascia un commento »
Ci sono ostaggi e ostaggi
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Sarà per l’abitudine, ma la notizia del sequestro di Clementina Cantoni sta gradualmente scendendo la scaletta dei telegiornali. Il mondo dell’informazione nel senso più ampio sembra ignorare sempre più e colpevolmente l’inquietante vicenda. Almeno in confronto allo spazio che fu dedicato alle sue illustri “antesignane”. Eppure anche lei è italiana in terra straniera e ostile, come Giuliana Sgrena, anche lei coraggiosa operatrice umanitaria, come le due Simone. Anche lei è donna. Insomma la notizia è tale da scatenare tutto il tipico armamentario del cosiddetto “circo mediatico”. Ma niente o quasi. Solo qualche fiaccolata gestita in proprio, nessuno speciale in prima serata, non una preghiera in moschea, neanche uno straccio d’appello sulla “solita” Al Jazira. Sarà che come sempre in Italia c’è di mezzo la politica? Sarà che l’intervento in Afghanistan è stato avallato anche dal centro-sinistra? Che qui la guerra è “giusta” e più pulita di quella in Iraq? Sarà che dietro a Clementina Cantoni non ci sono le potenti corazzate di “Un Ponte per” e del “Manifesto”? Come per Tex Willer e molte altre “vittime” negli anni Settanta: ma Clementina è di destra o di sinistra? Peggio: è di serie B.
Pubblicato su Afghanistan, Articoli, Clementina Cantoni, Italia, Ostaggi, Terrorismo | Lascia un commento »
Rinvio a giudizio per 10 anarchici
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Il gup di Firenze ha rinviato a giudizio 10 persone per l’inchiesta sulle Cellule di offensiva rivoluzionaria, le Cor, sigla che ha rivendicato una serie di azioni incendiarie e minacce, a partire dall’estate 2003, a Pisa, Roma e Milano. Per tutti l’accusa è di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico. Il processo si svolgerà davanti alla corte di assise di Pisa il 5 dicembre prossimo. Il gup di Firenze, dove l’inchiesta, avviata a Pisa, era stata trasferita in seguito alla contestazione del reato di associazione eversiva, ha poi stralciato la posizione di un undicesimo imputato, Francesco Gioia, 25 anni, originario di Livorno e residente a Pisa, arrestato lo scorso 11 maggio a Barcellona, dopo una latitanza iniziata il 7 agosto 2004, quando evase dagli arresti domiciliari. Per Gioia, tuttora in Spagna, l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 21 ottobre. Il gup ieri, per motivi di salute, ha disposto gli arresti domiciliari per Alessio Perondi, 22 anni, pisano, in carcere dallo scorso giugno, a cui oltre all’associazione è stata contestata anche una delle azioni incendiarie, avvenuta il 30 ottobre 2003 contro il cantiere della futura caserma dei carabinieri a Navacchio. Affetto dal morbo di Crohn le condizioni di Perondi, ha spiegato il suo l’avvocato, si sono aggravate in carcere, rendendo incompatibile il regime di detenzione. Ieri Perondi, all’aula bunker di Firenze dove si teneva l’udienza preliminare, è arrivato in ambulanza. Rimane invece in carcere il terzo arrestato del gruppo, William Frediani, 28 anni, pisano, a cui sono stati contestati anche due azioni incendiarie, l’invio di lettere minatorie, una recapitata alla vedova del luogotenente Enzo Fregosi, morto a Nassiriya, di una rivendicazione delle Cor ai quotidiani, e di un documento delle Cellule spedito anche alla Br Nadia Desdemona Lioce in carcere. La difesa di tutti gli imputati, oltre a contestare gli indizi a carico dei loro clienti, aveva sostenuto l’insussistenza del reato di associazione eversiva, considerato il tipo di azioni addebitate e gli obiettivi delle stesse. Per l’apertura dell’udienza preliminare all’aula bunker di Firenze, era stato organizzato un presidio di solidarietà con gli imputati, promosso fra gli altri dal circolo anarchico di Pisa “Il Silvestre”, frequentato da tutti gli indagati. Una trentina i partecipanti all’iniziativa, svoltasi senza problemi tranne un momento di tensione con un operatore tv, che è stato spintonato.
Pubblicato su Anarchici, Giustizia, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Rivolta degli immigrati a Milano
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Ventuno stranieri, asiatici, africani e sudamericani, sono stati arrestati questa notte a Milano al termine di una protesta scoppiata all’interno del centro di permanenza temporanea di via Corelli per immigrati irregolari che attendono di essere espulsi dall’ Italia.
I disordini sono scoppiati poco dopo le 22 quando alcuni ospiti sono saliti sui tetti, mentre altri hanno iniziato a distruggere alcune strutture del centro, appiccando anche un incendio ai sottotetti. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco e nessuno è rimasto ferito, ma i danni sono ingenti. Un padiglione del centro è andato semidistrutto e una quindicina di posti letto sono ora agibili.
Secondo gli investigatori, non c’è stato un motivo particolare a scatenare i disordini, ma si è trattato di una protesta generica simile a quella portata avanti da tempo anche in altri centri italiani contro una pratica (la reclusione in queste strutture) che viene ritenuta illegale
Pubblicato su Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Truffe assicurazioni,arresti
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Scoperta dalla polizia a Foggia un’organizzazione dedita alle truffe alle assicurazioni. Notificate 4 ordinanze di arresti domiciliari. Undici le persone indagate. Le indagini, che si riferiscono ad episodi avvenuti dal 2000 al 2003, hanno consentito di accertare che l’organizzazione aveva compiuto oltre 50 truffe a quasi tutte le assicurazioni con atti e certificati falsi, libretti di circolazione contraffatti e false perizie.
Pubblicato su Mezzogiorno, Notizie | Lascia un commento »
Sbarco a Lampedusa
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
Un nuovo sbarco si e’ registrato stamani a Lampedusa con l’arrivo di 27 immigrati, fra cui sette donne. Gli extracomunitari viaggiavano su una imbarcazione che e’ stata avvistata all’alba da una unita’ della Marina militare. Dopo il loro arrivo nel porto dell’isola, i 27 clandestini sono stati trasportati nel centro di prima accoglienza.
Pubblicato su Immigrati, Immigrazione Clandestina, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Pacchi bomba: la mano e’ anarchica
Pubblicato da Jake su 24 Maggio 2005
I plichi esplosivi giunti a Torino e Modena sono opera di due gruppi distinti,ma agiscono “secondo logiche di affinita’ proprie degli anarchici”. Lo ha detto il capo dell’antiterrorismo, prefetto Carlo De Stefano. Intanto si apprende che all’interno del plico arrivato a Modena e indirizzato a Daniele Giovanardi c’era un volantino di rivendicazione siglato Fai (Federazione anarchica informale). Il plico conteneva un libro di favole con pagine cave con polvere esplosiva e alcuni bulloni.
Pubblicato su Anarchici, Attentati, Italia, Notizie | Lascia un commento »
I diritti delle donne nei paesi islamici
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Segnalo un articolo interessante su questo argomento su LiberoPensiero.
Pubblicato su Articoli, Donne, Islam, Repressione | Lascia un commento »
Le teorie dei complotti
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Nulla sfugge alla febbrile immaginazione dei complottisti, agli eterni e onnipresenti teorici della cospirazione. Per loro i Templari e gli Illuminati (una setta nata nel XVIII secolo) continuano a ordire trame indisturbati, così come gli ebrei che a volte insieme ai Massoni, si danno da fare per dominare il mondo.
Oggi cercano di attribuire la colpa del maggior numero possibile di eventi negativi agli Stati Uniti e a Israele, indicati in molte moschee come i responsabili perfino del grande tsunami del 2004: in Medio Oriente circola l´idea di un piano sionista per diffondere epidemie nei paesi arabi, oppure per espiantare organi ai bambini palestinesi e trapiantarli in quelli israeliani, ma di un tale traffico sono altrettanto accusati anche americani che lo perpetrerebbero nei confronti dei cittadini iracheni. In Europa il libro di Tierry Meyssan secondo cui nessun aereo avrebbe colpito il Pentagono l´11 settembre è stato un assoluto best seller, e anche qui ha avuto un suo ascolto l´idea che nessun ebreo fosse nelle Twin Towers al momento dell´attentato che sarebbe stato organizzato dal Mossad: per la cronaca, secondo l´Economist del 19 dicembre 2002, gli ebrei uccisi alle Torri Gemelle l´11 settembre furono 300, i musulmani 100.(…) L´apoteosi però arrivò con il XX secolo.
«Hitler e Stalin portarono i rispettivi temi riguardo la mentalità cospiratoria alla logica conclusione: il primo causò lo sterminio di milioni di ebrei, il secondo di altrettanti ucraini, kulaki e “sabotatori” al servizio degli imperialisti. Il conflitto mondiale segnò un momento unico e atroce, quello i cui la teoria del complotto mondiale si avvicinò a raggiungere il dominio del mondo».
E dopo il ‘45 che fine fece la paranoia del complotto?
«In Occidente perse terreno e negli anni ottanta entrambe le tradizioni si attenuarono con l´implosione dell´Unione Sovietica. Oggi hanno maggiore importanza al di fuori dei paesi occidentali, soprattutto in Medio Oriente. Ma, attenzione, continuano a esistere. Certo le teorie si sono modificate: hanno mantenuto inalterati i propri principi fondanti e apportato i cambiamenti necessari per continuare a esercitare fascino. I timori antiebraici, iniziati con la religione, si sono spostati prima sulla razza e poi sullo Stato ebraico. Mentre i nemici delle società segrete nacquero con i Templari, si concentrarono poi sui Massoni e infine sui governi anlo-americani, le loro intelligence, i loro centri di potere finanziario». (…) Come ci si può opporre a questa paranoia da complotto che spesso stravolge i termini della realtà e della politica?
«Bisogna prenderla seriamente. È troppo superficiale per una persona intelligente e sensibile dire che queste teorie sono irrilevanti. Non lo sono. A volte hanno cambiato in modo tragico la storia. Devono essere affrontate, in modo diretto e forte».
Intervista a Daniel Pipes su La Repubblica dopo il suo ultimo libro sui complotti
Pubblicato su Articoli, Attentati, Israele, Italia, Sinistra, Stati Uniti (USA) | Lascia un commento »
Gli aficionados di Castro
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Politici, giornalisti, intellettuali “di professione”, perfino qualche musicista. E pure qualche giudice. È il “partito” di Fidel Castro in Italia, quelli che non si arrendono all’evidenza, i trinariciuti di guareschiana memoria, sempre pronti a sottoscrivere una lettera per incitare il líder máximo, o a cavare di tasca un deca per spedire un barile di petrolio dalle parti dell’Avana, e poter dire così di aver avuto anche loro una particina nella gloriosa rivoluzione.
Gli ultrà filo cubani di casa nostra non fanno mai venire meno il loro sostegno ideale alla causa. Una “quinta colonna” del regime castrista che si annida nei gangli vitali della società.
L’ultima occasione per uscire allo scoperto è stato, un paio di mesi fa, l’appello in favore del loro beniamino pubblicato sul quotidiano spagnolo El Pais. Duecento fra intellettuali, politici e artisti di tutto il mondo hanno sottoscritto una sorta di lettera aperta, nella quale, tra l’altro, si afferma che “a Cuba non esiste un singolo caso di scomparsa, tortura o esecuzione extra-giudiziaria” e che “la rivoluzione ha consentito il raggiungimento di livelli di salute, educazione e cultura riconosciuti internazionalmente”. Chissà se avrebbero detto lo stesso anche della Germania anni Trenta.
L’illuminante manifesto sulle virtù del regime al potere dal 1959 nella maggiore delle isole caraibiche è stato sottoscritto, fra gli altri, anche da alcuni italiani. Non stupisce la presenza di quell’autentico apologeta del marxismo che è Gianni Minà, giornalista di lungo corso che nell’ottobre passato si precipitò a spedire un messaggio di auguri al condottiero dei Caraibi dopo la sua rovinosa caduta a un comizio che gli procurò la frattura di un ginocchio. Cotanta solidarietà trovò eco riconoscente sul quotidiano cubano Granma al fianco di capi di Stato sudamericani e africani. Due mesi dopo, il Minà è stato ospite d’onore del Festival del Nuevo Cine Latinoamericano all’Avana, dove ha presentato il suo documentario “In viaggio con Che Guevara”: un titolo, una garanzia.
Né sorprende imbattersi, nella petizione del Pais, nel nome di Luciana Castellina, meno preclara del primo, tra i fondatori del manifesto – noblesse oblige – ed editorialista del medesimo “giornale comunista”. Diversamente, avrà fatto saltare qualcuno sulla sedia scorgere nelle file degli “intellettuali for Cuba” Claudio Abbado, fin qui insigne e applaudito direttore d’orchestra, che pare aver ceduto alla voglia, per una volta, di far parte del coro.
Lo stesso coro incantato nel quale si schierano, da sempre, gli amici/nemici Armando Cossutta e Fausto Bertinotti. Sviolina il primo, presidente del Pdci: «Per quanto riguarda Cuba, credo che i dati positivi siano di gran lunga infinitamente superiori a quelli negativi… Conosco Fidel da tempo (siamo anche coetanei) e ho avuto con lui vari incontri… Cuba rimane fra tutti i Paesi dell’America Latina quello più avanzato sul piano dell’istruzione, della sanità, della scienza, della ricerca e, come ha affermato un grande artista come il maestro Abbado (ancora lui! nda), anche sul piano dell’arte e della musica».
Si unisce alla sinfonia d’amorosi sensi il segretario del Prc: «C’è stato un pronunciamento di un grande numero di intellettuali in difesa di Cuba, molto ampio e molto impegnato. Io lo capisco molto perché non si può equiparare Cuba ad altri Paesi latinoamericani… Quando ci sono state singole limitazioni dei diritti umani come durante i processi famosi, noi l’abbiamo criticato. Ma resta quello di Cuba un esempio importante che del resto viene riconosciuto da tutti i governi democratici latinoamericani a partire da quello di Lula (presidente del Brasile, nda)».
Il refrain è condiviso da larghi strati della variegata sinistra nostrana. Da Jacopo Venier, responsabile esteri del Pdci, secondo cui «a Cuba non c’è una feroce dittatura, ma c’è un regime politico che si può criticare ma che ha assicurato al suo popolo dignità e diritti impensabili in quella parte del mondo», al foglio di Rifondazione, Liberazione: «Noi – scriveva all’indomani delle condanne a decenni di galera inflitte ai promotori del “Progetto Varela”, colpevoli di chiedere più democrazia – siamo amici di Cuba, fieri e orgogliosi di esserlo. Proprio per questo non possiamo giustificare in alcun modo la selvaggia ondata di repressione in corso. Proprio perché crediamo nella rivoluzione cubana». Urge un briciolo di coerenza.
E non poteva mancare ’o governatore, Antonio Bassolino da Napoli, che come presidente della Regione Campania non fa altro che organizzare visite a Cuba. Figuriamoci poi se non c’era qualche giudice pronto ad arrampicarsi sugli specchi pur di negare il diritto d’asilo a un profugo cubano, con la motivazione – come hanno sentenziato Giuseppe Tarantola, Marisa Nardo e Paola Gandolfi del Tribunale di Milano pochi mesi fa – che essendo il poveretto un medico, occorre “evitare che i cittadini cubani rimangano privi di adeguata assistenza sanitaria” (dal Corriere di ieri).
Ma il sogno di tanti fan accaniti è emulare Massimo D’Alema o Romano Prodi, che quando sedevano a Palazzo Chigi non si fecero scrupoli a mostrarsi sorridenti e felici di posare con il dittatore più longevo del mondo. Da D’Alema ce lo si poteva anche aspettare, ma dal Professore…
Accadde a Ginevra nel 1998: colloqui fitti, pacche sulle spalle e anche un invito a visitare L’Avana. «Non so se andrò – disse Mortadella – personalmente mi farebbe molto piacere. Lo conosco da tanto tempo». Dimmi con chi vai…
Pubblicato su Antonio Bassolino, Armando Cossutta, Articoli, Cuba, Fausto Bertinotti, Fidel Castro, Italia, Rifondazione Comunista, Sinistra | Lascia un commento »
Il Che
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Il volto di Ernesto “Che” Guevara è sempre trendy. Resta il più glorificato, in Italia e nel mondo, su gadget, magliette e perfino tatuaggi. Pare anzi sia ritratto su più oggetti che Topolino. Si trovano un po’ ovunque, non solo fra i banchetti allestiti in occasione dei convegni organizzati da partiti di sinistra.
Un artista ha avuto l’ispirazione di combinare Topolino con il Comandante, ha messo le orecchie del primo sul secondo, ma non deve piacere molto ai fans di quest’ultimo. Il mondo è inondato da accessori raffiguranti il Che: la New York Public Library aveva esposto, il Natale scorso, fra gli articoli da regalo, un orologio con la faccia del Comandante e la parola “Revolution”. A Los Angeles, un negozio chiamato La La Ling, vende una tutina per bebè sempre col Guevara. Non parliamo di Robert Redford, produttore di un film, “I diari della motocicletta”, sulla gioventù del rivoluzionario, con la consulenza del nostro Gianni Minà. Spesso, ovunque il suo nome lo si vede associato a Gandhi e Martin Luther King.
Più realisticamente, così descrive il personaggio uno scrittore cubano-americano, Humberto Fontova: «Guevara mi sembra una combinazione fra Beria e Himmler». Un altro scrittore americano, Anthony Daniels: «La differenza fra Guevara e Pol Pot era che il primo non aveva studiato a Parigi».
In effetti, raramente le biografie che lo riguardano mettono in evidenza che creò i primi quattro lager di Cuba, dove sono stati massacrati, nei modi più crudeli (vedremo più avanti come), centinaia di innocenti. “Serissimi” biografi rivoltano la frittata sostenendo che il “Che” sarebbe stato “usato” da altri responsabili del partito comunista cubano per compiere quegli efferati delitti, ma mentono: il più folle, il più sanguinario, il più crudele fu lui, l’eroe di tutti mondi. Perché nascondono la terribile verità? Perché sono di fronte al protagonista della più “moderna”, della più “avanzata” delle rivoluzioni marxiste.
Con la fuga del dittatore Fulgencio Batista e la vittoria di Fidel Castro, nel 1959, il Comandante militare che aveva condotto alla vittoria la rivoluzione, Ernesto “Che” Guevara, ricevette l’incarico provvisorio di Procuratore militare. Suo compito è far fuori le resistenze alla rivoluzione. Lasciamo subito la parola a Massimo Caprara, ex segretario particolare di Palmiro Togliatti, che a tal propostito ha scritto un articolo apparso su Il Timone (n. 20 luglio-agosto 2002): “Le accuse nei Tribunali sommari rivolte ai controrivoluzionari vengono accuratamente selezionate e applicate con severità: ai religiosi, fra i quali l’Arcivescovo dell’Avana, perfino ad adolescenti e bambini”.
Nel 1960 il procuratore militare Guevara illustra a Fidel e applica un “Piano generale del carcere”, definendone anche la specializzazione. Tra questi, ci sono quelli dedicati ad attori, ballerini, artisti, anche se hanno partecipato alla rivoluzione. Non sono ritenuti “affidabili”.
Pochi mesi dopo, ai primi di gennaio, si apre a Cuba il primo “Campo di lavoro correzionale”, ossia di lavoro forzato. È sempre il Che che lo dispone preventivamente e lo organizza nella penisola di Guanaha. Poi, ancora quand’era ministro di Castro, approntò e riempì fino all’orlo quattro lager: oltre a Guanaha, dove trovarono la morte migliaia di avversari, quello di Arco Iris, di Nueva Vida (nuova vita, che spiritoso, il “Che”) e di Capitolo, nella zona di Palos, destinato ai bambini sotto ai dieci anni, figli degli oppositori a loro volta incarcerati e uccisi, per essere “rieducati” al comunismo.
È Guevara a decidere della vita e della morte; può graziare e condannare senza processo. “Un dettagliato regolamento elaborato puntigliosamente dal medico argentino – nota ancora Caprara, sottolineando che Guevara sarebbe legato al giuramento d’Ippocrate – fissa le punizioni corporali per i dissidenti recidivi e “pericolosi” incarcerati: salire le scale delle varie prigioni con scarpe zavorrate di piombo; tagliare l’erba con i denti; essere impiegati nudi nelle “quadrillas” di lavori agricoli; venire immersi nei pozzi neri (di merda, ndr)”. Sono solo alcune delle sevizie da lui progettate, scrupolosamente applicate a dissidenti degni di ogni rispetto.
Il “Che” guiderà la stagione del “terrorismo rosso” fino al 1962, quando l’incarico sarà assunto da altri, tra cui il fratello di Fidel, Raoul Castro, che andrà fino in Romania per vedere come si annientano i dissidenti. Sulla base del piano del carcere guevarista e delle sue indicazioni riguardo l’atroce trattamento, nacquero le Umap, Unità Militari per l’Aiuto alla Produzione.
Negli anni successivi, sono così organizzate le case di detenzione “Kilo 5,5” a Pinar del Rio. Contengono celle disciplinari definite “tostadoras”, ossia tostapane, per il calore che emanano. La prigione “Kilo 7” è frettolosamente fatta sorgere a Camaguey: una rissa nata dalla condizioni atroci procurerà la morte di 40 prigionieri. La prigione Boniato comprende celle con le grate chiamate “tapiades”, nelle quali il poeta Jorge Valls trascorrerà migliaia di giorni di prigione.
Il carcere “Tres Racios de Oriente” include celle soffocanti larghe appena un metro, alte 1,8 e lunghe 10 metri, chiamate “gavetas”. La prigione di Santiago “Nueva Vida” ospita 500 adolescenti da rieducare. Quella “Palos”, bambini di dieci anni; quella “Nueva Carceral de la Habana del Est” ospita omosessuali dichiarati o sospettati in base a semplici delazioni. Gli omosessuali in quanto tali vengono ammazzati solo perché non corrispondono ai canoni machisti del nuovo prototipo di rivoluzionario. Ne parla il film su Reinaldo Arenas “Prima che sia notte”, uscito nel 2000.
Anni dopo, alcuni dissidenti scappati negli Usa descriveranno le condizioni allucinanti riservate ai “corrigendi”, costretti a vivere in celle di 6 metri per 5 con 22 brandine sovrapposte, in tutto 42 persone in una cella.
Il “Che” lavora con strategia rivolta al futuro Stato dittatoriale. Nel corso dei due anni passati come responsabile della Seguridad del Estado, della Sicurezza dello Stato, parecchie migliaia di persone hanno perduto la vita fino al 1961 nel periodo in cui Guevara era artefice massimo del sistema segregazionista dell’isola. Il “Che”, soprannominato “il macellaio del carcere-mattatoio di La Cabana”, si opporrà sempre con forza alla proposta di sospendere le fucilazioni dei “criminali di guerra” (in realtà semplici oppositori politici) che pure veniva richiesta da diversi comunisti cubani. Fidel lo ringrazia pubblicamente con calore per la sua opera repressiva, generalizzando ancor più i metodi.
Secondo Amnesty International, più di 100.000 cubani sono stati nei campi di lavoro; sono state assassinate da parte del regime circa 17.000 mila persone (accertate), più dei desaparecidos del regime cileno di Augusto Pinochet, equivalente a quelli dei militari argentini.
Pubblicato su Articoli, Che Guevara, Cuba, Italia, Sinistra | Lascia un commento »
Castristi europei alla prova dei fatti
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
È finita la brutta avventura del giornalista del Corriere della Sera Francesco Battistini, espulso da Cuba dopo essere stato trattenuto per 22 ore, in condizioni non proprio piacevoli, dalla polizia dell’Avana. Ieri sera è rientrato in Italia. Il suo arresto è stato comunque l’ultima goccia di una serie di azioni anti-europee compiute dal regime castrista per evitare la partecipazione di occidentali alla manifestazione-convegno tenuta dai dissidenti nella capitale dell’isola.
«Su Cuba il governo italiano deve far propria la linea dura della Spagna, dove Zapatero guida un esecutivo di sinistra. Bisogna farlo al di là degli interessi economici che possono consigliare atteggiamenti concilianti. Sulla libertà non si negozia»: così Gustavo Selva, presidente della commissione Esteri della Camera e deputato di An, invita il governo di centrodestra a dimostrarsi severo con Fidel Castro almeno come quello socialista spagnolo. E sferza la sinistra italiana dalla quale, dice, viene un “diffuso silenzio” sulla dittatura castrista.
Ma a sinistra c’è anche chi continua a difendere il Lider Maximo e la sua dittatura, considerando questa «l’ennesima campagna di criminalizzazione contro Cuba». Lo afferma Iacopo Venier, responsabile esteri del Pdci. «L’espulsione di un giornalista è sempre un fatto grave – dice Venier – Ma è evidente che ci troviamo, in Italia, di fronte all’ennesima campagna di criminalizzazione contro Cuba. La vera notizia è che a Cuba viene consentito anche alla peggiore parte della cosiddetta opposizione, quella finanziata e diretta dagli Usa, di riunirsi pubblicamente senza conseguenze».
«Ho subito un trattamento fermo e cortese, ma a tratti ruvido – ha detto Battistini ai colleghi in una sala dell’aeroporto della Malpensa -, più ruvido di quello subito in Iraq, quando sono stato preso con altri colleghi. Ma lì era una situazione di guerra, e almeno il cibo lì mi era stato dato. Qui, quando ho chiesto dell’acqua mi è stato risposto: “Se la vuole se la paghi».
Battistini ha raccontato di essere arrivato all’Avana alle 16 di giovedì e di avere avuto già nel pomeriggio dei contatti con alcuni oppositori del regime castrista, in vista di partecipare, l’indomani, alla riunione dei dissidenti. «È probabile che uno di questi colloqui – ha detto il giornalista – sia stato intercettato in qualche modo dalle autorità cubane. Perché la sera stessa, alle 11, sono venuti in albergo a prendermi».
Il giornalista è stato portato in un ufficio di polizia dove gli sono stati contestati i reati di “contatti illegali” e “violazione delle leggi sull’immigrazione” (era entrato a Cuba con un visto turistico). Gli sono stati sequestrati il passaporto e il biglietto aereo e gli è stato chiesto se avesse con sé altri documenti. «Io avevo in tasca dei fogli con i nomi delle persone che avrei dovuto incontrare, ma ho detto di no e loro non mi hanno perquisito». Gli hanno anche ingiunto di tenere spento il telefonino. «Ho chiesto – ha detto Battistini – di poter telefonare all’ambasciata e mi hanno detto di no, alla mia famiglia e mi hanno ancora detto di no; al giornale, e anche qui la risposta è stata negativa. Quindi mi sono rassegnato».
Poi il giornalista è stato spostato in un’altra struttura di polizia dove è stato costantemente controllato da tre poliziotti «ma cambiavano in continuazione – ha raccontato Battistini -. Non facevo in tempo a instaurare un minimo di colloquio con loro, che venivano cambiati». Ma è stato in una di queste occasioni, mentre si trovava sdraiato su una branda (erano ore notturne), che ha potuto digitare sul telefonino quel messaggio al giornale: «Arrestato». Verso le tre di notte ha ricevuto la visita di una funzionaria di polizia che gli ha preannunciato che in giornata sarebbe stato espulso. Ma ha dovuto aspettare le nove di sera.
Paura? «Più che altro – ha detto – temevo che mi accusassero di un reato grave. In queste situazioni è facile ritrovarsi con una bustina di un qualcosa nel bagaglio. Per questo non ho mai perduto d’occhio la valigia».
Secondo Battistini il regime cubano ha stretto molto le maglie del controllo negli ultimi tempi. «Il regime cerca di controllare tutto – ha detto – Quello che è capitato a me, la pressione psicologica che ho assaggiato io per un giorno, ai cubani dissidenti capita tutti i giorni».
Pubblicato su Articoli, Corriere della Sera, Cuba, Italia, Notizie | Lascia un commento »
Uomini come topi da laboratorio
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
Alcuni scienziati dell’università di Newcastle, in una ricerca finalizzata a trovare una cura per malattie degenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer, hanno clonato un embrione umano. L’annuncio, arrivato meno di 24 ore dopo quello di un gruppo di scienziati sudcoreani che hanno prodotto le prime linee di cellule staminali tratte da embrioni clonati, ha suscitato diverse reazioni: il rischio è che in un quadro senza regole la ricerca, seppure a scopi terapeutici, possa proseguire sulla strada della clonazione di cellule umane con risvolti inimmaginabili. «Avremo il clone-feto, poi il clone-bambino, perfetta fabbrica di pezzi di ricambio, poi il clone uomo, effimero tentativo di costruire l’immortalità garantendo la vita ad una persona che sia la nostra fotocopia”, ha dichiarato Angelo Vescovi, condirettore dell’Istituto di ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele, e professore di biologia molecolare all’Università Bicocca.
La squadra dell’università di Newcastle, guidata dal professor Alison Murdoch e dal dottor Miodrag Stojkovic, era stata lo scorso anno la prima a ottenere l’autorizzazione a lavorare alla clonazione terapeutica dall’autorità britannica competente, la Human Fertilitisation and Embryology Authority. L’équipe britannica è riuscita a creare tre blastociti, cioè embrioni al primo stadio. Gli scienziati hanno lavorato su 36 ovuli donati da undici donne sottoposte a fertilizzazione in vitro. Il nucleo di ogni ovulo è stato sostituito da un’intera cellula staminale umana. Gli ovuli sono stati trattati con un piccola scossa elettrica per avviare il processo di crescita. Da dieci degli ovuli, i ricercatori sono stati in grado di creare i tre blastociti. Il tentativo di estrarre cellule staminali dai blastociti tuttavia non è riuscito perché il clone non ha superato i cinque giorni di esistenza. L’esperimento – hanno spiegato gli scienziati – è stato fatto per provare che ovuli raccolti da donne sottoposte a fecondazione in vitro sono adatti a produrre cloni.
Nello studio di Newcastle tre degli embrioni clonati si sono sviluppati in laboratorio per tre giorni e uno è sopravvissuto per cinque giorni. Sembra che la chiave del successo di questa operazione stia nella rapidità del prelievo e della manipolazione degli ovuli, come sottolineano Alison Murdoch e i suoi colleghi, autori dell’esperimento.
Il clone che è sopravvissuto più a lungo era stato raccolto e “lavorato” in 15 minuti. Le “cellule bambine” hanno la capacità di dare origine virtualmente a quelle di ogni tipo di tessuto e, in teoria, possono essere impiegate per rimpiazzare le cellule danneggiate da malattie come Parkinson e diabete.
Per Murdoch, però, la strada della clonazione terapeutica è ancora lunga: “Stiamo parlando di questo da tempo, ma prima di poter avere a disposizione una terapia a base di staminali per curare i pazienti passeranno anni”.
La strada però è pericolosa: «Alle soglie del XXI secolo è in gioco una questione di vita e di morte per l’esistenza stessa di ogni specie animata». Questo il parere del card. Angelo Scola, patriarca di Venezia. «Ho un’impressione terribile, nel senso che questa sperimentazione mi pare fare eco a quell’affermazione che oggi si sta diffondendo e che ho trovato espressa in maniera bruciante e violenta dal giovane filosofo tedesco Jongen, il quale dice che dovremo ormai sbarazzarci della millenaria idea del soggetto personale per dire che l’uomo è il suo proprio esperimento», ha aggiunto il patriarca, “la notizia fa vedere quel rischio, ma come ha detto di recente il grande filosofo sorboniano Remi Brague questo espone per la prima volta il XXI secolo al rischio della sparizione della specie vivente». Per il card. Scola «quindi bisogna che tutti noi ci chiniamo su queste scoperte che sembrano strabilianti, da una parte, senza cedere alla tentazione faustiana che Goethe con tanto anticipo ha così messo in vita, di essere artefici assoluti di noi stessi e di ridurre l’uomo al suo proprio esperimento».
E intanto a Cremona, il professore Cesare Galli, responsabile del Laboratorio di tecnologie della riproduzione ha annunciato: «A luglio se tutto va bene, come del resto penso e credo, ci sarà la prima nascita di un suino clonato. Al centro di Porcellasco c’è una gravidanza in corso». L’annuncio è stato fatto a margine di una conferenza stampa promossa dal comitato del referendum per i quattro “Si” al referendum sulla fecondazione assistita.
Cesare Galli è noto per aver già clonato il famoso toro Galileo nel 1999. Solo lo scorso 15 aprile, il noto scienziato cremonese, aveva presentato alla stampa il primo esemplare di cavallo clonato: il puledro Pieraz. In quest’ultima circostanza, Galli aveva spiegato di che erano in corso sperimentazioni sui suini per valutare i miglioramenti genetici degli allevamenti.
Ma di fronte alla notizia delle clonazioni, prima in Corea e poi in Inghilterra, il ministro della Salute Francesco Storace, ha confermato la posizione italiana da sempre contraria alla procedura: in Italia resterà il divieto di clonare embrioni umani.
Nuova condanna alla clonazione di embrioni umani anche da parte del Vaticano. Mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha ricordato a Radio Vaticana che oltre alla convenzione europea di Oviedo, non sottoscritta da Londra, «c’è anche la dichiarazione contraria delle Nazioni Unite, cui ha aderito anche l’Inghilterra».
Il vescovo ha sottolineato che «qui si trasgredisce il senso dei diritti dell’uomo e qui ci vuole una coscienza sempre più robusta sia negli organismi internazionali, sia nelle autorità politiche, perchè si metta fine a questo che è un brutto indizio di decadimento morale nel campo scientifico, che, quindi, fa offesa anche alla scienza».
«Sembra che dal punto di vista scientifico non sia altro che la ripetizione e moltiplicazione di un tipo di clonazione fatta sull’uomo, con in più la leggerezza e l’indifferenza. Non sembra che ci siano state motivazioni nuove. Leggo un titolo – ha detto Sgreccia – dove si dice: “È una speranza o una gonfiatura?”. Qualcuno dice anche che sotto ci sono incentivi in denaro. I laboratori che fanno più shock attirano più denaro per la ricerca, probabilmente».
Dal punto di vista morale, Sgreccia ha spiegato che “questa, chiamata “clonazione terapeutica per nucleo transfert”, altro non è che un procedimento, il più artificiale di quanto si possa immaginare, per dare vita a un essere umano sradicato anche dai gameti paterno e materno.
Questa fecondazione è agamica e asessuale, “armata” solo di un orgoglio di riprodurre un essere da strumentalizzare, perchè poi viene ucciso e soppresso. Quindi, non c’è soltanto il delitto di riprodurre artificialmente, ma anche la soppressione e la strumentalizzazione, forse anche la commercializzazione del prodotto».
Pubblicato su Angelo Vescovi, Articoli, Bioetica, Chiesa, Clonazione, Inghilterra, Italia, Notizie, Staminali (cellule) | Lascia un commento »
Lesbiche contro Penati: Ci nega la sala convegni
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
I Collettivi donne milanesi, associazione lesbica meneghina, attaccano la giunta provinciale del diessino Filippo Penati, che ha revocato loro l’uso di una sala provinciale precedentemente promessa per lo svolgimento del convegno “Vite lesbiche tra realtà, immaginario e rappresentazione”. “Tra le ospiti del convegno, che si conclude oggi nella sede dei Collettivi – continua l’associazione delle donne gay milanesi – figurano Francesca Corso, assessore provinciale con delega ai diritti dei cittadini e Mariella Fracasso, dirigente del Progetto diritti, tutele e cittadinanze sociali”. “Oltre a denunciare l’accaduto – prosegue il comunicato – ci risulta spontaneo chiederci cosa spaventi così tanto la Giunta da ritornare sui propri passi”. “Sia quel che sia – continuano i Collettivi- spiace, e fa riflettere, osservare che una Giunta, che ha fatto della democrazia e della considerazione di tutte le componenti della società civile la propria bandiera, si comporti in questo modo. Praticando, di fatto, un atto di discriminazione. Nonostante Milano si prepari ad accogliere eventi come il Pride Nazionale e il Festival del Cinema Gaylesbico e Queer Culture, è triste assistere al teatrino de “il patrocinio a questo sì, il patrocinio a quello no”.
A proposito di Gay Pride anche in comune si è aperto un dibattito circa il patrocinio e lo svolgimento della manifestazione. “Chiedo rispetto per i luoghi sacri, da parte del Gay Pride, come da tutte le manifestazioni. Andrebbe studiato un percorso che non incida sui luoghi sacri”. – dice il consigliere leghista Laura Molteni, che ha raccolto le firme dei consiglieri di maggioranza contro il patrocinio del Comune al Gay Pride, in programma il 4 giugno, in merito al passaggio della manifestazione in piazza Duomo. “Auspico piuttosto per un domani una festa della famiglia che riporti in piazza i valori tradizionali”.
“Inoltre – aggiunge l’esponente del Carroccio – non trovo giusto, soprattutto nei confronti di chi ha pagato un abbonamento, per esempio gli anziani, e che quindi viaggia tutto l’anno in modo regolare, aderire alla proposta del consigliere azzurro, Paolo Massari, di consentire ai partecipanti del Gay Pride di viaggiare gratis sui mezzi Atm.
Pubblicato su Filippo Penati, Italia, Notizie, Omosessuali, Omosessualità | Lascia un commento »
L’astensione al referendum
Pubblicato da Jake su 23 Maggio 2005
L’astensione è una furbata. Lo ripetono tutti i sostenitori del sì, da Augusto Barbera a Luca Sofri, fino all’ultimo militante. Sembra una sfida all’OK Corral, in cui l’impavido referendario armato di penna svergogna il tremebondo astensionista nascosto dietro l’angolo del saloon: vieni fuori, se hai coraggio, battiti a viso aperto, metti quel maledetto no sulla tua scheda, vigliacco! Fino a poco tempo fa, anch’io ritenevo fosse importante combattere fino in fondo la battaglia per il no. Per il più semplice dei motivi: perché si poteva vincere. Credo tuttora che se ci fossero state una vera mobilitazione e una buona informazione, avremmo avuto ottime probabilità di convincere la maggioranza degli elettori a votare no, in difesa delle donne e dell’embrione. E’ noto quel che è accaduto. Nel sorprendente sfarinamento ideale che ha investito il centrodestra, la legge è rimasta senza padri, figlia di un dio (di un Berlusconi) minore, incapace di difendere le sue creature.
Nel centrosinistra, d’altra parte, l’imbarazzo di chi ha votato la legge è tangibile e anche comprensibile. La ferita è tutta qui: non si può chiedere alla Chiesa di rimediare al- l’assenza e all’ignavia dei partiti, di colmare il vuoto di intelligenza e strategia politica che si è prodotto. Inutile dunque invocare la lealtà dello scontro. Chi lo fa, sa benissimo di non combattere un duello ad armi pari, sa benissimo di agire strumentalmente, conscio che se il povero astensionista oserà venire allo scoperto, verrà colpito da un plotone di fucilatori appositamente addestrati.
Scrive Luca Sofri che l’astensione è un “piccolo imbroglio” perché non è una scelta convinta, ma solo quella “strategicamente più efficace”. E’ banale ricordarlo, ma questa è l’essenza del gioco politico, in cui ogni decisione deve essere calibrata sulla concreta efficacia strategica. Nel centrosinistra molti di coloro che voteranno Prodi lo faranno non perché sia “una scelta adeguata al loro pensiero” ma perché ritengono che quel candidato permetta, strategicamente, di vincere. Secondo la definizione di Sofri, un piccolo imbroglio. Il vero imbroglio, casomai, si nasconde nel tentativo di far passare l’astensione non militante, quella, per intenderci, di chi va al mare, per il menefreghismo passivo del ventre molle dell’elettorato. L’accusa rivolta a chi invita a non votare è di annettersi indebitamente lo zoccolo duro degli indifferenti, gli inconsapevoli, che in questo modo verrebbero utilizzati (loro malgrado) in sostegno della legge. Ma il non voto è in realtà l’unico mezzo a disposizione del cittadino per esprimere un rifiuto attivo e radicale; è una risposta che ha precisi connotati politici, e che rappresenta un segnale decifrabile. Chi interviene nell’agenda politica, proponendo un appuntamento elettorale, deve sempre considerare che può sentirsi rispondere: no, grazie, non vengo, non mi interessa.
Questo vale per le elezioni politiche, ma tanto più per lo strumento del referendum, che crea una scadenza del tutto opzionale. Agli organizzatori va l’onere della prova che il tema scelto coinvolga davvero i cittadini, che sia in grado di suscitare una larga partecipazione popolare. Non andare a votare può voler dire molte cose, tutte significative: voglio che il referendum non raggiunga il quorum, i referendum mi hanno stufato, non ne so abbastanza sul tema e l’informazione è troppo complessa, non si può intervenire su una legge come questa abrogandone dei pezzi qui e là, mi va bene che su queste materie decida il Parlamento, non voglio essere costretto a votare da una minoranza, e così via. E’ strano che, in occasione delle elezioni politiche, di ogni aumento della percentuale di astenuti i partiti recitino il mea culpa e si interroghino affannosamente sui motivi del disinteresse, mentre per questo referendum l’argomento venga ribaltato. La colpa sarebbe di chi non vota, una massa eticamente e politicamente amorfa. Ebbene, personalmente ho cambiato idea, non andrò a votare. E’ una protesta, prima di tutto, contro i politici che hanno votato la legge e poi l’hanno lasciata cadere, come un embrione imperfetto di cui nessuno vuole assumersi la paternità. E’ una scelta di solidarietà verso il mondo cattolico, che almeno si è fatto carico di indicare una soluzione e l’ha coerentemente perseguita; e poi sì, magari è una furbata, contro quell’altra furbata di chi delegittima l’astensione strumentalmente, per ottenere quella manciata di no che, secondo i propri calcoli, permetterebbe la vittoria del sì.
Eugenia Roccella
Pubblicato su Articoli, Bioetica, Fecondazione Eterologa, Fecondazione assistita, Staminali (cellule) | Lascia un commento »