(…)Notizia persa, notizia da non perdere. Facciamo pubblica ammenda.(…) mercoledi 20 aprile (nota per per i tacitatori di ebrei: anniversario della nascita di Hitler) lo schema si ripete: la professoressa Daniela Santus invita a parlare Elazar Cohen, un diplomatico israeliano, e immediatamente si mobilitano le squadracce autonome no-global altermondialiste guevariste di pronta censura, urla, fumogeni, lanci di uova, e alla fine solo l’intervento della Digos può garantire lo svolgere della lezione. Veramente rimarchevole l’atto di vigliaccheria del preside della professoressa Santus, prof. Liborio Termine, che non le ha espresso alcuna solidarietà giustificandosi con il non essere stato avvertito preventivamente.(..)
Archivio per Aprile 2005
Torino: bloccare la libera espressione non fa più notizia
Pubblicato da Jake su 29 Aprile 2005
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Nazioni Unite contro Israele
Pubblicato da Jake su 29 Aprile 2005
(…) ricorderemo come infamia del mondo l’incresciosa votazione del 1974 che equiparò il Sionismo al razzismo. Anche l’infinità di votazioni automatiche sul conflitto arabo-israeliano, al Consiglio di Sicurezza e in altri forum, con la richiesta di condanna di Israele non ha certo contribuito ad aumentare il prestigio dell’organizzazione ai nostri occhi. Basta ricordare il cinico sfruttamento della maggioranza automatica all’ONU, durante le votazioni dell’Assemblea, lo scorso anno, il cui esito fu la condanna di Israele per la costruzione della barriera di sicurezza, sorta per difendere la vita degli israeliani dagli attacchi terroristici.
Purtroppo, nel corso degli anni, Israele si è trovata sottorappresentata presso i forum e le varie agenzie dell’organizzazione, nonostante le sue potenzialità e la sua possibilità di offrire il proprio peculiare valore. (…) Ogni anno, sono eletti il presidente dell’Assemblea e ventuno suoi vice, in base alla divisione geografica regionale dei vari continenti, con due posti riservati al gruppo dei paesi occidentali. Per quest’anno è stato già stabilito che il Presidente dell’Assemblea sarà il rappresentante della Svezia, del gruppo WEOG, e Israele ha presentato il proprio candidato, per il secondo posto riservato al gruppo, alla carica di Vice Presidente dell’Assemblea.
Bisogna ricordare che la media delle volte in cui è stata ricoperta questa carica è di tre o quattro per ogni stato, e non pochi paesi, tra cui molti del mondo arabo, sono stati scelti il doppio delle volte dal 1945. (Dal 1952, soltanto una volta Israele ha ricoperto questa carica, con il nostro ambasciatore di allora presso l’ONU, Abba Eban.)
Durante l’ultimo incontro mensile dei paesi WEOG, il 21 aprile scorso, è stata posta l’attenzione su questa anomalia e il gruppo ha approvato il candidato di Israele. A tal proposito apprezziamo molto la posizione favorevole tenuta dall’Italia in questo contesto. Il passo successivo sarà a inizio giugno, quando l’Assemblea Generale eleggerà in maniera formale il Presidente e i suoi ventuno Vice.(…)
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Finkielkraut su Papa Ratzinger
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
Un Papa ”intelligente” che ha saputo puntare il dito sul ”problema maggiore della nostra epoca, ossia il relativismo” e un gruppo di cardinali che ”eleggendo il piu’ intelligente tra loro hanno dato prova di una certa liberta’ di spirito”: Alain Finkielkraut, uno dei piu’ acuti filosofi francesi, apprezzato anche per il suo anticonformismo intellettuale, riflette sull’elezione a Papa di Benedetto XVI.
Autore di numerose opere, impegnato, ha denunciato la barbarie e le derive della societa’ moderna. Figlio di un deportato ad Auschwitz, ha analizzato anche il ruolo delle tradizioni nelle societa’ come quello dell’individualismo collettivo.
In una conversazione con l’ANSA il filosofo premette di non essere cattolico ma di constatare che il Papa ”al momento stesso della sua elezione e’ stato scomunicato dal pensiero
maggioritario” e che ”quelli che potremmo chiamare i precetti mediatici della congregazione per la propagazione delle dottrine del politicamente corretto hanno deciso che questo papa non conveniva al mondo. Non era, dicevano, abbastanza progressista.
Al posto di Benedetto XVI, si sarebbero senza altro augurati l’elezione di Zapatero I”.
Finkielkraut, che era in Quebec il giorno dell’elezione di Benedetto XVI, ha visto alla televisione qualcuno dire, ”molto seriamente” che si potrebbe interessare del papato solo quando ”ci sara’ un papa donna, nera, e mono-parentale”. Ecco dove siamo – ha sottolineato il filosofo – e cio’ ”mi ha dato conferma che l’ideologia attuale che si vuole ipertollerante, che afferma che il pluralismo delle identita’ delle culture e’ il buon cammino, e’ in realta’ un dogmatismo, perche’ precisamente non conosce altri pensieri validi che il suo”. Il Pontefice ha anche il merito ”di rimettere in questione l’odio di se’ patologico che regna oggi in occidente. Dice, in modo lodevole, che ‘l’occidente tenta di aprirsi a una maggior comprensione per i valori esterni ma non si ama piu’ lui stesso, non vede della propria storia che cio’ che e’ negativo o distruttore. Non e’ piu’ in misura di percepire cio’ che e’ grande e puro’. Per cui, personalmente, non solo accorderei a Benedetto XVI il beneficio del dubbio ma mi sembra che eleggendo il piu’ intelligente fra di loro, i cardinali hanno fatto prova di una certa liberta’ di spirito e sarei molto attento a cio’ che ha da dire perche’ il progressismo che gli si oppone non e’ altro che una liberta’ individuale spinta fino ai suoi limiti
estremi. Non sono personalmente favorevole a qualunque tipo di discriminazione, ma fare della famiglia mono-parentale un modello, e’ dimostrare che il progressismo si trova in una
situazione senza via d’uscita e che non si preoccupa piu’ del mondo”.
Finkielkraut sottolinea che ”ovviamente il papa difende il dogma cristiano” per cui si meraviglia che si possa accusare un papa ”di essere dogmatico: dopo tutto gli si potrebbe chiedere
di smettere di essere cattolico cosi’ sarebbero tutti contenti”.
Questo dogma – ha sottolineato il filosofo – ”non e’ il mio, ma constato che in fondo per molto tempo la cultura e la religione si sono opposti, oggi fanno fronte allo stesso nemico”. Il relativismo ”distrugge la cultura se si dice che tutto si equivale, tutte le identita’, tutte le opinioni”. E il valore estetico e’ ”minacciato allo stesso modo dal relativismo che il dogma religioso”. Non dico – aggiunge – che le risposte date dal papa a questo problema ‘’saranno tutte di mio gusto, sicuramente no, ma almeno ha il merito di puntare il dito sulla grande sfida del secolo a venire”.
Proseguendo nella sua riflessione Finkielkraut ricorda che il progressismo ”non ha niente altro da chiedere che l’ordinazione delle donne o dei preti sposati o del preservativo. Non e’ una proposta di mondo molto interessante”. ”Mi piacerebbe – aggiunge – che il progressismo facesse prova di piu’ generosita’ e di maggiore apertura mentale. Si ha l’impressione che la liberta’ sessuale abbia l’ultima parola su tutto”. Il filosofo vedrebbe positivamente il matrimonio dei preti ma ammette che ‘’si tratta di un affare secondario” mentre ‘’si sarebbe dovuto almeno prendere atto della grande profondita’ di questo nuovo papa”.
Finkielkraut non pensa ”che abbia una risposta a tutto” ma pensa che ”l’arrivo sul trono di San Pietro di un papa intelligente e’ obligatoriamente una buona notizia”, giacche’ si tratta di ”un grande teologo” che ”non fara’ un cattivo uso” della tradizione anche se ha un obbligo nei confronti di quelli che lo hanno preceduto”.
”Penso – conclude – che sia indispensabile per noi allentare la morsa dello spirito dei tempi”, in modo che ”possiamo essere davvero liberi”.
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25 aprile e sinistra
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
La giornata del 25 aprile celebrata in tutta Italia, nonostante le parole rassicuranti del Presidente della Repubblica e di quanti chiedono una riappacificazione nazionale dopo 60 anni, è servita alla Sinistra e alle sue appendici a fare le prove generali di quando, e loro ne sono convinti, governeranno il Paese.
Io non ne sarei così sicuro. Sì. Le piazze erano gremite di persone con bandiere rosse. Ma quanti italiani, e sono la stragrande maggioranza, pur rispettando il 25 aprile hanno disertato queste manifestazioni consapevoli del fatto che la sinistra ha voluto strumentalizzare l’evento in funzione dell’anti Governo Berlusconi? (falsamente accusato tra le altre cose anche di essere anti democratico).
Viviamo in un Paese democratico, è ammesso criticare anche pubblicamente in Governo, si va a votare tranquillamente senza nessun condizionamento e si può cambiare la scelta fatta alle elezioni precedenti.
Chi dice che non c’è democrazia in questo Paese, mente sapendo di mentire.
La verità è che Prodi ed i suoi compagni di avventura non hanno idee, non fanno proposte alternative e si trincerano dietro la retorica festa di Liberazione solo per ingannare l’elettorato in un copione già visto.
È indubbio che le flessioni elettorali della CdL siano da attribuire anche alla disertazione delle urne del nostro elettorato. La prima cosa che dovrà fare il Presidente del Consiglio è convincere la gente a ritornare a votare. È in gioco il futuro dei nostri figli e di chi verrà dopo di loro.
Per fare ciò bisogna riproporsi agli elettori cercando di vincere la loro diffidenza e facendo appello alla chiarezza, spiegare cosa si è fatto e cosa si vuole fare nel futuro; la settimana scorsa si è votato alle amministrative del mio Comune di residenza, Somma Lombardo in provincia di Varese, e la Coalizione di centro destra, grazie anche al contributo determinante della Lega, dopo essere andata al ballottaggio, in lieve vantaggio, ha vinto, mandando all’opposizione l’amministrazione di centro-sinistra che ha governato per dieci anni. Abbiamo fatto capire alla gente che cosa proponevamo per risolvere i problemi della città, al contrario l’Ulivo e company hanno impostato la campagna elettorale sulla demonizzazione della nostra coalizione, la gente ha capito e ci ha votato.
Siamo riusciti ha portare al voto anche quel elettorato che mediamente al secondo turno resta a casa, proprio perché ha capito i nostri buoni propositi e la nostra onestà.
Forse questo modello è proponibile anche a livello Nazionale, far capire alla gente che alla demagogia, alla retorica ed agli insulti sono preferibili le idee, ma soprattutto è preferibile la democrazia, quella vera e non quella di facciata della Sinistra che insulta ed impedisce di parlare a chi non è allineato. La ricorrenza del 25 aprile ci ha insegnato anche questo.
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Napoletani protestano contro gli zingari
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
«Quei rom non li vogliamo, abbiamo già i nostri problemi, e loro verrebbero solamente ad aggravarli». Per questo sono scesi in strada a centinaia, martedì. E hanno fatto le barricate, (qualcuno ha addirittura parlato di scene di guerriglia urbana) attuando per diverse ore un blocco stradale che ha completamente paralizzato la circolazione nel quartiere di Fuorigrotta.
Sono gli abitanti della zona di via Campegna, nella periferia occidentale di Napoli che non hanno nessuna intenzione di subire l’ipotizzato trasferimento nella loro zona, all’interno dell’ex arsenale, degli zingari rom attualmente insediati nei pressi del parco San Paolo.
Poco prima un incendio, dalle cause ancora incerte, aveva distrutto una cinquantina di baracche nel un campo nomadi a Caivano (comune dell’hinterland del capoluogo partenopmeo) che ospita circa 250 zingari.
La manifestazione all’insegna del “no ai rom” da parte dei napoletani si è protratta per diverse ore e il blocco, dopo forti momenti di tensione con le forze dell’ordine in assetto antisommossa è stato rimosso solo in seguito alla convocazione di un incontro in Prefettura. I rappresentanti dei manifestanti, accompagnati da consiglieri regionali, comunali e circoscrizionali hanno manifestato al prefetto Renato Profili tutte le loro forti preoccupazioni per il trasferimento dei rom (quasi tutti di origine romena) a ridosso delle loro abitazioni.
Preoccupazioni più che legittime e condivise, o almeno condivisibili anche da chi napoletano non è ma è comunque costretto a vivere (vedi gli abitanti della zona di via Barzaghi fino all’anno scorso) a contatto con comunità rom al cui interno di nascondono delinquenti o vere e proprie bande criminali.
Eppure, anche ieri, anche a Napoli, di fronte alla protesta della popolazione, sono arrivati commenti “buonisti” e del tutto fuoriluogo. In testa quello di Marco Nieli, vicepresidente dell’Opera Nomadi, che ha commentato la sommossa popolare spiegando che: «È incredibile che ogni volta che si cerca di mettere su un centro di accoglienza, un centro di prima accoglienza temporanea, mica un accampamento qualcuno ci precede, aizza gli animi , versa benzina sul fuoco». «Si sta mettendo su – ha aggiunto Nieli- un’irresponsabile, inaccettabile, pagliacciata xenofoba. Se ci chiediamo a chi giova, il gioco si fa anche trasparente. La gente è strumentalizzata, spaventata».
Decisamente più pacato (ma ci mancherebbe altro) l’intervento di Isadora D’Aimmo, assessore alla Pace, Cooperazione internazionale e Immigrazione della Provincia di Napoli: «Comprendo le ragioni dei cittadini di Napoli e della provincia per la difficile situazione che si è venuta a creare in questi ultimi tempi in relazione ad alcuni insediamenti Rom ma mi sento tuttavia in dovere di fare appello al senso civico di tutti e alla tolleranza verso la popolazione nomade i cui scopi non contemplano, malgrado tutto, quello di turbare gli equilibri dei quartieri in cui si insedia».
«La situazione abitativa e igienica degli insediamenti è effettivamente problematica – ha aggiunto D’Aimmo – ma stiamo lavorando con serietà, in collaborazione con i Sindaci della provincia, cercando di contemperare le esigenze di tutti e sono convinta che arriveremo presto ad una soluzione positiva”.
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Cina: cristiani pregavano senza permesso, repressi.
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
Sette sacerdoti della Chiesa sotterranea sono stati arrestati il 27 aprile scorso, nel villaggio di Wuqiu, vicino alla città di Jinzhou (Hebei). I sacerdoti, con età fra i 30 e i 50 anni, si erano radunati per un ritiro spirituale insieme al vescovo Giulio Jiazhiguo, vescovo non ufficiale di Zhengding. La notizia è stata diffusa dalla Kung Foundation, un’organizzazione con base negli Stati Uniti, che ha anche dato i nomi degli arrestati:
p. Wang Dingshan (50 anni), Li Qiang (31), Liu Wenyuan (35) di Gaocheng; p. Zhang Qingcai (45) della contea di Wuji; p. Li Suchuan (40) di Zhaoxian; p Pei Zhenping (43) di Luancheng; p Yin Zhengsong (32) di Dingzhou.
Ordinato dalla Pubblica sicurezza e dall’Ufficio affari religiosi di Shijiazhuang, Il raid contro i sacerdoti è avvenuto alle 5.30 del pomeriggio, quando il luogo del ritiro è stato circondato da dozzine di poliziotti e da 9 auto.(…) In Cina il governo permette le attività religiose solo con personale e in luoghi registrati e controllati dallo stato e dall’Associazioni patriottica. Ogni attività religiosa al di fuori del controllo statale è considerata fuorilegge e un attentato all’ordine pubblico. Il controllo dell’Associazione patriottica mira a far nascere una chiesa nazionale, separata dal rapporto con il papa.
Nei giorni dei funerali di Giovanni Paolo II e alla elezione di Benedetto XVI alcuni media hanno creduto di rilevare un cambiamento di toni nel governo cinese e nuove prospettive per un dialogo fra Cina e Vaticano. (…)
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Preso clandestino rapinatore
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
Con un grosso coltello da cucina in mano, nel centro di Torino, un nordafricano di circa 25 anni l’altra sera ha tentato di rapinare un passante, poi ha minacciato con la stessa arma alcuni agenti di polizia accorsi sul posto. È stato arrestato per tentata rapina aggravata, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. L’arrestato, clandestino, pregiudicato per spaccio di droga, rapina e furto aggravato, risulta noto alle forze dell’ordine con varie identità e si è rifiutato di rivelare il proprio nome. Nei suoi confronti era stato emesso un ordine di espulsione nel 2004, poi un ordine di carcerazione, nello stesso anno.
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Sventato maxifurto di scarpe
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
I carabinieri hanno sventato ieri notte, un furto da almeno 30mila euro in un magazzino del quartiere Tor Cercara. I militari hanno sorpreso tre malviventi, due dei quali sono riusciti a fuggire, mentre stavano caricando il bottino su un furgone, che poi è risultato rubato. La refurtiva consisteva in 300 scatoloni contenenti scarpe da lavoro di proprietà, di un commerciante cinese. In manette è finito un romeno clandestino di 41 anni, bloccato dai carabinieri al termine di un concitato inseguimento. L’uomo insieme ai suoi due complici, probabilmente connazionali, alla vista delle forze dell’ordine è salito sul mezzo ed è fuggito a grande velocità.
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Presa banda di ladri di nickel
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
La polizia ha individuato e sequestrato ieri un ingente quantitativo di nickel che era stato rubato all’interno della ditta Flag di Venezia. I banditi erano riusciti a forzare il lucchetto del cancello principale e a entrare nel deposito merci dove, utilizzando un muletto, avevano asportato alcune tonnellate di nichel, contenuti in fusti, caricate su un furgone di proprietà della ditta con cui sono fuggiti. Le indagini hanno consentito di accertare che parte consistente del materiale era stato ricettato in provincia di Ferrara, a Cento, in una ditta di smaltimento di rottami e rifiuti, e che il furto era stato perpetrato da un’organizzazione criminale composta da nomadi.
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Tre romeni accoltellati
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
Tre romeni di 31, 29 e 24 anni, due uomini e una donna, sono stati aggrediti a coltellate la scorsa notte nella loro abitazione in via di Bravetta, a Roma, da una ventina di zingari che hanno fatto irruzione nell’appartamento per motivi non ancora chiariti. La banda di aggressori era armata di coltelli, roncole e di una spada e si è presentata poco dopo la mezzanotte nel residence Roma. Per le conseguenze dell’aggressione due romeni sono stati ricoverati per lesioni ai tendini delle mani e ferite alla testa mentre la loro connazionale è stata dimessa con pochi giorni di prognosi. Sulle ragioni della spedizione punitiva raccontata dalle vittime sta ora indagando la polizia.
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Terroristi uccidono irachena che lottava per diritti umani
Pubblicato da Jake su 28 Aprile 2005
Lamiya Abed Khaduri, parlamentare irachena eletta nella tornata dello scorso 30 gennaio nelle fila della “Lista unita irachena” di Iyad Allawi, è stata oggi assassinata a Bagdad a colpi di arma da fuoco. Si tratta della prima deputata del “nuovo Iraq” ad essere uccisa dei ribelli. L’assassino ha atteso che uscisse dalla sua abitazione ed ha aperto il fuoco non lasciandole scampo.(…)
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La resistenza continua
Pubblicato da Jake su 26 Aprile 2005
Ieri sono andato al 25 aprile e ho incontrato uno striscione con questo slogan agghiacciante:”Ieri banditi, oggi terroristi – La resistenza continua” e una bandiera palestinese
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Il discorso del Papa conservatore(?)
Pubblicato da Jake su 26 Aprile 2005
(…) «Il discorso si fa pieno di affetto anche nel saluto che rivolgo a tutti coloro che, rinati nel sacramento del Battesimo, non sono ancora in piena comunione con noi; ed a voi fratelli del popolo ebraico, cui siamo legati da un grande patrimonio spirituale comune, che affonda le sue radici nelle irrevocabili promesse di Dio. Il mio pensiero, infine – quasi come un’onda che si espande – va a tutti gli uomini del nostro tempo, credenti e non credenti».(…) Pregate per me, perchè io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perchè io non fugga, per paura, davanti ai lupi. (…) Quante volte la Chiesa crede più nel potere degli averi e dei divieti piuttosto che nella guida dell’amore.
Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità.
Anche la Chiesa si è fatta in passato – e rischia di continuare a essere oggi – ideologia del potere mondano, con anatemi che lungi dalla liberazione dell’uomo lo rinchiudono nel “peccato” senza possibilità di uscita (…) Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Quante volte la Chiesa ha crocifisso con i suoi anatemi.
Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini. (…)
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Egitto: arrestati volantinatori pro-democrazia
Pubblicato da Jake su 26 Aprile 2005
La polizia ha arrestato due membri del movimento democratico-riformatore “Kifaya” (che in arabo significa “basta”), mentre distribuivano adesivi e invitavano i passanti a unirisi alle dimostrazioni programmate per questa settimana. Lo riferiscono alcuni rappresentanti del partito.
I due attivisti, Ashraf Suleiman, impiegato, e Hisham Nabeel, studente universitario, sono stati arrestati in una zona vicino a Helwan, mentre stavano distribuendo adesivi gialli con il nome del movimento, che i membri mettono sul petto o con i quali sigillano la bocca durante le proteste, racconta George Ishak, uno dei leader del Kifaya.
Il movimento Kifaya ha indetto dei raduni in 15 città egiziane, tra cui uno al Cairo, domani. “Sarà una dimostrazione silenziosa e pacifica – ha detto il leader Ishak – vogliamo solo mettere in
guardia la gente dagli ostacoli che impediscono loro di rivendicare i propri diritti costituzionali”.
Da dicembre il movimento “Basta”, ha tenuto una serie di proteste – ad ognuna delle quali hanno partecipato diverse centinaia di persone – chiedendo la fine del governo del presidente Hosni Mubarak, la riduzione del potere quasi illimitato delle forze di sicurezza e altre riforme.
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Cambiamenti in Siria
Pubblicato da Jake su 26 Aprile 2005
Sono sempre più all’insegna di riforme e di svolte in apparenza significative i segnali che la Siria sta inviando all’Occidente nel momento in cui, su pressione della comunità internazionale, dopo 29 anni sta per porre fine alla sua presenza militare in Libano.
Mentre gli ultimi reparti stanno rientrando in patria dal Paese vicino, da Bangkok è giunta la notizia che Damasco, accusata dagli Stati Uniti di appoggiare il terrorismo internazionale, ha aderito a un trattato dell’Onu che si propone di combattere i finanziamenti ai gruppi estremistici. Nell’ultima settimana, inoltre, si sono avuti altri due sviluppi importanti: il rientro in patria di due noti esuli politici e le clamorose dichiarazioni fatte sabato sera da uno dei massimi dirigenti del Baath, il partito egemone del regime di Assad. Parlando con alcuni i giornalisti, Abdul Qader Qaddoura, uno dei 16 membri della direzione, ha detto per la prima volta che il Baath ha commesso errori «anche gravi» e ha ipotizzato una prossima revoca della legge marziale in vigore dal 1963. L’alto funzionario si è spinto anche oltre, lasciando intendere che la Siria è pronta a voltare pagina: il regime del partito unico di cui il Baath è l’anima potrà essere superato con la nascita di nuove formazioni.
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Cina: inondazione in miniera
Pubblicato da Jake su 25 Aprile 2005
Almeno 39 dei 69 minatori rimasti intrappolati in un impianto carbonifero nei pressi della città di Jiahoe, nel nordest della Cina, in seguito ad un’inondazione, sono stati tratti in salvo, mentre gli altri 30 risultano ancora dispersi. È quanto riferiscono oggi le squadre di soccorso, ancora impegnate nella ricerca di eventuali superstiti.
Un portavoce della minera ha riferito che “si continua a sperare per la loro sopravvivenza”. L’incidente di ieri è l’ultimo di una lunga serie in Cina, dove lo scorso anno sono rimasti uccisi, secondo cifre ufficiali, oltre seimila minatori. A febbraio, 214 minatori erano rimasti uccisi nel peggior incidente degli ultimi 40 anni.
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Tokyo chiede scusa, alla Cina non basta
Pubblicato da Jake su 23 Aprile 2005
Il primo ministro giapponese liberaldemocratico Junichiro Koizumi ha scelto Giakarta, sede del Vertice Asia-Africa inaugurato ieri, per esprimere di fronte al mondo il «forte rimorso e le scuse dal profondo del cuore» del suo Paese per le sofferenze inflitte ai popoli dell’Asia durante il dominio coloniale e le guerre di aggressione del Giappone nella prima metà del secolo scorso, un nodo ancora vivo e tornato di tragica attualità nello scoppio della guerra della storia con la Cina.
Ma nelle stesse ore nella capitale giapponese 80 parlamentari si sono recati in pellegrinaggio di gruppo al tempio Yasukuni, che venera gli spiriti di 2,5 milioni di caduti in battaglia tra cui sette criminali di guerra, e viene considerato da Cina e dalle due Coree simbolo del militarismo nipponico prebellico.
E’ la prima volta che Koizumi, al potere dall’aprile 2001, si esprime con queste parole sull’eredità storica del suo Paese, un passaggio finora accuratamente evitato anche nel momenti peggiori della crisi con la Cina. E lo ha fatto ripetendo la dichiarazione che fece nel 1995 l’allora primo ministro, socialdemocratico,Tomiichi Murayama, in occasione del 50.mo anniversario della fine della seconda guerra mondiale. «Esprimo il forte rimorso e le scuse dal profondo del cuore del Giappone – ha dichiarato il premier nel suo discorso al vertice – per aver causato, attraverso il suo dominio coloniale e le guerre di aggressione tremendi danni e sofferenze alla popolazione di molti paesi, soprattutto asiatici. Il Giappone guarda in faccia senza alcuna remora e in spirito di umiltà a questi fatti storici. Per questo, dalla fine della seconda guerra mondiale, si è trasformato in una potenza economica ma non militare, che ha rinunciato per sempre all’uso della forza come strumento di soluzione dei conflitti internazionali». Non ci sono accenni alla “guerra con la storia” con la Cina, ma «il riferimento è chiaro – hanno sottolineato fonti ufficiali giapponesi -, Koizumi cerca di risolvere in spirito costruttivo la crisi con Pechino e rimettere su solide basi l’amicizia e la cooperazione tra i due paesi». E il premier stesso ha espresso ottimismo rivelando «che si è ormai nelle fasi finali dei preparativi per un colloquio domani 23 aprile» con il presidente cinese Hu Jintao. Pechino per ora tace. Fa sapere che i ministri degli Esteri dei due paesi sono ancora impegnati a discutere sulla opportunità dell’incontro tra Koizumi e Hu Jintao e nel suo messaggio al vertice lo stesso Hu Jintao non ha accennato al Giappone, riaffermando che la Cina considera prioritario il rafforzamento della solidarietà e della cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Le prime reazioni informali da Pechino sembrano comunque negative, del tipo «non servono parole, ma fatti». In sintonia, del resto, con i commenti acidi dei partiti di opposizione giapponesi. «Ci sembrano parole al vento, per di più una rimasticatura di cose dette 10 anni fa», ha detto un portavoce del partito democratico, il maggiore dell’opposizione.
E critiche severe ha espresso in un comunicato il ministero degli Esteri cinese al pellegrinaggio degli 80 parlamentari al tempio di Yasukuni. «Un atto di sfida, in un momento delicato come questo» vi si legge. Le critiche hanno sollevato un coro di rimostranze degli 80 parlamentari, 78 del partito liberaldemocratico di governo di Koizumi e due del partito democratico.
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Giusto cavalcare scorrettamente le argomentazioni
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Certo che non è facile dire alla gente che inizia a lavorare adesso che probabilmente non vedrà un centesimo di pensione… l’inca??atura era comprensibile. Cavalcarla per interesse politico era giustificabile (d’altronde sono certo che l’avrebbe fatto anche la destra).
commento fatto al post corrispondente a questo su Antikomunista
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Spagna: matrimonio e adozione gay
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
”Habemus matrimonium” gridava uno striscione del Collettivo gay e lesbiche all’interno del parlamento spagnolo dopo che oggi la camera bassa ha approvato una legge, definita ‘’storica”, che consentira’ a persone dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini esattamente come gli eterosessuali.
La legge, che ripropone lo scontro fra le due anime della Spagna cattolica e socialista ed e’ stata criticata duramente dai vescovi spagnoli e dall’allora cardinale Joseph Ratzinger come ”distruttiva per la famiglia e la societa”’, e’ passata con 183 voti a favore, 136 contro (Popolari e Unione democratica di Catalogna, Udc) e 6 astensioni. Il Partito Nazionale Basco (Pnv) e Convergenza e Unione di Catalogna (CiU) della quale fa parte Udc, avevano lasciato liberta’ di voto ai propri deputati.
La camera ha anche approvato, con 192 voti a favore, 127 astensioni (Pp) e 5 voti contro, un progetto di legge che rende piu’ agile il divorzio rendendo possibile presentare domanda dopo tre mesi dal matrimonio, senza separazione previa e senza cause di colpevolezza.(…) Il Pp ha sottolineato che la sua opposizione non e’ nei confronti dei diritti, che invece difende, di gay e lesbiche, ma ad una legge che equipara la loro unione al matrimonio tradizionale (…)
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Russia e diritti umani: condanna UE
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Il Consiglio d’Europa condanna con fermezza la situazione dei diritti umani nella Russia di Putin. Un lungo e durissimo documento fotografa violazioni che il commissario Ue Gil-Robles non esita a definire ”inammissibili”. (…)
Desaparecidos: è uno dei capitoli chiave del rapporto. In Cecenia la questione dei desaparecidos coinvolge la sospensione della grande maggioranza delle inchieste riguardanti 2.400 persone scomparse.
Razzismo e la xenofobia: molte delle conclusioni e raccomandazioni del rapporto sono dedicate al capitolo sulla “protezione delle minoranze e la lotta contro la xenofobia”. Viene messa in evidenza la necessità di aumentare gli sforzi contro ogni forma di razzismo e di provvedere alla soluzione politica e legale degli stranieri che vivono in Russia.
Sono inoltre indicati nel documento i sempre più frequenti attacchi alle sinagoghe e altri episodi simili, e all’aumento registrato nei casi di profanazione dei cimiteri musulmani nelle regioni del Caucaso.
Libertà di stampa: evidenziate nel rapporto le ”tentazioni” di Mosca per ”monopolizzare l’informazione”, e le ”paure” espresse da giornali e altri media durante le interviste compiute nel Paese. Un riferimento riguarda anche leggi e normative che nell’ambito della lotta al terrorismo, rappresentano una restrizione della libertà di stampa e contrastano le garanzie d’informazione di un sistema democratico.
Tubercolosi e aids: segnalate nel rapporto le numerose carenze sulle condizioni di vita dei carcerati in molte delle prigioni russe. Anche se si ricordano i passi in avanti fatti per adottare una legislazione simile a quelle dei paesi occidentali, il documento mette l’accento sulle poverissime condizioni materiali in cui vivono i detenuti in molte carceri, considerate un fertile terreno per la violazione dei diritti umani. /…) La relazione dedica poi attenzione all’amministrazione della giustizia, al comportamento delle forze dell’ordine, al rispetto dei diritti dell’uomo all’interno delle forze armate, alla situazione di gruppi vulnerabili come i bambini e le donne e, nell’ambito della recente riforma sociale, degli anziani e dei disabili, infine al rispetto dei diritti umani nella Repubblica di Cecenia.
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Africani turnisti dello spaccio
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Spacciavano a turno: i nigeriani di giorno, i magrebini di notte. Per 8 mesi la squadra mobile di Ferrara, ha monitorato tutti i movimenti dello spaccio di droga al minuto, nella zona della stazione, uno dei punti “caldi” dello smercio di droga. Alla fine, l’altroieri è scattato il blitz che ha portato all’emissione di 11 ordinanze del gip Silvia Migliori, su richiesta del pm Nicola Proto, nei confronti di altrettante persone: di queste 8 sono in carcere per l’ordine di cattura, 2 sono latitanti, mentre l’undicesima, una donna, ha avuto come restrizione, gli obblighi di dimora. L’operazione antidroga è stata voluta dal questore cittadino Elio Graziano per dare una risposta concreta alle proteste e alle lamentele degli abitanti della zona.
L’operazione ha di fatto decapitato il mondo del piccolo spaccio cittadino: un giro che, da quanto accertato dagli ispettori dell’Antidroga, aveva oltre un centinaio di consumatori, tra liberi professionisti e non, di cui 43 sono stati ascoltati e verbalizzati come testimoni. Oltre ai responsabili del traffico che sono stati arrestati, sono stati indagati anche i “tassisti” dello spaccio: consumatori ferraresi che facevano da autisti ai trafficanti magrebini. In cambio di sconti sulla cocaina i “tassisti” accompagnavano in auto gli spacciatori a Bologna, Modena, Rovigo per rifornirsi di droga. Nell’indagine è rimasto coinvolto anche un dentista di Ferrara, ritenuto non solo un consumatore, e indagato nel concorso in detenzione.
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Zingari rubano guard rail
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Sorpresi a rubare 170 metri di guard-rail dal peso complessivo di circa 100 quintali, tre zingari (padre e due figlie) sono stati arrestati dai carabinieri.
Il materiale doveva essere piazzato lungo la provinciale 73 a Nomaglio (To). I tre stavano caricando la refurtiva su un camion con l’aiuto di un braccio gru. A dare l’allarme sono stati alcuni operai della Provincia di Torino che hanno notato, l’altra sera, il camioncino fermo ai bordi della strada dove si stavano effettuando i lavori. In manette, con l’accusa di furto aggravato, sono finiti Alessandro Lagaren, 60 anni, e le due figlie, Alessandra e Emilia, di 45 e 23 anni, residenti nel campo nomadi di Cascina Forneris a Ivrea.
Sempre nel Torinese, due albanesi e un italiano sono stati sorpresi davanti a una ditta di Volpiano pronti a caricare su un furgone 26 termosifoni appena divelti dai muri di un capannone industriale. I tre sono finiti in cella con l’accusa di tentato furto. Una quarta persona è stata denunciata a piede libero.
All’arrivo dei carabinieri i quattro hanno tentato la fuga a piedi. L’italiano, Aquino Rocca, 57 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato subito bloccato. I due albanesi (Armand Feraj, 27 anni, carpentiere con regolare permesso di soggiorno, e Likai Armir, 24 anni, clandestino) sono stati catturati dopo una corsa nei campi. Un terzo albanese, A.B. 25 anni, ha ammesso di essere stato sul posto, ma solo per accompagnare gli amici.
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Per prendere borsetta prende a calci donna
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Per strappare la borsetta a una donna non ha esitato a prenderla a calci. Alla scena, avvenuta in largo Tel Aviv a Milano intorno ieri alle 15 e 20, hanno assistito due ragazzi che hanno inseguito il malvivente e lo hanno bloccato. Quindi quando sul posto sono arrivati i carabinieri glielo hanno consegnato. Lo scippatore, che ha dichiarato di essere peruviano e minorenne, è stato portato in caserma. Una volta che sarà stabilita la sua età verrà decisa la sua posizione.
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Scoperto laboratorio tessile clandestino
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Un laboratorio tessile che impiegava almeno una decina di lavoratori cinesi, quasi tutti in ”nero” è stato scoperto dai militari della brigata di Clusone della Guardia di Finanza a Vertova, in Valle Seriana. Il blitz che permesso di togliere il velo a questo ennesimo laboratorio clandestino, organizzato da immigrati orientali, è scattato dopo tre mesi di indagini, martedì (ma la notizia è stata diffusa solamente ieri).
All’interno del laboratorio, privo di adeguate strutture e soprattutto misure di sicurezza, venivano confezionati tessuti per la casa: solo due lavoratori cinesi erano regolari, altri sei, benchè in possesso del permesso di soggiorno, venivano utilizzati in nero, mentre tre erano clandestini in Italia. Questi ultimi sono stati quindi accompagnati in questura, a Bergamo, per le procedure di identificazione e la successiva espulsione. A carico della titolare del laboratorio, H.A.J., di 50 anni, è scattata una denuncia per sfruttamento di manodopera clandestina.
Da mesi le Fiamme Gialle svolgono costanti servizi di monitoraggio del territorio del Bergamasco per scoprire ditte irregolari: proprio a febbraio ne era stata scoperta una a Fiorano, a pochi chilometri da Vertova (Bg).
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Putin vende missili alla Siria terrorista
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
I missili antiaerei che la Russia intende vendere alla Siria rappresentano una minaccia per Israele: in un’intervista trasmessa dalla Radio Israeliana, il premier Ariel Sharon ha espresso il timore che quelle armi « possano finire nelle mani di organizzazioni terroristiche ». Israele non può tuttavia intervenire nella vendita di armi da parte della Russia ad altri paesi, ha sottolineato. Israele ha cercato di premere su Mosca per impedire la vendita dei missili SA-18, si legge sul sito del quotidiano israeliano ”Ha’aretz”, ma il presidente russo Vladimir Putin ha deciso di non rinunciare. Mosca ha assicurato che non avrebbe venduto razzi da spalla, ma solo pezzi da montare su veicoli, quindi non a rischio di finire in mano ad organizzazioni terroristiche. (…) Per Putin, che ha rilasciato un’intervista televisiva alla vigilia della sua storica visita in Israele la prossima settimana, la vendita di armi alla Siria non inciderà sull’equilibrio dei poteri in Medio Oriente. Ma il tema non mancherà di emergere durante il viaggio: ancora mercoledì sera, una fonte del governo israeliano citata da ”Ha’aretz” affermava che « la Russia, che da una parte combatte il terrorismo, dall’altra aiuta uno stato che lo appoggia ». A ciò si aggiunge il fatto che fonti della Difesa israeliana non considerano sufficienti le garanzie offerte dai russi sulle armi in vendita: i lanciamissili possono essere facilmente smontati, spiegano, ed altrettanto facilmente convertiti in lanciamissili a spalla.
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Francia con la Cina su Taiwan e contro l’embargo
Pubblicato da Jake su 22 Aprile 2005
Il primo ministro francese Jean Pierre Raffarin ha definito oggi “superato e discriminatorio” l’embargo sulle vendite di armi alla Cina imposto dall’Unione europea.
Raffarin, giunto oggi a Pechino per una visita di tre giorni, ha incontrato il collega cinese Wen Jiabao con il quale ha tenuto una conferenza stampa. In questa sede il premier francese ha anche definito “compatibile con la posizione francese” la legge cinese anti-secessione che prevede il ricorso alla forza nel caso in cui Taiwan dichiari l’indipendenza.
L’embargo contro la Cina fu imposto dall’Ue dopo il massacro di piazza Tien An Men nel 1989 e per la sua revoca si battono ora Francia e Germania. La scorsa settimana però i ministri europei hanno ribadito che la Cina deve fare dei passi avanti verso il rispetto dei diritti umani e nella sua controversia con Taiwan. L’approvazione della legge antisecessione in marzo ha complicato la questione.
Il premier cinese Wen nel corso della conferenza stampa ha affermato che la Cina sta lavorando per poter ratificare la Convenzione dell’Onu sui diritti civili e politici firmata nel 1998: “Stiamo facendo degli sforzi per poterla ratificare prima possibile”, ha detto. Tra i temi da affrontare ha citato la questione dell’esame sistematico delle condanne a morte da parte della Corte suprema e della rieducazione attraverso il lavoro.
Wen in particolare ha aggiunto che “anche i paesi più critici verso la Cina in materia di diritti umani sono obbligati a riconoscere che la Cina ha già realizzato progressi strutturali su questa questione”.
Durante la conferenza stampa è stata anche annunciata la commessa cinese di dieci nuovi Airbus per un valore da 500 a 600 milioni di dollari e la conferma del contratto per cinque A380 firmata a gennaio.
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La funzione della commissione sui diritti umani
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
Sudan, Cina, Russia, Arabia Saudita, Nepal, Cuba, Zimbabwe. Paesi che l’Occidente difficilmente etichetterebbe come democrazie. Eppure siedono nientepopodimeno che nella commissione dei diritti umani dell’ONU.
Si, avete letto bene, quell’ONU che la sinistra incornicia sempre come l’organo internazionale per eccellenza deputato alla gestione delle vertenze internazionali e fautrice (finora molto fallimentare) della deposizione delle dittature e delle tirannidi.
Risultato ottenuto finora: quello di di evitare le critiche agli stati membri, anche se torturatori.
fonte e approfondimento
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Putin e la svolta autoritaria
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
Il virus delle «rivoluzioni permanenti» nello spazio postsovietico spaventa il Cremlino. Per scongiurare il rischio del contagio in Russia, Vladimir Putin si affida ai giovani. In vista delle legislative 2007 e delle presidenziali 2008, il presidente ha deciso di sostenere un nuovo movimento studentesco: «I nostri». (…)Ribattezzati «nascisti», in riferimento all’assonanza con «nazisti», i giovani filo putiniani sono guidati dai ventenni fratelli Jakemenko. I 687 delegati di 30 organizzazioni regionali, riuniti all’accademia delle scienze di Mosca, hanno definito gli obbiettivi della loro «guerra antiarancione» nel Paese e nell’ex Urss. Nel mirino: Occidente, Usa, la «generazione dei disfattisti», la «perversa alleanza dei fondi internazionali e del terrorismo», i »nemici interni ed esterni di Putin», le «rivoluzioni floreali o colorate». Parole d’ordine: «patriottismo», «ottimismo storico», «mentalità strategica», «stabilità politica».
Secondo i consiglieri del Cremlino, il movimento pro-presidente dovrà infiltrarsi in scuole, università e luoghi di lavoro. Sono i giovani, secondo Putin, l’anello debole del suo potere. La missione è dunque «impedire dal basso la nascita di gruppi rivoluzionari» e «prevenire ondate di protesta popolare». Dopo le rivoluzioni in Georgia, Ucraina e Kirghizistan, allarmato dai venti insurrezionali in Moldova, Bielorussia e nelle repubbliche dell’Asia centrale, Putin è deciso a «salvare la Russia dalla disintegrazione territoriale, etnica e religiosa». (…)
Contro il «rischio-rivoluzioni» Putin ha appena fatto approvare dalla Duma una profonda riforma elettorale che garantisce la maggioranza ai partiti oggi al potere. Cancellata la quota maggioritaria, soglia al 7 per cento, sistema proporzionale e liste di partito bloccate, divieto di aggregazione tra i nuovi partiti, obbligo di raccogliere 50 mila firme per le nuove formazioni, maxi-finanziamenti ai gruppi parlamentari e super cauzioni per gli esordienti. Per gli osservatori, dopo la nomina presidenziale dei governatori, significa «la fine della competizione politica in Russia».
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La verità sui soldati USA
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
(…) uno studio del Center for American Progress che smentisce uno dei luoghi comuni più cari alla sinistra europea a proposito della composizione etnica e sociale dell’esercito americano. Non è vero, dimostrano i dati pubblicati dal New York Times, che i militari uccisi in Iraq siano in maggioranza poveri, poco istruiti e appartenenti a minoranze afro-americane e latinos. E’ vero il contrario: la stragrande maggioranza dei caduti in Iraq è composta di soldati bianchi, ventenni, diplomati, residenti in grandi città e in quartieri non poveri.(…)
fonte e approfondimento
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Norvegia: razzismo contro i norvegesi
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
La novità arriva dalla Norvegia: un’associazione che lotta contro il razzismo, la Antirasistisk Senter, ha sporto denuncia contro l’autore di un libro distribuito clandestinamente a Oslo che descrive l’uomo bianco come «un’emanazione del diavolo».
«Le affermazioni contenute in questo libro – spiega il presidente dell’associazione, Nadeem Butt – sono del tutto prive di senso e in una società in cui si cerca di vivere in armonia è importante agire contro tali manifestazioni». È la prima volta che l’associazione lancia una battaglia contro l’espressione di un razzismo nei confronti dei norvegesi di stirpe. La polizia deve ora verificare se il libro, intitolato “Il figlio di Satana”, infrange le disposizioni della legge antirazzismo.
Scritto in urdu (lingua simile all’hindi parlata in Pakistan e India) da un autore sconosciuto, “Il figlio di Satana” definisce l’uomo bianco una «barbarie» e un «serpente velenoso» e lo accusa di aver generato «una spirale diabolica nel mondo per tormentare la gente». Secondo Butt, il testo non farebbe riferimento al terrorismo, ma si conclude con un appello alla sorte dei bianchi «sporchi e senza scrupoli», meritevoli di ricevere una punizione che la futura generazione non dimenticherà».
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Islamici a processo: si esibiscono i bambini
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
Che gli italiani sono diventati un popolo di piagnoni dalla facile commozione, forse l’avranno imparato dalle zingare o dalla moglie di Costanzo. Sta di fatto che gli islamici a processo a Brescia per terrorismo non hanno rinunciato a giocare l’umidiccia carta del sentimentalismo.
All’esterno della maxi aula di via Colle Beato sono arrivate alcune delle donne degli imputati con tanto di bambini al seguito e con un ordine preciso da eseguire: far sfilare i mocciosi per intenerire i cuori dei più fresconi.
Così agli islamici in erba sono stati affidati cartelli con scritte vittimistiche e strappalacrime di sicuro effetto del tipo “Voglio il mio papà” oppure “Chiediamo solo giustizia”. E, già che c’erano, i piccoli hanno dovuto esibire altri slogan dal tenore più propagandistico, tanto per onorare i diritti del profeta: “Mussulmani non terroristi”, “Giustizia giusta”, e via inalberando. Anche le donne hanno fatto la loro parte.
Le donne degli imputati sono state particolarmente solerti con i giornalisti: «Mio marito – ha piagnucolato una di loro – è in carcere per aver usato internet, per aver ospitato Rafik. Queste non sono colpe. Vogliamo una giustizia rapida perchè i nostri bambini hanno il diritto di vedere i loro padri». E giù melassa davanti alle telecamere: come farà l’italiano medio ed emotivo a non intenerirsi per quei piccini? Magari pensando a quanti orfani ha lasciato dietro di sè il terrorismo maomettano…
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Il 75 per cento dei clandestini è over-stayer
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
La popolazione di immigrati presenti in Italia e’ per il 75% ‘overstayers’. Lo riferisce il direttore dell’ Immigrazione Alessandro Pansa. Gli ‘overstayers’ sono persone che entrate legalmente attraverso i confini di altri Paesi con permessi provvisori, turistici o di altro genere, si sono poi trattenute nel in Italia. Un altro 10% e’ costituito da clandestini che arrivano via mare e un 15% da coloro che arrivano attraverso le frontiere terrestri.
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“Non cambieremo la riforma delle pensioni fatta dal centro destra”
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
“Non cambieremo la riforma delle pensioni fatta dal centro destra”
E’ questo, ribadito più volte, quanto ha affermato la trimurti Angius, Castagnetti, Mastella alla domanda su cosa ne farebbero della riforma se vincessero le elezioni, ieri sera a “Porta a Porta”. La cosa ha stupito un pò tutti, tanto che Vespa ha chiesto, subito braccato da Schifani, il perchè di questà novità; la candida (dal Candido) risposta di Castagnetti è stata: “non ci era piaciuto il metodo, ma la riforma era necessaria”. Angius e Mastella annuivano.
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La Chiesa, la Cina e Taiwan
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
Il primo ministro Wen Jiabao ha detto oggi che la Cina vorrebbe costruire rapporti col Vaticano ma solo se il nuovo papa rompe i legami con Taiwan e se il Vaticano accetta di “non interferire” negli affari interni della Cina. In una conferenza stampa insieme al premier francese Jean–Pierre Raffarin, in visita a Pechino, Wen ha precisato che “il Vaticano deve riconoscere che c’è una sola Cina al mondo, e che non può interferire negli affari interni cinesi”.
I commenti di Wen ricalcano le precondizioni dette da vari portavoce alla morte di Giovanni Paolo II e immediatamente dopo l’elezione di papa Benedetto XVI. Ma è la prima volta che un leader cinese fa questa affermazione in pubblico. Secondo alcuni osservatori questo è un segno che la Cina non può più fare a meno di affrontare la questione.
Le richieste di Pechino sono le stesse da almeno 20 anni. In passato, la Segreteria di Stato vaticana e di recente il vescovo di Hong Kong, mons. Joseph Zen hanno ribadito che il problema di Taiwan è facilmente risolvibile, ma che la Chiesa cattolica necessita garanzie di piena libertà religiosa, in particolare sulla nomina dei vescovi cinesi e sulla funzione dell’Associazione Patriottica, l’organismo di controllo delle Chiese da parte del Partito comunista. (…)
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Connecticut: unione civile (non matrimonio) per omosessuali
Pubblicato da Jake su 21 Aprile 2005
Lo stato americano del Connecticut ha approvato una legge che riconosce alle coppie dello stesso sesso lo stato di unione civile. La legge, firmata dal governatore repubblicano Jodi Rell, e’ la seconda del genere approvata in tutti gli Stati Uniti, dopo quella approvata in Vermont. Il riconoscimento di unione civile consente alle coppie gay di avere gli stessi diritti e gli stessi privilegi delle coppie eterosessuali, inclusi i benefici fiscali, anche se la stessa legge probisce in maniera specifica il matrimonio fra omosessuali, includendo un emendamento che attribuisce lo status di ”matrimonio” solo all’unione fra un uomo e una donna. ”Ho sempre detto di non credere in discriminazioni di nessun tipo”, ha detto Rell ai giornalisti dopo aver firmato la legge. ”Ritengo che questo provvedimento lo confermi e preservi allo stesso tempo il tradizionale significato del matrimonio”.
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Sfruttavano minorenni nigeriane: undici arresti
Pubblicato da Jake su 20 Aprile 2005
Si chiude con 11 arresti l’operazione “Multilevel” che ha permesso alla polizia di Modena di sgominare una banda di nigeriani che sfruttava giovani connazionali, anche minorenni, inducendole alla prostituzione. L’ organizzazione era appunto “multilevel”, si basava cioè su un sistema piramidale: le ragazze venivano acquistate in patria e in Italia dovevano lavorare per ripagare i loro proprietari dell’investimento, ma già quando raggiungevano i primi 20 mila euro, erano considerate più affidabili e quindi potevano iniziare a gestire altre ragazze, diventando esse stesse “madame” di primo livello.
Due minorenni, entrambi di 16 anni, e un 18enne, tutti di nazionalità ecuadoregna, sono stati arrestati dai carabinieri di Santa Margherita Ligure con l’accusa di avere rapinato poco prima nella cittadina ligure due anziane turiste, provenienti da Reggio Emilia, colpendole con calci e pugni. Secondo i militari i tre potrebbero essere gli autori di altre rapine avvenute con le stesse modalità negli ultimi mesi in altre località del Tigullio.
Malmenati a calci, pugni e bastonate da tre uomini, per un euro bloccato nel distributore automatico di sigarette. È successo a due tabaccai di Torino, marito e moglie che per questo sono finiti in ospedale. «Siamo scesi in strada – hanno spiegato – perchè abbiamo sentito dei colpi contro la serranda». Hanno trovato tre uomini che tiravano calci e pugni contro il distributore, urlando che si era «mangiato un euro di resto». I tabaccai hanno cercato di controllare l’automatico, ma non hanno fatto in tempo. I tre si sono lanciati contro di loro, picchiandoli anche con un bastone di ferro e sono rimasti a terra sanguinanti
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Droga: traffico Nigeria-Sardegna
Pubblicato da Jake su 19 Aprile 2005
I carabinieri di Cagliari hanno stroncato un traffico internazionale di droga tra la Nigeria e la Sardegna. L’operazione ha portato all’arresto di due trafficanti, uno sardo e uno nigeriano, e al sequestro di 3 chili di eroina bianca di produzione turca e di 20 kg di hashish. L’eroina era in ovuli nascosti all’interno di piedi metallici per tavoli e sedie, mentre l’hashish era su valigie trovate a bordo di un taxi.
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Truffa a Ssn: 4 milioni di euro
Pubblicato da Jake su 19 Aprile 2005
Operazione dei Carabinieri del Nas di Taranto nei confronti di 10 medici e 3 amministratori di un centro di fisioterapia convenzionato. Per loro e’ stato disposto l’arresto dal gip di Taranto. Secondo l’accusa sarebbero responsabili di associazione a delinquere finalizzata a truffe a danno del servizio sanitario nazionale. Secondo gli investigatori, venivano richieste in pagamento all’Als prestazioni con false ricette mediche. Il valore della truffa sarebbe di circa 4 milioni di euro.
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Tornato in italia mente della strage spagnola
Pubblicato da Jake su 19 Aprile 2005
È tornato in Italia ed è subito stato scortato nel supercarcere di Voghera in privincia di Pavia, Mohammed Osman El Sayed Rabei, detto anche “Mohammed l’egiziano”, cioè l’uomo considerato una delle menti dell’attentato dell’11 marzo a Madrid.
Arrestato a Milano nell’ambito di un’inchiesta sul terrorismo internazionale, Rabei era stato estradato temporaneamente in Spagna nel dicembre scorso per poter essere interrogato proprio in merito agli indizi che lo indicavano come uno degli ideatori dell’attentato sul treno nella capitale spagnola (dieci bombe che avevano causato 192 morti e 1427 feriti). Il trasferimento in Spagna, era stato deciso, sarebbe potuto durare per un massimo di sei mesi. Per gli inquirenti milanesi Rabei, al momento del suo arresto, stava preparando nuovi attacchi alle città europee dopo aver messo a punto, stando alle sue stesse parole intercettate, la strage di Madrid.
L’indagine su di lui, come anche su un altro islamico, il “discepolo” Yahya, sono ormai chiuse e nei prossimi giorni i magistrati chiederanno il rinvio a giudizio dei due imputati.
Già nel pomeriggio di oggi, nell’ambito della chiusura delle indagini, il pm Maurizio Romanelli, titolare di una delle inchieste sul terrorismo islamico in Italia, si recherà nel carcere di Voghera per interrogare (su richiesta dei suoi stessi difensori) l’egiziano che, terminato il giudizio in Italia, tornerà in Spagna per essere giudicato per strage e terrorismo, secondo le accuse che gli ha mosso il giudice iberico Juan del Olmo.
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Eroina dall’Albania
Pubblicato da Jake su 19 Aprile 2005
C’era anche un uxoricidio in vista: la vittima designata doveva essere uno dei componenti dell’organizzazione di narcotrafficanti albanesi smantellata all’alba dal Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Milano. Un omicidio architettato dalla moglie, anche lei appartenente alla banda, per eliminare il marito con la complicità di un amante italiano. E proprio per bloccare il piano che stava per essere portato a compimento a Mola di Bari, le Fiamme Gialle, coordinate dal pm della Dda milanese Marcello Musso, hanno deciso di intervenire con urgenza decapitando i vertici dell’organizzazione.
Su 10 fermi disposti dal magistrato ne hanno eseguiti otto, tra le province di Milano e Bari e la città di Vicenza. In più sono stati sequestrati una partita di 25 chili di eroina, qualche migliaio di euro e una nave ormeggiata nel porto di Bari, la Plava: faceva la spola tra Durazzo e il porto di Molfetta per trasportare, nascosta nel vano motori se non addirittura nel serbatoio, la droga che proveniva dalla Turchia. Droga che poi, passando per Milano e il suo hinterland, andava a finire, al dettaglio, su varie piazze italiane: dallo stesso capoluogo lombardo a Rimini, da Brescia a Padova, a Vicenza.
A costringere gli inquirenti a fermare i vertici dell’organizzazione sono state alcune telefonate intercettate lo scorso marzo, nelle quali Valbona Asllanaj, la moglie 34enne di Dajlan Asllanaj, 39 anni, sollecitava l’amante italiano (che, da parte sua, è solo indagato) a «fare quel lavoro» perché «io ho tanta, tanta paura». La donna in pratica voleva farsi da parte, chiudere con il lavoro sporco, perché temeva che le cose sarebbero finite male. Da qui il progetto, che fa pensare anche a un risvolto passionale, di eliminare il marito: aveva già pagato un acconto di 4 mila euro e stava per versare il saldo di altri 4 mila ad alcuni sicari legati alla malavita pugliese e con cui l’uomo era in contatto.
I fermi di ieri sono l’epilogo di una vasta e complessa operazione, cominciata nove mesi fa e chiamata “Actros”, che aveva già portato il Goa ad arrestare in flagranza 24 corrieri e a sequestrare 150 chili di eroina turca. Dalle indagini risulta che nei discorsi intercettati i nomi in codice della droga erano «paia di pantaloni», «lavoratori» oppure «operai». Tra le persone bloccate nell’hinterland milanese ci sono Shkelquim Ghashi, detto “Cimi”, 34 anni, considerato il capo della “cellula criminale” con base operativa a Brugherio, e due suoi connazionali. A Mola di Bari invece sono stati fermati, la vittima designata dell’omicidio, la moglie, anche lei componente dell’organizzazione e, unico italiano, Giulio Lucca, 74enne, pluripregiudicato che, secondo gli inquirenti, faceva per lo più da magazziniere. All’appello mancano, Hazan Buceta, 48 anni, ricercato da due anni e che dall’Albania provvedeva a procurare grossi quantitativi di eroina turca che poi veniva imbarcata sulla Plava verso le coste baresi, e uno studente di 22 anni, sempre albanese, che frequenta i corsi di economia e commercio alla Bocconi di Milano.
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