L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per 25 Febbraio 2005

Il vero senso del voto in Iraq

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

“La verità è che con il voto l’Iraq ha chiesto il ritiro delle truppe”

Massimo D’Alema

Pubblicato su Dichiarazioni, Elezioni, Guerre, Iraq, Italia, Massimo D'Alema | Lascia un commento »

Uniti come sempre

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

“L’Unione fa la forza. Siamo già uniti e con il simbolo lo saremo ancora di più”.

Francesco Rutelli

Pubblicato su Dichiarazioni, Francesco Rutelli, Unione | Lascia un commento »

Le bombe del Manifesto

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Ho sentito in tv un giornalista del Manifesto che, mostrando delle fotografie scattate dalla Sgrena, commentava quella di un bambino ferito su di un letto d’ospedale come il risultato di un bombardamento americano con le “democratiche” bombe a grappolo antiuomo contenenti biglie di ferro.
Quelle sono le bombe a grappolo usate per scrivere gli articoli sul Manifesto perchè le cluster bombs usate dagli americani sono un munizionamento anticarro a carica dirompente.
Le bombe di cui parlava il giornalista, vietate dalle convenzioni internazionali, non sono usate da nessun esercito Nato.
Deve trattarsi di una balla democratica.

STEFANO VIALE

Pubblicato su Guerre, Il Manifesto, Iraq, Italia, Lettere, Sinistra | Lascia un commento »

I simboli di giustizia e quelli no

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

“Falce e martello sono un simbolo che significa giustizia”

Armando Cossutta

fonte

Pubblicato su Armando Cossutta, Comunismo, Dichiarazioni, Italia, Sinistra | 1 Commento »

Ehud gol e l’ignoranza

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Ancora un episodio di aggressione in una università italiana ai danni di un rappresentante dello Stato di Israele. Ancora i soliti imbecilli dei collettivi. Ancora una volta ideologicamente affini ai giovani di Forza nuova. Medesimo il brodo di coltura. L’ignoranza. E intanto sulle assenze alla commemorazione della Shoa all’Onu solo silenzi. Che schifo.
Angelo Petrosillo

Pubblicato su Ehud Gol, Intolleranza, Israele, Italia, Lettere, Sinistra, Università | Lascia un commento »

Le Chat e il Pil

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Curioso accostamento di notizie: in prima pagina quello del ristagno del Pil, e subito dopo il trafiletto sugli italiani che hanno sprecato in un anno 31 milioni di ore di lavoro chattando dal proprio pc sul luogo di lavoro.
Chissà se non fossero state butatte vie tante ore di lavoro (peraltro pagate) come sarebbe stato il Pil.
Ci si lamenta sempre, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra.

G. POLLINI

Pubblicato su Economia, Italia, Lettere | Lascia un commento »

Il diritto di scioperare e quello di lavorare

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Mi chiedo che paese è quello in cui i presunti diritti di alcune categorie di lavoratori negano i diritti di tutti gli altri lavoratori.
Ieri sciopero improvviso e non preannunciato a Malpensa,la settimana scorsa il ministro Lunardi aveva ridotto lo sciopero delle ferrovie a 8 ore e i ferrovieri hanno incrociato le braccia per 24.
Dove sono le sanzioni previste?
Davvero l’Italia deve essere sempre il Paese dei balocchi?

MARCO FRANCESCHIN

Pubblicato su Economia, Italia, Lettere | Lascia un commento »

Sinistra fascista?

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

A uno sinceramente di sinistra, che le sue proteste se le è fatte, e non da lunga pezza, vien sinceramente da chiedersi: “Cosa diavolo gli passa nel cervello agli studenti del Collettivo politico di scienze politiche’ del polo universitario di Novoli?”. Perché in quello che hanno urlato all’ambasciatore Ehud Gol non c’è senso. Come se non avessero nemmeno letto i giornali, o guardato la televisione, nell’ultimo mese. Sono cortocircuiti mentali che fanno paura, che la sinistra deve disinnescare. Se non lo facciamo resta solo lo slogan, il tazebao, tutta roba illiberale (ma diciamolo pure: fascista!) per natura.
Cordialmente

Matteo F. Sacchi

Pubblicato su Ehud Gol, Intolleranza, Israele, Istruzione, Italia, Lettere, Sinistra, Università | Lascia un commento »

La memoria delle foibe e’ fascista

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Mi sono rotto i coglioni.
Sinceramente.

Mi sono rotto i coglioni della retorica nazionalfascitoide sui “vinti” (ma vinti de che?), di quella furia revisionista ignorante e ideologica che vuol farci pasteggiare a merda presentandocela come finissimo cioccolato svizzero.
Mi sono rotto i coglioni del “comune sentire” patriottardo, delle ristesure della Storia secondo spartiti scritti a rovescio.
Dell’italiano comunque buono e caitatevole. Del fascista che si rende eroe non semplicemente riscattando se stesso (già di per se pruriginoso intento e esito), ma sottolineando che i “valori” fascisti erano (SONO) comunque buoni, accettabili.
Sono stanco delle fojbe come piede di porco per scassinare la memoria (mai condivisa, mai comune, mai coltivata, in realtà); dello slavo descrito come inumano, untermen, e in quanto comunista e in quanto etnicamente diverso (inferiore no, inferiore non si può mai dire, che non è corretto e poi il tipo con la kippà a israele ha parlato di “malanno assoluto della storia”).
Lo slavo uccide per gusto. Ce l’ha nel sangue. Ci uccideva in quanto italiani.
E noialtri poveretti italianibravagente a dover abbandonare le nostre case, con il fagottino di povere cose.
Poi noialtri siamo finiti lì in Jugoslavia e, siccome c’hanno le tare genetiche c’hanno, si son presi a massacrare tra loro.
Sono stanco dei preti caritetavoli, degli slavi buoni. Buoni perché un po’ italiani. O italianizzati. O rigenerati dal fiero glande italiano (vedi la fidanzata di Beppe Fiorello che sembra uno sfollato, ma cazzo, siamo a ridosso della liberazione, non dopo l’8 settembre ‘43!).
Cazzo. Sta a vedere adesso che la violenza e il razzismo in quelle zone sono nate con la resistenza e la lotta anti nazifascista.
Il mondo capovolto. E preso a calci nei coglioni.
Sono stanco delle musiche struggenti a sottolineare volti di bambini con occhi da “cercafamiglia” che vengono usati come pacchi postali dei sentimenti con ricevuta di ritorno ( di ritorno per chi?) per com-muoversi: piagnucolare e muoversi verso il sentimento nazionale, nell’accezione stracciona nazionalista di questa masnada di glam fascisti post ex , muoversi dicendosi in testa “Eh beh certo che il fascismo… ma il comunismo è stato pure peggio. E quindi teniamoci cari i “ricordi di famiglia”".
Cazzo.
La storia è materia più fluida di quanto si possa credere, le interpretazione dei suoi fatti mutano e devono mutare a seconda della distanza temporale e dal necessario raffreddamento dei coinvolgimenti, della reperibilità nuova di documentazione e fonti, non a seconda dell’interesse politico imperversante al momento. Specie quando questo proviene dagli avanzi scartati e riconfezionati con carta stroboluccicante di chincaglieria mussoliniana da basso bordo, gente ubiqua tra le pellegrinazioni a predappio e il Millionaire di Briatore.
L’unica cosa che mi consola è che il film tv è interpretato nel ruolo principale da Beppe Fiorello, che nel giro ha fama di iellatore, avendo fatto fare flop a tutte le produzioni a cui ha partecipato…

Un tizio di sinistra sul forum del giornale l’Unità.

fonte

Pubblicato su Altro, Foibe, Intolleranza, Italia, L'Unità, Repressione, Televisione, Torture | 10 Commenti »

Merlo infanga i morti

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Riporto stralci di un vergognosissimo articolo di Francesco Merlo su Repubblica di ieri 24/02/2005.

F.Merlo commenta la morte di Giussani e invece di tacere compostamente come si richiede ad una qualsiasi persona istruita, vomita veleno.

Vomita veleno su chi non può ribattere.

Che non può ribattere perchè è morto.

Merlo attacca dalla prima riga all’ultima:

In fondo “non è morto il padre spirituale di tutti noi.”,perchè era invece un “politico combattente“, un “organizzatore di potere“, “il leader di una minoranza antimoderna“.

Poi, il massimo del trash: Merlo immagina che Giussani arrivi in cielo, che Dio Padre lo accolga alla Sua destra e che lo giudichi e ”già adesso starebbe chiedendogli conto anche delle lucrose attività della sua Compagnia delle Opere, di quel gran fumo di clericalismo simoniaco, di presunte truffe, di denunzie, di scandali e di processi penali che ha accompagnato il miracolo economico di don Giussani, dalle mense scolastiche di Roma alla Cascina San Bernardo di Milano, dai parcheggi ai cibi precotti e avariati, sino all’affaraccio di Oil for Food e al ruolo di Formigoni, sino alle suggestioni letterarie del Codice da Vinci

Segue dissertazione sul vero Dio, quello di Merlo, quello vero: “il Dio che immaginiamo noi laici, così diverso dal raggio di sole caravaggesco che tanto gli piaceva“.

E poi ancora, il peggiore tipo di ironia possibile, quello funereo su chi non c’è più, ricordando vere o presunte pecche e fingendo di inserire le accuse infamanti in una frase di elogio e di augurio di perdono dei peccati: “Dio perdonerebbe l’appoggio spirituale che lui, così onesto, diede alla peggiore Dc, quella romana delle tangenti, e quella della Sicilia complice della mafia, allo squalo Sbardella e al contiguo Salvo Lima“.

Ma non è finita, Giussani è stato esponente della cultura “cattolica integralista“, tale e quale e identicamente corrispondente alla “rivolta generazionale di sinistra“. A dividerli solo una diversa concezione di Dio, orgogliosamente rivendicata da Merlo alla faccia del rispetto delle idee altrui: “Al nostro Cristo infatti, che era confusamente costruito su una ideologia di liberazione guerrigliera e di preti operai, loro opponevano un Cristo da Torquemada. E non è vero che la nostra era ideologia e la loro era devozione. Il nostro Cristo era vivo almeno quanto il loro.

Poi capisce che ha esagerato i toni, fa autocritica e capisce che “Sicuramente il nostro Cristo era ideologia“. Ecco però il soprassalto d’orgoglio: ”ma anche quello di don Giussani era ideologia.  Ecco: ideologia contro ideologia, specchio rovesciato di tutto quel mal di vivere e di quel disadattamento in cui nessuno voleva stare, emigrando a salti e a piroette nelle paranoie politiche o religiose, nelle milizie combattenti per il proletariato o per Dio.”

Ammette: “E’ vero infatti che don Giussani si batteva contro la scristianizzazione dell’Italia e della stessa Chiesa“, ma in fondo che diritto ha di dire, il Gius, che pensa di avere ragione?

ma chi ha stabilito che il Cristo è quello di don Giussani?

Poi una domanda retorica sfruttata per insultare ancor di più: chi lo dice che Giussani era il Cristo annunciatore del vero Dio, tanto più che era pure “un militante politico“,  ”un sessuofobo“?

Infine,la vergogna giunge all’estremo per ben due volte: l’estremo del finto rispetto.

Dopo un intero articolo di insulti: “Noi piangiamo in privato e non lo raccontiamo a nessuno” e “rispettiamo anche don Giussani” perchè “tante volte da avversario ci ha dato da pensare, ci ha offerto provocazioni su cui riflettere” (Merlo ha riflettuto anche prima di scrivere questo articolo?).

Non ho parole.

Dopo aver lasciato questo commento sulla manifestazione di stima tributata dai milanesi e dai cattolici a quest’uomo, rimango davvero scioccato e ammutolito.

Sento solo profondo sdegno per chi non rispetta neanche i morti.

Non si pretende che fingano di essere d’accordo con la visione di don Giussani della vita, ma almeno di non insultarlo,di non fare della sua morte un’occasione di polemica,di mostrare un minimo di educazione, di civiltà…

A quanto pare anche queste sono speranze vane..
Per chi voglia veder coi propri occhi questo scempio, fornisco nuovamente il link

Invito chi la pensa come me a scrivere a Merlo,come ho fatto io, e leggere un articolo del Foglio che trovate su un altro blog e che,almeno parzialmente, ripaga di tanta gratuita acrimonia.

Pubblicato su Chiesa, Intolleranza, Italia, Luigi Giussani, Sinistra | Lascia un commento »

Scoperta rete bancaria clandestina, dieci denunce

Pubblicato da Jake su 25 Febbraio 2005

Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato allo smantellamento di una vera e propria rete bancaria clandestina, che operava al di fuori di ogni regola. Le Fiamme Gialle ”hanno operato – si legge in una nota – il sequestro preventivo di tutti i beni strumentali dell’attivita’ finanziaria e di raccolta del risparmio”.

La rete di finanziamento si estendeva alle province di Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Padova e Lecco. Le indagini, coordinate dalla Dda di Milano, sono state condotte dal Comando nucleo regionale di Guardia di Finanza della Lombardia.

L’operazione, hanno spiegato le Fiamme Gialle, pur essendo nata dalla segnalazione di un’ attivita’ di raccolta di denaro che riguardava un personaggio arabo sospettato di appartenere a reti criminali, non avrebbe evidenziato alcun legame con ambienti terroristici.

Le indagini hanno invece portato alla scoperta di una ”banca marocchina”, istituzionalmente presente in patria, che invece di porsi regolarmente sul mercato italiano, sottoponendosi a regole finanziarie e di tutela del risparmio, si avvaleva di un rastrellamento di fondi porta a porta (simile, per modalita’, all’ elemosina islamica, ma a fini personali per il cliente, e di profitto per la banca) che poi venivano inviati all’estero.

Un’ attivita’ di raccolta del risparmio che tra l’altro, in questo modo, sfuggiva completamente al fisco e ai controlli previsti dalle Leggi antiterrorismo e antiriciclaggio.

Nel corso dell’ operazione, denominata ‘Hawala’ dai finanzieri milanesi, sono state denunciate una decina di persone, prevalentemente nordafricane.

Pubblicato su Economia, Immigrati, Italia, Notizie | Lascia un commento »