La Spagna tenta un affannoso riallaccio con gli USA
Pubblicato da Jake su 3 Dicembre 2004
“La profondità e la conoscenza che Condoleeza Rice ha mostrato durante la sua carriera faranno di lei un’eccellente segretario di Stato”, ha detto Miguel Ángel Moratinos Cuyaubé, ministro degli Esteri e della Cooperazione spagnolo subito dopo che il presidente George W. Bush ha scelto Condi per sostituire Colin Powell. Ma non c’è dubbio che Moratinos, classe ’51, diplomatico dal ’77, soprannominato Curro (sgobbone) nel palazzo di plaza Marques de Salamanca, la Farnesina spagnola, ha fatto buon viso a cattivo gioco. Le relazioni Madrid-Washington, tesissime dopo la “fuga” dall’Iraq di aprile, minacciano di diventare ancor più difficili. “Cattiva notizia per il governo spagnolo. Moratinos può essere il membro dell’esecutivo più colpito da questa nomina, che riempie d’incertezza il suo impegno di ricomporre i rapporti con gli Stati Uniti”, ammetteva ieri persino il País.
Dopo la vittoria di Bush e nonostante il palese tifo per John F. Kerry (”Abbiamo bisogno di te”, diceva all’Internazionale socialista del febbraio scorso a Madrid l’allora capo dell’opposizione e attuale premier José Luis Rodríguez Zapatero), Curro ha cercato di riscaldare il gelo americano. L’ultima prova, e l’ennesimo flop, è del 13 novembre, quando ha fallito il tentativo di far incontrare il padre del presidente americano, a caccia nella Mancia, con il premier. “Bush padre ha consultato il figlio e il capo della Casa Bianca gli ha ordinato di non incontrare Zapatero. Ma il ministro della Difesa, José Bono, si è avvicinato alla tenuta dove si teneva la battuta venatoria per salutare l’ex presidente. Moratinos ha affermato che l’incontro di Bono con Bush senior è la dimostrazione della normalità delle relazioni diplomatiche tra Spagna e Stati Uniti”, rivelava ieri il moderato La Razón. Moratinos, ex inviato speciale dell’Unione europea per il medio oriente dal ’96 al 2003, uno dei più noti esponenti socialisti nel ministero degli Esteri madrileno, sta constatando che la sua campagna mediatica per riavvicinarsi a Washington sarà dura. E con Condi, che ha incontrato soltanto una volta a Washington, subito dopo la ritirata, il cammino è ancor di più in salita. L’allora consigliere alla Sicurezza nazionale non volle neppure i fotografi per una riunione definita “franca e dura”, che tradotta dallo slangdiplomatico vuole dire un disastro. E non c’è dubbio che la Rice, secondo cui “i terroristi possono aver appreso una lezione sbagliata dalla Spagna con il rimpatrio delle truppe”, non si farà abbindolare dal restyling che Curro cerca di spacciare con dichiarazioni più che stupefacenti. “La relazione di questo governo con gli Stati Uniti darà migliori risultati di quelli dell’ex premier José María Aznar”, ha detto al Mundo,benché Bush non si sia ancora sentito al telefono con Zapatero e non ci sia una data fissata per un loro incontro, mentre Aznar ha incontrato per 40 minuti, lo scorso 9 novembre e alla Casa Bianca, il presidente. Al País Moratinos ha detto: “Chi può apportare di più agli Stati Uniti nella sua azione internazionale, dopo l’Inghilterra, è la Spagna. Abbiamo credibilità in AmericaLatina, medio oriente, in Nord Africa e nel mondo arabo”. Aznar accusa l’esecutivo della Rosa di dare ali in Spagna all’anti americanismo. Moratinos non riesce a portare a casa alcunché, neppure con il direttorio franco-tedesco a cui si è sottomesso. Parigi e Berlino rispondono sempre negativamente alla richiesta zapaterista di mantenere intatto il loro apporto finanziario all’Ue. A Curro è stato dato un nuovo nomignolo: Desatinos (spropositi).