L’Archivio

L’archivio definitivo delle notizie

Archivio per Settembre 2004

Le due simone

Pubblicato da Jake su 30 Settembre 2004

Roma. Adesso che Simona Pari e Simona Torretta sono sane e salve, adesso che sorridono felici e ringraziano “tutte le comunità musulmane” e mandano un bacio “a tutti gli iracheni”, adesso che la paura è passata e hanno già potuto registrare una liberatoria puntata del Maurizio Costanzo Show, adesso che anche Roberto Benigni esplode di gioia dal set del suo nuovo film e un po’ di pubblicità non guasta mai, adesso finalmente si possono raccontare senza patemi le due Simone, ragazze generose e coraggiose, scese dall’aereo con le tunichette chiare e subito preoccupate di dire che “sono state trattate con tanto rispetto”. Perché a guardare la gabbia in cui è rinchiuso l’ostaggio inglese, e la catena che gli pende dal collo, pare un miracolo. Ma le ragazze hanno spiegato tutto molto giudiziosamente, hanno raccontato che all’inizio i rapitori sono stati un po’ duri, sì, e le hanno tenute bendate, loro hanno avuto anche paura, ma è successo solo perché pensavano che fossero spie, “a Baghdad, tra la popolazione civile, non per aiutarli ma per carpire informazioni”, allora sì, avrebbero avuto ragione. L’ostaggio iracheno ha addirittura rivelato che l’equivoco è nato sull’essere italiani: i sequestratori hanno pensato che “Un ponte per…” fosse un’associazione legata al governo. Poi però, meno male, la verità: un’associazione umanitaria assai poco governativa e anzi parecchio antipatizzante, quasi quasi meglio Saddam di Bush, e quindi sospiro di sollievo e via alla “cordialità”, hanno detto. Anche le medicine per la gastrite di Simona Torretta, che ha parlato della “gentilezza e premura” di chi le ha tenute in ostaggio per venti giorni. E poi la fede, la religiosità: persone assai devote, questi terroristi, loro li sentivano pregare e certo non potevano essere cattivi. Perché alla fine, nel liberarle, chiedendo scusa, “anche perdono”, e regalando loro dieci volumi del Corano tradotto in inglese, che Simona Torretta non ha scaraventato lontano ma ha tenuto stretti tutto il tempo in uno scatolone, hanno anche consegnato la pistola, che poi è stata data a Scelli. La pistola con cui, se le cose non fossero andate per il verso giusto, le avrebbero ammazzate. Ieri è stato il giorno della gioia, hanno detto tutti, e Simona Torretta è andata in Campidoglio a ricevere l’abbraccio del sindaco e della folla. E’ andata a togliere quelle gigantografie con loro due sorridenti a capo velato e la scritta “liberatele”, perché adesso sono libere di scherzare e di collegarsi con “Porta a Porta”, spiegando che presto torneranno in Iraq, che a loro manca già così tanto. I genitori sono d’accordo. E adesso in Campidoglio sventola un’enorme bandiera arcobaleno. Non importa ovviamente che al Jazeera non sappia nulla del video della liberazione, quello in cui le due ragazze si tolgono il velo davanti alla moschea, che pare filmato ad arte, non importa che gli ulema non si spieghino perché l’incontro sia avvenuto proprio lì, davanti a quella moschea, non importa nemmeno che le due Simone, nell’abbracciare il mondo intero, abbiano dimenticato qualche ringraziamento parecchio dovuto. Sarà stata l’emozione. Simona e Simona chiedono il ritiro delle truppe, e intanto la loro associazione ringrazia “le organizzazioni della resistenza irachena”. Loro chiedono di non dimenticare il popolo iracheno che soffre tanto, ma si dimenticano di Enzo Baldoni e Fabrizio Quattrocchi, ostaggi come loro a cui è andata peggio, e di quelli della cui sorte ancora non si sa nulla. Ringraziano i pacifisti, ma non la Croce rossa. Sentono di “avere riportato in superficie i valori di solidarietà e di pace in cui la gente crede”, e sono senz’altro in buona fede. Ma mentre si comportano da regine del reality show, vincitrici che si concedono al pubblico e raccontano di aver sempre saputo di farcela, rimuovono la realtà che pure hanno vissuto e dalla quale si sono salvate.

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I bambini israeliani vanno uccisi

Pubblicato da Jake su 30 Settembre 2004

Lo sceicco Yousef al Qaradawi, un religioso sunnita musulmano residente in Quatar, è stato fra i primi a condannare il massacro di Beslan. Allo stesso tempo, tuttavia, insiste che un simile attacco a scuole israeliane sarebbe giustificato, perchè gli scolari israeliani, se non uccisi, potrebbero crescere e diventare soldati.

The Wall Street Journal

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Non bisogna cedere al terrorismo (a chi lo dici!)

Pubblicato da Jake su 29 Settembre 2004

Il ministro degli esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, nell’esprimere “la grande soddisfazione” del governo di Madrid per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, ha auspicato che “il ricatto dei terroristi non possa mai trionfare” e che con loro non si debba mai negoziare “in alcun modo”.

Agi

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Bolzano: due donne musulmane entrano in piscina vestite

Pubblicato da Jake su 7 Settembre 2004

Al Lido di Bolzano due donne musulmane sono entrate in piscina vestite. Immediate le proteste dei bagnanti in costume da bagno e tanga che si sono precipitati dal bagnino, il quale si è visto costretto a fare uscire le due donne dall’acqua. Anche il Comune del capoluogo altoatesino è intervenuto fornendo le motivazioni ufficiali: “rispetto delle regole” e “motivi sanitari”. La risposta della comunità islamica non si è fatta attendere e ha fatto sapere alle autorità e all’opinione pubblica che capisce il divieto di fare il bagno con tunica e velo, ma nello stesso tempo chiede la costruzione di piscine per sole donne. «Fatti del genere non devono più accadere, c’è un regolamento, in piscina non si entra vestiti, ma solo con costume da bagno – sostiene Giustina Marinucci, direttrice dell’ufficio sport del Comune di Bolzano. Rispetto la religione musulmana, ma si devono adattare, come noi lo facciamo quando entriamo nelle loro moschee. Ci sono motivi di carattere igienico per vietare di entrare in acqua con vestiti». Per il capo della comunità islamica Aboulkheir Breigheche, «bisognerebbe creare piscine riservate a soli uomini e sole donne, come nei paesi musulmani. Certo, bisogna rispettare le regole. Sono libere di non rispettare l’islam, ma la religione ammette di entrare in vasca con il costume solo se ci sono donne»

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Bolzano: due donne musulmane entrano in piscina vestite

Pubblicato da Jake su 7 Settembre 2004

Al Lido di Bolzano due donne musulmane sono entrate in piscina vestite. Immediate le proteste dei bagnanti in costume da bagno e tanga che si sono precipitati dal bagnino, il quale si è visto costretto a fare uscire le due donne dall’acqua. Anche il Comune del capoluogo altoatesino è intervenuto fornendo le motivazioni ufficiali: “rispetto delle regole” e “motivi sanitari”. La risposta della comunità islamica non si è fatta attendere e ha fatto sapere alle autorità e all’opinione pubblica che capisce il divieto di fare il bagno con tunica e velo, ma nello stesso tempo chiede la costruzione di piscine per sole donne. «Fatti del genere non devono più accadere, c’è un regolamento, in piscina non si entra vestiti, ma solo con costume da bagno – sostiene Giustina Marinucci, direttrice dell’ufficio sport del Comune di Bolzano. Rispetto la religione musulmana, ma si devono adattare, come noi lo facciamo quando entriamo nelle loro moschee. Ci sono motivi di carattere igienico per vietare di entrare in acqua con vestiti». Per il capo della comunità islamica Aboulkheir Breigheche, «bisognerebbe creare piscine riservate a soli uomini e sole donne, come nei paesi musulmani. Certo, bisogna rispettare le regole. Sono libere di non rispettare l’islam, ma la religione ammette di entrare in vasca con il costume solo se ci sono donne»

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